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“Non ci arrivi, qui con me non ci parli più. Voi siete due Fonzie… che fa rima con…”: Paolo Del Debbio perde la pazienza e va su tutte le furie con due attivisti a Dritto e Rovescio

Dopo Bruno Vespa, tocca a Paolo Del Debbio. Le manifestazioni dei giorni scorsi spopolano nei talk show generando scontri accesi tra ospiti e conduttori. Un tema approdato anche a “Dritto e Rovescio” lo scorso 22 ottobre: “Non ci arrivi, qui con me non ci parli più“, ha tuonato Paolo Del Debbio interrompendo il confronto con Ezou Lalaoui e Marina Wildt, entrambi attivisti del PCR (il Partito Comunista Rivoluzionario). Il conduttore stava dando spazio al caso di Ivan, presentato come “l’eroe anti-maranza” e vittima di un pestaggio durante i disordini, il padrone di casa, come ricostruisce Fanpage.it, ha più volte chiesto ad entrambi di dissociarsi e di condannare chi commette quelle azioni.

“Bisogna chiedersi perché è successo questo. Si sta semplificando il dibattito sul ‘chiedi scusa o no'”, hanno replicato i due attivisti ovviamente slegati dal caso in questione e da responsabilità dirette nei disordini. “Fonzie non riusciva mai a dire di aver sbagliato. Voi siete due Fonzie… che fa rima con…”, le parole di Del Debbio, che ha citato il celebre personaggio di “Happy Days”, senza pronunciare apertamente la parola “str**i”.

Lalaoui e Wildt in un’intervista a Fanpage.it hanno spiegato di aver preso parte agli scioperi del 17 ottobre ma di non aver partecipato agli scontri violenti, anche se a “Dritto e Rovescio” la puntata sembrava costruita per far rispondere delle violenze commesse da altri: “E’ uno schema ricorrente della Tv e di alcuni giornali. C’è il tentativo costante di associare l’intero movimento alle azioni violente di pochi. (…) Quello di Del Debbio è stato un modo per delegittimarci, come se non avessimo idee ben strutturate da portare avanti in un confronto. Per anni hanno dipinto i giovani come disinteressati alla politica, adesso che ci mobilitiamo non va bene lo stesso. È lo stesso trattamento paternalistico che viene riservato anche ai lavoratori, a cui si ripete che non si possono alzare gli stipendi e che certi temi non li riguardano. Noi pensiamo invece che spetti proprio al movimento giovanile e ai lavoratori rimettere radicalmente in discussione il sistema”, il racconto degli attivisti.

“Sapevamo di trovarci di fronte a interlocutori con idee diverse dalle nostre a Dritto e Rovescio, ma speravamo quanto meno di riuscire ad avere un contraddittorio. Manca, secondo noi, uno spazio mediatico che rifletta il reale dibattito della società, in tutte le sue tendenze. Molti giovani non guardano più la televisione, non leggono più i giornali, proprio per questo motivo”, hanno concluso.

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Bruno Vespa su Sabrina Brizzola: “Mi ha deluso che una giovane con un ruolo importante non si documenti”. E critica le reazioni alla polemica

“A una settimana dal confronto in studio con Sabrina Brizzola, coordinatrice dell’Unione degli universitari, farei qualche osservazione a mente fredda, commentando le reazioni che ho trovato talvolta fuori misura”, ha così esordito Bruno Vespa nella puntata di “Porta a Porta” in onda martedì 27 ottobre. Il conduttore è tornato sulla polemica che lo ha travolto negli ultimi giorni: “Mi dispiace aver usato un tono forte, ma lo spiego con la delusione che una giovane con un importante ruolo di rappresentanza non si documenti su alcuni punti chiave venendo smentita sull’abbandono scolastico (con l’8,2% abbiamo anticipato di cinque anni il target dell’Unione Europea), sulle borse di studio (assegnate invece al 99,8% degli aventi diritto, come documentato dall’Andsu) e sugli studentati, come da replica ministeriale”, ha spiegato il giornalista.

Un passo indietro per i toni utilizzati ma non per i contenuti: “In campagna elettorale, chiunque stia all’opposizione dice bugie sui provvedimenti della maggioranza. Avendo avuto maestri che mi hanno insegnato come il controllo delle fonti sia la premessa per qualunque discussione, mi farebbe piacere che i giovani si distinguessero, combattendo la loro legittima battaglia su dati di fatto reali”, ha concluso Vespa.

Il filmato dello scontro in poche ore era diventato virale sui social: “Quando parlate voi giovani, per favore, documentatevi prima. Questo lavoro è fatto anche di studio, capisce? Quindi quando venite qui, venite preparati, dovete studiare, sennò dite delle sciocchezze che non vi giovano”, aveva sbottato il conduttore rivolgendosi a Sabrina Brizzola, 24enne coordinatrice dell’Unione degli universitari, mentre quest’ultima nel corso della sua ospitata a “Porta a Porta” aveva parlato del tasso di abbandono scolastico “molto alto in Italia”.

“Visto che lei è informata, la prego di vedersi le statistiche“, aveva aggiunto il padrone di casa dopo aver più volte chiesto a Brizzola – visibilmente innervosito – di non essere interrotto: “C’è il massimo recupero storico di abbandono scolastico. Noi siamo con un anno di anticipo rispetto ai target dell’Unione europea”. “Posso rispondere? L’Italia è l’unico paese in Europa che non copre tutte le borse di studio degli studenti universitari. Questo è un dato che se qualcuno vuole confutarmi sono contenta di ascoltare. Le borse di studio non vengono coperte, le università vengono definanziate”, aveva aggiunto la coordinatrice dell’Unione degli universitari.

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