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Lavoro, occupazione stabile al 63% ma la disoccupazione sale a quota 6,3%

Secondo gli ultimi dati Istat relativi all’occupazione, il mese di settembre mostra un’economia in cui la spinta alla creazione di nuovi posti di lavoro va rallentando mentre ci sono importanti segnali di precarizzazione per via della sostituzione di contratti indeterminati con contratti a termine.

Ma c’è anche il rovescio della medaglia, rappresentato dalla contestuale diminuzione degli inattivi su base annua (-293mila), che indica un segnale di fiducia nel complesso. Le persone tornano a cercare un’occupazione, anche se l’assorbimento da parte delle imprese stenta a stare al passo nel breve termine.

Occupazione e disoccupazione a settembre 2026

Il dato più preoccupante è relativo al tasso di disoccupazione: a settembre 2026 è pari al 6,3%. A settembre 2025 era pari al 5,9% mentre a settembre 2024 era del 6,1%.

Guardando i dati in dettaglio, a settembre 2026 il numero di occupati è pari a 24 milioni e 328mila unità. Un dato più o meno stabile rispetto al mese precedente.

Cresce, dunque, la disoccupazione mentre contestualmente cresce anche l’inflazione. Un colpo per il portafoglio, soprattutto per chi è socialmente più fragile.

Questo l’andamento della disoccupazione giovanile (15-24): settembre 2026 al 19,9%, settembre 2025 al 20,5% e settembre 2024 al 18,6%.

La crescita dei dipendenti a termine, che sono 2 milioni e 567mila unità, è compensata dal calo dei dipendenti permanenti (che sono 16 milioni e 490mila unità).

Rimane stabile il numero dei lavoratori autonomi (pari a 5 milioni e 270mila unità).

L’occupazione rispetto a settembre 2025 (+198mila occupati in un anno) interessa:

  • i dipendenti permanenti (+71mila);
  • quelli a termine (+89mila);
  • e gli autonomi (+38mila).

Nel confronto mensile i tassi di occupazione, disoccupazione e inattività rimangono invariati:

  • tasso di occupazione 63%;
  • tasso di disoccupazione 6,3%;
  • tasso di inattività 32,7%.

Chi cerca lavoro in Italia

La crescita delle persone in cerca di lavoro (+0,3%, pari a +4mila unità) coinvolge soprattutto le donne, i 25-34enni e i 35-49enni.

Il numero dei disoccupati

Secondo l’Istat, il numero di disoccupati diminuisce tra gli uomini e nelle classi d’età. Il tasso di disoccupazione è stabile al 6,3% e quello giovanile cala al 19,9% (-0,4 punti).

Rispetto al trimestre precedente, le persone in cerca di lavoro crescono del 7,2% (+108mila unità) e gli inattivi di 15-64 anni diminuiscono dello 0,8% (-101mila unità).

Popolazione per genere e condizione professionale

Di seguito i dati relativi all’occupazione del mese di settembre 2026 (variazioni congiunturali):

Valori assoluti
(migliaia di unità)
set26
ago26
(assolute)
set26
ago26
(percentuali)
lug-set26
apr-giu26
(assolute)
lug-set26
apr-giu26
(percentuali)
MASCHI
Occupati 13.955 -12 -0,1 +17 +0,1
Disoccupati 844 -6 -0,7 +41 +5,3
Inattivi 15-64 anni 4.487 +24 +0,5 -56 -1,2
FEMMINE
Occupati 10.373 +5 0,0 -30 -0,3
Disoccupati 776 +10 +1,3 +66 +9,5
Inattivi 15-64 anni 7.634 -27 -0,4 -46 -0,6
TOTALE
Occupati 24.328 -7 0,0 -13 -0,1
Disoccupati 1.620 +4 +0,3 +108 +7,2
Inattivi 15-64 anni 12.121 -3 0,0 -101 -0,8

Qui sotto i le variazioni tendenziali:

set26
set25
(assolute)
set26
set25
(percentuali)
MASCHI
Occupati +126 +0,9
Disoccupati +41 +5,0
Inattivi 15-64 anni -110 -2,4
FEMMINE
Occupati +72 +0,7
Disoccupati +77 +11,0
Inattivi 15-64 anni -183 -2,3
TOTALE
Occupati +198 +0,8
Disoccupati +117 +7,8
Inattivi 15-64 anni -293 -2,4

Occupati per posizione professionale e carattere dell’occupazione

Qui sotto una tabella che mostra la distribuzione degli occupati per posizione professionale a settembre 2026 (variazioni congiunturali):

Valori assoluti
(migliaia di unità)
set26
ago26
(assolute)
set26
ago26
(percentuali)
lug-set26
apr-giu26
(assolute)
lug-set26
apr-giu26
(percentuali)
OCCUPATI 24.328 -7 0,0 -13 -0,1
Dipendenti 19.057 -7 0,0 +18 +0,1
– permanenti 16.490 -108 -0,7 +35 +0,2
– a termine 2.567 +101 +4,1 -17 -0,7
Indipendenti 5.270 0 0,0 -32 -0,6

Qui sotto un altro punto di vista sull’occupazione, tenendo conto delle variazioni tendenziali:

set26
set25
(assolute)
set26
set25
(percentuali)
OCCUPATI +198 +0,8
Dipendenti +160 +0,8
– permanenti +71 +0,4
– a termine +89 +3,6
Indipendenti +38 +0,7

 

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Cedolare secca al 5% e all’1% per gli under 35, cosa cambia per chi affitta casa dal 2027

Il pacchetto casa della Manovra 2027 modifica le aliquote della cedolare secca sugli affitti.

La cedolare secca resta al 21% sugli affitti tradizionali, ma può calare al 5% o addirittura all’1% per una specifica categoria.

Cedolare secca al 5% sugli affitti a canone concordato

La prima novità riguarda i contratti abitativi a canone concordato. Attualmente, chi sceglie la cedolare secca per questo tipo di locazione paga un’imposta pari al 10% del canone annuo.

Per capirci: un ipotetico affitto da 850 euro al mese si traduce su base annuale in un incasso per il proprietario di casa di 10.200 euro, sul quale va pagata una cedolare secca da 1.020 euro. Sempre a patto che si opti per questa opzione.

Dal 2027, secondo quanto previsto dal Ddl di Bilancio, l’aliquota scenderebbe al 5%. E sull’esempio considerato, si andrebbe a pagare 510 euro, ovvero la metà.

Va specificato: il canone concordato non viene stabilito liberamente fra le parti (locatario e locatore) ma deve rispettare le fasce definite dagli accordi territoriali stipulati tra le associazioni dei proprietari e degli inquilini.

Questi accordi tengono conto di diversi elementi, tra cui la zona in cui si trova l’immobile, la superficie e le caratteristiche dell’abitazione. Il risultato è un canone generalmente inferiore a quello applicato sul mercato libero. Si applicano poi altri sconti relativi all’Imu. La riduzione fiscale punta a compensare il proprietario per il prezzo calmierato. Il patto fra le parti è il seguente: il padrone di casa accetta di incassare un affitto più basso, ma in cambio paga meno tasse.

Cedolare secca all’1% per chi affitta ai giovani

Ma la novità più rilevante riguarda i proprietari che affittano a inquilini con un’età non superiore a 35 anni.

Per i contratti a canone concordato che rispettano i requisiti di legge, la Manovra 2027 introduce una cedolare secca all’1%.

Tornando al nostro ipotetico affitto da 850 euro al mese, in questo caso la cedolare secca da pagare su base annua è pari ad appena 102 euro.

L’obiettivo è favorire l’accesso alla locazione da parte dei giovani, che possono avere maggiori difficoltà a sostenere i prezzi del mercato libero o a offrire le garanzie richieste dai proprietari.

Secondo le indicazioni attualmente disponibili, non sarebbe previsto un limite di reddito per accedere alla misura. Ma ciò dovrà essere confermato durante il passaggio parlamentare: il testo della Manovra emerso dal Cdm, infatti, dovrà essere vagliato da Camera e Senato, dove arriveranno specifiche, ma anche eventuali modifiche e correzioni.

Questioni aperte

Restano da chiarire anche anche alcune questioni operative: per esempio, se l‘età dell’inquilino sia determinante soltanto al momento della firma oppure anche durante tutta la durata del contratto. Che succede, infatti se l’affittuario alla firma del contratto ha 34 anni e poi, l’anno successivo, ne compie 35? L’aliquota rimane all’1% o scatta la maggiorazione al 5%?

Bisognerà inoltre capire come debbano essere gestite le locazioni con più intestatari di età differenti (ad esempio due fidanzati, uno di 36 anni e l’altro di 34).

C’è poi da scoprire cosa accade agli affitti che riguarda le frazioni di immobili. Soprattutto nelle città universitarie, infatti, gli affitti possono riguardare solo singole stanze, con uso garantito di cucina, bagno, aree comuni e pertinenze. Bisognerà capire se un singolo appartamento possa essere affittato secondo modalità differenti a persone di età differente.

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Bonus 300 euro over 75 in Manovra, chi può richiederlo e quali spese sanitarie si possono pagare

La Manovra 2027 ha introdotto un voucher sociale di 300 euro per gli italiani over 75, valido per determinate spese sanitarie.

Oltre al requisito anagrafico ce n’è anche uno economico: avere una pensione fino a 28.000 euro l’anno. La misura è stata presentata dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato la Manovra.

Bonus 300 euro over 75

La platea di beneficiari ammonta a 5,5 milioni di persone e il costo complessivo del provvedimento ammonta a 1,6 miliardi di euro.

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Assegno di Inclusione di novembre, date dei pagamenti e come verificare il saldo

A novembre 2026 si rinnova l’appuntamento con l’Assegno di inclusione. E anche in questo mese le date del pagamento dell’Adi sono due.

Il primo pagamento Inps è fissato al 13 novembre per quanto riguarda le nuove domande accolte, maggiorate di eventuali arretrati e in presenza di requisiti confermati. Si passa al pagamento del 27 novembre, invece, per i vecchi fruitori che sono già beneficiari della ricarica ordinaria. Il calendario è stato indicato dall’Inps nel messaggio n. 214 del 22 gennaio 2026.

Come controllare il saldo

Per controllare l’avvenuta erogazione dell’Assegno di inclusione, si può entrare nel portale Inps. L’ingresso è garantito ai possessori di Spid, Cie o Cns.

Un’alternativa è controllare saldo e movimenti della Carta di Inclusione direttamente negli uffici postali o tramite gli sportelli Postamat.

Che fare se l’assegno di inclusione non arriva

Può capitare che, alla data fissata, l’accredito non risulti ancora erogato. Nella maggior parte dei casi non c’è da preoccuparsi: l’erogazione può anche non essere istantanea e può avvenire in diversi momenti della giornata. Ciò si deve all’enorme mole di beneficiari, che può creare dei ritardi nella gestione delle pratiche a causa di tempi tecnici. Il più delle volte basta solo pazientare.

Si ricorda infatti che dalla nascita dell’Assegno di inclusione a gennaio 2024, i nuclei familiari che hanno ricevuto almeno una mensilità dell’Adi sono oltre 1 milione, pari a circa 2,4 milioni di persone in totale.

In caso di ritardo a oltranza, bisogna controllare all’interno della procedura Adi per vedere se la propria richiesta è

  • accolta;
  • respinta;
  • in evidenza;
  • sospesa per la necessità di un supplemento istruttorio.

In caso di problemi, in generale, basta correggere i dati errati o aggiungere quelli mancanti. Per la corretta gestione delle domande respinte, in evidenza o sospese, si rimanda al messaggio Inps numero 684 del 14 febbraio 2024. Dal sito dell’Inps è inoltre scaricabile un tutorial dettagliato, contenente il messaggio 622 del 9 febbraio 2024 con l’allegato 1 del sopracitato messaggio 684/2024.

In caso non si riesca a risolvere da soli, è sempre possibile rivolgersi a un Caf, a un patronato o al proprio consulente di fiducia.

È anche possibile contattare telefonicamente il Contact center dell’Inps, ai numeri:

  • 803164 (gratuito da telefono fisso);
  • 06164164 da cellulare (può essere a pagamento in base alla tariffa applicata dal proprio gestore).

Si ricorda che per continuare a beneficiare dell’Adi è indispensabile mantenere i requisiti richiesti, compreso un Isee 2026 in corso di validità. Il limite Isee per accedere all’Adi è fissato a 10.140 euro. La mancata presentazione della nuova Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica) può comportare la sospensione dell’erogazione fino alla messa in regola della propria posizione.

Chi a novembre 2026 riceve una somma inferiore potrebbe semplicemente trovarsi nella fase di rinnovo: si ricorda che la prima mensilità successiva al rinnovo viene corrisposta al 50% dell’importo spettante.

Date del pagamento dell’Assegno di inclusione a novembre

Chiudiamo facendo un micro-recap a beneficio della chiarezza.

Ecco quando viene pagato l’Assegno di inclusione a novembre:

  • venerdì 13 novembre 2026 c’è l’accredito per le nuove attivazioni dell’Adi, dopo l’accoglimento della domanda e la sottoscrizione del Pad (Patto di Attivazione Digitale) e nell’accredito possono essere riconosciute anche eventuali mensilità arretrate se spettanti;
  • venerdì 27 novembre 2026 c’è la ricarica per chi ha già ricevuto almeno una mensilità in precedenza e continua a rispettare le condizioni richieste.

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