The Kremlin is seeking to avoid a face-to-face meeting between President Volodymyr Zelensky and Russian President Vladimir Putin by proposing they speak by phone instead, the Kyiv Independent has learned.
The apparent move comes as Kyiv insists the two leaders should meet in person to address the most pressing issues
Le président ukrainien Volodymyr Zelensky a fermement mis en garde les dirigeants européens contre toute tentation de lever ou d’alléger les restrictions visant Moscou.
La côte du président ukrainien Volodymyr Zelensky est en chute libre aux États-Unis
Lors du sommet européen tenu à Bruxelles les 15 et 16 octobre 2026 et dans un entretien vidéo de ce même mois octobre, le président ukrainien Volodymyr Zelensky, dont la côte aux États-Unis est en chute libre, a mis fermement mis en garde les dirigeants européens, ses derniers alliés sur la surface de la terre. Alliés de plus en plus esseulés et eux aussi dans la ligne de mire de Donald Trump, qui peut leur couper les vivres énergétiques comme bon lui semble en raison de leur obstacle à la paix en Ukraine. Car, après s’être coupés du gaz et pétrole russes, à peu près 50% de leurs ressources énergétiques, les Européens se sont tournés vers le géant américain, dont ils dépendent maintenant pour une trop large part.
Sentant le vent tourné contre lui, Zelensky a donc menacé les Européens, si ceux-ci venaient à lever les sanctions contre la Russie, sans tenir compte qu’il dépend cependant grandement d’eux pour le financement de son pays ruiné et les armes.
Menaces de Zelensky contre les Européens s’ils suivaient les traces des États-Unis : «Nous réagirions définitivement»
Ainsi, ce dernier a-t-il déclaré lors de ce sommet et dans cet entretien vidéo :
«Pour l’instant, je ne vois aucun grand pays européen sérieux — et je le dis sérieusement pour tous les pays — dont l’économie européenne soit au point mort. Les pays à forte économie ont une plus grande influence aux États-Unis. C’est pourquoi je ne vois aucune demande immédiate de leur part concernant la levée des sanctions et le rétablissement des alliances énergétiques avec la Fédération de Russie. Je ne le vois pas car nous réagirions. Je réagirais».
«Nous réagirions définitivement», a-t-il lancé avec gravité à l’adresse de l’Europe si une telle décision venait à être prise.
En résumé, le président déchu affirme qu’à l’heure actuelle, aucun pays européen majeur et sérieux ne lèvera les sanctions contre la Russie ni ne rétablira les partenariats énergétiques avec Moscou. Cependant cette hypothèse doit tout de même être discutée dans les couloirs feutrés des chancelleries, et entre Washington et l’Union européenne, pour qu’il se permette de lancer des menaces, vagues et donc potentiellement dangereuses, envers les Européens dont qu’il dépend cependant grandement pour le financement de son pays ruiné et les armes. Mais l’impudence est le fait des ingrats et des corrompus, ce qu’est décidemment le président ukrainien…
Il 23 dicembre Enrico Mentana condurrà per l’ultima volta il Tg La7. Lo ha annunciato lui stesso dal palco del Premio giornalistico Franco Marchiaro di Alessandria, confermando una decisione sulla quale si rincorrevano indiscrezioni da mesi: “Il 23 dicembre saluterò i miei telespettatori, sarà il mio ultimo giorno alla conduzione del Tg de La7”. Dopo sedici anni alla guida del telegiornale, il giornalista si prepara dunque a chiudere un capitolo importante della sua carriera. Ma cosa ne pensa Urbano Cairo? E, soprattutto, chi prenderà il posto di Mentana?
A rispondere è stato proprio l’editore di La7 e del Corriere della Sera, ospite di Giorgio Lauro e Nancy Brilli a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1: “Ha detto questa cosa, ci conosciamo da una vita. È con me da tredici anni ed era a La7 già prima. In tutto questo tempo gli ho sempre lasciato una libertà assoluta. È una persona particolare, ma ci siamo sempre trovati bene e siamo anche amici. Posso capire che, dopo tanti anni, si senta il desiderio di chiudere un’esperienza”.
Nessun tentativo dichiarato di convincerlo a restare, dunque, almeno per il momento. “In questa vicenda rispetto molto i suoi desiderata. Lo stimo, è una persona di altissimo livello, quindi lascio decidere a lui”, ha spiegato Cairo. Che, interrogato sul piano personale, ha aggiunto: “Mi dispiacerebbe molto. Siamo amici, è bello condividere una colazione o una cena. Ma arriva anche il momento in cui le esperienze possono concludersi”.
E il futuro di Mentana? Tra le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane c’è quella di un possibile approdo a Sky, ma Cairo preferisce non sbilanciarsi: “Non lo so e non voglio entrare in questo tema. Vediamo, abbiamo ancora due mesi davanti”. Una risposta che non aggiunge conferme alla voce di mercato, ma che non chiude nemmeno definitivamente la porta a un eventuale ripensamento. Resta poi la questione più delicata per La7: chi raccoglierà l’eredità di Mentana alla direzione del telegiornale? Per il momento, almeno stando alle parole dell’editore, non c’è un nome già individuato. “Ho letto tanti nomi, adesso vediamo, decideremo nelle prossime settimane. Nel momento in cui con Mentana le cose si interrompono decidiamo. E, comunque, saremo pronti”.
E quando gli viene chiesto se abbia già un possibile sostituto in mente, Cairo risponde senza troppi giri di parole: “Se lo avessi trovato lo avrei anche annunciato, dal momento in cui Mentana dice che il 23 dicembre è il suo ultimo giorno allora anche io posso annunciare il prossimo direttore, ma non l’ho ancora trovato”. Insomma, la data dell’addio è fissata, ma il dopo Mentana resta ancora da scrivere.
Una persona è morta a Kiev e circa 350.000 sono rimaste senza elettricità nella regione di Dnipro in seguito a una nuova ondata di attacchi russi nella notte. Lo riferisce il Kyiv Independent, citando le autorità ucraine. La capitale è stata colpita da alcuni missili balistici che hanno provocato incendi e danni a diversi edifici. Secondo il sindaco Vitali Klitschko, nel distretto di Darnytskyi sono stati colpiti alcuni magazzini, mentre nel vicino quartiere di Dniprovskyi i detriti dei missili sono caduti nei pressi di edifici residenziali, danneggiando un negozio, diverse automobili e le finestre delle abitazioni.
Nella regione di Dnipro, gli attacchi contro le infrastrutture energetiche hanno lasciato senza corrente circa 350.000 persone, secondo il governatore regionale Oleksandr Ganzha. Le squadre di emergenza sono al lavoro per ripristinare le forniture. I nuovi bombardamenti arrivano dopo una giornata particolarmente sanguinosa, durante la quale un attacco russo contro una stazione ferroviaria di Dnipro ha provocato almeno 14 morti e altrettanti feriti. Mosca ha intensificato nelle ultime settimane i raid contro la rete energetica ucraina, prendendo di mira centrali elettriche e infrastrutture del gas in vista dell’inverno.
L’Ucraina ha sospeso informalmente gli attacchi contro le raffinerie petrolifere russe dopo settimane di pressioni da parte del presidente americano Donald Trump. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza delle operazioni militari. La pausa, iniziata a metà ottobre, dovrebbe proseguire almeno fino alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti di inizio novembre e potrebbe estendersi anche nelle settimane successive. Secondo il quotidiano, Trump avrebbe chiesto ripetutamente a Kiev di interrompere i bombardamenti contro le infrastrutture petrolifere russe, ritenendoli responsabili dell’aumento dei prezzi dei carburanti.
La richiesta sarebbe stata ribadita dall’inviato americano Jared Kushner durante un incontro con Volodymyr Zelensky il 20 ottobre a Oslo, proponendo una sospensione di 30 giorni come gesto di riconoscenza per gli sforzi diplomatici di Washington. Il presidente ucraino ha tuttavia precisato che non esiste alcun ordine formale di fermare gli attacchi e che le forze armate restano libere di riprenderli. La decisione arriva in un momento di forte tensione tra Washington e Kiev, aggravata dalle recenti limitazioni al servizio satellitare Starlink utilizzato dall’esercito ucraino. Secondo il Wsj, anche alcuni alleati europei avrebbero consigliato a Zelensky di sospendere temporaneamente i raid per evitare ulteriori tensioni con Trump. La Russia, intanto, continua a colpire le infrastrutture energetiche e le città ucraine.
La delegazione russa guidata dal ministro degli Esteri Sergey Lavrov è arrivata ad Atlanta, negli Stati Uniti, per partecipare alla riunione dei capi delle diplomazie del G20, in programma oggi e domani. Lo riferisce l’agenzia Tass, precisando che l’aereo governativo è atterrato nella capitale dello stato della Georgia dopo un viaggio da Mosca durato 20 ore e 10 minuti, con uno scalo intermedio. La riunione, ospitata dal segretario di Stato americano Marco Rubio, rappresenta uno dei principali appuntamenti preparatori del vertice dei leader del G20, previsto il 14 e 15 dicembre a Doral, vicino a Miami. Non è ancora stata presa alcuna decisione sull’eventuale partecipazione del presidente russo Vladimir Putin, secondo quanto riferito nei giorni scorsi dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.