Spinte, cazzotti e stampelle che volano: il torneo per calciatori amputati finisce in rissa dopo i rigori | Video
Spinte, cazzotti e colpi proibiti con le stampelle: è finita nel modo peggiore la Copa Fortaleza Guaraní, prestigioso torneo di calcio per amputati che si è tenuto a Buenos Aires. Tutto è accaduto al termine della finalissima tra gli argenti del Los Teros de Cordoba e gli uruguagi dei Rampla Juniors. La partita è terminata 1 a 1 e si è decisa quindi ai calci di rigore. L’ultimo penalty fallito da un giocatore della formazione uruguaiana ha scatenato la reazione festante dei calciatore del Cordoba, ma qualcosa è andato storto.
Nel parapiglia generale, infatti, mentre gli argentini correvano per abbracciare il loro portiere, un calciatore uruguaiano è stato sgambettato – forse involontariamente – ed è finito a terra. Da lì però si è scatenata una rissa senza esclusione di colpi, complice la tensione per la partita e la storica rivalità tra Argentina e Uruguay. Già durante il match c’erano stati diversi momenti tesi, tra entrate al limite e insulti verbali.
Dopo il match però è partita la vera rissa. Chi stava riprendendo l’incontro dopo pochi secondi ha deciso di girare la telecamera, per non mostrare quello spettacolo indecoroso. Nelle immagini però si vedono spinte e pugni, con diversi calciatori che finiscono a terra. Il portiere viene anche colpito con una stampella.
I Los Teros de Córdoba su Instagram hanno poi cercato di stemperare gli animi: “Facendo le congratulazioni ai nostri giocatori per l’obiettivo raggiunto, vogliamo esprimere la nostra solidarietà per gli eventi sfortunati che sono avvenuti alla fine della partita, augurando una pronta guarigione dalle lesioni”. Il club argentino ha aggiunto: “Ricordiamo a tutti che si tratta di un incidente isolato, mai abbiamo vissuto una situazione così triste e riprovevole come questa”. Il messaggio si conclude: “Condanniamo qualsiasi atto di violenza”.
I Rampla Juniors però hanno fornito una secca replica: “Vogliamo essere molto chiari, noi non siamo venuti in Argentina a litigare, siamo venuti a giocare a calcio. Dietro questo viaggio ci sono stati mesi di sforzo e sacrificio“. Il club uruguaiano ha chiesto quindi che vengano presi provvedimenti contro i rivali che a loro dire hanno scatenato la rissa finale.
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