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Buoni fruttiferi per minori, rendimento al 5% lordo fino ai 18 anni: le caratteristiche

I Buoni fruttiferi dedicati agli under 18 prevedono un rendimento annuo lordo del 5% fino al compimento della maggiore età. Emessi da Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato, questi strumenti di risparmio sono sottoscrivibili a partire da 50 euro per ragazzi fino a 16 anni e mezzo. Attualmente in Italia risultano in circolazione oltre 6,8 milioni di Buoni per minori.

Caratteristiche dei Buoni per minori con rendimento al 5%

I Buoni fruttiferi dedicati ai minori di età prevedono un tasso di rendimento annuo lordo pari al 5% fino al raggiungimento dei 18 anni. Il titolo viene emesso da Cassa Depositi e Prestiti, beneficia della garanzia diretta dello Stato italiano ed è distribuito attraverso la rete degli uffici postali e i canali digitali dedicati.

La sottoscrizione richiede un taglio minimo iniziale di 50 euro (e relativi multipli) e può essere effettuata a favore di bambini e ragazzi con un’età compresa tra zero e 16 anni e mezzo.

Al compimento del diciottesimo anno, gli interessi maturati si sommano al capitale investito, rendendo la somma accumulata disponibile per le esigenze della maggiore età, come il percorso universitario, la formazione professionale o l’avvio di attività lavorative.

Regime fiscale, assenza di costi di gestione e modalità di sottoscrizione

Sotto il profilo strettamente finanziario e fiscale, questo strumento di risparmio presenta alcune caratteristiche specifiche: non sono previsti costi di gestione, di sottoscrizione o di rimborso, fatta eccezione per gli oneri di natura fiscale.

Gli interessi maturati sono soggetti a una tassazione agevolata del 12,50%, analogamente a quanto previsto per i titoli di Stato, e il capitale investito risulta totalmente esente dall’imposta di successione.

La sottoscrizione può essere eseguita in formato cartaceo da qualsiasi soggetto maggiorenne (genitori, parenti o conoscenti), mentre la modalità dematerializzata è riservata esclusivamente ai genitori o ai tutori legali del minore.

Il sistema dei Libretti dedicati

I dati ufficiali relativi alla diffusione del risparmio postale pubblicati al 30 giugno 2026 evidenziano che risultano in circolazione 6.840.313 Buoni fruttiferi intestati a minori, per un valore complessivo depositato che supera i 10,5 miliardi di euro.

L’analisi della distribuzione territoriale mostra un’elevata concentrazione di contratti in alcune aree specifiche del Paese: la Campania figura al primo posto nella graduatoria nazionale per numero di Buoni sottoscritti, seguita da Lombardia e Lazio.

Parallelamente ai Buoni fruttiferi, la gestione del denaro destinato ai più giovani si articola anche attraverso i Libretti di risparmio dedicati ai minori, la cui quota più alta di sottoscrizioni si registra in Lombardia.

I libretti sono strutturati su tre distinte fasce d’età (“Io cresco” fino a 12 anni, “Io conosco” da 12 a 14 anni e “Io capisco” da 14 a 18 anni) così da impostare un percorso graduale di autonomia e apprendimento legato all’educazione finanziaria.

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Fondo valore nuovi nati, come funziona il salvadanaio previdenziale alimentato dallo Stato con 100 euro l’anno fino ai 18 anni

In legge di Bilancio entra una proposta concepita per costruire una tutela previdenziale a lunghissimo termine per i neonati. La misura prende il nome di Fondo valore nuovi nati ed è stata strutturata dal governo con l’obiettivo di avviare il secondo pilastro pensionistico direttamente al momento della nascita. Trattandosi di un disegno di legge che deve essere esaminato dal Parlamento, il provvedimento non è definitivo né operativo nell’immediato. Dovrebbe applicarsi a partire dai bambini che nasceranno nel 2027. La concreta disciplina tecnica e gestionale richiederà l’emanazione, entro sei mesi dall’approvazione della manovra, di un decreto congiunto di ministero dell’Economia e del Lavoro deputato a fissare modalità attuative, canali per i versamenti dei familiari ai fini della detrazione, rendicontazione periodica dell’Inps e regole per il riscatto o l’impiego alternativo delle somme al compimento dei 18 anni.

Il meccanismo d’ufficio e il contributo dell’Inps

La caratteristica cardine del Fondo valore nuovi nati riguarda la totale assenza di incombenze burocratiche a carico delle famiglie per la sua attivazione. I genitori non saranno tenuti ad alcun adempimento iniziale né a inoltrare richieste per ottenere l’apertura del fondo: per tutti i bambini che nasceranno a partire dal 2027, l’apertura della posizione previdenziale avverrà in modo automatico e d’ufficio direttamente per iniziativa dell’Inps. L’istituto previdenziale provvederà ad accreditare sul conto intestato a ciascun minore 100 euro ogni anno, dal momento della nascita fino al compimento del diciottesimo compleanno. L’apporto di fonte statale garantirà così una base nominale di partenza pari a 1.800 euro, alla quale si sommeranno gradualmente nel corso del tempo i rendimenti generati dalla gestione finanziaria, seguendo il principio economico dell’accantonamento costante e prolungato nel tempo.

I versamenti facoltativi della famiglia e i vantaggi fiscali

Se l’intervento pubblico di base scatta in maniera automatica per tutti i nuovi nati, la partecipazione economica dei privati è invece interamente facoltativa. I genitori e i parenti sono del tutto liberi di non intervenire, lasciando maturare la sola quota versata dallo Stato, oppure di alimentare la posizione con conferimenti volontari. Il disegno di legge definisce la cerchia dei soggetti autorizzati a versare: possono contribuire i parenti fino al terzo grado e gli affini fino al secondo grado. L’elenco include i genitori, i nonni, i fratelli, i bisnonni e gli zii, nonché affini come il patrigno, la matrigna e il coniuge del nonno non biologico, lasciando invece esclusi i gradi successivi come i coniugi degli zii. Per premiare l’impegno delle famiglie, la normativa prevede un incentivo fiscale specifico: i versamenti eseguiti dai familiari danno diritto a una detrazione Irpef del 19% calcolata su un limite massimo di 1.000 euro all’anno, traducendosi in un recupero massimo di 190 euro in dichiarazione dei redditi per chi dispone di idonea capienza fiscale.

Gestione del capitale e proiezioni di rendimento

La gestione finanziaria delle risorse accumulate sarà affidata a Cassa depositi e prestiti, che dovrà adottare criteri di investimento prudenti orientati alla tutela del patrimonio. I rendimenti non sono garantiti e dipenderanno dalle condizioni dei mercati. Le simulazioni mostrano tuttavia l’effetto dell’accumulo prolungato nel tempo ipotizzando un rendimento medio annuo prudenziale del 3%. Con i soli versamenti dell’Inps da 100 euro all’anno, il capitale maturato a diciotto anni si attesterebbe a 2.341 euro, cifra che lasciata nel fondo salirebbe a 9.394 euro all’età di sessantacinque anni. Se la famiglia aggiungesse 500 euro annui ai 100 statali, a diciotto anni si raggiungerebbero circa 14.000 euro. Sfruttando invece il massimo del tetto detraibile con un versamento familiare di 1.000 euro annui, il fondo toccherebbe quota 25.756 euro alla maggiore età e supererebbe i 103.000 euro al momento del pensionamento.

La destinazione delle somme ai diciotto anni

Al compimento della maggiore età, il capitale non viene liquidato come disponibilità liquida immediata, poiché la finalità del meccanismo resta strettamente previdenziale. Su richiesta del neo-diciottenne, le somme accumulate saranno trasferite all’interno di una forma di previdenza complementare, che potrà essere un fondo negoziale di categoria legato all’inizio dell’attività lavorativa, un fondo aperto oppure un piano individuale pensionistico. Da quel momento il montante segue le regole generali della previdenza complementare, consentendo di richiedere anticipazioni per spese sanitarie straordinarie o per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa dopo otto anni di iscrizione.

L'articolo Fondo valore nuovi nati, come funziona il salvadanaio previdenziale alimentato dallo Stato con 100 euro l’anno fino ai 18 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.

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