Pensioni, la Manovra taglia i recuperi: rivalutazione piena solo fino a 2.400 euro
Pensioni, 850 milioni l’anno per l’addio alla Fornero: il piano nella Manovra
La Manovra 2027 passa l’esame della Ragioneria Generale dello Stato e ottiene il via libera del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’invio alla Camera. Nel testo inviato a Montecitorio trovano spazio diverse misure che riguardano da vicino il settore previdenziale.
Rivalutazione: recupero pieno solo per gli assegni più bassi
Sulle rivalutazioni scatta una stretta: la copertura al 100% per l’adeguamento all’inflazione viene garantita solo alle pensioni fino a quattro volte il minimo Inps (611,85 euro), ossia entro i 2.447,4 euro al mese. Oltre questa soglia l’aumento diminuisce progressivamente. Per i trattamenti “pari o inferiori a cinque volte” il minimo (3.059,25 euro), il recupero scende all’85%; si riduce al 53% per gli assegni “superiori a cinque volte” il minimo e “inferiori a sei” (fino a 3.671,1 euro). La quota scende al 47% per i trattamenti tra sei e otto volte il minimo (4.894,8 euro), al 37% tra otto e dieci volte (6.118,5 euro) e si ferma al 32% oltre i 10 volte il minimo.
Fondo per le uscite anticipate: 850 milioni all’anno
La Manovra introduce un fondo “per il supporto in uscita dal mercato del lavoro” da 850 milioni di euro all’anno per il triennio 2027-2029, indicato dalla Lega come passo avanti verso il superamento della legge Fornero. La risorsa è “destinato a finanziare interventi, da adottare”, precisa la bozza, “con successivo provvedimento legislativo, diretti a disciplinare misure di supporto in uscita dal mercato del lavoro, anche con riferimento a specifici soggetti in difficoltà e con eventuali misure in materia di ammortizzatori sociali”.
Confermata l’Ape sociale: requisito a 63 anni e 6 mesi
Viene prorogata per il 2027 l’Ape sociale. L’anticipo resta destinato a chi ha compiuto 63 anni e 6 mesi di età appartenendo a specifiche categorie: disoccupati, caregiver, persone con invalidità e chi svolge mansioni gravose. Il finanziamento prevede 180 milioni di euro in più per il 2027 e 370 milioni per il 2028, con coperture previste fino al 2032. Resta confermato il divieto di sommare l’anticipo a redditi da lavoro dipendente o autonomo, tranne che per l’attività autonoma occasionale entro i 5.000 euro lordi all’anno.
Tempi più brevi per l’incasso del Tfs statale
Si riducono i tempi di attesa per la liquidazione del Trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici. Dal 2028, per chi matura i requisiti nello stesso anno, l’attesa scende da nove a sei mesi, mentre dal 2029 serviranno tre mesi. Dal 2030, per chi va in pensione per raggiunti limiti di età, l’erogazione potrà avvenire subito alla cessazione dal lavoro. La norma alza anche il tetto del Tfs pagabile in una sola volta, riducendo le rateizzazioni fino ad azzerarle dal 2035 per i pensionati di vecchiaia.
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