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Richiami alimentari per rischio salmonella, ritirati lotti di uova e confettura di mirtilli

Il Ministero della Salute ha segnalato due distinti avvisi di richiamo precauzionale riguardanti diciotto lotti di uova medie da allevamento a terra e un lotto di confettura extra di mirtilli. In entrambi i casi i provvedimenti si sono resi necessari per un rischio microbiologico legato alla presenza del batterio della Salmonella, con l’invito a non consumare i prodotti.

Cosa fare e avvertenze per i consumatori

Per tutti i lotti coinvolti nei provvedimenti del Ministero della Salute, l’indicazione precauzionale è di non consumare i prodotti e di riconsegnare le confezioni acquistate presso il punto vendita di riferimento per richiedere la sostituzione o il rimborso dell’importo.

Richiamo uova fresche da allevamento a terra Latteria Chiuro

Il primo avviso riguarda diciotto lotti di uova medie di categoria A confezionate in scatole da 6 pezzi e commercializzate da Latteria Sociale di Chiuro S.C.A..

Di seguito i dettagli per identificare la merce interessata:

  • Denominazione di vendita: 6 Uova fresche da allevamento a terra M Categoria A
  • Marchio del prodotto: Latteria Chiuro
  • Commercializzato da: Latteria Sociale di Chiuro S.C.A.
  • Lotti di produzione: 241026, 251026, 261026, 271026, 281026, 291026, 311026, 011126, 021126, 031126, 041126, 051126, 071126, 081126, 091126, 101126, 111126 e 121126
  • Date di scadenza: compresi dal 24/10/2026 al 12/11/2026
  • Formato: confezione da 6 uova medie
  • Produttore: La Quercia Società Cooperativa Sociale
  • Sede dello stabilimento: Località Prescat 1, Mese (SO)
  • Marchio di identificazione dello stabilimento: ITK034XUE

Allerta alimenti per salmonella

Il motivo del ritiro è la riscontrata presenza di Salmonella enteritidis. Per ulteriori informazioni la società mette a disposizione il recapito telefonico 0342 482113 e l’indirizzo e-mail info@latteriachiuro.it.

Richiamo confettura extra di mirtilli Cascina Balcarino

Il secondo provvedimento riguarda un lotto di confettura di frutta in vaso di vetro prodotto dall’azienda agricola Cascina Balcarino.

Ecco i dati identificativi della confezione:

  • Denominazione di vendita: Confettura extra di Mirtilli
  • Marchio del prodotto: Cascina Balcarino
  • Commercializzato da: Cascina Balcarino di Manfredini Gianmarco
  • Lotto di produzione: 30/03/2026
  • Termine minimo di conservazione (TMC): 30/03/2029
  • Formato: vasetto da 340 g
  • Produttore: Cascina Balcarino di Manfredini Gianmarco
  • Sede dello stabilimento: via Castelbarco 53, Orzinuovi (BS)

Allerta alimenti per salmonella

Il ritiro è stato disposto in via precauzionale a causa del riscontro di Salmonella all’interno del prodotto.

I sintomi e i rischi dell’infezione da Salmonella

La salmonellosi è una zoonosi infettiva dell’apparato digerente provocata da batteri del genere Salmonella. Il contagio nell’uomo avviene prevalentemente attraverso la via orale per ingestione di acqua o alimenti contaminati, tra cui uova crude o poco cotte, pollame e cibi non sottoposti a idoneo lavaggio o trattamento termico.

Il batterio della Salmonella non altera necessariamente l’aspetto, il colore o l’odore degli alimenti, rendendo impossibile rilevare la contaminazione a occhio nudo. Qualora le uova siano state impiegate per la preparazione di cibi non soggetti a cottura prolungata o ad alte temperature (superiori ai 70 °C al cuore del prodotto), si raccomanda di non consumare la pietanza preparata.

I sintomi della malattia compaiono solitamente dopo un periodo di incubazione compreso tra le 6 e le 72 ore e includono nausea, vomito, dolori addominali a carattere crampiforme, diarrea e febbre. Nella maggior parte dei soggetti sani l’infezione presenta un decorso benigno che si risolve in pochi giorni.

Tuttavia, nei bambini piccoli, negli anziani e negli individui con deficit del sistema immunitario, la gastroenterite può determinare disidratazione acuta o evolvere in complicanze sistemiche più severe che richiedono il monitoraggio medico ed eventuali terapie specifiche.

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Un milione e mezzo di morti l’anno per il fumo passivo: Lancet cita dati allarmanti

Ogni anno, nel mondo, circa otto milioni di persone perdono la vita a causa del fumo di tabacco; in genere per l’insorgenza di patologie oncologiche, respiratorie o cardiovascolari. Che fumare provochi gravi danni è un fatto noto e negli anni molti paesi hanno messo in atto manovre per ridurre l’impatto del fumo sulla popolazione: da campagne di sensibilizzazione ad aumenti aggressivi delle accise sui prodotti a base di tabacco. Recentemente, The Lancet Public Health ha pubblicato una ricerca che getta una nuova e inquietante luce su questo fenomeno.

L’indagine è parte di una serie di pubblicazioni dal titolo ‘Global Burden of Disease’, letteralmente ‘Il peso globale delle malattie’, e rileva come di questi circa otto milioni di morti, quasi un milione e mezzo siano morti a causa del fumo, senza però aver mai fumato. Sono bensì stati vittime del fumo passivo, prodotto da chi gli stava intorno. Il fumo passivo (in inglese second-hand smoke) è stato a lungo sottovalutato dalla popolazione globale. Solo negli ultimi anni, con la pubblicazione di nuovi studi e campagne di informazione in merito, si è posta la giusta attenzione sul fenomeno.

Il fumo presenta rischi non solo per la salute del fumatore, ma anche per quella chi gli sta vicino, spesso i suoi affetti più prossimi. The Lancet Public Health ha analizzato i dati di 204 paesi tra il 1990 e il 2023, rilevando un quadro preoccupante: nel 2023 circa 2,7 miliardi erano le persone esposte al fumo passivo di cui 767 milioni di età compresa tra 0 e 14 anni.

Un altro dato interessante è quello dei ‘DALY’, ovvero gli anni di vita in buona salute persi (nel caso di questa indagine) a causa del fumo passivo. Nel 2023, nel mondo, il fumo passivo ha causato la perdita stimata di 44,8 milioni di anni di vita in buona salute. Di questi, 5,16 milioni sono attribuibili alle infezioni delle basse vie respiratorie nei bambini, un dato che evidenzia quanto i più piccoli siano vulnerabili al fumo passivo degli adulti che li circondano.

Nonostante fumino statisticamente meno, le donne hanno in media una maggior esposizione al fumo passivo: in alcuni Paesi la prevalenza dell’esposizione è quasi 1,8 volte superiore rispetto agli uomini. Andando a guardare il numero di morti, le donne vittima di fumo passivo nel 2023 sono state circa 77.000 in più rispetto agli uomini. “Eppure – afferma Claudio Leonardi, medico tossicologo, presidente della Società Italiana Patologie da Dipendenza (SIPaD) – l’esposizione al fumo passivo non è riconosciuta come fattore di rischio della salute femminile. La perdita di salute delle donne è stata equiparata a quella data dal fumo attivo, o ad altri fattori di rischio come il consumo eccessivo di alcol o la scarsa attività fisica…”.

Quella contro il fumo passivo è una battaglia che si continua a combattere e nella quale, purtroppo, continuano a giocare un ruolo importante le disuguaglianze sociali e geografiche. L’Europa e gli altri paesi del G7 hanno visto il proprio dato sull’esposizione al fumo passivo diminuire, una tendenza opposta si rileva invece in Nord Arica e Medio Oriente. Il fumo passivo, infatti, colpisce in modo diseguale le diverse aree del mondo. Nell’Africa subsahariana, tra il 1990 e il 2023, il numero di persone esposte è quasi raddoppiato, aumentando del 98,5%. Un aumento legato anche alla crescita della popolazione, nonostante la riduzione della percentuale di persone esposte.

Mentre nei Paesi occidentali le norme antifumo si sono rafforzate, le multinazionali del tabacco hanno intensificato la conquista dei mercati dei Paesi a basso e medio reddito, attraverso pubblicità, prezzi inizialmente bassi e attività di lobbying per ostacolare le politiche di prevenzione. Un esempio è la Guinea, dove le aziende hanno impiegato giovani donne per promuovere le sigarette nei locali notturni e davanti ai negozi, come documentato da un rapporto dell’Oms/Who.

The Lancet Public Health arricchisce le conclusioni della propria analisi con un appello alle nazioni perché venga velocizzata l’adozione delle direttive Who in merito al controllo dei prodotti a base di tabacco. In particolare, l’articolo 8, della Convenzione quadro del Who sul controllo del tabacco impegna gli Stati a garantire una protezione efficace dall’esposizione al fumo passivo nei luoghi di lavoro e negli ambienti chiusi accessibili al pubblico, nonché sui mezzi di trasporto. Le linee guida ne promuovono l’eliminazione completa in questi spazi. Una direttiva che nel nostro paese esiste da tempo, grazie all’adozione e successiva estensione della legge Sirchia, ma che si inserisce in un quadro globale in cui il 70% della popolazione mondiale non è protetta da leggi contro l’esposizione al fumo.

In Italia, secondo il Rapporto sul benessere equo e sostenibile in Italia (edizione ottobre 2026 a cura dell’Istat), nel 2025 fumava il 20% della popolazione maggiore di 14 anni. Se tra gli uomini l’abitudine è lievemente diminuita rispetto al 2014, tra le donne è aumentata di 1,4 punti percentuali. Il divario di genere, che era di 9,1 punti percentuali nel 2014, è quindi sceso a 6,9 punti nel 2025.

Ognuno è libero di compiere scelte che riguardano la propria salute, ma non ha il diritto di mettere a rischio quella degli altri: evitare il fumo passivo, soprattutto per proteggere i bambini e le persone più vulnerabili, è un dovere di rispetto e di tutela della salute di tutti.

Ha collaborato Andrea Galeffi

L'articolo Un milione e mezzo di morti l’anno per il fumo passivo: Lancet cita dati allarmanti proviene da Il Fatto Quotidiano.

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