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Ex Ilva e autotrasportatori a Palazzo Chigi: al via i due vertici

27 October 2026 at 15:42

Alle 17:00 a Palazzo Chigi sono stati convocati due tavoli della massima importanza: quello sull’ex Ilva, per definire il futuro del polo siderurgico, e quello con le rappresentanze degli autotrasportatori. Ed è solo martedì.

Sebbene si tratti di due confronti distinti, le vicende nelle scorse settimane si sono intrecciate a fronte di un’intensa agitazione che attraversa diversi settori lavorativi, con numerose piazze che chiedono al Governo interventi e misure più decise contro il carovita.

Vertice ex Ilva a Palazzo Chigi

Al tavolo convocato a Palazzo Chigi si sono seduti il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin (in videocollegamento), il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, la ministra del Lavoro Marina Calderone e il sottosegretario con delega al Sud Luigi Sbarra. Insieme all’Esecutivo, presenti i vertici di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e del Gruppo Ilva, e la delegazione dei sindacati al completo con Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl Metalmeccanici, Usb e Federmanager.

L’appuntamento arriva dopo settimane segnate da forti proteste, mobilitazioni negli stabilimenti di Taranto e con l’occupazione dell’aeroporto da parte degli operai di Genova Cornigliano a seguito della proclamazione dello sciopero. Al centro delle richieste vi è la ricerca di garanzie da parte dell’Esecutivo sul piano produttivo e sulla tenuta occupazionale. Pesa l’ombra dei possibili licenziamenti collettivi per l’esubero di dirigenti e la gestione della cassa integrazione, in un quadro privo di certezze sul piano di decarbonizzazione. Sul fronte operativo, scaduti i 90 giorni fissati dalla Corte d’Appello di Milano per lo spegnimento degli altoforni, gli impianti continuano a marciare in assetto di pre-riscaldo autorizzato dall’ultimo decreto governativo.

Il vertice giunge inoltre a poche ore dalle notizie sull’inchiesta della Procura di Taranto con la richiesta di arresti domiciliari per l’ex Amministratrice Delegata Lucia Morselli in merito a presunte irregolarità sulle emissioni. Su questo punto, Mantovano si è detto “fiero del fatto che questo governo abbia estromesso il socio Mittal tre anni prima dei recenti sviluppi giudiziari”.

Il mondo industriale resta intanto alla finestra. Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, ha accolto positivamente il recente decreto varato dall’Esecutivo per la tutela del comparto, mantenendo tuttavia la massima cautela sulle indiscrezioni relative a una possibile cordata d’imprese italiane per il rilancio del gruppo.

Mantovano: “Nessun cronoprogramma ma impegno su acciaio e ammortizzatori”

Ad aprire le comunicazioni per il Governo è stato il Sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha ribadito la volontà di garantire la continuità produttiva dell’acciaio italiano e il rilancio di Taranto con forni elettrici e decarbonizzazione. Tuttavia, ha frenato sulle richieste sindacali di fissare un cronoprogramma immediato, citando due grandi fattori di incertezza ancora aperti:

  • la gara per la vendita del gruppo, con termine per le offerte vincolanti fissato all’8 novembre;
  • la pendente decisione delle Sezioni Unite della Cassazione sull’area a caldo.

Per mitigare l’impatto sociale, il Governo intende inserire nella manovra di bilancio misure di incentivo all’esodo, prepensionamenti e sostegni al reddito. È stato inoltre avviato un tavolo con i grandi gruppi industriali partecipati, Fincantieri, Rheinmetall, Leonardo e Ferrovie dello Stato, cui i commissari forniranno entro quattro giorni i database del personale per valutare possibili assorbimenti o progetti sul territorio. Sul fronte degli ammortizzatori, Quaranta ha presentato uno schema operativo per i poli di Taranto, Genova e Novi Ligure, con l’impegno che la cifra richiesta per la cassa integrazione rappresenti un tetto massimo di garanzia e prevederà la rotazione dei lavoratori.

Le dichiarazioni dei sindacati

Le reazioni dei rappresentanti dei lavoratori al termine dell’incontro esprimono la richiesta di garanzie immediate e impegni vincolanti. Il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, ha ricordato la necessità di una soluzione industriale più concreta, chiedendo al Governo di confermare la volontà di investire sull’acciaio primario e di garantire l’occupazione anche mediante il coinvolgimento diretto delle grandi aziende partecipate pubbliche.

Dal canto suo, il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, ha sollecitato interventi chiari sui processi di incentivo alle uscite volontarie, sul prepensionamento e sulla tutela per i lavori usuranti, evidenziando come queste misure non abbiano ancora trovato risposta soddisfacente negli ultimi decreti. Restano inoltre forti perplessità emerse anche nelle commissioni Industria e Sanità del Senato sui requisiti d’accesso alla Cigs, che rischiano di escludere molte aziende dell’indotto.

Infine, il segretario generale della Uilm di Taranto, Davide Sperti, ha ribadito l’urgenza di impegni precisi per il futuro occupazionale, chiedendo di superare la fase delle semplici dichiarazioni d’intenti e di fornire una progettualità concreta per il rilancio del polo siderurgico.

La riunione a Palazzo Chigi conferma, per quanto riguarda Genova, che la produzione è garantita come dichiarato dai commissari in Prefettura. Con tali tonnellaggi non si giustifica la richiesta di 870 lavoratori in cassa integrazione.

Queste le parole di Andrea Palombo, rappresentante sindacale dello stabilimento ligure di Cornigliano.

Autotrasporto alla prova del carovita e dei carburanti

Parallelamente alla vertenza industriale della siderurgia, la Presidenza del Consiglio ospita il confronto con le associazioni di categoria degli autotrasportatori. Al centro della discussione vi sono le pesanti ripercussioni legate ai prezzi del gasolio e all’aumento dei costi gestionali per le flotte aziendali.

Le tensioni accumulatesi nei giorni scorsi, segnati dal timore di nuovi fermi dei veicoli pesanti e dal potenziale rischio di disagi con il carburante esaurito nei distributori della rete stradale e autostradale, rendono l’incontro di oggi un passaggio determinante per trovare una sintesi che provi a superare le misure emergenziali.

Lotto e SuperEnalotto, estrazioni di Oggi martedì 27 ottobre 2026: numeri e combinazione vincente

27 October 2026 at 15:12

Come ogni martedì, giovedì, venerdì e sabato tornano le estrazioni di Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto.

Il jackpot del superenalotto è di € 45.800.000,00 milioni di euro.

Scopriamo i numeri vincenti dell’estrazione di oggi 27 ottobre 2026:

Estrazioni del SuperEnalotto

Sestina vincente:

23 34 44 48 64 70
Jolly: 29
Superstar: 28

Quote SuperEnalotto
• 6 punti: vincitori
• 5 punti + Jolly: vincitori
• 5 punti: 5 vincitori totalizzano € 33.240,22
• 4 punti: 389 vincitori totalizzano € 437,05
• 3 punti: 15757 vincitori totalizzano € 32,38
• 2 punti: 257764 vincitori totalizzano € 6,14

Quote SuperStar
• 5 punti più SuperStar: vincitori
• 4 punti più SuperStar: 2 vincitori totalizzano € 43.705,00
• 3 punti più SuperStar: 76 vincitori totalizzano € 3.238,00
• 2 punti più SuperStar: 1363 vincitori totalizzano € 100,00
• 1 punti più SuperStar: 9095 vincitori totalizzano € 10,00
• 0 punti più SuperStar: 23289 vincitori totalizzano € 5,00

Estrazioni del Lotto

Ruota 1° estr. 2° estr. 3° estr. 4° estr. 5° estr.
Bari: 65 57 90 11 73
Cagliari: 33 23 74 87 8
Firenze: 42 4 13 18 20
Genova: 32 42 69 22 50
Milano: 57 41 39 10 3
Napoli: 58 22 28 45 39
Palermo: 21 3 66 26 6
Roma: 51 31 64 89 37
Torino: 70 8 90 78 26
Venezia: 65 53 3 36 56
Nazionale: 44 28 46 23 2

Estrazione del 10eLotto serale

3 4 8 13 21 22 23 31 32 33
41 42 51 53 57 58 65 70 74 90
Numero oro: 65
Doppio oro: 65 57

Prossima estrazione

La prossima estrazione del Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto serale sarà alle 20:00 del giovedì 29 ottobre 2026. Puoi giocare fino alle 19:30 del giorno dell’estrazione. Il jackpot del SuperEnalotto è di € 45.800.000,00 milioni e il montepremi complessivo è di 45,8 milioni di euro.

Estrazione precedente

Nell’ estrazione precedente di sabato 24 ottobre 2026, non ci sono stati né 6 né 5+.

Estrazioni del mese

Verifica tutte le estrazioni del mese del SuperEnalotto e del Lotto

Nuovo codice della strada, stretta all’evasione: limite di 20 vetture, poi controllo Isee

27 October 2026 at 14:53

Questa nuova fattispecie normativa che verrà introdotta nel nuovo Codice della Strada non riguarda la generalità degli automobilisti. Si tratta, infatti, di una misura pensata per contrastare l’evasione fiscale e l’utilizzo illecito dei veicoli a motore.

Per arginare la proliferazione delle cosiddette auto fantasma e il fenomeno dei prestanome professionali, il Governo ha introdotto una misura di controllo preventivo che scatta prima dell’acquisto del ventunesimo veicolo. Ma andiamo con ordine.

Chi sono i prestanome professionali

I prestanome professionali sono soggetti che risultano indigenti per il fisco, o comunque a reddito zero, cui vengono fittiziamente intestate decine o persino centinaia di autovetture. Le cronache riportano casi limite in cui un singolo individuo è arrivato a risultare proprietario di oltre 900 veicoli. Le auto fantasma sono uno degli strumenti utilizzati dalle organizzazioni criminali per compiere reati sul territorio, rendendo di fatto impossibile l’identificazione dei reali responsabili da parte delle forze dell’ordine.

Per provare a interrompere questo processo sul nascere, il legislatore sta introducendo una presunzione di intestazione simulata, ovvero un limite numerico oltre il quale scatta l’obbligo di dimostrare la propria reale capacità finanziaria prima di poter registrare un altro mezzo.

Contrastare l’evasione con l’Isee

La nuova regola si riferisce in particolare ai veicoli di categoria M1 per uso proprio, quelli destinati al trasporto di persone con un massimo di otto posti oltre al conducente.

Con il decreto attuativo, se una persona fisica risultasse proprietaria di almeno 20 autovetture del tipo summenzionato e volesse immatricolare un ulteriore mezzo della medesima categoria, dovrebbe dimostrare la propria capacità reddituale.

Nello specifico, la norma prevede che:

  • il richiedente deve dimostrare il possesso di un valore Isee superiore a 50.000 euro, a testimonianza di una capacità finanziaria idonea a sostenere la gestione di un parco auto così numeroso;
  • in alternativa, occorre dimostrare che i veicoli sono strumentali allo svolgimento di un’attività economica o ad attività di volontariato svolte per conto di un ente iscritto al Runts.

Controlli automatizzati e banche dati

Come chiarito dalla relazione tecnica allegata al provvedimento, la verifica del rispetto delle nuove regole avverrà in totale continuità con gli strumenti digitali già in uso alla Pubblica Amministrazione. Non verranno istituite nuove unità ispettive né create banche dati aggiuntive. Le procedure amministrative sfrutteranno semplicemente il dialogo informatico tra i sistemi dell’Anagrafe tributaria, dell’Inps e della Motorizzazione Civile.

In concreto, il processo di controllo si articolerà attraverso passaggi lineari:

  • il conteggio delle vetture già intestate al cittadino avverrà in tempo reale tramite interrogazione automatica dell’Archivio nazionale dei veicoli al momento della richiesta di immatricolazione;
  • il riscontro del valore Isee, dell’eventuale partita Iva attiva o dell’iscrizione al Runts sarà effettuato direttamente dagli uffici incrociando le informazioni informatiche già presenti nelle banche dati statali, senza la necessità di svolgere autonome indagini;
  • l’onere di superare la presunzione di intestazione simulata spetterà interamente all’interessato, che dovrà produrre le dichiarazioni e la documentazione necessarie qualora l’incrocio automatizzato non confermasse i requisiti richiesti.

Richiamo uova biologiche per salmonella, ritirati vari lotti: quali sono e cosa fare

27 October 2026 at 14:48

Il Ministero della Salute e diverse catene distributive hanno diffuso una serie di avvisi di richiamo precauzionale relativi a uova biologiche commercializzate con i marchi Olivero Claudio e Fornasero.

I provvedimenti si sono resi necessari per un potenziale rischio microbiologico legato alla presenza del batterio Salmonella typhimurium nei lotti interessati.

Le avvertenze per i consumatori

Per tutte le partite indicate nelle allerte ufficiali, la raccomandazione è di non consumare assolutamente il prodotto.

Uova biologiche ritirate

I consumatori eventualmente in possesso delle uova coinvolte, sia in confezione originale sia acquistate sfuse, possono restituirle presso il punto vendita d’acquisto per ottenere la sostituzione o il rimborso.

Richiamo uova biologiche Olivero Claudio

Il richiamo riguarda diciassette lotti di uova biologiche prodotte nello stabilimento di Monasterolo di Savigliano (CN). Di seguito i dati per identificare la merce coinvolta:

  • Denominazione di vendita: Uova biologiche;
  • Marchio del prodotto: Olivero Claudio;
  • Commercializzato da: Olivero Organic Soc.Agr.Coop.;
  • Lotti di produzione: dal 1A280926 al 1A141026 (nello specifico: 1A280926, 1A290926, 1A300926, 1A011026, 1A021026, 1A031026, 1A041026, 1A051026, 1A061026, 1A071026, 1A081026, 1A091026, 1A101026, 1A111026, 1A121026, 1A131026, 1A141026);
  • Date di scadenza: comprese tra il 26 ottobre 2026 e l’11 novembre 2026;
  • Formato: sfuso o confezionato;
  • Produttore: Olivero Claudio;
  • Sede dello stabilimento: Monasterolo di Savigliano (CN);
  • Marchio di identificazione dello stabilimento: 128CN019.

La causa del ritiro è l’identificazione di Salmonella typhimurium all’interno delle partite indicate.

Richiamo uova biologiche Fornasero

Un ulteriore avviso di richiamo, diffuso per la medesima motivazione microbiologica, interessa alcuni lotti a marchio Fornasero. I dettagli relativi al prodotto:

  • Denominazione di vendita: Uova biologiche;
  • Marchio del prodotto: Fornasero;
  • Commercializzato da: Olivero Organic Soc.Agr.Coop.;
  • Lotti di produzione: 1A300926, 1A041026, 1A111026;
  • Date di scadenza: comprese tra il 28 ottobre 2026 e l’8 novembre 2026;
  • Formato: sfuso o in confezioni da 4 uova;
  • Produttore: Olivero Claudio;
  • Sede dello stabilimento: Monasterolo di Savigliano (CN);
  • Marchio di identificazione dello stabilimento: 128CN019.

I rischi legati al batterio Salmonella typhimurium

La salmonellosi è un’infezione dell’apparato digerente causata da batteri Gram-negativi del genere Salmonella. Il contagio avviene prevalentemente per via alimentare tramite l’ingestione di cibi contaminati, in particolare uova e derivati o carni avicole non sottoposti a un’adeguata cottura.

L’infezione si manifesta di norma dopo un periodo di incubazione compreso tra le 6 e le 72 ore con sintomi quali diarrea, crampi addominali, nausea, vomito e febbre.

Sebbene nella maggior parte degli individui adulti e sani l’affezione tenda a risolversi favorevolmente nell’arco di pochi giorni, il rischio di complicazioni e disidratazione è significativamente più elevato tra i bambini piccoli, gli anziani, le donne in gravidanza e i soggetti immunocompromessi.

Il rischio legato al batterio Salmonella typhimurium viene eliminato solo raggiungendo temperature superiori a 70 °C al cuore dell’alimento durante la cottura.

Gerry Scotti, quanto vale la sua ricchezza tra televisione, società e immobili

27 October 2026 at 14:29

Quarant’anni di televisione, programmi di successo e investimenti imprenditoriali: il patrimonio di Gerry Scotti è il risultato di una carriera costruita nel tempo, che ha permesso al conduttore di affiancare ai compensi dello spettacolo diverse attività societarie e immobiliari. Volto storico di Mediaset, Scotti ha saputo trasformare la popolarità televisiva in una realtà economica articolata, con partecipazioni aziendali e proprietà distribuite tra Milano, Alassio e Pavia. Ma quanto vale la sua ricchezza e quali sono le principali fonti delle sue entrate?

Dagli esordi in radio al successo con Mediaset

Nato il 7 agosto 1956 a Miradolo Terme, in provincia di Pavia, Gerry Scotti ha iniziato la propria carriera in radio, prima di approdare alla televisione e conquistare una posizione di primo piano nell’intrattenimento italiano.

Nel corso degli anni ha condotto trasmissioni diventate familiari a milioni di telespettatori, da Passaparola a Chi vuol essere milionario?, passando per Caduta libera. Più recentemente è tornato al centro dell’attenzione con La ruota della fortuna, storico quiz televisivo associato al nome di Mike Bongiorno e riproposto su Canale 5.

Quanto guadagna Gerry Scotti in televisione

Stabilire quanto guadagni oggi Gerry Scotti non è semplice, perché non sono disponibili dati pubblici aggiornati e verificati sui suoi attuali contratti televisivi. Nel maggio 2019 il Corriere della Sera aveva riportato una stima di circa 10 milioni di euro annui. Si tratta, però, di un’indicazione riferita a diversi anni fa, che non può essere considerata una misura certa dei compensi attuali.

Un episodio significativo riguarda la partecipazione al Festival di Sanremo del 2025, quando Scotti affiancò Carlo Conti nella conduzione di una serata della manifestazione. In quell’occasione il presentatore dichiarò di aver accettato l’invito senza percepire un cachet.

Il patrimonio societario e la holding GTI

Una parte significativa degli interessi economici riconducibili a Scotti passa attraverso GTI, holding che detiene partecipazioni in quattro società controllate. Secondo i dati relativi al 2023 riportati dalla stampa, la holding ha registrato un fatturato di 541.230 euro e utili per circa 2,1 milioni di euro. Il risultato è legato principalmente ai dividendi distribuiti dalle società partecipate, pari complessivamente a 2,5 milioni di euro.

GTI dispone inoltre di immobilizzazioni materiali e finanziarie per 19,7 milioni di euro. Di questa cifra, 11,01 milioni sono riconducibili a immobili di proprietà. Tra le società controllate figura Good Time Production, attiva nella produzione televisiva e collegata a una parte delle attività professionali del conduttore. Nell’esercizio preso in esame, la società ha realizzato ricavi per 4,5 milioni di euro e un utile di 2,3 milioni.

Le case tra Milano e Alassio

Il mattone rappresenta un’altra componente degli investimenti attribuiti a Gerry Scotti. Secondo le stime Cerved citate nelle ricostruzioni giornalistiche, il conduttore possiede tre appartamenti a Milano e un villino di otto vani ad Alassio. Il valore complessivo delle proprietà, comprese le pertinenze, è stimato in circa 5,7 milioni di euro.

A Milano risulta inoltre usufruttuario di un’abitazione di 13,5 vani, valutata indicativamente 3,1 milioni di euro. Gli investimenti del mattatore di Canale 5 però non si limitano alle abitazioni. Scotti ha infatti partecipato anche a un’iniziativa immobiliare nella sua città d’origine, Pavia, attraverso NCP, acronimo di Nuovo Cinema Pavia. La società è proprietaria dell’immobile che ospita il cinema Movie Planet. L’investimento per il complesso è stato pari a 16,6 milioni di euro. Nel periodo considerato, NCP ha registrato ricavi per 544.000 euro e una perdita di 119.966 euro. Il valore dell’immobile resta iscritto nel patrimonio aziendale ed è soggetto ad ammortamento nel tempo.

Pensioni 2027, ipotesi fondo per uscita anticipata a 64 anni: cosa cambia

27 October 2026 at 12:48

Il Governo starebbe valutando un fondo per finanziare nuove forme di pensionamento anticipato nel 2027. Sarebbe stata raggiunta un’intesa per destinare alcune centinaia di milioni di euro alla flessibilità in uscita dal lavoro. Le modalità di accesso dovrebbero essere definite dopo l’approvazione della Legge di Bilancio. Tra le proposte figura la pensione a 64 anni con 36 anni di contributi, ma non sono ancora stati stabiliti i requisiti definitivi.

Pensioni anticipate a 64 anni, il nuovo fondo nella Manovra 2027

In merito alle pensioni anticipate a 64 anni, la Lega avrebbe chiesto nuove possibilità, in particolare, per i lavoratori con una lunga anzianità contributiva. L’idea sarebbe quella di inserire nella Manovra un fondo di alcune centinaia di milioni, rinviando le decisioni operative a gennaio 2027.

Le risorse consentirebbero di finanziare forme limitate di uscita anticipata, destinate a specifiche categorie di lavoratori. A tal proposito Matteo Salvini, vicepremier e ministro dei Trasporti, ha dichiarato a Radio 24: “La priorità per la Lega da tempo, e finalmente ci siamo arrivati, è superare la legge Fornero quindi restituire tre anni di vita a chi sceglierà di andare in pensione a 64 anni rispetto ai 67”.

Chi potrebbe andare in pensione prima nel 2027

La proposta permetterebbe ad alcuni lavoratori di lasciare l’attività circa tre anni prima rispetto all’età ordinaria di pensionamento, attualmente fissata a 67 anni, con gli adeguamenti previsti dalla normativa.

Il fondo avrebbe risorse limitate e potrebbe quindi riguardare soltanto determinate platee, individuate attraverso requisiti anagrafici, contributivi o professionali. L’eventuale introduzione del pensionamento a 64 anni con 36 anni di contributi rimane una proposta e non un nuovo diritto già riconosciuto ai lavoratori.

Rivalutazione pensioni 2027, possibile taglio aumenti assegni più alti

Per trovare ulteriori risorse, il Governo starebbe valutando una modifica del meccanismo di rivalutazione delle pensioni all’inflazione. L’ipotesi prevede di ridurre progressivamente gli aumenti riconosciuti agli assegni più elevati, mantenendo una maggiore tutela per quelli di importo inferiore.

Il riferimento sarebbe il sistema utilizzato nel biennio 2023-2024, quando la rivalutazione piena veniva garantita soltanto alle pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo. Per le fasce superiori erano previste percentuali più basse. Nel 2023, per esempio, la rivalutazione scendeva all’85% per gli assegni tra quattro e cinque volte il minimo e arrivava al 32% per quelli più elevati. Le percentuali per il 2027 non sono ancora state definite e dipenderanno dalle coperture disponibili e dalla struttura definitiva della Manovra.

Un intervento simile aveva prodotto risparmi stimati in circa 2,1 miliardi di euro nel 2023 e 4 miliardi annui nel biennio successivo, durante una fase di inflazione particolarmente elevata. Il Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles prevede una riduzione di circa 1,7 miliardi di euro alla voce “altre spese”. Una parte del risparmio potrebbe derivare dalla modifica della rivalutazione pensionistica.

Manovra 2027, ipotesi aumenti Ires e Tobin Tax per banche e operazioni in Borsa

27 October 2026 at 11:41

Tra le ipotesi allo studio in vista della Legge di Bilancio 2027 spunta anche una nuova stretta fiscale su banche, assicurazioni e operazioni finanziarie. Il Governo starebbe pensando ad un aumento dell’addizionale Ires, al rialzo della Tobin Tax sulle transazioni di Borsa e ad ulteriori limitazioni all’utilizzo dei crediti d’imposta. Il pacchetto di interventi dovrebbe contribuire a garantire 5 miliardi di euro di maggiori entrate nel 2027, secondo quanto indicato nel Documento programmatico di bilancio.

Manovra 2027, ipotesi Ires verso il 30%

L’Ires, imposta diretta e proporzionale applicata sul reddito complessivo netto delle società di capitali, degli enti commerciali e delle cooperative, è attualmnete al 24%. Tra le ipotesi considerate dal Governo per la Manovra 2027 c’è l’idea di aumentare l’imposizione al 30%.

L’intervento consentirebbe di incrementare il gettito derivante dagli utili degli istituti di credito e rappresenterebbe una delle componenti del contributo richiesto al settore finanziario. La proposta dovrà però essere discussa con le associazioni di categoria, che hanno già manifestato perplessità sull’introduzione di nuovi oneri.

Le banche ricordano infatti l’accordo raggiunto in occasione della precedente Legge di Bilancio, che prevedeva un contributo complessivo di circa 10,5 miliardi di euro attraverso diversi interventi fiscali.

Tobin Tax, possibile aumento fino allo 0,60% sulle operazioni finanziarie

Un altro intervento riguarda la Tobin Tax, l’imposta applicata a determinate transazioni finanziarie, tra cui l’acquisto di azioni e alcuni strumenti partecipativi.

In questo il Governo starebbe valutando un aumento delle aliquote attualmente previste.  Per le operazioni soggette all’imposta effettuate sui mercati regolamentati e sui sistemi multilaterali di negoziazione, l’aliquota potrebbe passare dallo 0,20% allo 0,40%.

Per gli acquisti effettuati al di fuori di questi mercati, invece, il prelievo salirebbe dallo 0,40% allo 0,60%. Le proposte riguardano le operazioni su titoli che rientrano nell’ambito di applicazione della tassa, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa, tra cui quelli relativi alla capitalizzazione delle società.

Anche le operazioni di negoziazione ad alta frequenza potrebbero subire un aumento, con il passaggio dell’aliquota dallo 0,04% allo 0,06%.

Quanto potrebbe aumentare il costo degli investimenti in Borsa

L’eventuale rialzo della Tobin Tax avrebbe conseguenze anche per gli investitori che effettuano operazioni soggette all’imposta. Per esempio, su un acquisto di azioni del valore di 10mila euro effettuato su un mercato regolamentato, un’aliquota dello 0,20% corrisponde a un’imposta teorica di 20 euro.

Con il passaggio allo 0,40%, il prelievo salirebbe a 40 euro. Per la stessa operazione effettuata al di fuori di un mercato regolamentato, l’eventuale aumento dallo 0,40% allo 0,60% porterebbe l’imposta teorica da 40 a 60 euro.

Si tratta di esempi di calcolo riferiti a operazioni interamente imponibili, senza considerare eventuali esenzioni, esclusioni o particolari modalità di determinazione della base imponibile. Non tutte le compravendite di strumenti finanziari sono infatti soggette alla Tobin Tax.

Crediti d’imposta Dta, ipotesi di blocco per tutto il 2027

Il pacchetto fiscale potrebbe comprendere anche nuove limitazioni relative alle Dta, le imposte anticipate che, in presenza delle condizioni previste dalla legge, possono essere trasformate in crediti d’imposta. Una delle proposte prevede di sospendere per tutto il 2027 la trasformazione di determinate quote di Dta in crediti utilizzabili in compensazione.

La misura potrebbe riguardare banche, assicurazioni e altre imprese interessate dalle disposizioni fiscali sulle imposte anticipate. Un secondo intervento allo studio riguarda la possibilità di cedere a terzi i crediti d’imposta derivanti dalle Dta, con l’introduzione di restrizioni finalizzate a contrastare operazioni irregolari.

Ho denunciato il sinistro in ritardo, l’assicurazione può non pagare?

27 October 2026 at 11:17

Venti mesi per denunciare un incendio all’assicurazione. Per la Corte d’appello, quel ritardo consapevole bastava a far perdere la garanzia. La Cassazione, con l’ordinanza n. 20447/2026, ha ribaltato il ragionamento: la decadenza legale dall’indennizzo, prevista dall’art. 1915 c.c., richiede che l’assicurato abbia omesso l’avviso per ingannare la compagnia, a vantaggio proprio o di altri. Se il ritardo è colposo, l’assicurazione può ridurre l’indennizzo, persino azzerarlo, ma deve provare il pregiudizio causato dall’omissione. Se il rifiuto richiama una clausola della polizza, occorre verificarne anche la validità.

Cosa rischio se denuncio il sinistro dopo tre giorni?

“I tre giorni previsti dall’art. 1913 c.c. decorrono dal sinistro o dal momento in cui l’assicurato ne ha avuto conoscenza”.

Una perdita d’acqua, ad esempio, può essere scoperta soltanto quando compaiono le prime infiltrazioni. Per stabilire se la denuncia sia tardiva rileva quando l’assicurato ha conosciuto il sinistro, circostanza che può essere ricostruita attraverso le prime segnalazioni, le fotografie e gli interventi effettuati. La legge esclude inoltre la necessità dell’avviso se l’assicuratore o un agente autorizzato è intervenuto entro i tre giorni nelle operazioni di salvataggio o constatazione.

“Chi si accorge di aver superato il termine deve comunque denunciare l’evento subito e conservare la prova dell’invio”.

Nella vicenda dell’incendio esaminata dalla Cassazione, i giudici d’appello avevano posto a carico dell’assicurato il compito di spiegare perché avesse aspettato venti mesi per denunciare il sinistro.
La Cassazione ha distinto il silenzio volontario dalla finalità fraudolenta: anche un’omissione consapevole, senza l’intento di ingannare la compagnia, ricade nel regime della colpa. La Corte ha disposto un nuovo esame della controversia, senza riconoscere in automatico il pagamento dell’indennizzo.

“La riduzione dell’indennizzo dipende allora dal pregiudizio effettivamente subito dall’assicuratore”.

Se la compagnia sostiene di non aver potuto effettuare un sopralluogo, deve dimostrare quali accertamenti siano stati compromessi proprio dalla denuncia tardiva. Lo stesso vale per le prove ormai disperse o per la possibilità perduta di agire contro il responsabile del danno. La riduzione dell’indennizzo deve essere commisurata al pregiudizio concretamente dimostrato, non alla durata del ritardo. Per azzerare il pagamento, quel pregiudizio deve equivalere all’intero indennizzo.

La polizza dice che perdo l’indennizzo: quella clausola è valida?

La compagnia può richiamare anche una clausola contrattuale di decadenza, distinta dal regime legale dell’omesso avviso. In questo caso, occorre verificare se sia stata approvata specificamente per iscritto.

“L’art. 1341, comma 2, c.c. lo richiede per le clausole di decadenza contenute nelle condizioni generali predisposte dall’assicuratore: è la cosiddetta doppia firma”.

Nell’ordinanza n. 23093/2026, la Cassazione ha esaminato il rifiuto di rimborsare oltre 176.000 euro di spese per un intervento chirurgico eseguito durante il periodo di copertura. La compagnia aveva opposto una clausola che imponeva di denunciare il sinistro entro trenta giorni dalla scadenza del contratto; l’avviso era arrivato circa tre mesi dopo. La Cassazione ha chiarito che il termine non definiva quando l’evento dovesse verificarsi per essere coperto. Faceva invece decadere l’assicurato da un diritto collegato a un sinistro verificatosi durante la garanzia: perciò occorreva l’approvazione specifica dell’art. 1341 c.c.

Il termine contrattuale decorrente dalla scadenza della polizza non va confuso con i tre giorni dell’art. 1913 c.c.

Chi riceve un rifiuto deve individuare la clausola richiamata e controllare se l’eventuale seconda sottoscrizione la identifichi in modo sufficientemente specifico: la sola presenza di un’altra firma non chiude la verifica. Se quell’approvazione era necessaria e manca, la compagnia non può opporre la decadenza prevista dalla clausola.

La Cassazione n. 23093/2026 precisa che la clausola dei trenta giorni non è vietata in sé dall’art. 1932 c.c.; questa norma, però, impedisce di imporre all’assicurato conseguenze contrattuali peggiori di quelle previste dall’art. 1915, secondo comma, per l’omissione colposa. Nelle polizze stipulate da consumatori può inoltre operare il controllo sulle clausole abusive degli artt. 33-36 del Codice del consumo, senza che la sottoscrizione specifica lo escluda automaticamente. Sono verifiche diverse, da applicare in base al contratto concreto.

L’assicurazione non paga per il ritardo: come posso contestare il rifiuto?

Nella vicenda dell’incendio esaminata dalla Cassazione erano coinvolte due compagnie. Una aveva negato l’indennizzo per la denuncia tardiva; l’altra perché il rischio incendio non rientrava nelle garanzie acquistate. La Cassazione ha rimesso in discussione il primo diniego, non il secondo. Superare l’eccezione sul ritardo non significa avere già dimostrato che il sinistro fosse coperto dalla polizza.

La motivazione del diniego determina anche il contenuto della contestazione. Se la compagnia invoca l’impossibilità di accertare il danno, occorre ricostruire che cosa sia cambiato fra l’evento e la denuncia. I locali erano stati ripristinati? I beni danneggiati erano ancora esaminabili? Fotografie datate, verbali e rilievi precedenti alle riparazioni possono conservare informazioni utili, anche quando il sopralluogo non è più possibile. Non escludono di per sè il pregiudizio dell’assicuratore, ma consentono di verificare quali accertamenti un avviso tempestivo avrebbe consentito e quali siano andati effettivamente perduti.

“Nel reclamo scritto conviene ricostruire le date del sinistro, della sua conoscenza e della denuncia, indicare gli interventi successivi e allegare i documenti disponibili”.

Se la compagnia lamenta un pregiudizio, si può chiederle di individuare le verifiche impedite dal ritardo e di motivare la quantificazione della riduzione. La perdita di una possibilità di accertamento non dimostra, da sola, un pregiudizio pari all’intero indennizzo. Se viene invece invocata una clausola, la contestazione deve identificare quella disposizione e spiegare perché la decadenza non sarebbe applicabile o efficace.

Se il reclamo non risolve la controversia, è possibile valutare l’Arbitro Assicurativo, operativo dal 15 gennaio 2026. Dopo una risposta insoddisfacente o 45 giorni senza risposta, il ricorso si presenta online, senza obbligo di avvocato e con un contributo di 20 euro, restituito in caso di accoglimento anche parziale. Il termine ordinario è di dodici mesi dal primo reclamo: presentarne un altro sulla stessa questione non lo riapre. I fatti contestati devono inoltre essere verificati, o essere stati conosciuti nei tre anni precedenti il reclamo. Nel primo anno di operatività, fino al 15 gennaio 2027, si applica la disciplina transitoria ai reclami presentati dal 15 gennaio 2025.

Per le richieste di pagamento relative alle polizze danni, il limite di valore è di 25.000 euro; per il terzo danneggiato che agisce direttamente contro la compagnia, come nella RC auto è di 2.500 euro. In quest’ultimo caso, il diritto al risarcimento del danneggiato resta distinto dall’obbligo di denuncia dell’assicurato.

L’Arbitro decide sui documenti e non può disporre nuove perizie o ascoltare testimoni. Se la controversia dipende proprio da una prova tecnica ancora da acquisire, occorre valutare la via giudiziaria, che resta accessibile anche dopo la decisione dell’Arbitro.

Autovelox, tutte le postazioni dal 26 ottobre al 1° novembre: l’elenco delle strade e autostrade

27 October 2026 at 11:14

Ogni settimana la Polizia di Stato informa sulle postazioni degli autovelox sulle strade italiane, sia per quanto riguarda le autostrade che la viabilità ordinaria.

Di seguito l’elenco delle postazioni autovelox in Italia dal 26 ottobre al 1° novembre. Il calendario comprende sia le postazioni fisse sia i controlli programmati giorno per giorno, dalla Sicilia al Piemonte. Tra i tratti interessati figurano la A19 Palermo-Catania, la A4 Torino-Trieste, la A1 Milano-Napoli e diverse arterie della rete stradale ordinaria. Ecco l’elenco delle strade interessate, regione per regione, con le date dei controlli da consultare prima di mettersi in viaggio.

Altri autovelox

Prima di procedere, però, c’è una importantissima precisazione da fare: l’elenco pubblicato dalla Polizia di Stato non comprende necessariamente tutti i controlli effettuati in Italia.

I singoli Comuni, infatti, possono programmare ulteriori verifiche con gli autovelox sulle strade di propria competenza.

Autovelox in autostrada, postazioni fisse

Autovelox in Piemonte

  • T4 – Traforo del Frejus interno galleria all’altezza del Comune di Bardonecchia
  • A55 – Tangenziale Nord – 08+250 Nord (Collegno)
  • A55 – Tangenziale Sud 15+680 Sud (Nichelino)

Autovelox in Veneto

  • A4 Torino – Trieste 423+850 Ovest (Noventa di Piave)
  • A4 Torino – Trieste 417+900 Ovest (Meolo)
  • A4 Torino – Trieste 406+950 Est (Quarto d’Altino)
  • A4 Torino – Trieste 417+350 Est (Meolo)

Autovelox in Toscana

  • A1 Milano – Napoli 305+500 Nord (Bagno a Ripoli)
  • A1 Milano – Napoli 362+500 (Sud Civitella in Val di Chiana)
  • A11 Firenze – Pisa Nord 35,500 Ovest (Serravalle Pistoiese)
  • A11 Firenze – Pisa Nord 71+000 Est (Lucca)
  • A 12 Livorno – Rosignano 196+500 Nord (Rosignano Marittimo)
  • A 12 Livorno – Rosignano 200+500 Sud (Rosignano Marittimo)
  • A 15 Parma – La Spezia 53+000 Nord (Berceto)

Autovelox nelle Marche

  • A14 Bologna – Taranto 154+060 Sud (Pesaro)
  • A14 Bologna – Taranto 254+340 Nord (Potenza Picena)
  • A14 Bologna – Taranto 290+540 Nord (Campofilone)
  • RA11 Ascoli – Mare 03+800 Est (Ascoli Piceno)

Autovelox in Campania

  • RA2 Avellino – Salerno 17+825 Nord (Solofra);
  • RA2 Avellino – Salerno 27+196 Nord (Cesinali)
  • RA2 Avellino – Salerno 17+015 (Sud Montoro);
  • RA2 Avellino – Salerno 24+368 Sud (Serino)
  • RA9 di Benevento 110+480 Sud (Benevento)
  • RA9 di Benevento 11+020 Nord Benevento

Autovelox in Umbria

  • RA6 Raccordo Autostradale Bettolle – Perugia 57+050 Est (Perugia)

Autovelox in Umbria

  • A14 Bologna – Taranto 683+397 Sud (Bitritto)
  • A14 Bologna – Taranto 689+715 Nord (Sannicandro di Bari)

Autovelox sulla rete stradale ordinaria, postazioni fisse

Autovelox in Lombardia

  • SS336 dell’ Aeroporto di Malpensa 08+550 Ovest (Cardano al Campo)
  • SS336 dell’ Aeroporto di Malpensa 17+680 Est (Lonate Pozzolo)
  • SS336 dell’ Aeroporto di Malpensa 32+700 Ovest (Inveruno)
  • SS336 dell’ Aeroporto di Malpensa 33+700 Est (Meseno)

Autovelox in Friuli Venezia Giulia

  • SR463 49+300 Sx (San Vito al Tagliamento)
  • SR463 50+225 Dx (San Vito al Tagliamento)
  • SR464 13+930 Sx (Spilimbergo)
  • SR464 14+837 Dx (Spilimbergo)
  • SR251 79+903 Sx (Claut)
  • SR251 94+596 Dx (Erto e Casso)

Autovelox in Umbria

  • SS3 bis Itinerario E45 Terni- Ravenna (SS Tiberina Bis) 72+500 Nord (Perugia)
  • SS3 bis Itinerario E45 Terni- Ravenna (SS Tiberina Bis) 73+500 Sud (Perugia)
  • SS3 bis Itinerario E45 Terni- Ravenna (SS Tiberina Bis) 39+750 Nord (Todi)
  • SS3 bis Itinerario E45 Terni- Ravenna (SS Tiberina Bis) 40+800 Sud (Todi)
  • SS675 Viterbo- Terni (SS Umbro-Laziale) 52+120 Sud (Narni)

Autovelox in Marche

  • SS73 Fano Grosseto 95+150 Est (Colli al Metauro)
  • SS73 Fano Grosseto 102+550 Ovest (Cartoceto)
  • SS76 Della Val d’Esino 64+000 Ovest (Jesi)
  • SS77 Foligno – Civitanova Marche 88+600 Est (Corridonia)
  • SS16 Venezia-Otranto (SS Adriatica) 294+620 Nord (Ancona)

Autovelox in Campania

  • SS268 Del Vesuvio 1+500 Sud (Nola)
  • SS268 Del Vesuvio 4+190 Nord (Sant’Anastasia)
  • SS658 Potenza – Melfi 2+600 Nord (Potenza)
  • SS7 Appia 253+120 Ovest (Ceppaloni)
  • SS87 Sannitica 81+700 Nord (Torrecuso)
  • SS372 Telesina 57+860 Nord (Torrecuso)
  • SS372 Telesina 47+000 Sud (Solopaca)

Autovelox in Puglia

  • SS16 Venezia-Otranto (SS Adriatica) 609+00 Nord (Chieuti

Autovelox in Basilicata

  • SS658 Potenza – Melfi 2+600 Nord (Potenza)

Autovelox in Calabria

  • SS106 Reggio Calabria – Taranto (SS Jonica) 240+900 Nord (Crotone)
  • SS106 Reggio Calabria – Taranto (SS Jonica) 240+900 Sud (Crotone)

Autovelox nelle Regioni da lunedì 26 ottobre a domenica 1 novembre

Autovelox in Abruzzo

26 ottobre

  • RA Raccordo Autostradale Chieti-Pescara CH
  • SS 16 Adriatica CH
  • SS 649 di Fondo Valle Alento CH
  • SS 650 Fondo valle Trigno CH
  • SS 652 di Fondo Valle Sangro CH
  • SS 714 var. Francavilla al mare CH
  • SP 656 Val Pescara e Chieti CH

27 ottobre

  • RA Raccordo Autostradale Chieti-Pescara CH
  • SS 16 Adriatica CH
  • SS 649 di Fondo Valle Alento CH
  • SS 650 Fondo valle Trigno CH
  • SS 652 di Fondo Valle Sangro CH
  • SS 714 var. Francavilla al mare CH
  • SP 656 Val Pescara e Chieti

28 ottobre

  • RA Raccordo Autostradale Chieti-Pescara CH
  • SS 16 Adriatica CH
  • SS 649 di Fondo Valle Alento CH
  • SS 650 Fondo valle Trigno CH
  • SS 652 di Fondo Valle Sangro CH
  • SS 714 var. Francavilla al mare CH
  • SP 656 Val Pescara e Chieti CH

29 ottobre

  • RA Raccordo Autostradale Chieti-Pescara CH
  • SS 16 Adriatica CH
  • SS 649 di Fondo Valle Alento CH
  • SS 650 Fondo valle Trigno CH
  • SS 652 di Fondo Valle Sangro CH
  • SS 714 var. Francavilla al mare CH
  • SP 656 Val Pescara e Chieti CH

30 ottobre

  • RA Raccordo Autostradale Chieti-Pescara CH
  • SS 16 Adriatica CH
  • SS 649 di Fondo Valle Alento CH
  • SS 650 Fondo valle Trigno CH
  • SS 652 di Fondo Valle Sangro CH
  • SS 714 var. Francavilla al mare CH
  • SP 656 Val Pescara e Chieti CH

31 ottobre

  • Raccordo Autostradale RA Raccordo Autostradale Chieti-Pescara CH
  • SS 16 Adriatica CH
  • SS 649 di Fondo Valle Alento CH
  • SS 650 Fondo valle Trigno CH
  • SS 652 di Fondo Valle Sangro CH
  • SS 714 var. Francavilla al mare CH
  • SP 656 Val Pescara e Chieti CH

01 novembre

  • RA Raccordo Autostradale Chieti-Pescara CH
  • SS 16 Adriatica CH
  • SS 649 di Fondo Valle Alento CH
  • SS 650 Fondo valle Trigno CH
  • SS 652 di Fondo Valle Sangro CH
  • SS 714 var. Francavilla al mare CH
  • SP 656 Val Pescara e Chieti CH

Autovelox in Basilicata

26 ottobre

  • RA 05 Scalo Sicignano-Potenza PZ
  • SS 407 Basentana PZ
  • SS 655 Bradanica PZ

27 ottobre

  • RA 05 Scalo Sicignano-Potenza PZ
  • SS 407 Basentana PZ
  • SS 655 Bradanica PZ

28 ottobre

  • RA 05 Scalo Sicignano-Potenza PZ
  • SS 407 Basentana PZ

29 ottobre

  • RA 05 Scalo Sicignano-Potenza PZ
  • SS 407 Basentana PZ
  • SS 655 Bradanica PZ

30 ottobre

  • RA 05 Scalo Sicignano-Potenza PZ
  • SS 407 Basentana PZ
  • SS 655 Bradanica PZ

31 ottobre

  • RA 05 Scalo Sicignano-Potenza PZ
  • SS 407 Basentana PZ

01 novembre

  • RA 05 Scalo Sicignano-Potenza PZ
  • SS 407 Basentana PZ
  • SS 655 Bradanica PZ

Autovelox in Calabria

28 ottobre

  • A2 CS

29 ottobre

  • SS 106 Jonica RC

31 ottobre

  • SS 106 Jonica RC

Autovelox in Emilia-Romagna

26 ottobre

  • A 15-KM 14+600NORD PR
  • SS SS9 via Emilia FC
  • SP SP62 Cadelbosco di Sopra RE

27 ottobre

  • A1 km 231 Nord BO
  • SS SS72 km 4+700 RN

28 ottobre

  • A22 KM 309 Nord MO

29 ottobre

  • A22 KM 309 Nord MO
  • SS 16 Adriatica FE

30 ottobre

  • A 15-KM 14+600 Nord PR
  • SP SP3 Novellare RE

31 ottobre

  • A1 km 207 Sud BO

Autovelox in Friuli-Venezia Giulia

26 ottobre

  • SS 202 Triestina TS

27 ottobre

  • SS 202 Triestina TS
  • SS 677 Ronchi GO

29 ottobre

  • A4 Palazzolo dello Stella UD

30 ottobre

  • A4 Palazzolo dello Stella UD
  • SP 35 di Opicina TS

Autovelox nel Lazio

31 ottobre

  • A 24 RM

1 novembre

  • A 12 Roma – Civitavecchia RM

Autovelox in Liguria

26 ottobre

  • SS28 del Colle di Nava IM

27 ottobre

  • A7 GE

28 ottobre

  • SS1 Aurelia SP

30 ottobre

  • SS1 Aurelia SV

31 ottobre

  • SS1 Aurelia IM

Autovelox in Lombardia

28 ottobre

  • SS 9 via Emilia LO

Autovelox nelle Marche

26 ottobre

  • Autostrada A 14 Bologna-Taranto PU
  • A 14 Bologna-Taranto FM
  • Raccordo Autostradale RA 11 Ascoli-Porto d’Ascoli AP
  • Strada Statale SS 16 Adriatica AN
  • SS 16 Adriatica PU
  • SS 3 Flaminia PU
  • SS 4 Salaria AP
  • SS 73 Bis di Bocca Trabaria PU
  • SS 76 della Valle d’Esino AN
  • SS 77 della Val di Chienti MC

27 ottobre

  • Autostrada A 14 Bologna-Taranto PU
  • Raccordo Autostradale RA 11 Ascoli-Porto d’Ascoli AP
  • Strada Statale SS 16 Adriatica AN
  • SS 16 Adriatica PU
  • SS 3 Flaminia PU
  • SS 73 Bis di Bocca Trabaria PU
  • SS 76 della Valle d’Esino AN
  • SS 77 della Val di Chienti MC

28 ottobre

  • Autostrada A 14 Bologna-Taranto PU
  • Raccordo Autostradale RA 11 Ascoli-Porto d’Ascoli AP
  • Strada Statale ss 16 FM
  • SS 16 Adriatica AN
  • SS 16 Adriatica PU
  • SS 3 Flaminia PU
  • SS 73 Bis di Bocca Trabaria PU
  • SS 76 della Valle d’Esino AN
  • SS 77 della Val di Chienti MC
  • SS 81 Piceno Aprutina AP
  • Strada Provinciale SP 423 Urbinate PU

29 ottobre

  • Autostrada A 14 Bologna-Taranto PU
  • Raccordo Autostradale RA 11 Ascoli-Porto d’Ascoli AP
  • Strada Statale SS 16 Adriatica PU
  • SS 16 Adriatica AN
  • SS 3 Flaminia PU
  • SS 73 Bis di Bocca Trabaria PU
  • SS 76 della Valle d’Esino AN
  • SS 77 della Val di Chienti MC
  • Strada Provinciale SP 423 Urbinate PU

30 ottobre

  • Autostrada A 14 Bologna-Taranto PU
  • Raccordo Autostradale RA 11 Ascoli-Porto d’Ascoli AP
  • Strada Statale SS 16 Adriatica AN
  • SS 16 Adriatica PU
  • SS 210 FM
  • SS 3 Flaminia PU
  • SS 4 Salaria AP
  • SS 76 della Valle d’Esino AN
  • SS 77 della Val di Chienti MC
  • Strada Provinciale SP 423 Urbinate PU
  • SP 73 Bis di Bocca Trabaria PU

31 ottobre

  • Autostrada A 14 Bologna-Taranto PU
  • Raccordo Autostradale RA 11 Ascoli-Porto d’Ascoli AP
  • Strada Statale SS 16 Adriatica PU
  • SS 16 Adriatica AN
  • SS 3 Flaminia PU
  • SS 73 Bis di Bocca Trabaria PU
  • SS 76 della Valle d’Esino AN
  • SS 77 della Val di Chienti MC

01 novembre

  • Autostrada A 14 Bologna-Taranto PU
  • Raccordo Autostradale RA 11 Ascoli-Porto d’Ascoli AP
  • SS 16 Adriatica PU
  • SS 16 Adriatica AN
  • SS 3 Flaminia PU
  • SS 73 Bis di Bocca Trabaria PU
  • SS 76 della Valle d’Esino AN
  • SS 77 della Val di Chienti MC

Autovelox in Piemonte

26 ottobre

  • Autostrada A 32 Torino-Bardonecchia TO
  • Strada Statale SS 231 di Santa Vittoria AT

27 ottobre

  • Autostrada A 06 Torino-Savona CN
  • A 26 Genova Voltri-Gravellona Toce NO
  • A 32 Torino-Bardonecchia TO
  • A 33 Asti-Cuneo CN
  • A 4 Torino – Milano NO
  • A A8 NO
  • Strada Statale SS 20 Colle di Tenda e di Valle Roja CN
  • SS 21 del Colle della Maddalena CN
  • SS 231 di Santa Vittoria CN
  • SS 28 del Colle di Nava CN
  • SS 704 Tangenziale di Mondovì CN
  • SS 706 TANGENZIALE DI ASTI AT
  • SS SS/33 del Sempione VB
  • Strada Provinciale SP 12 Fondovalle Tanaro CN
  • SP 3 SANT’ALBANO STURA CN
  • SP 422 di Valle Macra CN
  • SP 661 delle Langhe CN
  • SP 662 di Savigliano CN
  • SP 702 TANGENZIALE BRA CN

28 ottobre

  • Autostrada A 06 Torino-Savona CN
  • A 26 Genova Voltri-Gravellona Toce NO
  • A 32 Torino-Bardonecchia TO
  • A 33 Asti-Cuneo CN
  • A A8 NO
  • Strada Statale SS 10 Padana Inferiore AT
  • SS 20 Colle di Tenda e di Valle Roja CN
  • SS 21 del Colle della Maddalena CN
  • SS 231 di Santa Vittoria CN
  • Strada Statale SS 28 del Colle di Nava CN
  • SS 704 Tangenziale di Mondovì CN
  • SS 758 Masserano-Mongrando BI
  • Strada Provinciale SP 12 Fondovalle Tanaro CN
  • SP 299 di Alagna VC
  • SP 3 SANT’ALBANO STURA CN
  • SP 422 di Valle Macra CN
  • SP 661 delle Langhe CN
  • SP 662 di Savigliano CN
  • SP 702 TANGENZIALE BRA CN
  • SP SP30 AL

29 ottobre

  • Autostrada A 06 Torino-Savona CN
  • A 26 Genova Voltri-Gravellona Toce NO
  • A 33 Asti-Cuneo CN
  • A 4 Torino – Milano NO
  • A A8 NO
  • Strada Statale SS 21 del Colle della Maddalena CN
  • SS 231 di Santa Vittoria CN
  • SS 28 del Colle di Nava CN
  • SS 32 TORINO – BARDONECCHIA TO
  • SS 456 del Turchino AT
  • SS 704 Tangenziale di Mondovì CN
  • SS SS/33 del Sempione VB
  • Strada Provinciale SP 12 Fondovalle Tanaro CN
  • SP 3 SANT’ALBANO STURA CN
  • SP 422 di Valle Macra CN
  • SP 661 delle Langhe CN
  • SP 662 di Savigliano CN
  • SP 702 TANGENZIALE BRA CN

30 ottobre

  • Autostrada A 06 Torino-Savona CN
  • A 26 Genova Voltri-Gravellona Toce NO
  • Autostrada A 33 Asti-Cuneo CN
  • A 4 Torino – Milano NO
  • A A8 NO
  • Strada Statale SS 10 Padana Inferiore AT
  • SS 20 Colle di Tenda e di Valle Roja CN
  • SS 21 del Colle della Maddalena CN
  • SS 231 di Santa Vittoria CN
  • SS 28 del Colle di Nava CN
  • SS 32 TORINO – BARDONECCHIA TO
  • SS 704 Tangenziale di Mondovì CN
  • SS 758 Masserano-Mongrando BI
  • SS SS/33 del Sempione VB
  • Strada Provinciale SP 12 Fondovalle Tanaro CN
  • SP 3 SANT’ALBANO STURA CN
  • SP 422 di Valle Macra CN
  • SP 661 delle Langhe CN
  • SP 662 di Savigliano CN
  • SP 702 TANGENZIALE BRA CN

31 ottobre

  • Autostrada A 06 Torino-Savona CN
  • A 26 Genova Voltri-Gravellona Toce NO
  • A 32 Torino-Bardonecchia TO
  • A 33 Asti-Cuneo CN
  • A 4 Torino – Milano NO
  • A A8 NO
  • Strada Statale SS 20 Colle di Tenda e di Valle Roja CN
  • SS 21 del Colle della Maddalena CN
  • SS 231 di Santa Vittoria CN
  • SS 231 di Santa Vittoria AT
  • SS 28 del Colle di Nava CN
  • SS 704 Tangenziale di Mondovì CN
  • SS 758 Masserano-Mongrando BI
  • Strada Provinciale SP 12 Fondovalle Tanaro CN
  • Strada Provinciale SP 3 SANT’ALBANO STURA CN
  • SP 422 di Valle Macra CN
  • SP 661 delle Langhe CN
  • SP 662 di Savigliano CN
  • SP 702 TANGENZIALE BRA CN

01 novembre

  • Autostrada A 06 Torino-Savona CN
  • A 26 Genova Voltri-Gravellona Toce NO
  • A 32 Torino-Bardonecchia TO
  • A 33 Asti-Cuneo CN
  • A 4 Torino – Milano NO
  • A A8 NO
  • Strada Statale SS 20 Colle di Tenda e di Valle Roja CN
  • SS 21 del Colle della Maddalena CN
  • SS 231 di Santa Vittoria CN
  • SS 28 del Colle di Nava CN
  • SS 458 di Casalborgone AT
  • SS 704 Tangenziale di Mondovì CN
  • SS 758 Masserano-Mongrando BI
  • Strada Provinciale SP 12 Fondovalle Tanaro CN
  • SP 3 SANT’ALBANO STURA CN
  • SP 422 di Valle Macra CN
  • SP 661 delle Langhe CN
  • SP 662 di Savigliano CN
  • SP 702 TANGENZIALE BRA CN

Autovelox in Puglia

26 ottobre

  • Strada Statale SS /688 di Mattinata FG
  • SS /7 Appia TA
  • SS /SS379 EGNAZIA BR

27 ottobre

  • Strada Statale SS /SS613 BR-LE LE

28 ottobre

  • Strada Statale SS /SS100 BA- TA BA
  • SS /SS613 BR-LE LE

29 ottobre

  • Strada Statale SS /16 Adriatica BT
  • SS /688 di Mattinata FG
  • SS /7 Appia TA
  • SS /SS613 BR-LE LE

Autovelox in Sardegna

26 ottobre

  • Strada Statale SS 131 Dir. Centrale Nuorese SS
  • SS 554 Cagliaritana CA

27 ottobre

  • Strada Statale SS 131 Carlo Felice NU
  • SS 131 Carlo Felice SS
  • SS 131 Dir. Centrale Nuorese NU

28 ottobre

  • Strada Statale SS 125 Orientale Sarda NU
  • ss 729 Sassari – Olbia SS

29 ottobre

  • Strada Statale SS 131 Carlo Felice OR
  • SS 131 Carlo Felice CA
  • SS 131 Dir. Centrale Nuorese SS
  • SS 131 Dir. Centrale Nuorese NU

30 ottobre

  • Strada Statale SS 131 Carlo Felice CA
  • SS 131 Dir. Centrale Nuorese NU

31 ottobre

  • Strada Statale SS 131 Carlo Felice OR
  • SS 131 Dir. Centrale Nuorese NU
  • SS SS291 SS
  • Strada Provinciale SP 2 Pedemontana CA

Autovelox in Sicilia

26 ottobre

  • Autostrada A 19 Palermo-Catania PA
  • A A/18 ME
  • A A/20 ME
  • Strada Statale SS 189 PA
  • SS 640 di Porto Empedocle CL
  • SS SS114 SR
  • SS SS115 RG

27 ottobre

  • Autostrada A A/18 ME
  • A A/20 ME
  • Strada Statale SS 115 Sud Occidentale Sicula AG

28 ottobre

  • Autostrada A A/18 ME
  • Strada Statale SS 189 TP
  • SS 417 di Caltagirone CT
  • SS 626 CL
  • SS 640 di Porto Empedocle AG

29 ottobre

  • Autostrada A 19 Palermo-Catania PA
  • Strada Statale SS 417 di Caltagirone CT
  • SS 626 CL
  • SS 640 di Porto Empedocle AG

30 ottobre

  • Autostrada A 19 Palermo-Catania PA
  • A 29 Palermo- Mazara del Vallo TP
  • Strada Statale SS 189 PA
  • SS 640 di Porto Empedocle CL
  • SS 640 di Porto Empedocle AG
  • Strada Provinciale SP 21 EN

31 ottobre

  • Autostrada A 19 Palermo-Catania PA
  • A 29 Palermo-Mazara del Vallo TP
  • SS 640 di Porto Empedocle CL

Autovelox in Toscana

26 ottobre

  • Autostrada A 11 Firenze -Pisa Nord PT
  • Raccordo Autostradale RA RA18-SGC FI-PI-LI PI

27 ottobre

  • Autostrada A 01 Milano-Napoli AR
  • A 11 Firenze -Pisa Nord PT
  • A 12 Genova-Roma LI
  • Raccordo Autostradale RA RA18-SGC FI-PI-LI PI

28 ottobre

  • Autostrada A 11 Firenze -Pisa Nord PT
  • Raccordo Autostradale RA 03 Siena-Firenze SI

29 ottobre

  • Autostrada A 11 Firenze -Pisa Nord PT

30/10/2026

  • Autostrada A 11 Firenze -Pisa Nord PT
  • A 12 Genova-Roma LI

31 ottobre

  • Autostrada A 01 Milano-Napoli FI
  • A 01 Milano-Napoli AR
  • A 11 Firenze -Pisa Nord PT
  • A 12 Genova-Roma LI

01 novembre

  • Autostrada A 11 Firenze -Pisa Nord PT
  • A 12 Genova-Roma LI
  • A 15 Parma-La Spezia MS

Autovelox in Trentino-Alto Adige

27 ottobre

  • Strada Statale — SS /12 del Brennero — BZ

30 ottobre

  • Autostrada — A /A22 — TN

Autovelox in Umbria

27 ottobre

  • Raccordo Autostradale RA /RA06 KM 14+100 PIETRAIA PG

28 ottobre

  • Strada Statale SS /SS219 KM 24+300 SEMONTE PG

29 ottobre

  • Strada Statale SS /SS 3 BIS KM 57+300 DERUTA PG

30 ottobre

  • Strada Statale SS /SS3 FLAMINIA KM 144+300 PIETRAROSSA PG

Autovelox in Valle d’Aosta

27 ottobre

  • Autostrada A 05 Torino-Aosta AO
  • Traforo Autostradale T 1 Traforo Monte Bianco AO

28 ottobre

  • Autostrada A 05 Torino-Aosta AO
  • Traforo Autostradale T 1 Traforo Monte Bianco AO

29 ottobre

  • Autostrada A 05 Torino-Aosta AO
  • Traforo Autostradale T 1 Traforo Monte Bianco AO

30 ottobre

  • Autostrada A 05 Torino-Aosta AO
  • Traforo Autostradale T 1 Traforo Monte Bianco AO

31 ottobre

  • Autostrada A 05 Torino-Aosta AO
  • Traforo Autostradale T 1 Traforo Monte Bianco AO

01 novembre

  • Autostrada A 05 Torino-Aosta AO
  • Traforo Autostradale T 1 Traforo Monte Bianco AO

Autovelox in Veneto

26 ottobre

  • Autostrada A 22 Brennero-Modena VR

27 ottobre

  • Autostrada A 04 Torino-Trieste VE
  • A 22 Brennero-Modena VR

28 ottobre

  • Autostrada A 04 Torino-Trieste PD
  • A 22 Brennero-Modena VR
  • Strada Statale SS 434 Transpolesana RO

29 ottobre

  • Autostrada A 04 Torino-Trieste PD
  • A 22 Brennero-Modena VR
  • A 31 Vicenza-Piovene Rocchetta VI
  • Strada Statale SS 47 della Valsugana BL

30 ottobre

  • Autostrada A 04 Torino-Trieste PD
  • A 22 Brennero-Modena VR

31 ottobre

  • Autostrada A 04 Torino-Trieste PD
  • A 04 Torino-Trieste VE

01 novembre

  • Autostrada A 04 Torino-Trieste PD
  • A 04 Torino-Trieste VE

Bollo auto, il Governo studia lo stop per tutti: l’ipotesi senza limiti di potenza

27 October 2026 at 11:06

L’esenzione del bollo auto potrebbe estendersi a una platea maggiore. Si potrebbe arrivare a togliere il bollo a tutte le prime auto di proprietà, senza distinzioni di potenza. È stata questa una delle ipotesi sul tavolo del vertice di maggioranza. L’obiettivo sarebbe quello di agevolare indistintamente tutti i possessori di un’auto, anche coloro che possiedono mezzi più potenti.

Il decreto-legge approvato a settembre infatti esenta dal bollo per il solo 2027 le persone con un veicolo a benzina, gasolio o ibrido con potenza fino a 80 kW (circa 109 cavalli). La platea iniziale è di 24,6 milioni di proprietari, ma l’intenzione della manovra è di rendere strutturale la misura o di allargarne la platea. Il nodo è sempre lo stesso: trovare le risorse per compensare le Regioni del mancato gettito.

Esenzione bollo per tutti: l’ipotesi

L’ipotesi di un’esenzione del bollo auto per tutti i proprietari di un veicolo è sul tavolo del vertice di maggioranza. Se ne è parlato lunedì 26 ottobre e potrebbe essere inserita nel testo della legge di bilancio mercoledì 28 ottobre.

L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di non escludere nessuno dall’esenzione, così da permettere a tutte le famiglie di ottenere uno sconto sulle tasse da pagare in un anno. La platea iniziale era di 24,6 milioni di proprietari di veicoli esclusi dal pagamento per il 2027 del bollo, ma l’ipotesi di un’esenzione per tutti allarga di molto tale platea.

Chi rientra nell’esenzione allargata

Il decreto-legge approvato a settembre esenta dal bollo le persone fisiche con un unico veicolo con potenza fino a 80 kW, circa 109 cavalli.

Che sia per un’auto a benzina, gasolio o ibrida, la platea è di 24,6 milioni di proprietari. Secondo quanto stabilito però per il 2027 restano fuori tutti coloro che possiedono un’auto sopra la soglia degli 80 kW.

L’intenzione sarebbe invece quella di togliere il limite di potenza per i veicoli. Il decreto è alla Camera, in esame alla Commissione Finanze dove diversi emendamenti puntano ad ampliare la platea o a prolungare il periodo dell’esenzione oltre al solo 2027.

Proposta bonus fino a 490,20 euro

Tra gli emendamenti ce n’è anche uno a firma del presidente della Commissione Marco Osnato, di Fratelli d’Italia. Questo prevede di riconoscere per il 2027 un contributo pari al bollo pagato per le famiglie che hanno più di tre figli, di cui almeno uno minorenne.

Si tratterebbe di un bonus fino a 490,20 euro che vale per i veicoli fino a 160 kW omologati da sei a nove posti. Si andrebbero così ad aiutare le famiglie numerose che possiedono un mezzo di trasporto dalla capacità ampia.

Esenzione bollo strutturale

L’intenzione dell’esecutivo però potrebbe essere un’altra ancora. Con lo strumento della Manovra, il governo potrebbe andare verso la resa strutturale dell’esenzione del bollo.

Al momento infatti il decreto indica l’esenzione per la sola scadenza del 2027, ma già a settembre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva parlato dell’intenzione di andare oltre:

Ribadisco la volontà del governo di rendere strutturale l’eliminazione del bollo auto.

Anche nel Consiglio dei Ministri del 13 settembre la premier Giorgia Meloni aveva parlato di un’abolizione “in modo strutturale”. La norma, se dovesse passare, lo farà nella legge di Bilancio. Per farlo però bisogna capire in che modo compensare le Regioni per il mancato gettito del bollo auto.

Ex Ilva, scatta il licenziamento collettivo: 40 esuberi dopo lo stop all’area a caldo

27 October 2026 at 10:27

Ex Ilva ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 40 dei 51 dirigenti. L’iniziativa fa parte della riorganizzazione aziendale conseguente alla riduzione delle attività produttive dello stabilimento siderurgico di Taranto.

La decisione è stata già formalizzata dai commissari straordinari e comunicata il 22 ottobre 2026. La comunicazione indica anche la distribuzione geografica dei 51 dirigenti a tempo indeterminato: la maggior parte si trova a Taranto. Non è chiaro quanti dei 40 esuberi siano concentrati in ciascun stabilimento. Dalla comunicazione si lascia intendere che la revisione della struttura aziendale potrebbe anche estendersi ad altre figure professionali, come i dirigenti con contratto a tempo determinato.

Licenziamento collettivo in Acciaierie d’Italia

Nuova fase per l’ex Ilva di Taranto, che in data 23 ottobre ha fatto sapere di aver avviato la procedura di licenziamento collettivo per 40 dirigenti assunti a tempo indeterminato. Nella lettera viene precisato che i dirigenti con contratto a tempo determinato saranno i prossimi ad essere interessati da quello che sarà un successivo procedimento di adeguamento organizzativo.

Una necessità nata dalla crisi aziendale, ma anche per il provvedimento della Corte d’Appello di Milano che il 27 luglio ha disposto la sospensione delle attività produttive dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto entro il 25 ottobre.

Una decisione che ha portato a una profonda revisione della programmazione industriale, con la revoca di ordini relativi alle materie prime, la dismissione del ciclo integrale di produzione e il ridimensionamento della struttura organizzativa.

Chi riguarda gli esuberi

Nella comunicazione ufficiale viene indicata la distribuzione degli attuali 51 dirigenti a tempo indeterminato:

  • 31 a Taranto;
  • 16 a Milano;
  • 2 a Genova;
  • 2 a Novi Ligure.

Non è stato però specificato quanti dei 40 esuberi siano concentrati in ciascuno stabilimento. È chiaro che Taranto, dove opera la quota maggiore, vedrà più dirigenti allontanati. L’impatto sarà quindi maggiore.

Gli esuberi riguardano però i dirigenti impegnati in attività di supporto tecnico e operativo dell’area a caldo nella maggior parte dei casi.

Altri dirigenti occupano posizioni di comando e staff considerate però non più funzionali per la nuova organizzazione. Quindi la ristrutturazione coinvolge tanto le figure collegate al funzionamento del ciclo a caldo, quanto ruoli di coordinamento e gestione dello stesso.

Ora la riduzione delle attività produttive potrebbe impattare anche sui livelli dirigenziali, mentre prosegue la cassa integrazione fino a giugno 2027.

Futuro dei lavoratori

L’avvio della procedura di licenziamento collettivo non si traduce direttamente in licenziamenti. Il prossimo passaggio sarà un confronto con Federmanager e le rappresentanze sindacali, che dovranno esaminare la procedura e trovare soluzioni alternative o di accompagnamento all’uscita.

Acciaierie d’Italia ha già fatto sapere di essere disponibile a valutare programmi di ricollocamento professionale o altri interventi economici di sostegno per il personale interessato dalla procedura.

Manovra 2027, dalla flat tax ai bonus per le famiglie: tutte le misure sul tavolo

27 October 2026 at 09:31

La legge di Bilancio 2027 è ormai alle porte. In attesa del testo, l’incontro tra Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giorgetti, Tajani, Salvini e Lupi ha permesso di fare un sunto delle priorità di spesa. Sarà una manovra ancora prudente, come ci ha insegnato questo governo, resa necessaria anche dal proseguimento dell’interlocuzione con Bruxelles sui margini di flessibilità per i costi energetici.

Ci sono diverse certezze e alcune ipotesi sul tavolo. Al centro della manovra sanità, famiglie, ceto medio e sostegno alle imprese, energia, giovani e sostegno agli anziani. Le risorse sono limitate, ma ogni forza di maggioranza ha potuto portare avanti il proprio cavallo di battaglia.

Cosa ci sarà nella Manovra 2027

Il consiglio dei Ministri dovrebbe riunirsi mercoledì alle 12:00 per dare il via libera al testo definitivo della manovra 2027. Non sono ancora noti tutti i dettagli della legge di bilancio da 23,5 miliardi di euro, sono tante infatti le misure ancora in bilico a cui il vertice di maggioranza tenutosi lunedì 26 ottobre non ha apertamente risposto.

Con al centro famiglia, giovani, sanità ed energia, vediamo cosa ci sarà e cosa potrebbe esserci nella nuova legge di bilancio.

Flat tax under 30-35

Tra le ipotesi sul tavolo c’è la flat tax al 5% per gli under 30-35 con redditi fino a 20-30.000 euro. Dal lato giovani lavoratori si intende rendere le retribuzioni italiane più competitive e quindi frenare l’uscita verso altri Paesi.

Per le imprese invece si punta a maxi deduzioni per le assunzioni, suddivise in:

  • dal 130 al 140% per i giovani;
  • al 180% per le giovani madri.

Detassazione

È allo studio anche una tassazione agevolata al 5% sugli aumenti per rinnovi contrattuali e del 15% sulle maggiorazioni per il lavoro notturno e festivo.

Taglio dell’Irpef

Forza Italia continua a premere per l’estensione dell’aliquota al 33% fino a 55.000 euro. Il costo sarebbe di circa 1,2 miliardi di euro.

Altra proposta che incontra diversi ostacoli (parere della Commissione europea) è l’estensione della flat tax per le partite Iva dagli attuali 85.000 euro fino a 100.000 euro.

Famiglie

Per quanto riguarda il tema famiglie, si punta sul rafforzamento dei congedi parentali, bonus nuovi nati e bonus mamme soprattutto in presenza di tre o più figli.

C’è, inoltre, la proposta di prorogare il bonus per le scuole paritarie fino a 1500 euro per studente.

Aiuti per gli anziani

Forza Italia, invece, ha proposto un aiuto per gli anziani. Si tratta di una carta da 300 a 500 euro per le spese sanitarie degli over 75. Potrebbe esserci una soglia Isee oppure un sistema di rimborsi cashback.

Sanità

Restando sul tema aiuti per la sanità, si stanno studiando risorse per il Fondo sanitario nazionale e l’innalzamento del tetto di spesa per i dispositivi medici per alleggerire il peso del payback sulle imprese.

Pensioni

Lato pensioni la Lega ha rilanciato il pensionamento anticipato a 64 anni con il ricalcolo contributivo dell’assegno.

Sul tavolo però c’è anche la rivalutazione delle pensioni per il recupero dell’inflazione, ma il costo è piuttosto elevato.

Energia e casa

Altro capitolo è quello dedicato all’energia. È previsto il rafforzamento dell’iperammortamento per le imprese e si valutano sconti sull’energia per nuovi impianti da fonti rinnovabili.

Per quanto riguarda il lato casa, le detrazioni potrebbero restare al 50%, mentre l’ecobonus potrebbe arrivare fino al 65%.

Microsoft licenzia 60.000 dipendenti per finanziare IA, data center e cloud

27 October 2026 at 09:02

Microsoft impugna le forbici: la Big Tech di Redmond ha messo a punto una proposta di esodo volontario anticipato rivolta a circa 60.000 dipendenti dislocati fra Stati Uniti, Canada, India e Gran Bretagna.

La misura coinvolge circa un quarto della sua forza lavoro totale a tempo pieno e ha l’obiettivo di contenere i costi.

Microsoft, incentivi all’uscita 2026

Riducendo le spese legate al personale, Microsoft intende allentare la pressione sulle proprie finanze e far fronte ai crescenti investimenti destinati ai data center, spinti dall’elevata domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dai servizi cloud offerti a realtà come Anthropic e OpenAI.

Secondo Reuters, Microsoft ha previsto 175 miliardi di dollari di investimenti in conto capitale per l’anno solare 2026. Il gruppo di Redmond deve inoltre rispondere alle aspettative degli investitori, che osservano con attenzione il rapporto tra le somme destinate all’intelligenza artificiale e i ricavi.

Nel secondo trimestre, Microsoft ha mantenuto positivo il flusso di cassa disponibile, pari a 19,64 miliardi di dollari, pur registrando una diminuzione del 23% su base annua. Nello stesso periodo, Alphabet e Amazon, due dei suoi principali concorrenti nel cloud, hanno registrato un flusso di cassa disponibile negativo.

La notizia del nuovo programma di tagli ha accompagnato un rialzo di circa l’1% delle azioni Microsoft nella seduta di lunedì 26 ottobre. Martedì 27 ottobre, le azioni hanno registrato un +1,5%.

L’iniziativa si rivolge al personale di specifici team con livello gerarchico pari o inferiore a quello di vicepresidente (livello 70 e inferiori).

Perchè Microsoft riduce il personale

Secondo quanto trapelato, la proposta coinvolge settori noti tra cui le divisioni legate a Windows, le esperienze IA, Copilot, la finanza, le risorse umane e la sezione Xbox, fra le altre. Restano invece esclusi dal programma alcuni gruppi specifici, tra cui gli addetti alla sicurezza informatica, alle vendite, al business commerciale, al marketing e alla gestione dei data center.

In una nota inviata al personale, Amy Coleman, vicepresidente esecutiva e responsabile delle risorse umane di Microsoft, ha descritto l’operazione in questi termini:

Questa offerta offre ai dipendenti idonei, che potrebbero valutare un futuro al di fuori dell’azienda, una nuova opportunità per affrontare tale transizione fin da subito, potendo contare su un adeguato supporto. Al contempo, fornisce alle organizzazioni aderenti un ulteriore strumento per adeguare il proprio organico alle mutevoli esigenze.

E ancora:

L’offerta di uscita volontaria è una novità per noi. Ne faremo tesoro. Allo stesso tempo, continueremo ad aiutare le persone a concentrarsi sul lavoro più importante, a sviluppare nuove competenze e, laddove opportuno, a trovare nuove opportunità all’interno di Microsoft.

I licenziamenti precedenti

Il nuovo piano arriva dopo altre iniziative con cui Microsoft ha cercato di ridimensionare la propria forza lavoro. In precedenza, l’azienda aveva già proposto un programma di pensionamento volontario rivolto a circa il 7% dei dipendenti statunitensi.

A luglio, inoltre, aveva annunciato la riduzione di 4.800 posti di lavoro a livello globale, pari a circa il 2,1% della forza lavoro, intervenendo anche sul comparto dei videogiochi Xbox e annunciando la cessione di un massimo di cinque studi.

Il contenimento dei costi attraverso tagli o uscite volontarie è una tendenza diffusa tra le Big Tech. Meta (Facebook, Instagram e WhatsApp) ha annunciato ad aprile un piano di ridimensionamento del 10% del personale (circa 8.000 lavoratori) per aumentare l’efficienza. Oracle a giugno ha ridotto la propria forza lavoro di quasi il 13%, tagliando 21.000 posti. Ed anche Amazon ha recentemente effettuato diverse riduzioni di organico.

La migliore pizzeria d’Italia si trova in Calabria, assegnato il premio 2027 di Gambero Rosso

27 October 2026 at 08:42

La migliore pizzeria d’Italia del 2027 si trova in Calabria. Il premio arriva con la quattordicesima edizione della guida Pizzerie d’Italia di Gambero Rosso, che quest’anno ha selezionato 824 locali in tutta la Penisola, con 112 nuovi ingressi e 120 insegne premiate con i Tre Spicchi, il massimo riconoscimento previsto.

La nuova edizione ha individuato le pizzerie che si sono distinte per la qualità del prodotto, valutando sia quelle che servono la pizza al piatto sia quelle specializzate nella pizza al taglio.

Qual è la migliore pizzeria d’Italia secondo Gambero Rosso

A conquistare il riconoscimento di “Pizzeria dell’anno” assegnato dal Gambero Rosso è Bob Alchimia a Spicchi, locale di Montepaone, in provincia di Catanzaro, nato dal progetto di Roberto Davanzo e Anna Rotella.

Il riconoscimento è stato assegnato a una realtà che, secondo il giudizio degli esperti, rappresenta una delle espressioni più dinamiche del panorama contemporaneo della pizza italiana. La sua identità, infatti, non si esaurisce nella preparazione dell’impasto o nella scelta dei condimenti, ma riflette una concezione ampia del lavoro in pizzeria.

Come è stato spiegato, non si tratta soltanto di un prodotto da servire al cliente, ma di un progetto gastronomico che si distingue per:

  • personalità;
  • visione;
  • capacità di innovare.

Pizzerie d’Italia 2027, come cambia la guida del Gambero Rosso

Con questa quattordicesima edizione della sua guida sulle pizzerie, Gambero Rosso ha anche modificato il sistema di valutazione per stilare l’elenco 2027 delle migliori pizzerie d’Italia. In particolare:

  • è stato superato il voto in centesimi ed è stato assegnato come unico riconoscimento il simbolo degli “Spicchi”;
  • sono stati assegnati da uno a tre livelli in base al grado di eccellenza delle insegne selezionate.

In questo modo, attività con modelli di servizio differenti sono state ricondotte a un sistema di riconoscimento comune, senza che la tipologia di locale – al piatto, al taglio, da asporto – determini l’adozione di un simbolo distinto (nelle precedenti edizioni, infatti, oltre agli “Spicchi” c’erano le “Rotelle”).

Il cambiamento arriva in una fase complessa per il comparto della ristorazione. Le pizzerie devono gestire il rincaro delle materie prime, dell’energia e degli altri costi operativi, oltre alle difficoltà legate alla ricerca di personale qualificato. Pertanto, in questo contesto, gli esperti hanno deciso di premiare la capacità di mantenere standard elevati senza perdere di vista il rapporto qualità-prezzo, ma senza fare distinzioni tra le varie attività.

La guida del 2027 seleziona complessivamente 824 locali, dei quali 112 sono nuovi ingressi. Le insegne che raggiungono il massimo livello (Tre Spicchi) sono 120, di cui 12 entrate per la prima volta nel gruppo o ritornate dopo un periodo di assenza. Sono invece 102 le pizzerie che hanno ricevuto i Due Spicchi.

I nuovi Tre Spicchi 2027

Tra le insegne che, nell’edizione 2027, entrano nel gruppo dei Tre Spicchi figurano:

  • Grano di Sergio Scovazzo, a Santena, in provincia di Torino, già premiato con Tre Pani nella guida dedicata ai migliori panifici italiani;
  • Kilo, a Imperia, il progetto di Jacopo Chieppa;
  • La Piedigrotta di Antonello Cioffi, a Varese;
  • Carlo Sammarco, ad Aversa, pizzeria che porta il nome del suo titolare;
  • La Bolla, a Caserta, situata all’interno del boutique hotel Villa Maria Cristina;
  • L’Ammaccata di Cristian Santomauro, a Casal Velino;
  • Glamour di Antonello Scatorchia, a Rionero in Vulture, già riconosciuto come Pizzaiolo Emergente nel 2023;
  • L’Arcipelago del Therasia Resort, a Vulcano, nelle Isole Eolie.

Tornano invece tra i Tre Spicchi:

  • La Ventola di Antonio Polzella, a Rosignano Marittimo, dopo un periodo di fermo legato a motivi di salute;
  • 400 Gradi, a Lecce, che oggi vede il giovane pizzaiolo Riccardo Toraldo alla guida del forno.

Completano infine il gruppo dei 12 nuovi Tre Spicchi due ingressi diretti:

  • Brando, a Gioia del Colle, con Roberta Esposito;
  • Spazio by Franco Pepe, la pizzeria del 7Pines Resort a Baja Sardinia, nel territorio di Arzachena.

Per chi vuole scoprire tutte le pizzerie selezionate – 824 locali distribuiti sul territorio nazionale – la guida Pizzerie d’Italia 2027 del Gambero Rosso è disponibile in versione cartacea e digitale. La novità di quest’anno è proprio la possibilità di consultare la pubblicazione online, registrandosi sul sito ufficiale (gamberorosso.it).

Manager più pagati in Italia, chi sono i CEO che guadagnano di più a Piazza Affari

27 October 2026 at 08:41

Chi guida le grandi società quotate italiane e quanto guadagna? Lo rivela lo Studio sui compensi dei Board delle società italiane del Ftse Mib, realizzato da Cutillo & Partners per l’Osservatorio Executive Compensation e Corporate Governance della Luiss Business School. L’edizione 2026 analizza le remunerazioni relative al 2025 di 34 società e registra un dato significativo: per la prima volta tre amministratori delegati hanno superato contemporaneamente i 10 milioni di euro di compenso complessivo.

In cima alla classifica ci sono Carlo Messina di Intesa Sanpaolo, Andrea Orcel di UniCredit e Philippe Donnet di Assicurazioni Generali. Seguono i vertici dei grandi gruppi energetici, bancari e assicurativi, a conferma del peso di questi settori nella graduatoria dei manager meglio pagati di Piazza Affari.

I manager più pagati di Piazza Affari

La classifica considera la remunerazione complessiva, che comprende stipendio fisso, bonus di breve periodo, incentivi di lungo termine e valore degli strumenti azionari assegnati:

  • Carlo Messina – Intesa Sanpaolo: 12.620.900 euro;
  • Andrea Orcel – UniCredit: 11.474.280 euro;
  • Philippe Donnet – Assicurazioni Generali: 10.119.714 euro;
  • Claudio Descalzi – Eni: circa 8,3 milioni di euro;
  • Flavio Cattaneo – Enel: circa 7,9 milioni di euro;
  • Giuseppe Castagna – Banco BPM: 3,66 milioni di euro tra componente fissa e variabile, a cui si aggiunge la componente azionaria di lungo periodo.

Carlo Messina è il manager più pagato

Al primo posto si trova Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo dal 2013, con una remunerazione complessiva di oltre 12,6 milioni di euro. Durante il suo mandato, il gruppo ha rafforzato la propria posizione nel mercato bancario, anche grazie all’acquisizione di UBI Banca, completata nel 2021. Il modello di business comprende attività di risparmio gestito, bancassicurazione e gestione patrimoniale.

Al secondo posto c’è Andrea Orcel, alla guida di UniCredit dall’aprile 2021. Il suo compenso supera gli 11,4 milioni di euro. La strategia del manager ha puntato sulla semplificazione organizzativa, sul contenimento dei costi e sul rafforzamento della redditività, accompagnati da una politica di distribuzione del capitale agli azionisti.

Completa il podio Philippe Donnet, amministratore delegato di Generali dal 2016, con oltre 10,1 milioni di euro. Il gruppo assicurativo ha proseguito il proprio percorso di sviluppo internazionale, tra assicurazioni e risparmio gestito, attraversando anche momenti di confronto tra gli azionisti sulla governance societaria.

Energia e banche nella parte alta della classifica

Il quarto posto spetta a Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni dal 2014, con circa 8,3 milioni di euro. Nel corso della sua gestione, il gruppo ha affiancato alle attività tradizionali nel settore degli idrocarburi iniziative legate alla transizione energetica, alle rinnovabili e al gas naturale liquefatto. Segue Flavio Cattaneo, alla guida di Enel dal maggio 2023, con circa 7,9 milioni di euro. Il manager ha promosso interventi di razionalizzazione degli asset internazionali e di riduzione dell’indebitamento, con l’obiettivo di rafforzare la redditività del gruppo.

Quanto guadagna un CEO rispetto agli altri consiglieri?

Il report evidenzia una distanza significativa tra i compensi degli amministratori delegati e quelli degli altri componenti dei consigli di amministrazione. La remunerazione complessiva mediana di un CEO del Ftse Mib supera i 3,5 milioni di euro, mentre la remunerazione mediana di un amministratore non esecutivo è di 116.250 euro all’anno. Il compenso mediano del vertice esecutivo equivale quindi a circa trenta volte quello di un consigliere non esecutivo.

Un altro elemento rilevante è il peso degli incentivi di lungo periodo, che rappresentano il 37% della remunerazione mediana, per un valore di circa 1,4 milioni di euro. Si tratta soprattutto di strumenti azionari collegati al raggiungimento di obiettivi specifici. I parametri ambientali, sociali e di governance, noti come ESG, sono presenti nei sistemi incentivanti di tutte le società analizzate e possono incidere fino al 20% della componente variabile.

La classifica mostra dunque come la remunerazione dei top manager italiani sia sempre più legata non soltanto allo stipendio fisso, ma anche ai risultati aziendali e agli obiettivi di lungo periodo. Resta aperto il dibattito sulla proporzionalità dei compensi e sul rapporto tra retribuzioni dei vertici, performance delle società e remunerazione degli altri componenti dei consigli di amministrazione.

Gas a 97 euro, l’Ue paga già +12 miliardi per il Gnl USA: verso taglio dei consumi

27 October 2026 at 08:23

Il prezzo del gas ha toccato un nuovo picco. L’indice TTF di Amsterdam ha raggiunto quota 97,29 euro al megawattora, una quota che non si registrava dal 2022. Il Brent invece ha registrato un calo dell’1,2%, chiudendo a 115 dollari al barile, mentre il WTI ha fatto segnare una discesa del -1,85% attestandosi a 101,36 dollari al barile.

Il dato in crescita, quello del gas, si scontra quindi con diverse realtà: l’incertezza geopolitica, la ricomposizione delle scorte e la vicinanza con l’inverno. Non aiuta la situazione dei trasporti attraverso Hormuz, dove ora passa verso l’Europa e l’Asia un terzo del metano esportato a Occidente e Oriente rispetto ai volumi precedenti all’inizio del conflitto.

Gas come nel 2022: 97,29 euro al megawattora

Lunedì 26 ottobre, il prezzo del gas all’indice TTF di Amsterdam ha raggiunto quota 97,29 euro al megawattora. Non succedeva dal 2022, dallo scoppio della crisi tra Russia e Ucraina. In serata il prezzo è poi sceso a 95,81 euro al megawattora, comunque un aumento del 2,13% rispetto al giorno precedente e quindi ancora un valore piuttosto elevato. Il superamento dei 100 dollari al megawattora potrebbe essere solo una questione di ore o giorni.

Gli analisti si domandano cosa c’è dietro l’attuale crescita delle quotazioni del gas e le motivazioni sono ormai sempre le stesse, anche se con alcune nuove incertezze. Da una parte i ritardi nella ricomposizione delle scorte, il fatto che si sta avvicinando effettivamente l’inverno e poi ci sono le motivazioni di natura geopolitica, come le incertezze rispetto a nuovi possibili attacchi sull’Iran da parte degli Stati Uniti.

Lo Stretto di Hormuz infatti continua a rappresentare una strettoia fisica e artificiale al passaggio di gas e petrolio verso l’Europa e l’Asia. Ma anche il Qatar, uno dei massimi venditori al mondo di Gnl, con la riduzione della produzione, sta aumentando le importazioni di gas naturale liquido statunitense.

Quanto costa il Gnl Usa: +12 miliardi

Dalla guerra tra Russia e Ucraina, l’Europa ha iniziato a importare Gnl americano. Un prodotto più costoso rispetto al gas russo e che già gravava sul bilancio. Ora con la crisi in Medio Oriente, la pressione per stoccare il gas è ancora più alta.

Considerando solo gli acquisti di gas naturale liquefatto, soprattutto americano, il rincaro nelle bollette europee è di circa 12 miliardi di euro. Miliardi in più, nonostante una domanda inferiore di ben 24 milioni di tonnellate acquistate.

Perché paghiamo così tanto? Il motivo è legato alla forte esposizione al mercato spot, dove i prezzi fluttuano ogni giorno. Come spiega l’analisi del Messaggero, per comprare più Gnl dagli Stati Uniti l’Europa paga da otto mesi i prezzi del giorno segnati dal TTF europeo, quello che ha raggiunto quota 97 euro al megawattora, mentre negli Stati Uniti si paga l’equivalente di 8 euro al megawattora. Dall’inizio della guerra il gas europeo è più che triplicato (+200% nell’ultimo anno).

L’Europa è tra i continenti più esposti: compra circa il 65% del suo Gnl sul mercato spot, mentre un quarto dei suoi contratti a lungo termine sono legati agli indici dei prezzi del gas. Questo perché incompatibile con la politica green che punta alla riduzione dell’utilizzo del gas.

Il livello degli stoccaggi

La situazione però è sotto controllo. Anche se i prezzi del gas naturale sono elevati, l’inverno europeo potrebbe risultare più caldo della media degli scorsi anni e questo potrebbe ridurre la necessità di acquistare ulteriore gas.

Il riempimento a livello comunitario è sotto il 75%, il minimo dal 2009, ma gli stoccaggi italiani sono quasi pieni, al 90%.

Il 29 ottobre si potrebbe parlare di misure di riduzione forzata dei consumi di gas, qualora però la situazione dovesse peggiorare. Per “peggiorare” si intendono temperature più basse rispetto alla media e che necessiterebbero di maggior riscaldamento. In quel caso l’Unione Europea potrebbe ritrovarsi ad affrontare una carenza di gas del 12-15% rispetto alla domanda. È lo scenario peggiore.

Lo Spread crolla a 115 punti base, cosa sta succedendo sui mercati

By: matrun
27 October 2026 at 08:22

Secondo giorno consecutivo di netto calo per lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. Nell’apertura del 27 ottobre il differenziale dà seguito all’ottima giornata di ieri, portandosi a 115 punti base. I rendimenti dei titoli di Stato italiani si sono assestati al 4,50%, lontani quasi due decimi dai picchi della scorsa settimana.

Nella giornata di oggi si terrà inoltre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i, con tre prodotti diversi che verranno emessi dal Tesoro nei prossimi giorni.

Lo spread sta continuando a calare insieme ai rendimenti

Rispetto all’apertura di ieri, lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è arretrato di altri 7 punti base. I rendimenti hanno subito un calo di quasi 20 centesimi di punto percentuale rispetto ai picchi della scorsa settimana, tornando al 4,50%. Sono le conseguenze della riduzione della pressione dei mercati sui titoli di debito.

Perché rendimenti e spread stanno calando

Il motivo per cui lo spread e i rendimenti si stanno riducendo così rapidamente non è intuitivo. Le cause del recente aumento di questi parametri sono ancora lì: il prezzo del petrolio è alto, l’inflazione continua a essere una preoccupazione seria, la Fed e la Bce sembrano intenzionate ad aumentare i tassi di interesse.

A ridursi è stata però la speculazione attorno a queste circostanze. La riduzione della pressione l’ha avviato Moody’s, ieri, quando ha confermato il rating Aa3 per i titoli di Stato francesi. Gli Oat erano particolarmente soggetti alla speculazione, per ragioni che si ricollegano alle difficoltà economiche e politiche della Francia, ma che non giustificavano comunque i rendimenti più alti della storia dei titoli francesi dall’introduzione dell’euro.

La decisione dell’agenzia di rating ha rassicurato i mercati e indebolito la speculazione che, per il momento, ha rinunciato ad aggredire la Francia. Non è detto, però, che in un prossimo futuro, non possa esserci un’altra offensiva, soprattutto con le elezioni del 2027 che promettono uno scontro tra due candidati non particolarmente graditi ai mercati: Marine Le Pen, di estrema destra, e Jean-Luc Mélenchon, di estrema sinistra.

La situazione dei titoli di Stato europei sta migliorando

Gli effetti di questo allentamento della speculazione si stanno vedendo in tutta Europa. In Spagna i Bonos sono tornati al 4% di rendimento, con uno spread di 65 punti base.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 27 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,35% –
Btp italiani 4,50% 115
Oat francesi 4,93% 158
Bonos spagnoli 4,00% 65

Gli Oat francesi, protagonisti in negativo delle ultime settimane, si sono ulteriormente allontanati dal 5% di rendimento, record degli ultimi 25 anni, tonando al 4,93%.

Oggi l’asta del Btp Short Term e dei Btp€i

Nella giornata di oggi si tiene l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i. I titoli che verranno emessi sono:

  • un Btp Short Term a 2 anni con cedola annuale del 3%;
  • un Btp€i a 15 anni con cedola annuale all’1,25%;
  • un Btp€i a 30 anni con cedola annuale all’2,35%.

Le prossime aste, invece, si terranno:

  • mercoledì 28 ottobre, l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre, l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

Concordato preventivo biennale, arriva il ravvedimento speciale: le regole per il 2027

27 October 2026 at 08:06

Imprese e professionisti che hanno aderito al concordato preventivo biennale 2024-2025 e rinnovano l’intesa per il 2026-2027 potranno accedere al ravvedimento speciale per le annualità dal 2020 al 2023.

L’Agenzia delle Entrate ha definito le regole attuative e il calendario per aderire: la finestra per esercitare l’opzione sarà aperta dal 1° gennaio al 15 marzo 2027.

Ravvedimento speciale 2027

Il ravvedimento permette di regolarizzare una o più annualità attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva. Si può pagare anche a rate fino a dieci mensilità.

La misura è stata introdotta dall’articolo 29 del Dlgs n. 148/2026 e le disposizioni attuative sono contenute in un provvedimento firmato dal direttore dell’Agenzia, Vincenzo Carbone.

Per aderire occorre presentare il Modello F24 relativo al versamento della prima o unica rata delle imposte sostitutive dovute. Il pagamento costituisce l’elemento attraverso cui si esercita l’opzione per ciascuna annualità scelta. Non è quindi necessario regolarizzare obbligatoriamente tutti e quattro gli anni: il contribuente può scegliere di regolarizzarne, per esempio, solo uno o anche di più.

Chi può aderire al ravvedimento speciale

Possono accedere alla misura imprese e professionisti che applicano gli Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale) e che soddisfano le condizioni previste per il concordato preventivo biennale. In particolare, è necessario aver aderito al concordato per il biennio 2024-2025 e rinnovare l’adesione per il periodo 2026-2027. Per le annualità dal 2020 al 2023, possono beneficiare del ravvedimento i contribuenti che hanno applicato gli Isa oppure hanno dichiarato specifiche cause di esclusione o la sussistenza di una condizione di non normale svolgimento dell’attività.

C’è una regola per chi ha conseguito sia redditi d’impresa sia redditi da lavoro autonomo: in questa situazione, l’opzione deve essere esercitata per entrambe le categorie reddituali.

Esclusioni

Non possono accedere al ravvedimento speciale i contribuenti che aderiscono per la prima volta al concordato preventivo biennale nel periodo 2026-2027. La ratio è evidente: il legislatore non vuole che l’adesione al concordato biennale sia finalizzata unicamente alla messa in regola della posizione pregressa.

Come si paga il ravvedimento speciale

Facciamo ora un rapido riassunto per avere chiaro come si paga. Il ravvedimento speciale prevede il versamento di un’imposta sostitutiva. L’opzione per ciascuna annualità selezionata si esercita presentando il Modello F24 relativo al pagamento della prima rata oppure dell’intero importo in un’unica soluzione. Le somme dovute comprendono le imposte sostitutive relative alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, oltre all’Irap.

Chi non intende pagare tutto subito può scegliere di pagare a rate. Il versamento può essere suddiviso in un massimo di dieci rate mensili di pari importo, con l’applicazione degli interessi legali a partire dal 16 marzo 2027. Occorre rispettare tutte le scadenze previste dalla rateazione per mantenere il beneficio. Se una rata diversa dalla prima viene pagata in ritardo, ma entro il termine previsto per il pagamento della rata successiva, non si decade dal beneficio della rateizzazione.

I dati fiscali già disponibili nel Cassetto fiscale

L’Agenzia delle Entrate ha già reso disponibili nel Cassetto fiscale gli elementi e i dati utili per calcolare le imposte dovute per ciascuna annualità dal 2020 al 2023.

Le informazioni sono state desunte dalle dichiarazioni presentate fino al 12 agosto 2026 e sono consultabili anche dagli intermediari delegati.

Rientro in Italia, da quando scatta davvero la residenza fiscale: cosa conta più dell’anagrafe

27 October 2026 at 08:00

Pianificare il rientro in Italia dopo aver vissuto, lavorato o studiato all’estero è un passaggio entusiasmante, ma al contempo costellato di adempimenti complessi. Nel momento in cui un contribuente decide di fare ritorno nel territorio dello Stato, una delle incognite più insidiose riguarda l’individuazione del momento esatto in cui comincia a produrre effetti la nuova residenza fiscale.

Spesso si tende a credere, errando, che la sovranità fiscale di un Paese si attivi o si disattivi in virtù di un semplice timbro, di una data di cancellazione dai registri dell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) o del protocollo emesso dagli uffici comunali al momento della presentazione della domanda di iscrizione anagrafica. La realtà tributaria è ben diversa: il legislatore e la prassi dell’amministrazione finanziaria attribuiscono priorità alla sostanza dei fatti rispetto alla forma amministrativa.

Residenza fiscale: le novità del D.Lgs. n. 209/2023

La disciplina della soggettività passiva per le persone fisiche ha subito una revisione profonda a opera della riforma della fiscalità internazionale, attuata tramite il D.Lgs. n. 209/2023 (entrato in vigore a partire dal 1° gennaio 2024). Tale provvedimento ha modificato in modo sostanziale l’art. 2, comma 2 del Tuir (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. n. 917/1986), aggiornando e rimodulando i criteri in base ai quali un individuo viene considerato fiscalmente vincolato all’Italia.

In base alla riformulata formulazione dell’art. 2, comma 2 del Tuir, un soggetto si considera residente ai fini delle imposte sui redditi se, per la maggior parte del periodo d’imposta (vale a dire per almeno 183 giorni all’anno, ovvero 184 negli anni bisestili), si verifica anche una sola delle seguenti condizioni alternative:

  • residenza civilistica, definita ex art. 43 c.c. (secondo comma) come il luogo in cui la persona ha la propria dimora abituale;
  • domicilio fiscale, ridefinito espressamente dall’art. 2, comma 2 del Tuir come il luogo in cui si sviluppano in via principale le relazioni personali e familiari del contribuente (abbandonando il vecchio e ambiguo vincolo incentrato prevalentemente sulla sede principale degli affari ed interessi economici);
  • presenza fisica effettiva nel territorio dello Stato, computando a tal fine anche le frazioni di giorno e a prescindere dalle motivazioni che hanno determinato il soggiorno;
  • iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente, che costituisce un presupposto formale legato alla burocrazia comunale.

La novità

La novità cardine introdotta dal D.Lgs. n. 209/2023 risiede proprio nella natura giurisprudenziale e normativa attribuita alla variabile anagrafica. Se in passato l’iscrizione all’Anagrafe della Popolazione Residente (APR) rappresentava un criterio formale assoluto e inconfutabile, con il nuovo art. 2, comma 2 del Tuir essa assume il valore di una presunzione relativa. Ciò significa che la registrazione anagrafica fa presumere la residenza fiscale, ma ammette ufficialmente la prova contraria mediante la dimostrazione fattuale dell’assenza dei requisiti sostanziali nell’anno di riferimento.

La non coincidenza tra data anagrafica e decorrenza della residenza fiscale

Uno degli errori più comuni commessi da chi organizza il rientro in Italia consiste nel sovrapporre il momento del protocollo anagrafico con l’inizio della nuova residenza fiscale. Poiché i criteri individuati dall’art. 2, comma 2 del Tuir operano in modalità del tutto alternativa, per stabilire il momento d’inizio del radicamento tributario occorre ricostruire l’intera sequenza temporale degli avvenimenti.

Possiamo distinguere due fattispecie classiche nelle quali la data formale si disallinea nettamente da quella sostanziale.

Rientro effettivo anticipato rispetto all’iscrizione all’anagrafe

Si ipotizzi il caso di un lavoratore che fa ritorno fisico in patria nei primi mesi dell’anno, stabilendosi in un’abitazione in locazione, trasferendo il coniuge e i figli e lavorando in modalità remota per conto proprio o di terzi, pur formalizzando la domanda di iscrizione in anagrafe solo in autunno. In questa circostanza, posticipare l’insorgenza della residenza fiscale al momento dell’adempimento burocratico sarebbe un errore gravissimo.

L’accertamento del centro degli affetti personali e familiari (domicilio ex art. 2, comma 2 del Tuir) e la sussistenza della dimora abituale (residenza civilistica ex art. 43 c.c.) dimostrano che il radicamento sostanziale si è compiuto con largo anticipo. Se la somma di questi elementi reali o la presenza fisica eccedono i 183 giorni nell’anno solare, il contribuente sarà considerato soggetto alla tassazione italiana per l’intero periodo d’imposta.

Iscrizione anagrafica anticipata rispetto al trasferimento reale

Può accadere la situazione opposta: per ragioni organizzative, logistiche o burocratiche, un cittadino provvede a iscriversi all’anagrafe italiana in estate, continuando però a risiedere, lavorare e mantenere il proprio nucleo familiare all’estero fino ai mesi invernali.

Grazie alle novità introdotte dal D.Lgs. n. 209/2023, la presunzione di residenza fiscale derivante dalla mera iscrizione alle liste della popolazione residente non è più immodificabile. Fornendo la prova contraria – ovvero dimostrando con documenti oggettivi di non aver avuto in Italia né la dimora abituale di cui all’art. 43 del Codice Civile, né il domicilio inteso come centro delle relazioni personali ex art. 2, comma 2 del Tuir, né la presenza fisica per la maggior parte del periodo d’imposta – il contribuente potrà superare il dato formale anagrafico e dimostrare la propria estraneità al Fisco italiano per quell’anno solare.

Il conteggio della presenza fisica e il peso della prassi amministrativa

Nel contesto delle verifiche volte a individuare quando scatti la residenza fiscale, il parametro della presenza fisica si attesta come il più oggettivo ma anche il più rigido. In merito all’applicazione pratica dell’art. 2, comma 2 del Tuir, è fondamentale richiamare le precisazioni fornite dalla prassi ufficiale con la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 20/E del 2024.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il conteggio dei giorni trascorsi in Italia ai fini della verifica della soglia dei 183 giorni ha natura strettamente aritmetica e quantitativa. Nel computo complessivo dell’anno solare devono essere sommate tutte le giornate e le frazioni di giorno in cui la persona si è trovata nel territorio dello Stato, a prescindere dal motivo della permanenza.

Ciò comporta una conseguenza spesso sottovalutata da chi pianifica il rientro in Italia: le presenze maturate prima della data individuata come trasferimento definitivo non vengono azzerate. Se un contribuente decide di rimpatriare in modo permanente nel mese di settembre, ma nei primi otto mesi dell’anno ha effettuato frequenti viaggi in Italia per motivi di lavoro, soggiorni estivi o visite ai parenti, ciascuna di quelle giornate deve essere sommata ai giorni successivi al rientro.

Qualora la somma tra i periodi di presenza pre-rientro e quelli post-rientro superi i 183 giorni totali nell’anno solare, il criterio oggettivo previsto dall’art. 2, comma 2 del Tuir risulterà pienamente integrato, attraendo l’intero reddito globale nell’orbita del Fisco italiano fin dal 1° gennaio di quell’anno. L’unica deroga residuale concessa dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 20/E del 2024 riguarda i transiti puramente occasionali e privi di rilevanza materiale, quali i brevi scali aeroportuali.

Considerazioni operative e la timeline dei fatti

Dall’analisi coordinata del D.Lgs. n. 209/2023, dell’art. 2, comma 2 del Tuir, dell’articolo 43 del Codice Civile e delle indicazioni contenute nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 20/E del 2024, emerge con evidenza che la determinazione della residenza fiscale non può mai basarsi su una valutazione superficiale o circoscritta a un singolo evento formale.

Chi intende organizzare il proprio rientro in Italia senza incorrere in rettifiche o doppie imposizioni deve preventivamente ricostruire la propria timeline dei fatti relativi all’intero anno solare. È essenziale mappare:

  • il totale dei giorni e delle frazioni di giorno trascorse sul territorio italiano da gennaio a dicembre;
  • la data in cui sono state trasferite in Italia le relazioni affettive, personali e familiari che identificano il domicilio ex art. 2, comma 2 del Tuir;
  • il momento da cui è iniziata la dimora abituale stabile ex art. 43 del Codice Civile;
  • le tempistiche formali di cancellazione dall’Aire e contestuale iscrizione all’Anagrafe della Popolazione Residente.

Soltanto ponendo al centro dell’analisi la sostanza dei fatti e confrontando ogni elemento con le regole vigenti sarà possibile determinare con certezza da quale periodo d’imposta decorra la piena residenza fiscale italiana e gestire in tutta sicurezza la propria posizione con il Fisco.

Assegno unico di novembre, quando arriva il pagamento: le date del calendario Inps

27 October 2026 at 07:02

L’Assegno unico di novembre 2026 arriva giovedì 19 e venerdì 20 per le famiglie che ricevono già il contributo e non hanno variazioni nella propria posizione di fronte all’Inps.

Per chi aspetta il primo accredito, un conguaglio o la conclusione di una verifica dell’Isee, invece, le tempistiche possono essere diverse: l’assegno per loro arriva qualche giorno dopo. E anche la somma da incassare può cambiare in base alla situazione economica del nucleo familiare, al numero dei figli, alla loro età e alle eventuali maggiorazioni.

Quando arriva l’Assegno unico di novembre 2026

Il calendario dei pagamenti dell’Assegno unico e universale per i figli a carico è stato comunicato dall’Inps con il messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025.

Una precisazione che riguarda le famiglie interessate dai controlli sull’Isee: la rata può essere temporaneamente abbassata all’importo minimo previsto in assenza di un indicatore valido.

Le date di pagamento ordinario dell’Assegno unico universale sono, come detto, giovedì 19 e venerdì 20 novembre 2026. Non significa, però, che tutte le famiglie riceveranno il denaro nello stesso giorno: la data effettiva dipende dalla lavorazione della singola pratica. Può capitare, così, che qualcuno riceva i soldi nella mattinata di giovedì e qualcun altro il giorno dopo o quello dopo ancora.

Ed ecco anche quando pagano l’Assegno unico a dicembre: i soldi arrivano il 16 e 17 dicembre 2026, cioè prima delle festività natalizie.

Chi riceve l’Assegno unico a fine novembre

Per alcune famiglie, come anticipato, il pagamento arriverà nell’ultima settimana del mese. Le principali casistiche sono:

  • nuova domanda per le richieste presentate a ottobre, dove il primo pagamento è previsto di norma nell’ultima settimana di novembre;
  • conguagli con importi da integrare o recuperare che possono essere liquidati nella parte finale del mese;
  • variazioni familiari per la nascita di un figlio, il riconoscimento della disabilità, il raggiungimento della maggiore età o altri cambiamenti possono richiedere un aggiornamento della pratica;
  • modifica dell’Iban;
  • ripartizione tra i genitori con la quota destinata al secondo beneficiario che decorre dal mese successivo alla comunicazione all’Inps.

Come controllare la data e l’importo dell’accredito Inps

Le famiglie possono verificare data del pagamento e dettaglio dell’accredito attraverso i servizi online dell’Inps. Per accedere occorre utilizzare Spid, Cie o Cns. Le info del caso sono disponibili nel servizio dedicato all’Assegno unico, nel Fascicolo previdenziale del cittadino oppure attraverso l’app “Inps Mobile”.

In caso di anomalie, è possibile chiedere assistenza a un Caf, a un patronato, al proprio consulente di fiducia oppure al Contact center dell’Inps, ai numeri:

  • 803164 (gratuito da telefono fisso);
  • 06164164 da cellulare (può essere a pagamento in base alla tariffa applicata dal proprio gestore).

Se la riduzione è collegata a una verifica dell’Isee, occorre controllare la comunicazione ricevuta e fornire i documenti necessari a chiarire la propria posizione.

A chi spetta l’Assegno unico

L’Assegno unico e universale spetta alle famiglie in cui ricorrono le seguenti condizioni:

  • per ogni figlio minorenne a carico. Per i nuovi nati decorre dal settimo mese di gravidanza;
  • per ciascun figlio maggiorenne a carico fino al compimento dei 21 anni con un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui e che frequenti un corso di formazione scolastica o professionale oppure un corso di laurea oppure che svolga un tirocinio o un’attività lavorativa oppure che sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego oppure, infine, che svolga il servizio civile universale;
  • per ogni figlio con disabilità a carico senza limiti di età.

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