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“Me chiamo Giorgia. Irriverente biografia non autorizzata”, il nuovo libro di Carlo Cornaglia che fa un ritratto satirico della presidente del Consiglio – L’ESTRATTO IN ESCLUSIVA

30 October 2026 at 08:20

È in uscita in libreria per Aliberti editore, il prossimo 30 ottobre, Me chiamo Giorgia. Irriverente biografia non autorizzata di Carlo Cornaglia, abile e fantasioso scrittore in rima, già cimentatosi con le imprese e le vane glorie dei politici del nostro Belpaese.

Da Silvio Berlusconi a Matteo Renzi, da Matteo Salvini a Giorgio Napolitano, è ora il turno della premier Giorgia Meloni, ritratta satiricamente come colei che «s’impone sul proscenio come una piccola donna combattiva che comanda su un contorno di maschi giuggioloni».

Sono parole del giornalista Filippo Ceccarelli, autore della prefazione a un testo che, attraverso il classico endecasillabo, ci porta per mano fin sulla scena pubblica, non disdegnando comunque le segrete stanze della politica.

Per gentile concessione dell’editore pubblichiamo un estratto della prefazione di Filippo Ceccarelli e un estratto del Proemio:

Raccontata in versi, ma non solo, la vita del potere ha parecchio a che fare con la metrica. Un po’ come il respiro, la prosodia rispecchia infatti l’andatura del comando, la sua stessa genesi, il peso, il ritmo, l’accelerazione o l’affaticarsi della leadership, per non dire la monotonia di sottofondo che a lungo andare finisce per trasmettere la politica con i suoi frenetici protagonisti.

Carlo Cornaglia però continua a non stancarsi; con invidiabile verve, dall’inizio del secolo studia i soggetti della scena pubblica, s’addentra nella loro storia e nella psicologia, ne canta le imprese e le magagne con puntuale e beffarda intonazione, per cui con quest’ultimo volume si può dire che non c’è presidente della Seconda Repubblica rimasto indenne dai suoi strali in rima. Non tutti, c’è da dire, li ha misurati, ricreati e raccontati in poesia allo stesso modo. Da buon ingegnere piemontese, con pennarello multicolore di punta fine, a ciascuno ha concesso un tempo, una sequenza, un accento e un palpito diversificati o, se si vuole, su misura. Giambi spumeggianti di dileggio per Salvini, ottonari di eroicomica risonanza per il Cavaliere, baldanzose sequenze dedicate a Renzi e così via.

In un Paese che ride di tutto, però, o magari proprio per questo, è più difficile ridere di Giorgia Meloni. Forse perché, dagli e dagli, siamo stanchi di ridere. O forse perché, per la prima volta, il bersaglio è una donna e un istintivo ritegno trattiene gli addetti alla satira. Forse anche perché Giorgia (“Gioggia” secondo alcuni temerari) possiede un indubbio temperamento istrionico e trasmette un’empatica disinvoltura professionale che si basa su una spiccata dose di auto-ironia; un tratto caratteriale che pure alterna a momenti di accesa possessione comiziante e risentita aggressività, a volte superflua, a volte sguaiata e gratuita, ma quasi mai di pronto e limpido effetto comico.

Più che da rime satiriche, considerata la minuscola complessione fisica e l’accentuata mobilità, Meloni sembra un personaggio da fumetto o da cartone animato. Grosso modo, e naturalmente a prescindere da ciò in cui crede e dall’azione di governo, s’impone sul proscenio come una piccola donna combattiva che comanda su un contorno di maschi giuggioloni. Il fatto che abbia accanto una sorella, quasi un clone, raddoppia e disorienta lo sguardo beffardo; il quale in compenso trova il meglio allorché si concentra sulla cerchia di diversi ministri-cognati, goffi e innamorati, che mai avrebbero sperato di trovarsi al potere e che per tante comprensibili ragioni la adorano, ma le combinano anche un sacco di guai.

[…]

Proemio

Dopo aver raccontato Berlusconi,

Renzi grande campion dei fanfaroni

e quel verde buffone di Salvini

scrivo di Giorgia, erede dei missini,

utilizzando l’autobiografia

che ho letto nonostante un’allergia.

Il meloniano parto letterario

è il racconto di un mondo identitario

in cerca di riscatto e di vendetta,

i target che persegue da bimbetta.

Chi legge l’opera Io sono Giorgia

con un mondo nostalgico si forgia.

Io l’ho letto e riletto, ho meditato

e con Me chiamo Giorgia ho replicato

che di uno scherzo ha la finalità.

Di lei racconto gioie e avversità,

la famiglia, la scuola, la carriera,

il partito, l’amor per la bandiera

che al sommo del poter l’hanno portata.

Del Quirinale manca la scalata.

Narro il suo amore per Giorgio Almirante

l’inventor della fiamma sfavillante,

narro la militante Calimera

e il lavoretto da guardarobiera.

[…]

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Car of the Year 2027, una finale tutta elettrica. Ecco chi si contenderà il titolo – FOTO

By: F. Q.
30 October 2026 at 08:00
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volkswagen ID. Polo

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volvo ex60

Sono sette le automobili che si sfideranno per il titolo di Car of the Year 2027, il prestigioso premio europeo Auto dell’Anno. Superata la prima fase di votazione, la giuria ha selezionato BMW iX3, Cupra Raval, Hyundai Ioniq 3, Kia EV2, Renault Twingo, Volkswagen ID.Polo e Volvo EX60.

Una particolarità? Tutte e sette le candidate sono 100% elettriche, a conferma della crescente attenzione verso una tecnologia che sta guadagnando terreno sul mercato europeo. Pur rimanendo ancora distante, in termini di volumi di vendita, dalle motorizzazioni mild e full hybrid, oggi le più diffuse.

A decretare la vincitrice sarà una giuria internazionale composta da 65 giornalisti specializzati (7 quelli italiani), provenienti da 25 Paesi europei. La prima fase della selezione si è appena conclusa: ciascun giurato ha indicato sette modelli tra quelli ammessi alla competizione, senza attribuire punteggi. Le automobili che hanno raccolto il maggior numero di preferenze hanno conquistato l’accesso alla finale.

Ora si passa alla votazione decisiva. Ogni giurato avrà a disposizione 25 punti, da distribuire tra almeno cinque delle sette finaliste, con un massimo di 10 punti per una singola vettura. Non sarà possibile assegnare lo stesso punteggio alle prime due classificate e ogni voto dovrà essere accompagnato da una motivazione. Tra i criteri di valutazione ci sono design, sicurezza, comfort, prestazioni, innovazione tecnologica, impatto ambientale e rapporto qualità-prezzo.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 25 e 26 novembre, quando le sette finaliste saranno protagoniste di una sessione di prove comparative sul circuito di Balocco, vicino Torino. I giurati avranno poi tempo fino al 29 dicembre per esprimere il voto definitivo. Il verdetto arriverà l’8 gennaio 2027, in occasione del Motor Show di Bruxelles, quando finalmente verrà proclamata la nuova Auto dell’Anno.

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Report: China Used Female Agent to Spy on Nvidia CEO Jensen Huang

29 October 2026 at 18:18

U.S. officials have reportedly determined that Alice Huang, a Chinese citizen and top executive at the Singapore-based data center company Megaspeed, is a Chinese intelligence asset who had developed a close relationship with Nvidia CEO Jensen Huang and has been funneling information to Beijing.

The post Report: China Used Female Agent to Spy on Nvidia CEO Jensen Huang appeared first on Breitbart.

U.S. Shipbuilding Delays Push Empire Wind’s First Power Into 2027

29 October 2026 at 16:39
Delays involving U.S.-built support vessels have pushed back turbine installation at Equinor’s Empire Wind offshore wind project off New York, with first power now expected in the first half of...

Trump vuole chiudere il conto con Teheran: negoziati o escalation. L’allarme di Massolo sul dopo Midterm

29 October 2026 at 18:21

Trump, l’Iran e il piano per ‘dichiarare vittoria’: l’analisi dell’ambasciatore Massolo

“Il rischio di escalation è concreto dopo le elezioni di Midterm, e c’è da osservare un ulteriore incremento della presenza militare iraniana nel Golfo e nella regione”. Così Giampiero Massolo, ambasciatore ed esperto di geopolitica, risponde ad Affaritaliani sulle prospettive del conflitto tra Stati Uniti e Teheran e sulle mosse di Donald Trump per uscire dal confronto.

Un quadro che, secondo Massolo, risponde a una precisa necessità strategica della Casa Bianca: “Lo scopo potrebbe essere paradossalmente funzionale ad uscire dalla crisi iraniana. Trump ha bisogno di uscirne a due condizioni: la prima è di sistemare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Lì il livello di traffico è ritornato a livelli sostenuti, ed è frutto sia della presenza militare americana sia, soprattutto, dei contatti diretti che i Paesi del Golfo hanno con gli iraniani”.

La seconda condizione riguarda la minaccia atomica: “L’altro obiettivo è l’idea di poter dire di essersi durevolmente sbarazzati del nucleare iraniano. Questo si può fare in due modi: o attraverso la via negoziale — ed è di oggi la notizia che Trump ha autorizzato una ripresa dei trattative — oppure, qualora questi negoziati fallissero, l’altra strada sarebbe quella di forzare un’escalation americano-israeliana. L’intento sarebbe poter affermare che la capacità nucleare iraniana è stata ulteriormente annichilita e indebolita, allontanando il pericolo nel tempo”.

L’obiettivo finale del Presidente americano resta comunque il ritiro dall’area: “A quel punto, con uno Stretto ritornato ragionevolmente praticabile e il dossier nucleare indebolito stabilmente, si aprirebbe una finestra per Trump per dichiarare vittoria e disimpegnarsi da quello scenario, lasciandolo all’autoregolamentazione delle potenze regionali. Ma qualora non andasse la via negoziale, non rimarrebbe altro che la via delle armi”, spiega l’ambasciatore.

Infine, sul ruolo diplomatico della Turchia, Massolo sottolinea: “Erdogan si pone come mediatore, e anche con un certo successo come ha dimostrato tra Russia e Ucraina sul traffico del grano nel Mar Nero. Sta cercando di giocare questa carta anche qui attraverso un contatto diretto con Teheran: nei giorni scorsi c’è stata la riunione del ‘Patto della Mecca’ con Turchia, Arabia Saudita, Pakistan e Iran per discutere dei passaggi ad Hormuz, delle basi per un negoziato e per scongiurare eventuali rappresaglie nel Golfo. Fa parte dei tentativi in atto, ma bisognerà vedere fino a che punto Teheran sarà intransigente e fino a che punto Trump vorrà che il suo dichiarare vittoria trovi un riscontro concreto nei fatti”,conclude Massolo.

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Juventus, una poltrona per otto: ecco chi insidia Spalletti. Conte in pole, ma spunta anche un ex Inter

29 October 2026 at 13:45

La sconfitta contro il Genoa fa tremare la panchina di Luciano Spalletti. La Juventus riflette sul futuro dell’allenatore e alla Continassa cominciano a circolare i nomi dei possibili sostituti. Sono otto i profili accostati alla guida bianconera, compreso quello dell’attuale tecnico. Antonio Conte torna in pole, ma per la prossima stagione prende quota anche Simone Inzaghi. Sullo sfondo altre cinque alternative.

Dal ko col Genoa al confronto alla Continassa: Spalletti si gioca la conferma nelle prossime partite

Otto allenatori per una sola panchina, quella della Juventus. A Torino l’aria si è fatta pesante e la sconfitta per 2-0 contro il Genoa ha complicato ulteriormente la posizione di Luciano Spalletti. I bianconeri sono usciti dal Ferraris dopo una prestazione da dimenticare, dominati dalla squadra di Daniele De Rossi e incapaci di costruire una reazione convincente. Con appena 14 punti dopo nove giornate e la zona Champions distante sei lunghezze, la società è chiamata a prendere decisioni importanti.

Per il momento Spalletti resta al suo posto, ma il futuro del tecnico è tutt’altro che scontato. Secondo quanto riportato da SportMediaset, la dirigenza sta valutando diverse possibilità, compresa quella di affidarsi a un nuovo allenatore già durante la stagione. L’alternativa sarebbe aspettare giugno e ripartire con un progetto tecnico differente. Intanto l’attuale allenatore continua a difendere la propria posizione, convinto di poter risollevare una squadra che fatica a trovare continuità. Ma il calendario non gli concede grandi margini. Le prossime sfide contro Napoli, AZ Alkmaar e Fiorentina, prima della sosta, potrebbero diventare determinanti per la sua permanenza.

Juventus, Conte torna in pole. Ma spunta la suggestione Inzaghi

Il nome che scalda maggiormente la tifoseria è quello di Antonio Conte. L’ex allenatore del Napoli rappresenterebbe un ritorno particolarmente significativo per la Juventus, che con lui ha aperto il ciclo dei nove scudetti consecutivi.

Secondo SportMediaset, Conte sarebbe la prima scelta di Giovanni Carnevali, anche se l’operazione resta complicata. Lo stesso tecnico ha recentemente smentito l’esistenza di trattative avanzate con altri club. Per un eventuale ritorno a Torino potrebbe avere un ruolo decisivo anche John Elkann. Ma nelle valutazioni per il futuro spunta un altro nome di peso, quello di Simone Inzaghi. L’ex allenatore dell’Inter, attualmente alla guida dell’Al-Hilal in Arabia Saudita, sarebbe uno dei profili considerati per aprire un nuovo ciclo a partire dalla prossima stagione.

L’ipotesi Inzaghi, già circolata nelle scorse settimane, avrebbe soprattutto una prospettiva estiva. Il tecnico è legato al club saudita da un contratto importante e un eventuale ritorno in Italia richiederebbe un’intesa economica e contrattuale ancora tutta da costruire. Conte e Inzaghi, dunque, rappresentano due possibilità differenti. Il primo potrebbe essere chiamato a imprimere una svolta immediata, mentre il secondo rientrerebbe soprattutto nei ragionamenti per giugno.

Da Deschamps a Farioli: tutte le alternative per la panchina bianconera

Oltre a Conte e Inzaghi, la Juventus tiene aperte altre strade. Tra i nomi circolati c’è quello di Didier Deschamps, vecchia conoscenza bianconera, segnalato tra i profili che potrebbero entrare nelle valutazioni della società. Restano aperte le candidature di Stefano Pioli e Paulo Sousa. Il primo viene indicato tra le possibili soluzioni nel caso in cui la dirigenza decidesse di cambiare allenatore a stagione in corso, anche attraverso un incarico temporaneo. Il secondo rappresenta un’altra alternativa accostata alla panchina juventina, pur senza conferme su eventuali contatti.

Per un progetto da avviare in estate, invece, vengono fatti anche i nomi di Vincenzo Italiano e Francesco Farioli, due allenatori con idee di gioco precise e caratteristiche differenti rispetto ai profili più esperti.

Il conto arriva così a otto, considerando anche Spalletti: Conte, Inzaghi, Deschamps, Pioli, Sousa, Italiano, Farioli e lo stesso tecnico toscano.

La Juventus, però, deve prima decidere se cambiare davvero. Perché l’allenatore rischia, ma il 2-0 contro il Genoa ha mostrato problemi che vanno oltre la panchina. Errori individuali, un centrocampo incapace di costruire gioco e un attacco poco incisivo hanno confermato le difficoltà di una squadra che, nonostante gli interventi sul mercato, continua a non trovare la propria identità. Spalletti ha ancora la possibilità di invertire la rotta, ma deve farlo subito. Le prossime tre partite potrebbero essere decisive per capire se sarà ancora lui a guidare la Juventus dopo la sosta oppure se uno dei sette nomi accostati alla panchina diventerà qualcosa di più di una semplice candidatura.

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Flavio Briatore perde il tocco magico: il business non decolla più, calano gli utili

29 October 2026 at 12:39

Flavio Briatore ha consegnato ad Alessandro Barnaba, gestore del fondo Marlyn, una holding dimagrita con meno utili e meno cassa. Lo si scopre leggendo il bilancio del 2025 di Majestas, la cassaforte lussemburghese di cui Briatore aveva il 50%, mentre il restante 50% era della Far East Leisure di Francesco Costa. Com’è noto poche settimane fa Majestas ha cambiato proprietario e il nuovo azionista è la newco Amalthea, un’altra lussemburghese che fa capo a due società della Marlyn di Barnaba.

L’esercizio dello scorso anno di Majestas s’è chiuso con un profitto di soli 182mila euro rispetto a quello di 423mila euro dell’anno prima e la liquidità è calata a 793mila euro dagli oltre 5 milioni del 2024. Gli attivi sono diminuiti anno su anno da 61 milioni a 27,6 milioni perché nel 2025 Majestas ha ceduto alla Lmdv Capital di Leonardo Maria Del Vecchio tutte le controllate con il marchio “Billionaire” e “Twiga”.

Nel portafoglio di Majestas sono rimaste così il 52,5% di Crazy Pizza, a monte dell’omonima catena, in carico per 20 milioni e fra le altre la monegasca Sundream, in carico per 4,2 milioni. Amalthea per crescere in questi business lancerà il fondo H&E Hospitality & Experience, di cui Briatore sarà azionista, ma la gestione sarà di Barnaba e Costa. “Questa operazione – aveva detto Briatore – mi permetterà di dedicarmi ancora di più al mio impegno in Formula 1 a capo del Team Alpine”.

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Zeekr 9X, debutta in Italia il maxi suv di lusso che sfida le tedesche – FOTO

By: F. Q.
29 October 2026 at 11:59
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Quasi 900 cavalli, sei posti singoli, 179 chilometri di autonomia in elettrico e un prezzo di partenza di 127 mila euro. La ricetta di Zeekr 9X è quella di un’ammiraglia che punta a mettere in discussione il dominio dei grandi suv tedeschi e britannici, facendo leva su tecnologia, prestazioni e comfort.

Il nuovo modello di lusso del marchio del gruppo cinese Geely è stato presentato per la prima volta in Italia al MACRO, il Museo d’Arte Contemporanea di Roma, dopo l’anteprima europea di settembre al Monaco Yacht Show e la successiva premiere europea al salone dell’auto di Parigi. L’arrivo sul mercato italiano è previsto tra febbraio e marzo 2027.

Lunga oltre cinque metri, la 9X misura 5.239 millimetri e ha un passo di 3.169 millimetri. Le dimensioni imponenti e il peso di circa tre tonnellate e mezzo non rappresentano un ostacolo alle prestazione: il large suv è infatti capace di accelerare da zero a 100 km/h in appena 4,1 secondi. La potenza complessiva raggiunge i 897 cavalli, con una coppia massima di 935 Nm. Numeri da sportiva, ottenuti attraverso un sistema Super Hybrid plug-in che abbina un motore turbo benzina da 2,0 litri a due motori elettrici, uno per asse, con trazione integrale. L’architettura elettrica a 900 volt sviluppa una potenza di sistema di 660 kW.

La scommessa di Zeekr non si esaurisce, però, nelle prestazioni. La batteria da 55,1 kWh promette fino a 179 chilometri di autonomia in modalità elettrica e un’autonomia complessiva dichiarata di 737 chilometri. Il motore termico, secondo quanto dichiarato dal costruttore, raggiunge un rendimento del 46% e contribuisce a garantire energia e potenza quando necessario. La ricarica rapida in corrente continua arriva a 330 kW: nelle condizioni previste dal costruttore, bastano 9,5 minuti per passare dal 10 all’80% della capacità della batteria.

“Nel segmento dei suv full-size di lusso portiamo un’innovazione tecnica in un mercato ancora legato ai sei e agli otto cilindri, con sistemi ibridi spesso ridotti al minimo necessario per l’omologazione”, spiega Lucio Tropea, general manager di Zeekr Italia. “Noi arriviamo con una batteria da 55 kWh, oltre 170 chilometri di autonomia elettrica e un motore 2.0 turbo che lavora con due motori elettrici e un motogeneratore”. La configurazione consente di combinare la possibilità di viaggiare prevalentemente in elettrico con la flessibilità del motore a benzina sulle lunghe distanze. La potenza dichiarata, inoltre, resta al di sotto della soglia prevista per il superbollo, secondo quanto riferito dall’azienda.

Il lusso, nondimeno, si gioca anche a bordo. Progettata a Göteborg dal team guidato da Stefan Sielaff, la 9X propone un abitacolo a sei posti in configurazione 2+2+2, con sedili individuali e una disposizione che punta a privilegiare lo spazio personale. I sedili anteriori sono riscaldabili, ventilati e dotati di funzione massaggio; quelli posteriori possono contare su poggiagambe motorizzate. L’obiettivo è trasformare l’abitacolo in una sorta di lounge viaggiante, più che in un semplice spazio di trasporto.

La dotazione tecnologica comprende doppio display OLED anteriori da 16 pollici, uno schermo OLED da 17 pollici dedicato all’intrattenimento dei passeggeri e un head-up display con realtà aumentata. A completare l’ambiente ci sono un impianto audio Naim da 32 altoparlanti e 3.868 watt, oltre ai sistemi di assistenza alla guida che includono la tecnologia lidar. Le sospensioni pneumatiche adattive a doppia camera e gli ammortizzatori CDC a doppia valvola sono chiamati a gestire il compromesso tra comfort e controllo, anche su una vettura di queste dimensioni. Il prezzo di partenza annunciato per il mercato italiano è di 127mila euro.

“A New Class of Luxury” è il claim scelto da Zeekr per accompagnare il debutto della 9X: una nuova interpretazione del lusso che mette insieme elettrificazione, potenza e comfort. Il modello diventa anche la vetrina tecnologica di una gamma italiana che comprende già X, 001, 7X e 7GT. Per il 2027 è atteso inoltre l’arrivo della 8X, una sorella minore destinata a condividere lo stesso sistema di propulsione.

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Strisce blu, a Benevento arrivano i sensori intelligenti. Come funzionano e quando scattano le multe

By: F. Q.
29 October 2026 at 09:52

Le strisce blu diventano intelligenti. A Benevento è partita l’installazione di 1.880 sensori destinati a monitorare in tempo reale tutti i parcheggi a pagamento della città. Piccoli dispositivi inseriti nell’asfalto che rilevano la presenza delle auto e trasmettono le info a una piattaforma digitale. L’obiettivo è facilitare la ricerca dei posti liberi, ma anche rendere più efficaci i controlli nei confronti di chi parcheggia senza pagare.

Il progetto è gestito da BeMobi, società affidataria del servizio comunale. Le prime installazioni hanno interessato viale Mellusi, piazza Risorgimento, piazzale Catullo e via Porta Rufina. I lavori proseguiranno fino a coprire tutti gli stalli previsti.

I dispositivi sembrano semplici dischetti neri con una cornice azzurra, fissati al centro del parcheggio. Utilizzano la tecnologia Internet of Things (IoT), che permette di trasmettere dati attraverso una rete di collegamento. Quando un’automobile occupa lo stallo, il sensore registra le variazioni di luce e temperatura provocate dalla sua presenza e comunica l’informazione al sistema centrale. In questo modo si può sapere quali posti sono occupati e quali disponibili.

Gli automobilisti potranno essere indirizzati verso quelli liberi attraverso pannelli informativi e strumenti digitali, riducendo il tempo trascorso alla ricerca di un parcheggio. Il gestore, invece, potrà conoscere in tempo reale la situazione delle singole aree, senza dover verificare continuamente ogni singolo posto auto.

Ma i sensori possono anche fare le multe? Il sistema consentirà di individuare gli stalli occupati e, incrociando le informazioni con quelle dei pagamenti, segnalare eventuali irregolarità agli addetti ai controlli. La semplice rilevazione di un’auto parcheggiata senza un pagamento associato, però, non equivale in automatico a una sanzione.

L’articolo 12-bis del Codice della strada disciplina i poteri degli ausiliari della sosta, che possono utilizzare strumenti elettronici per svolgere le verifiche. L’accertamento delle violazioni deve comunque rispettare le procedure previste dalle norme. I sensori sono quindi uno strumento di supporto per velocizzare l’individuazione delle infrazioni, ma non sostituiscono l’attività di accertamento degli operatori autorizzati.

L’innovazione arriva mentre a Benevento proseguono le proteste per la nuova gestione delle strisce blu. Tra le questioni più contestate c’è il pagamento della sosta anche nei giorni festivi, con tariffe di 1,50 euro l’ora in centro e 80 centesimi nelle zone semicentrali. Critiche sono arrivate anche per il nuovo sistema di pagamento SpotPay e per le limitazioni agli abbonamenti mensili, successivamente ripristinati soltanto per alcune aree.

Il Comune ha inoltre annunciato un quarto d’ora di cortesia prima dell’attivazione dell’allerta per le soste non pagate. Una volta completata l’installazione, Benevento disporrà dunque di una rete capace di monitorare l’occupazione dei parcheggi e orientare gli interventi degli ausiliari. Resta da verificare quanto le informazioni raccolte saranno effettivamente accessibili e utili agli automobilisti e come verranno integrate con i sistemi di pagamento già operativi.

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MARAD Approves $8.2 Billion Texas LNG Export Port in Record-Time Review

28 October 2026 at 17:24
The Trump administration has approved an $8.2 billion offshore liquefied natural gas export project off the Texas coast, marking a major milestone for its effort to speed up deepwater port...
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