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Alexander Zverev è il nuovo numero 1: un re che non viene considerato tale. Limiti e meriti del campione arrivato in vetta con 10 anni di ritardo

30 October 2026 at 09:17

L’annuncio della fine del 2026 di Jannik Sinner lo aveva reso inevitabile. Bisognava solo capire dove sarebbe terminata una rincorsa durata oltre 10 anni e che molti ormai credevano non sarebbe mai arrivata a conclusione. Alexander Zverev è il nuovo numero uno del mondo. È bastato raggiungere i quarti di finale nel 500 di Vienna (grazie alla vittoria contro Tallon Griekspoor) per completare il sorpasso su Jannik Sinner nella classifica mondiale: 9.450 punti per entrambi (tedesco avanti però per la regola prevista nei pari meriti). Nella Race invece il tedesco è molto più avanti, mettendo insieme oltre 9mila punti in questa stagione. Attualmente quasi 1.500 più dell’azzurro.

Un risultato che arriva all’ombra dei 30 anni, quando quasi nessuno ci avrebbe più scommesso, figlio di perseveranza, tanto lavoro e quella fortuna che non guasta mai. Si, perché è inutile girarci intorno, per raggiungere la vetta del ranking Zverev ha avuto bisogno anche dei guai fisici che hanno colpito Carlos Alcaraz e Sinner (il primo bloccato per cinque mesi, il secondo fermo dalla finale di Wimbledon). Il numero uno è il secondo tabù spezzato dal tedesco in questo 2026, dopo essersi sbloccato negli Slam con i titoli al Roland Garros e allo Us Open. Due traguardi che hanno cancellato anni di delusioni, alleviato pressioni e limiti psicologici, rimosso la fastidiosa etichetta di “incompiuto”. Un traguardo meritato quello di Sasha: ha vinto più partite di tutti, ha vinto più Slam ed è stato più continuo. E poi c’è il fisico. In un tennis sempre più intenso, la solidità e la gestione fisica sono ormai una caratteristica non secondaria. Una dote tanto importante quanto un rovescio.

Eppure il numero uno di Zverev racchiude anche un paradosso: il nuovo leader del ranking non è considerato tale da tutti. Tutti i meriti del tedesco infatti si scontrano con alcuni dati: nessun titolo Masters 1000 nel 2026 (finora) e un rendimento contro i top 10 non certo da numero uno del mondo. Zverev quest’anno ha vinto tre partite contro un giocatore nella top 10 e non ha mai battuto un avversario diretto. Con Sinner cinque sconfitte su cinque partite, con Alcaraz ha perso l’unico confronto in Australia. E anche da Novak Djokovic è stato sconfitto a Pechino.

Questa prima posizione mondiale di Zverev arriva dopo un percorso lungo dodici anni, cominciato da Braunschweig, città della Bassa Sassonia. È qui che, il 5 luglio 2014, Sasha trionfa nel Challenger ad appena 17 anni presentandosi al mondo del tennis. Gli appassionati all’improvviso imparano a conoscere il suo nome e due anni dopo arriva anche il primo titolo Atp a San Pietroburgo superando Stan Wawrinka. Ma è nel 2017 che la rincorsa di Zverev diventa importante. Mentre Roger Federer e Rafa Nadal si dividono gli Slam, lui mette insieme due Masters 1000 agli Internazionali d’Italia (battendo Djokovic) e a Montreal (superando Federer) e sale fino alla posizione numero 3 del mondo. La vetta ormai è lì a un passo, molti già lo preannunciano, e invece Zverev non riesce a fare quell’ultimo step.

Negli Slam fatica e delude, nei momenti clou i suoi limiti vengono a galla, spesso contro i Big Three. Gli exploit non mancano. Nel 2018 elimina Federer e Djokovic e vince le Atp Finals; tre anni dopo replica il successo alle Finals e vince l’oro olimpico a Tokyo (superando ancora Nole in semifinale). Vittorie pesanti a cui si unisce però la sconfitta nella finale dell’Us Open 2020 contro Dominic Thiem dove c’è tutto Zverev, nel bene e nel male: il tedesco va in vantaggio due set a zero, si fa rimontare, è ad un passo dal vincere ma alla fine perde. Alti e bassi che non trovano mai una consacrazione definitiva. Durante la semifinale al Roland Garros 2022 contro Nadal arriva poi il grave infortunio alla caviglia. Ha 25 anni, ancora nessun titolo Slam in bacheca, e aumentano quelli che pensano che non li avrà mai.

Lo stop di sette mesi è uno spartiacque della carriera del tedesco. La stagione seguente torna in semifinale al Roland Garros (sconfitto da Casper Ruud) e in top 10, mentre nel 2024 ritrova la seconda posizione mondiale e la finale in un torneo del Grande Slam, sempre a Parigi, perdendo da Alcaraz. La rivalità con il giovane spagnolo e con Sinner parte ufficialmente in questa stagione, anche se il tedesco appare sempre distante dai due. Arriva in finale anche in Australia nel 2025, è convinto di essere vicino al livello di Sinner e invece l’altoatesino lo batte tre set a zero in una partita che poi condiziona psicologicamente tutta la sua stagione. Zverev chiude comunque il 2025 al terzo posto della classifica, lontano però 6mila punti dal numero 2 di Sinner. È una voragine quella che lo separa dal duo Alcaraz-Sinner. Per colmarla c’è bisogno di regolarità, tanta pazienza e anche una mano della fortuna. Come quella arrivata in questo 2026.

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Djokovic faces ATP Finals battle after loss in Basel

30 October 2026 at 08:58

Novak Djokovic missed a big chance to strengthen his push for a place at the end-of-year ATP Finals after a loss to Jan-Lennard Struff at the Swiss Indoors in Basel, leaving the Serb with precious few opportunities to make up ground in the race to Turin.

Back in Basel for the first time in 15 years, the 39-year-old Djokovic fell 6-7(4) 7-5 7-6(5) in the second round on Thursday, his first defeat by German veteran Struff in nine meetings.

“I knew I needed to go for it. There was only one way to play it. So I was very happy,” said Struff, who clinched the win with his 27th ace of the match.

“The last serve went into the corner like many balls today. I knew I had to play my best tennis to have a chance. The last eight times, he beat me very easily. So I’m very pleased with the performance.”

The result left Djokovic 11th in the qualification race for the eight-player season finale, 319 points behind ninth-placed Rafael Jodar, who currently occupies the final qualifying spot with the injured Jannik Sinner not playing in Turin.

Alexander Zverev, Carlos Alcaraz and Ben Shelton all have places in the ATP Finals starting on November 15, leaving Djokovic battling for one of the remaining spots with next week’s Paris Masters offering him another opportunity to pick up points.

PARIS PUSH

Djokovic will head to the November 2-8 Paris Masters as a record seven-times champion, but has not said whether he would consider entering the ATP 250 event in Stockholm afterwards if he still needs points to secure a finals’ place.

He missed the previous two editions of the ATP Finals due to injury but had indicated that he intended to return to the event he has won a record seven times if he qualifies.

The 24-times Grand Slam champion has endured another tough season physically, though his run to the Australian Open final, a Wimbledon semi-final and his Beijing triumph have provided notable highs.

Few will write off Djokovic’s chances of reaching Turin even at this stage, given the resilience that he has shown throughout his glittering career.

“I won the title in Beijing a few weeks ago, which was definitely my best week this year apart from the Grand Slam final in Australia,” Djokovic told reporters before the tournament in Basel.

“It’s been a year with a lot of struggles, particularly physically, but I’m still here and as competitive as anybody. If somebody beats me, well done, good job, but I’m definitely going to fight and not give these youngsters too easy a stroll on court. They have to earn their victories.

“That’s also what motivates me: seeing how I can match up with players 15-plus years younger than me. It’s been quite an interesting process to experience.”

Zverev seals world number one spot after win in Vienna

30 October 2026 at 08:32
  • Alexander Zverev ensured he would overtake Jannik Sinner in the rankings and become world number one for the first time next week with a 6-4 7-5 victory over Tallon Griekspoor in the last 16 of the Vienna Open on Thursday.

The 29-year-old, who has enjoyed a stellar season capped by titles at the French and US Opens, will become Germany’s second men’s number one after Boris Becker in 1991 when the new rankings are published on Monday.

Zverev’s victory, which was sealed with an ace, was followed by a ceremony on court when he was joined by his team and Thomas Muster, the only Austrian to have topped the rankings, to mark the feat.

“[It is] very special. To have the feeling to be on the top of the world is amazing,” said Zverev, who will be the 30th man to top the rankings since they were introduced in 1973.

“It’s different than winning a tournament, winning a title, but it’s such a special feeling to know that the number one is going to be next to your name when the new rankings come out.”

Zverev would be the first to admit that injuries to Sinner and Carlos Alcaraz, who between them won every Grand Slam title in the 2024 and 2025 seasons, had eased his ascent to the top of the rankings.

Sinner decided to end his season in early October to recover from a knee injury but world number three Alcaraz was in action in Vienna earlier on Thursday and saved four set points to beat Nikoloz Basilashvili 6-1 7-6(11).

Zverev came close to taking the number one ranking in 2022 at the French Open but tore ankle ligaments in his semi-final against Rafa Nadal and missed the rest of the season.

“I had to wait, but sometimes you’ve got to wait for the best things in life,” Zverev added. “So it is how it is. I’m super happy, super thrilled.

“This year, I mean, I have no words for this year. Again, I’m just thankful. I’m happy and all of the above.”

Rybakina secures year-end No. 1 ranking at Pan Pacific Open as Osaka gets eliminated

30 October 2026 at 01:10
TOKYO: Top-ranked Elena Rybakina secured the year-end No. 1 ranking with a last-16 win at the Pan Pacific Open on Thursday, while Naomi Osaka lost in front of her home crowd. Rybakina beat Yulia Putintseva 6-2, 6-3 to advance to the quarterfinals and will stay the world No. 1 at the conclusion of a year in which she won two Grand Slams — the Australian Open and the US Open. Having won Wimbledon in 2022, Rybakina — a 27-year-old born in Russia but representing Kazakhstan — is only a French Open t

Eala recovers against Australia’s Gibson to book Tokyo quarterfinal berth

30 October 2026 at 00:53
TOKYO: Philippine sensation Alexandra Eala came from behind to beat Talia Gibson 4-6, 6-2, 6-0 in Tokyo on Wednesday and said “it took a lot to turn that match around.” The world number 19’s recent run of early tournament exits looked in danger of continuing when Australia’s Gibson, ranked 38, took the first set at the Pan Pacific Open. But Eala dug in and evened the match before hitting top gear in a dominating third set. The 21-year-old said the turnaround had been “a gradual increase of level

Paura per Cobolli: scoppia a piangere e si ritira contro Berrettini. “Quelle lacrime non erano di dolore”. A rischio le Finals

29 October 2026 at 22:38

Il problema alla gamba sinistra, la paura, il ritiro e poi il pianto liberatorio pensando alle Atp Finals, consolato dall’amico e avversario Matteo Berrettini. Finisce in lacrime il primo derby di Flavio Cobolli contro Berrettini: nell’ottavo di finale dell'”Erste Bank Open”, Atp 500 in scena sul cemento indoor di Vienna, in Austria, Cobolli finisce ko per un problema alla gamba sinistra e si ritira al cambio campo sotto 2-5. Berrettini affronterà ai quarti l’australiano Alex De Minaur, testa di serie numero 5. Ma la preoccupazione è tutta per Cobolli, che a fine match è scoppiato a piangere, probabilmente pensando a quelle Finals tanto sognate in programma tra meno di un mese.

“Vienna, mi dispiace salutarti così. Amo questo torneo e avevo tantissima voglia di sfidare Matteo, con tutti voi sugli spalti. Ho sentito qualcosa nel match dell’altra sera, ma ho voluto provarci fino in fondo. Oggi però ho capito che continuare avrebbe significato forzare troppo e mi sono dovuto fermare”, ha scritto Cobolli in un post Instagram dopo l’infortunio. “Quelle lacrime non erano di dolore. Erano emozione, forse un po’ di stress e la delusione di dover lasciare il campo quando avrei voluto solo restarci. Domani farò tutti gli esami e vi aggiornerò appena possibile. Non preoccupatevi, conto di esserci a Parigi. Grazie per tutto l’affetto”.

“Mi dispiace davvero tanto per lui. Ci sono passato tante volte, forse troppe. È per questo che mi sono emozionato. So quanto possa essere difficile e so quanto desideri essere a Torino. E l’ultima cosa che vorresti è infortunarti poche settimane prima. Ma speriamo che non sia nulla di troppo serio“, ha detto Berrettini a caldo nell’intervista post match, parlando di Flavio Cobolli. “L’idea di oggi era semplicemente scendere in campo e celebrare il percorso che stiamo facendo entrambi. Siamo partiti da Roma, eravamo due ragazzini che giocavano a tennis nei fine settimana. Ricordo il giorno in cui scelse il tennis al posto del calcio. Mi ricordo i suoi occhi: sono gli stessi che ha ancora oggi, quelli di quel bambino che sognava di giocare sui palcoscenici più importanti. E penso che meriti di essere lì. Penso che meriti la carriera che sta costruendo. Gli auguro davvero il meglio e cercherò di aiutarlo in ogni modo possibile. Gli ho appena detto di vivere il momento, di non andare troppo avanti con la mente e con i pensieri. È quello che facevo io in passato, ma non mi aiutava affatto. Bisogna vivere un giorno alla volta. Sono sicuro che abbia a disposizione un ottimo team di medici che lo seguirà nel percorso di recupero” ha aggiunto Berrettini.

Per Cobolli, quello di Vienna, poteva essere il torneo per sugellare la qualificazione alle Atp Finals, che classifica alla mano sono un obiettivo più che alla sua portata, ma adesso saranno da valutare le sue condizioni fisiche dopo l’infortunio. “Le Nitto Atp Finals, ha aggiunto, rivestono un’importanza particolare per ogni tennista di vertice. Anche solo esserci, dopo una grande stagione, è quasi come vincere un trofeo. Non essere riuscito a concludere il girone nel 2021 è probabilmente ancora la cosa che mi fa più male in tutta la mia carriera – spiega Berrettni -. Ricordo l’energia di Torino, l’orgoglio di essermi qualificato e di aver sentito il calore della mia gente sugli spalti. Ma, per fortuna, dopo quell’esperienza ho sentito tanto affetto da parte delle persone di tutto il mondo. Quindi, forse è un brutto ricordo, ma in fondo è anche bello, se penso a tutto l’impegno che ho messo per arrivare fin lì. Adesso, naturalmente, sono felice che ci siano tanti giocatori italiani e che anche Sinner sia riuscito a vincerlo. Magari un giorno tornerò anch’io. Non lo so. Ma auguro a Flavio il meglio“, ha concluso Berrettini.

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Rybakina clinches year-end top ranking with Tokyo win

29 October 2026 at 15:57

Elena Rybakina beat fellow Kazakh Yulia Putintseva 6-2 6-3 in the second round of the Pan Pacific Open in Tokyo on Thursday to secure the year-end world number one ranking for the first time, more than a week before the season-ending WTA Finals.

Rybakina received a bye into the last 16 of the WTA 500 event in Tokyo and arrived at the Ariake Coliseum after capturing her fourth title of the season and first as the top-ranked player at last week’s Ningbo Open in China
The 27-year-old, who rose to world number one for the first time en route to winning the US Open last month, needed only one more victory this year to ensure that world number two Aryna Sabalenka could not overtake her
Rybakina is enjoying a marquee year with wins at the Australian Open and US Open to take her Grand Slam tally to three, after winning Wimbledon four years ago

Rybakina next faces Leylah Fernandez in a rematch of their Ningbo final, after the Canadian beat Elise Mertens 6-2 7-6(8)
Rybakina endured a brief dip after her US Open triumph, losing her opening match in Beijing and missing the Wuhan Open due to a leg injury, before defending her title in Ningbo

She is targeting a 16th career title before heading to Indian Wells, California, for the WTA Finals, where the season’s top eight players will compete from November 8-15

Lower-ranked players feel mental, physical strain as long season nears end

28 October 2026 at 17:39

Frenchman Terence Atmane’s admission that he has been struggling with his mental health after an outburst at this month’s Shanghai Masters highlighted the pressures lower-ranked tennis players face as another demanding season draws to a close.

Atmane threw his racket towards the stands and narrowly missed striking fans in a qualifying match before apologising publicly for his conduct and detailing the stress of a sharp drop in his ranking to the edge of the top 100.

The closing weeks of a gruelling 11-month campaign can be particularly difficult for lower-ranked players, as fatigue and poor results collide with the pressure to compete for ranking points and prize money that could transform their prospects.

“I received a lot of hate, which is pretty normal because I deserve it. I’ve been behaving pretty badly,” Atmane said at the Almaty Open last week, where a run to the quarter-finals helped him climb to number 90.

“I was struggling … the season has been very long. I was struggling with my mental health, so it hasn’t been easy, but I was trying to get a fresh start.”

‘DIFFICULT CYCLE’

Former player and sports psychologist Jeff Greenwald said a long season could leave players tired, mentally stale, negative or emotionally reactive, with those low down the ladder facing an especially tough psychological and financial equation.

“Unlike established players who may have a full team managing their schedules, travel, practice arrangements, and other logistics, lower-ranked players often have limited support,” Greenwald told Reuters.

“The financial pressure can be enormous. They have limited resources and may feel they have only a certain window of time to make their investment in professional tennis pay off. Every event represents an opportunity to earn points, improve their ranking and potentially qualify for more lucrative ones.

“This creates a difficult cycle. A player may be exhausted, struggling with confidence, or experiencing signs of burnout yet feel compelled to enter another tournament because taking a break seems financially or professionally risky.”

Atmane is not alone, with fellow Frenchman Giovanni Mpetshi Perricard speaking about depression and burnout and saying he travelled to North America after Wimbledon despite not feeling mentally ready to compete.

India’s Sumit Nagal, ranked 269, also endured a challenging spell in which he played several tournaments this year while not fully fit, before shifting his focus towards enjoying the game rather than being driven by results.

On the women’s tour, Germany’s Eva Lys ended her season early to focus on her physical and mental health.

The ATP has proposed changes from 2028 that would reshape the men’s calendar and rankings to reduce the incentive to overplay, with a $25 million year-end fund to boost financial support to players finishing inside the top 250.

While those plans could ease the demands on players, Greenwald said that recovery remained an undervalued part of the professional game and should be viewed as vital to sustaining performance through the season.

WINNING AND LOSING

He added the strain often extends beyond physical and mental fatigue, with a lengthy run of disappointing results potentially eroding confidence when a player’s sense of self-belief becomes too closely linked to winning and losing.

“Tennis players can become very black-and-white in their thinking,” Greenwald added. “They’re either winning or losing, succeeding or failing.

“When losses accumulate, they can begin to question not only their game but themselves.”

One way of protecting players’ confidence is to shift the measure of success towards aspects of performance they can control.

“Rather than measuring success exclusively through wins, losses, rankings or prize money, we track their commitment to the game they’re trying to develop,” Greenwald added.

“This shifts their attention from outcomes they can’t fully control to behaviours they can influence. It also allows them to build a more stable sense of confidence grounded in mastery and commitment rather than the outcome of their last match.”

Musetti show a Vienna: battuto Tiafoe in due set, ora c’è Fery. L’inedito derby Cobolli-Berrettini

28 October 2026 at 16:59

Lorenzo Musetti debutta con una grande vittoria all’Erste Bank Open, l’ATP 500 sul duro indoor a Vienna, alla Wiener Stadthalle. Il carrarino, numero 26 del mondo e fresco vincitore a Lione, ha sconfitto in due set lo statunitense Frances Tiafoe, oggi numero 9 ATP e quarta testa di serie del tabellone. Il punteggio finale recita 7-6 (6), 7-5. Decisivo è stato soprattutto il tie-break del primo set, quando Musetti ha anche annullato un set point all’avversario.

Nel prossimo turno Musetti affronterà il britannico Arthur Fery, numero 35 Atp e semifinalista a Wimbledon, che ha approfittato del ritiro del connazionale Jacob Fearnley sul 5-1 nel primo set. Domani, giovedì 29 ottobre, toccherà invece ad altri tre azzurri. Ci sarà innanzitutto l’inedito derby romano tra Flavio Cobolli e Matteo Berrettini: due grandi amici che si conoscono fin da bambini e che solo un anno fa hanno regalato – vincendo tutti i punti nella Final 8 – la Coppa Davis all’Italia. Si ritrovano per la prima volta avversari nel circuito Atp negli ottavi di finale del torneo di Vienna. Cobolli, testa di serie numero quattro del seeding, va a caccia di punti pesanti per il sogno Finals, ma attenzione alla voglia di rivalsa di Berrettini, fuori dalle convocazioni per la prossima fase finale di Davis. Scenderà in campo anche Luciano Darderi, uscito vincente da un altro derby, quello contro Matteo Arnaldi. Non avrà però vita facile contro Tommy Paul.

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Berrettini e Musetti, dall’amicizia al gelo: che cosa è successo. Vanessa Bellini nega: “Mai tradito Matteo”. Il possibile incrocio a Vienna e il delicato ruolo di Volandri

28 October 2026 at 12:52

A Vienna il tabellone sembra essersi divertito a mettere tutti nello stesso posto nel momento meno opportuno. Già, si parla di Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti, un tempo amici anche fuori dal campo, sono al centro di un gelo diventato evidente dopo l’intervista del romano successiva alla vittoria su Etcheverry. E adesso in mezzo ci finisce pure Flavio Cobolli: si sprecano le ironie su un suo possibile ruolo da paciere.

La domanda sul successo di Musetti a Lione ha prodotto una risposta eloquente: “Siamo in diretta?”. Poi Berrettini ha aggiunto soltanto: “Ha lavorato tanto, se lo è meritato”. Poche parole, volto scuro e nessuna particolare voglia di approfondire. Intanto sui social sono circolate ricostruzioni su un presunto triangolo amoroso, mentre l’ex fidanzata di Berrettini, Vanessa Bellini, ha smentito ogni coinvolgimento. “Tollero tutte le ca***te che dite e scriverete e lascio correre (e ne leggo tante ma ho imparato che quel mondo è fatto così), ma sentire che io avrei tradito Matteo veramente ma sciacquatevi la bocca prima di parlare”, ha scritto sui social rispondendo a un commento. Quanto successo – stando sempre a queste ricostruzioni – sarebbe tra le ragioni della scelta del carrarino di avere nel suo team il cognato Gianluca Mager, sposato con Valentina, sorella di Veronica Confalonieri.

Il contrasto fa ancora più effetto ripensando al passato. Berrettini e Musetti si allenavano insieme, cenavano con le rispettive compagne e in Coppa Davis si sono sostenuti nei momenti più complicati. Nel 2024 Musetti fu tra i primi ad abbracciare Berrettini dopo il trionfo. Oggi invece la Davis fotografa anche la distanza: Musetti convocato, Berrettini fuori. E così il capitano Filippo Volandri, che pensava di dover gestire singolari, doppi e condizioni di forma, si ritrova suo malgrado dentro un triangolo decisamente meno tattico.

La coincidenza è che ora siano tutti a Vienna. Musetti è impegnato nel torneo, mentre Berrettini domani affronterà per la prima volta proprio Cobolli, suo grande amico e compagno dell’Italia che un anno fa vinse la terza Davis consecutiva. Cobolli però è amico anche di Musetti. Il ruolo di paciere, insomma, sarebbe già disponibile. Male che vada potrebbe convocarli entrambi davanti a una Wiener Schnitzel e una birra.

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Wawrinka brings career to a close in Basel

28 October 2026 at 09:56

Three-time Grand Slam champion Stan Wawrinka played the final match of his career in front of home fans on Tuesday, bidding farewell to the sport following a 7-5 7-6(2) defeat by Czech Jiri Lehecka at the Swiss Indoors in Basel.

Wawrinka announced last year that he would retire at the end of the 2026 season, 24 years after he turned professional.

The 41-year-old defeated Rafa Nadal in the 2014 Australian Open final to win his first major, before claiming his other two Grand Slam crowns by beating Novak Djokovic in the finals of the 2015 French Open and 2016 US Open.

“For me, all I wanted in my career was to give everything, to have no regrets, to always fight, to always give 100% in every match – out of respect for myself, for the opponent, for the tournament, for the fans, for everybody,” Wawrinka told the ATP website.

“That was always the most important thing for more than 20 years, and that’s the only way you can leave the sport: without any regrets.”

Wawrinka won 16 ATP titles and reached a career-high world ranking of number three in 2014. He also won Olympic doubles gold with Roger Federer in 2008 and helped deliver Switzerland’s first Davis Cup title in 2014.

The Ledger and the Blade

27 October 2026 at 18:24

In 1993, an audience member at the Citizen Cup tennis tournament stabbed Monica Seles, then a 19-year-old phenom who was then dethroned from the top of the world tennis rankings. The attack, writes Terrence Doyle, “was a physical manifestation of a logic that has since become our default: the idea that an athlete is not a human to be witnessed, but a data point to be managed, edited, or deleted.” I briefly mentioned Doyle’s disturbing essay a week ago, but it has stayed with me since: a worrying meditation on the ease with which athletes are abstracted into mere data sets. It deserves your deeper consideration.

Perhaps the most profound shift is the collapse of our ability to trust what we see. In 1993, we had the tape. We saw Parche reach over the rail and thrust his blade into Seles’ back. We agreed on the wound. Today, that on-the-ground truth is being eroded. We’re being told by powerful forces to disregard the evidence of our own senses—to see every physical trauma as a narrative threat or a potential deepfake.

Sorpasso storico: per la prima volta la Fitp ha più tesserati del calcio. Il merito non è solo di Sinner: i motivi del boom

27 October 2026 at 15:12

Una nazionale salta i Mondiali da tre edizioni, l’altra vince la Coppa Davis da tre anni consecutivi. Una ha zero candidati al Pallone d’oro, l’altra ha il numero uno al mondo. Parlando di risultati sportivi, tra tennis e calcio non c’è paragone ormai da tempo. Ma ora il sorpasso è arrivato anche fuori dal campo. Per la prima volta nella storia infatti la Federazione italiana giuoco calcio non è più quella con il maggior numero di tesserati, ma è stata superata dalla Federazione italiana tennis e padel. Il sorpasso è avvenuto nel 2024, scrive Il Sole 24 ore che ha visionato il periodico report ‘Monitoraggio Coni-Fns-Dsa’, il censimento delle associazioni affiliate e dei soggetti aderenti alle 48 Federazioni sportive, alle 15 Discipline associate e ai 14 Enti di promozione sportiva.

Per il terzo anno consecutivo il volume dei tesserati complessivi in Italia cresce e ha raggiunto il record storico di 6.069.891 (+7,7% tra il 2023 e il 2024), la Federtennis ne conta 1.162.477, il 20,2% del totale delle iscrizioni federali, contro 1.123.054 dei tesserati dalla Figc (19,5%), mentre restano distanziati volley (359.797), basket (320.769) e atletica (292.599). Un sorpasso appunto storico, che vuol dire una sola cosa: il calcio non ha più il monopolio sportivo, perché la Fitp è una concorrente validissima. Complimenti al presidente Binaghi, ho visto la chiusura del bilancio e il numero dei tesserati che meritano tutta l’attenzione del comitato olimpico e un in bocca al lupo a Sinner”, ha dichiarato Luciano Buonfiglio dopo la notizia.

Il distacco – sottolinea il quotidiano economico – “tra le prime due Federazioni è limitato a circa 40mila unità ma nel 2025 la Fitp è ulteriormente salita a 1.254.153 tesserati“. In questo periodo si è ampliata l’intera filiera del movimento: i circoli affiliati hanno superato le 4mila unità, le scuole tennis e padel sono diventate più di 2.500, i tecnici hanno raggiunto quota 14mila e gli ufficiali di gara le 10mila unità.

A primo impatto verrebbe da attribuire questo sorpasso esclusivamente all'”effetto Sinner“. Sì, in gran parte lo è. È quasi ovvio che un numero uno al mondo italiano diventi un punto di riferimento e un idolo per tanti e per varie fasce d’età. Ma ridurre tutto solo a quello sarebbe semplificare i meriti del movimento. Perché oltre all'”effetto Sinner” c’è tanto altro. Partiamo dal dato più intuitivo e immediato: il numero di tesserati dipende anche e soprattutto dall’exploit del padel negli ultimi anni, che si è in un certo senso sostituito al calcetto. Il motivo? È uno sport a cui è più facile approcciarsi, si gioca in 4 e non in 10. E qui subentra la bravura di Binaghi, che dal 2023 è riuscito a inglobare la federazione padel nella Fit, diventata così Fitp (Federazione italiana tennis padel).

E poi c’è il tema dei grandi eventi internazionali. L’Italia ha ospitato le Atp Finals negli ultimi sei anni a Torino e lo farà ancora – salvo imprevisti – fino al 2030 (magari in un’altra città). Poi la Coppa Davis: l’ha ospitata l’anno scorso e la opsiterà anche quest’anno. E anche nel 2027. E quest’anno anche le Next Gen Atp Finals si giocheranno in Italia, a Reggio Calabria. A questi si aggiungono gli Internazionali d’Italia, torneo che anni fa era in declino e che adesso si candida addirittura a quinto Slam. Il modello “ingegnerizzato” dalla federazione guidata dal 2001 da Angelo Binaghi (e che allora contava 130mila iscritti) nasce da una scelta precisa: “Trasformare i grandi eventi internazionali in generatori di ricavi da reinvestire sistematicamente nella base e nella formazione“, scrive Il Sole 24 ore.

I bilanci federali confermano: nel 2024 la Fitp aveva già sfiorato il primato federale con ricavi per 209 milioni contro i 224 milioni della Figc. Nel 2025 il sorpasso delle entrate è diventato realtà: il valore della produzione della federazione tennis ha superato i 240 milioni, mentre quello della Federcalcio si è attestato a 214 milioni, complice l’assenza di una grande competizione internazionale. E la proiezione per il 2026 per la Fitp è di superare i 280 milioni di proventi, un livello mai raggiunto da nessuna federazione.

“Sono anche i personaggi che stimolano l’attività sportiva, quando ragazzi e ragazze individuano qualcuno da emulare si ha questo effetto, anche l’organizzazione di grandi eventi come internazionali o le ATP a Torino incidono”, ha dichiarato il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, commentando appunto i dati pubblicati da Il Sole 24 Ore. “Complimenti al presidente Binaghi, ho visto la chiusura del bilancio e il numero dei tesserati che meritano tutta l’attenzione del comitato olimpico e un in bocca al lupo a Sinner”, ha aggiunto Buonfiglio, approfittando di un momento ideale per elogiare Angelo Binaghi, storico “rivale” sportivo di Giovanni Malagò.

E visto il momento del calcio, con Malagò commissario e con altre elezioni all’orizzonte (il 14 dicembre), il presidente del Coni ha colto la palla al balzo. Il sorpasso è compiuto: un bel boost di energia e ulteriore fiducia a meno di un mese dalle Atp Finals e dalla Coppa Davis. In entrambe le Italia punta a essere protagonista. Senza Sinner.

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Tre Slam con Wawrinka battendo Nadal e Djokovic: perché Sinner punta su Magnus Norman per sostituire Cahill

27 October 2026 at 13:44

Jannik Sinner avrebbe scelto Magnus Norman per raccogliere l’eredità di Darren Cahill. Questo è ciò che sostiene il giornalista del Times Tom Kershaw, secondo cui lo svedese entrerà nel team dell’azzurro questo dicembre e lavorerà accanto a coach Simone Vagnozzi. Al momento, tuttavia, non ci sono conferme ufficiali. Ma qual è il profilo del possibile nuovo allenatore dell’altoatesino?

Da giocatore Norman ha raggiunto la posizione numero 2 del ranking Atp nel 2000, lo stesso anno in cui ha perso la finale del Roland Garros contro Gustavo Kuerten, ma ha vinto gli Internazionali d’Italia a Roma. In carriera ha conquistato 12 titoli Atp in singolare e, con la Svezia, la Coppa Davis del 1998.

Si è ritirato nel 2004 e da allora ha costruito una seconda carriera da allenatore: ha lavorato con Robin Söderling, che ha portato fino al quarto posto mondiale e a due finali consecutive al Roland Garros di Parigi nel 2009 e nel 2010. Il lavoro più noto, però, è quello svolto con un tennista del calibro di Stan Wawrinka, seguito dal 2013 al settembre 2020. In quegli anni lo svizzero ha vinto tutti e tre i suoi titoli del Grande Slam, sempre battendo in finale il numero 1 del mondo: Rafael Nadal all’Australian Open 2014, Novak Djokovic al Roland Garros 2015 e agli Us Open 2016. Con Norman in panchina, Wawrinka è arrivato al terzo posto del ranking e ha vinto anche il Masters 1000 di Montecarlo nel 2014. Nel 2016, inoltre, l’Atp ha assegnato allo svedese il premio di allenatore dell’anno.

In merito alle tempistiche, l’annuncio del Times arriva a distanza di pochi giorni da quando Sinner ha aperto la sua residenza monegasca a Darren Cahill per un incontro sul futuro. Sul tavolo c’era la programmazione della prossima stagione: definire l’assetto dell’angolo tecnico insieme a Simone Vagnozzi e capire se ci fossero i margini per prolungare la collaborazione per almeno altri dodici mesi. Il coach australiano in passato aveva valutato di lasciare il circuito per motivi familiari, salvo poi rinnovare l’intesa con l’altoatesino.

Di recente Cahill ha pubblicato anche sui social alcune foto a Montecarlo, e tra i primi a mettere il like c’è stato lo stesso Sinner. L’indiscrezione giunge poi in un momento particolare, mentre l’azzurro è fermo per l’infortunio al ginocchio che lo tiene lontano dai campi dal 12 luglio, giorno della finale di Wimbledon vinta contro Alexander Zverev. L’altoatesino ha saltato tutta la seconda parte della stagione, Us Open compresi, e aveva annunciato il rientro nel 2027, rinunciando quindi alle Atp Finals e alla Coppa Davis.

Lo spostamento a fine 2026 del Six Kings Slam (Sinner stesso ha confermato ieri la sua partecipazione) gli fornirà l’occasione per ritrovare il feeling col campo. Un appuntamento propedeutico poi all’inizio dell’inizio del 2027 con gli Australian Open previsti già a metà gennaio. Una nuova stagione che dunque, se quanto scrive il Times si rivelasse vero, potrebbe vedere l’altoatesino fare spazio a una new entry di assoluto livello all’interno del suo team, dando però il definitivo addio a una figura che ha contributo in maniera decisiva a rendere Sinner il campione che è oggi.

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Sinner e Binaghi fanno bingo: tennis e padel superano per la prima volta il calcio. Più tesserati e più ricavi

27 October 2026 at 13:24

Il calcio perde il primato di sport con il maggior numero di tesserati federali in Italia. Per la prima volta, la Federazione italiana tennis e padel supera la Figc, con oltre 1,16 milioni di iscritti contro 1,12 milioni. Un sorpasso che riguarda anche i ricavi e che, secondo l’analisi del Sole 24 Ore, nasce da una crescita costruita negli anni, ben prima dei successi di Jannik Sinner.

Fitp prima in Italia con 1.162.477 tesserati, davanti alla Figc: distacco di quasi 40mila iscritti

Il tennis supera il calcio e conquista un primato che fino a pochi anni fa sembrava difficilmente raggiungibile. A certificarlo è il rapporto “Monitoraggio Coni-Fsn-Dsa”, visionato dal Sole 24 Ore, che fotografa il sorpasso della Federazione italiana tennis e padel (Fitp) sulla Federazione italiana giuoco calcio (Figc) per numero di tesserati.

“Per la prima volta la Federazione italiana giuoco calcio non è più quella con il maggior numero di tesserati, ma è stata superata dalla Federazione italiana tennis e padel”, scrive il quotidiano economico.

I dati, riferiti al 2024, mostrano 1.162.477 tesserati per la Fitp, pari al 20,2% delle iscrizioni federali, contro 1.123.054 della Figc, che rappresentano il 19,5%. Alle spalle delle due federazioni restano la pallavolo con 359.797 iscritti, la pallacanestro con 320.769 e l’atletica leggera con 292.599. Un sorpasso maturato in un periodo di crescita generale dello sport italiano. Per il terzo anno consecutivo, infatti, il numero complessivo dei tesserati delle Federazioni sportive nazionali e delle Discipline sportive associate è aumentato, raggiungendo il record di 6.069.891, con un incremento del 7,7% rispetto al 2023.

Il distacco tra tennis e calcio è ancora contenuto, ma la crescita della federazione guidata da Angelo Binaghi è proseguita anche l’anno successivo. Come sottolinea il Sole 24 Ore, la distanza “tra le prime due Federazioni è limitato a circa 40mila unità ma nel 2025 la Fitp è ulteriormente salita a 1.254.153 tesserati”.

Non solo Sinner: il modello Binaghi e il sorpasso anche nei ricavi

L’ascesa del tennis italiano passa anche dai successi di Jannik Sinner, ma attribuire tutto al campione altoatesino significherebbe ignorare il lavoro svolto dalla federazione negli ultimi venticinque anni. Quando Angelo Binaghi ne assunse la guida, nel 2001, gli iscritti erano circa 130mila. Da allora il movimento è cresciuto fino a superare il milione e 250mila tesserati: “Sarebbe riduttivo attribuire tutti questi incrementi all”effetto Sinner’ – scrive Il Sole -. Ma le vittorie sono state il prodotto e non la causa del cambiamento. Il modello “ingegnerizzato” dalla federazione guidata dal 2001 da Angelo Binaghi (e che allora contava 130mila iscritti) nasce da una scelta precisa: trasformare i grandi eventi internazionali in generatori di ricavi da reinvestire sistematicamente nella base e nella formazione”.

In questi anni si è ampliata anche la struttura del movimento. I circoli affiliati hanno superato quota 4mila, le scuole di tennis e padel sono diventate oltre 2.500, mentre i tecnici hanno raggiunto le 14mila unità e gli ufficiali di gara sono arrivati a 10mila.

La crescita ha prodotto risultati anche sul piano economico. Nel 2025 la Fitp ha superato la Figc per valore della produzione, aggiungendo al primato dei tesserati quello delle entrate federali.

“Il valore della produzione della Federtennis ha superato i 240 milioni, mentre quello della Figc si è attestato a 214 milioni, complice l’assenza di una grande competizione internazionale”, sottolinea il Sole 24 Ore.

Buonfiglio: “I campioni e i grandi eventi avvicinano i giovani al tennis“

A commentare i numeri è intervenuto anche Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, che attribuisce una parte della crescita alla popolarità dei protagonisti del tennis italiano e alla capacità dei grandi appuntamenti sportivi di avvicinare nuovi praticanti: “Sono anche i personaggi che stimolano l’attività sportiva, quando ragazzi e ragazze individuano qualcuno da emulare si ha questo effetto, anche l’organizzazione di grandi eventi come internazionali o le ATP a Torino incidono”.

Buonfiglio ha quindi rivolto un riconoscimento al lavoro della federazione e al suo presidente Angelo Binaghi, citando anche Sinner: “Complimenti al presidente Binaghi, ho visto la chiusura del bilancio e il numero dei tesserati che meritano tutta l’attenzione del comitato olimpico e un in bocca al lupo a Sinner”, ha aggiunto.

Il calcio conserva il suo seguito popolare, ma il primato dei tesserati federali appartiene ora a tennis e padel. E la Fitp, con oltre 240 milioni di valore della produzione, ha superato la Federcalcio anche nel confronto dei bilanci del 2025.

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Sinner rivela il giorno che vorrebbe cancellare: “Quando a 13 anni e mezzo, a Milano, ho salutato mio padre. Ci stavamo lasciando, piangevo”

27 October 2026 at 12:59

“Vorrei cancellare ciò che ho provato il giorno in cui sono andato via di casa”. Jannik Sinner torna a parlare in un’intervista e lo fa a Repubblica. Il tennista azzurro ha parlato di come sta, del suo recupero ma anche di aneddoti passati, tra cui appunto il giorno in cui uscì di casa. “Lo strazio di quando a 13 anni e mezzo, a Milano, ho salutato mio padre perché le nostre strade si separavano e un filo si spezzava. Ci stavamo lasciando, piangevo io per lo strappo, ma anche lui. Di quel giorno lì farei a meno, fu un’emozione troppo forte“, ha raccontato Sinner, che si è aperto raccontando quella giornata.

L’azzurro è fermo da metà luglio, da quando il 12 sconfisse Alexander Zverev nella finale di Wimbledon. Poi un problema al ginocchio l’ha tenuto fuori per diversi mesi e così sarà fino a fine 2026, quando tornerà in campo al Six Kings Slam, slittato al 27-30 dicembre per le tensioni in Medioriente. “Se la domanda è cosa ho scoperto di nuovo in questo periodo lontano dai tornei la risposta è niente, ma senza annoiarmi. Sono andato a Monza a vedere la F1 e a Milano alla sfilata di Gucci, ho giocato un po’ di più alla Play e ho iniziato a leggere un libro di 600 pagine, Io uccido, di Giorgio Faletti. Fermo non ci sono mai stato, né ho voltato le spalle al tennis perché lui mi ha fatto del male”.

Un periodo in cui Sinner ha lavorato tanto e duramente per accorciare i tempi di recupero. Sembrava pronto a tornare nel doppio impegno cinese Pechino–Shanghai, ma non lo è. Poi ha saltato anche gli Us Open e ha annunciato di tornare nel 2027. “Anzi ho sempre lavorato molto sia in palestra che in campo e con i fisioterapisti. Pazienza è la parola giusta per questo periodo. Il corpo è l’unico avversario che non puoi battere, quando ti dice stop devi accettarlo e seguire i consigli degli specialisti“. Motivo per cui Sinner non ha fretta di tornare, anche a costo di sacrificare diversi mesi e diversi tornei.

“Il talento senza lavoro non è niente. Devi fare scelte, valutarne le conseguenze, seguire la tua meta“, ha rivelato Sinner parlando ci ciò che ha appreso nel corso della sua carriera tennistica. “Non sono pentito, la mia famiglia c’è sempre stata, ho potuto contare su un papà bravo anche in cucina“. La madre invece “è molto migliorata, non esce più durante i miei incontri, il rifiuto a sedere nel Royal Box a Wimbledon è perché non vuole essere osservata e scrutata dalle telecamere quando gioco. Non ha tutti i torti, non le piace la tensione, anche se ora riesce a essere più tranquilla“.

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