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Valle d’Aosta, la Corte d’Appello conferma la decadenza del presidente della Regione Renzo Testolin

27 October 2026 at 17:35

Renzo Testolin è ineleggibile alla carica di presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta per limite dei mandati. La Corte d’Appello di Torino ha confermato la sentenza di primo grado del Tribunale di Aosta e ha disposto la decadenza di Testolin dalla carica di governatore.

L’udienza si era svolta il 13 ottobre e la sentenza è stata depositata oggi, martedì 27. I giudici hanno ribadito che Testolin – esponente dell’Union valdotaine che ha guidato una maggioranza autonomista e con l’appoggio di Forza Italia – è ineleggibile alla carica di presidente per limite dei mandati, secondo la legge regionale valdostana, in quanto aveva compiuto il suo terzo mandato nella legislatura precedente. A presentare il ricorso erano stati i consiglieri regionali di opposizione di Alleanza Verdi-Sinistra.

Governatore della Valle d’Aosta dal 2 marzo 2023 e confermato il 6 novembre 2025, Renzo Testolin, 58 anni, esponente di primo piano dell’Union valdôtaine, è risultato il primo degli eletti con 3.808 preferenze personali nelle ultime elezioni regionali. La sua nomina a capo della giunta sostenuta dagli autonomisti e dagli azzurri è stata da subito al centro di una querelle, politica prima e giudiziaria dopo, sull’interpretazione della legge regionale 21 del 2007 che fissa il limite di tre mandati per gli incarichi di governo. Testolin è stato componente della giunta regionale, prima come assessore e poi come presidente, per tre legislature consecutive, oltre a essere stato nuovamente eletto in quella in corso.

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I migliori vini della Valle d’Aosta, dai bianchi ai rossi: i premiati del 2027

26 October 2026 at 06:00

Sono cinque i vini della Valle d’Aosta inseriti nella guida Vini d’Italia 2027 curata da Gambero Rosso. Le etichette, premiate con il riconoscimento “Tre Bicchieri”, si sono distinte come migliori per la loro qualità e identità.

In un territorio in cui la viticoltura di montagna richiede competenze tecniche, investimenti e una particolare attenzione alle condizioni ambientali, la selezione mette in evidenza un panorama enologico capace di coniugare vitigni internazionali, varietà caratteristiche dell’arco alpino e tecniche di vinificazione sempre più precise.

I migliori vini della Valle d’Aosta del 2027

Nella selezione di Gambero Rosso si distinguono soprattutto i vini bianchi, che mostrano una continuità qualitativa, mentre tra i rossi emergono esperienze interessanti legate ai vitigni tradizionali e ad alcune varietà meno diffuse. Ad essere stati riconosciuti come i migliori della regione, sono:

  • VdA Chardonnay Élevé en Fût de Chêne 2024 – Maison Anselmet. Uno Chardonnay che valorizza il potenziale delle uve bianche attraverso l’affinamento in legno di rovere, alla ricerca di equilibrio tra struttura, complessità e freschezza alpina;
  • VdA Petite Arvine 2025 – Les Crêtes. Una delle espressioni più rappresentative dei bianchi valdostani, ottenuta da un vitigno che trova in montagna condizioni favorevoli per sviluppare freschezza e intensità aromatica;
  • VdA Petite Arvine 2025 – Elio Ottin. La seconda Petite Arvine premiata, che conferma l’interesse per questo vitigno, interpretato da un’altra azienda del territorio con una propria identità produttiva;
  • VdA Pinot Gris 2025 – Lo Triolet. Un Pinot Gris che rappresenta il contributo dei vitigni internazionali alla produzione regionale, con attenzione alla gestione degli aromi e alla precisione stilistica;
  • VdA Pinot Noir Pierre 2023 – Cave Gargantua. È l’unico rosso presente nella selezione, un Pinot Noir che testimonia il lavoro svolto in Valle d’Aosta sulle uve a bacca nera e sulle varietà internazionali capaci di adattarsi alla viticoltura alpina.

L’assegnazione dei Tre Bicchieri 2027 in questa regione è il risultato di un sistema produttivo nel quale il valore del vino dipende soprattutto dalla capacità di interpretare il territorio. Le cinque etichette sono infatti cinque interpretazioni differenti, ma ad accomunarle è la qualità, uno dei punti di forza della regione.

Che cosa significa il riconoscimento dei Tre Bicchieri per il mercato del vino

La Valle d’Aosta non può competere con i grandi distretti vitivinicoli italiani sul piano dei volumi, ma può puntare sulla qualità, sulla specificità territoriale e sulla capacità di intercettare consumatori interessati a vini distintivi. Riconoscimenti come questo contribuiscono a dare visibilità alle aziende e possono favorire la presenza delle etichette nei ristoranti, nelle enoteche specializzate e nei circuiti dedicati al turismo enogastronomico.

Questo aspetto è particolarmente rilevante per una regione in cui il vino si lega strettamente al paesaggio, alla cucina e all’esperienza turistica. La scoperta di una cantina può diventare parte di un soggiorno, mentre la degustazione di un’etichetta locale può rafforzare l’interesse per le produzioni locali e spingere più visitatori a scoprire il territorio.

La sfida resta quella di mantenere elevati gli standard qualitativi, sostenendo al tempo stesso la redditività delle aziende e il lavoro dei piccoli produttori. I costi della viticoltura di montagna, infatti, sono elevati. Inoltre, la conformazione del suolo, le pendenze, la disponibilità limitata di superfici coltivabili e le differenze climatiche tra le diverse zone condizionano le scelte dei produttori e rendono difficile aumentare significativamente i volumi. Piccoli numeri, grande qualità e un’identità territoriale riconoscibile rimangono quindi gli obiettivi perseguibili se si vuole mantenere un business sostenibile.

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