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“La leggerezza è superficialità e derisione? È un pensiero che attribuisco soltanto alla sinistra. Se non sei come loro, se non pensi come loro, se non mangi come loro, allora non va bene”: così Andrea Pucci

27 October 2026 at 09:54

“Ho preferito tacere e fare un passo indietro davanti alla lobby e all’intellighenzia. Chi ha scatenato tutto quel putiferio ha la capacità di scatenare gli animi. Di fronte a questo, uno si chiede molto pacatamente che cosa me ne frega di fare queste battaglie. Grazie alla mia carriera e alla mia intellighenzia ho raggiunto dei risultati che posso fregarmene e basta”, spiega Andrea Pucci in un’intervista a “Il Giornale” tornando sull’ormai famoso passo indietro a “Sanremo 2026“.

Il comico, considerato vicino al centrodestra, il prossimo 31 ottobre porterà il suo spettacolo, “Dove eravamo rimasti?“, all’Unipol Dome di Milano davanti a tredicimila persone: “La leggerezza è superficialità e derisione? È un pensiero che attribuisco soltanto alla sinistra. Se non sei come loro, se non pensi come loro, se non mangi come loro, allora non va bene”, continua il comico milanese. Andrea Baccan, questo il suo vero nome, rivendica la sua “comicità del popolo” ed è protagonista del nuovo film “Se c’ero dormivo” con Martina Colombari e la regia di Fausto Brizzi: “Proprio con lui, che è un intellettuale di sinistra marito di Silvia Salis, insomma ci siamo capiti subito, cosa me ne frega se è comunista (ride, ndr). Un giorno mi telefona e mi fa: ho un film per te. È un film anti woke e dire che la moglie è la regina del woke. Uscirà a metà febbraio 2027 poco prima o poco dopo Sanremo”.

Nell’intervista rilasciata al quotidiano diretto da Tommaso Cerno, Pucci non risparmia nemmeno “Zelig“: “Non voglio più avere l’esposizione mediatica e televisiva che ho avuto. So quello che valgo e ho imparato a essere un po’ scorpione. Ad esempio, a Zelig non mi facevano andare, poi sono andato e una sera Giancarlo Bozzo (un autore storico della trasmissione, ndr) mi abbraccia e mi fa grazie grazie, sembrava mio fratello. Poco tempo dopo, su Vanity Fair ha detto: Mai piaciuti i comici di destra, specialmente quel Pucci lì. È una battaglia impari, basta“, conclude il comico.

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“Di pomeriggio facevo il mago per i bambini, la sera mi esibivo in un locale di scambi di coppia. Facevo lo spettacolo davanti a persone sedute però nude, erano arzilli”: così Alessandro Manera

25 October 2026 at 07:00

Alessandro Manera è uno dei protagonisti di “Zelig 30”, in onda su Canale 5 con Michelle Hunziker insieme al duo comico Ale e Franz ogni martedì, in prima serata. L’attore e comico è in tour in giro per i teatri con “Corto circuito – L’inquieto vivere dell’uomo moderno” ed è on air su Radio24 con “Uno, nessuno, cento Milan”.

“Ho iniziato a 17 anni nell’84 facendo il mago comico.- ha raccontato Manera a Bowlcast di Telelibertà, come riporta Il Corriere della Sera – Facevo di pomeriggio feste per bambini, la sera andavo in un locale di cabaret e di notte, quando sono poi arrivato a Milano, andavo in un locale di scambi di coppia. Bisognava fare 20 minuti prima che le persone andassero nel privé ed era anche un buon pubblico perché sapevano che dopo si sarebbero divertiti, era un pubblico arzillo”.

“Quindi poi a volte c’erano degli esibizionisti che si spogliavano già prima, facevo lo spettacolo davanti a persone sedute però nude. -ha continuato – E poi ti invitavano dopo con loro nel privé se volevi andare, potevi andare. Io non sono mai andato perché ero timido, però la cosa bella era proprio la totale disinibizione di queste persone. E poi ho fatto il presentatore di spogliarelli per due o tre anni”.

Una lunga gavetta che lo ha portato a partecipare a “Zelig”, “Ciro”, “Paperissima Sprint”, “Maurizio Costanzo Show” e “Quelli che il calcio” con Fabio Fazio: “Mi aveva chiamato lui perché, siccome io allora facevo questo personaggio sottotono, depresso, lui voleva fare le telepromozioni in diretta in modo opposto a come vengono fatte normalmente, dove tutti sono entusiasti del prodotto. Una bella idea. Il problema è che le prime erano della Nutella, un mondo fatto di mamme felici, bambini sorridenti. Quando hanno visto le prime si sono spaventati perché hanno detto: ‘Il nostro mondo non è fatto di uno così sottotono’, e allora sono stato obbligato a cambiare stile e registro, mi dispiace perché quella era un’idea migliore”.

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