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Gianna Nannini scatenata a 72 anni si lancia con il triathlon a Ibiza. L’allenatore Alex Schwazer: “Più che motivarla, devo frenarla”

29 October 2026 at 15:57

Nuoto, bici e corsa: per la sua ultima sfida Gianna Nannini ha scelto una disciplina che non perdona. Il 25 ottobre la cantante, 72 anni e nessuna intenzione di tirare il fiato, ha preso il via al triathlon di Ibiza, che prevedeva 750 metri a nuoto, 17,5 chilometri in bicicletta e 5 di corsa. A prepararla c’era un allenatore d’eccezione: Alex Schwazer, il marciatore altoatesino che a Pechino 2008 conquistò l’oro nella 50 chilometri.

L’avventura non si è chiusa come l’artista sperava. Un errore commesso durante la frazione ciclistica ha infatti fatto invalidare il suo tempo finale. Ma questa non è una sfida isolata, la stessa Nannini aveva già raccontato quanto lo sport sia “il suo carburante” per reggere i concerti. Intanto l’attenzione è già puntata su “GiannaGold”, il progetto con cui celebra i cinquant’anni di carriera.

Il sodalizio con Schwazer è nato a Merano, e proprio dal palco di piazza Duomo a Trento la cantante ha ricostruito come tutto sia cominciato: “Gli ho chiesto se mi avrebbe potuta allenare per la prossima gara di triathlon. E lui mi ha detto sì. Da lì è nato tutto. Una grande professionalità, rara nel mondo dello sport”.

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“Il Fatto Quotidiano non è in vendita”: l’appello di Fiorello che aderisce alla nostra campagna e fa la foto in diretta mostrando la prima pagina di oggi

29 October 2026 at 15:27

Colpo di scena durante l’appuntamento odierno con “La Pennicanza” di Fiorello con Fabrizio Biggio. Lo showman ha letto in diretta un messaggio legato alla nuova campagna de “Il Fatto Quotidiano non è in vendita”. Iniziativa che nasce dopo le cronache degli ultimi giorni sull’Opa lanciata da Leonardo Maria Del Vecchio, poi ritirata dopo il no sia dei soci fondatori, sia del Cda.

“Ho ricevuto un messaggio da Federico Pontiggia – ha detto Fiorello durante la diretta – Allora, Federico mi dice se vuoi aiutarci, ti chiediamo di farti una foto con Il Fattoo (la campagna avviata con i nostri lettori, ndr) con questa indicazione che ti inoltro di seguito oppure semplicemente me le mandi qui, grazie'”.

La risposta di Fiorello è stata immediata: “Io però io ti voglio bene tantissimo ti voglio bene Pontiggia, ti voglio bene però io mi devo mettere a fare la foto poi postarla e mandartela. No, non voglio quindi lo faccio in diretta qua qui c’è la foto in diretta lo facciamo? Tieni, Biggio mettiti qui con il giornale tipo rapito e io leggo le cose”.

Poi la lettura del testo integrale: “Il Fatto Quotidiano non è in vendita, i nostri unici padroni siete voi lettori e lettrici a dispetto di chiunque voglia intimidirci o comprarci! – ha detto in diretta il conduttore – Noi dobbiamo rendere conto a voi che ci comprate in edicola! Facciamo sentire la nostra voce, andate a comprare la vostra copia e scattatevi una foto con il giornale in vista taggando Il Fatto Quotidiano e scrivendo “Il Fatto non è in vendita!”.

Ed è così che Fiorello, inforcando scherzosamente occhiali e naso finto (forse per imitare Leonardo Maria Del Vecchio), assieme a Biggio ha posato per la campagna del giornale.

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Un raro scheletro di Nanotyrannus è stato venduto all’asta da Sotheby’s a New York per 47.3 milioni di dollari

29 October 2026 at 14:41

È stato venduto a 47,3 milioni di dollari un raro scheletro di Nanotyrannus, messo all’asta da Sotheby’s a New York. Lo scheletro, che si chiama Jodi, in onore della signora che lo ha scoperto nel suo ranch in Montana, è stato venduto a una cifra nettamente più alta rispetto a quella che era la base d’asta iniziale, fissata tra i 6 e i 9 milioni di dollari.

Il valore, però, di questo reperto è indiscutibile: si tratta di uno dei tre soli scheletri relativamente completi di questa specie di dinosauro, aspetto che rende comprensibile il fatto che il prezzo per cui sia stato venduto lo collochi al secondo posto tra i fossili di dinosauro più costosi mai aggiudicati tramite un’asta.

I resti del del dinosauro sono stati rinvenuti nel 2019 nella formazione geologica di Hell Creek, che rappresenta una delle aree più ricche di fossili del Nord America, nella quale nel corso degli anni sono stati effettuati numerosi altri ritrovamenti. Lo scheletro di Jodi, lungo circa sei metri e alto quasi tre, è costituito da 191 elementi ossei e viene considerato completo al 70%, con alcune parti mancanti che sono state sostituite con pezzi stampati in 3D o scolpiti.

Il fossile, dopo la scoperta nel 2019, era entrato a far parte di una collezione privata nel 2021. Nel 2023, esposto in una fiera d’arte a Londra, era stato erroneamente indicato come Tyrannosaurus rex, mentre le successive ricerche che sono state condotte hanno appurato che appartenesse a un genere diverso.

Al momento, il fossile più costoso venduto a un’asta resta Gus, uno scheletro di Tyrannosaurus rex, aggiudicato lo scorso luglio da Sotheby’s per 50,1 milioni di dollari, stabilendo un record assoluto per questo mercato. Il terzo gradino del podio di questa classifica è per ora occupato dallo Stegosaurus Apex, che all’asta aveva raggiunto la cifra di 44,6 milioni, rimanendo ora dietro alla cifra per cui è stato aggiudicato Jodi.

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“Un’auto stava procedendo contromano in retromarcia a folle velocità, puntando direttamente verso di noi. Quella manovra mirava a colpire me”: la denuncia dello youtuber Simone Cicalone

29 October 2026 at 14:22

Un’automobile ha tentato di investire nel pomeriggio di sabato 24 ottobre lo youtuber noto come Simone Cicalone. A raccontarlo è lo stesso content creator, che nella giornata di mercoledì 28 ottobre ha denunciato l’accaduto con un video pubblicato su YouTube. “Un sabato pomeriggio qualunque si è trasformato in un incubo in pieno centro a Roma, su Viale Aventino” spiega nella descrizione del video Cicalone.

L’uomo si trovava insieme alla youtuber e videomaker Evelina, quando proprio la donna si è resa conto di un’automobile che a grande velocità, in retromarcia, stava andando contro di loro. “Mentre camminavamo, Evelina mi ha scostato d’istinto appena in tempo: un’auto stava procedendo contromano in retromarcia a folle velocità, puntando direttamente verso di noi. In un primo momento abbiamo pensato all’ennesima manovra sconsiderata di un guidatore indisciplinato. Pochi istanti dopo, però, la realtà si è rivelata molto più grave: quella manovra mirava a colpire me” ha spiegato Cicalone.

“Cicalò devi morire, fascio di merda devi morire” sono le parole che ha proferito il conducente dell’auto contro lo youtuber. Cicalone ha documentato su YouTube l’accaduto, mostrando tutte le immagini registrate. Dopo aver pronunciato la minaccia di morte contro di lui, l’uomo che era alla guida dell’auto è sfrecciato via, facendo lanciare Cicalone e la youtuber in una corsa dietro di lui.

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“Halloween celebra i demoni, vestite i bimbi da diavoli per esaltare il male”: l’allarme del parroco che indice una messa di riparazione

29 October 2026 at 14:05

“Mentre la Chiesa celebra la festa di Ognissanti, il mondo celebra Halloween, una festa commerciale che celebra demoni, streghe e il male in generale”. È un vero e proprio allarme spirituale quello lanciato a Castelvetro Piacentino, comune di cinquemila abitanti, dove le classiche zucche intagliate e il “dolcetto o scherzetto” sono finiti al centro di uno scontro sul presunto pericolo occulto dei festeggiamenti del 31 ottobre. Come riportato dal Corriere, a innescare il caso è stato don Massimiliano Camporese, guida delle parrocchie di Santo Spirito e San Giovanni Battista, che per sabato 31 ottobre alle ore 18 ha indetto nella chiesa di San Giovanni Battista una specifica “messa di riparazione”, concepita come “un momento di preghiera in vista della Festa di Ognissanti e per ricordare i nostri defunti”.

A scatenare le discussioni in paese è stato il manifesto diffuso sui canali social della scuola materna parrocchiale e dell’oratorio Croce Santo Spirito. Nel testo si esprime una forte preoccupazione per “i bambini che, nella loro ingenuità, vengono spesso vestiti da mostri e diavoli per una ‘festa’ che è solo una celebrazione del male, nonostante la si continui a presentare in modo innocuo”. Ad accompagnare le parole, due immagini realizzate con tutta probabilità tramite l’intelligenza artificiale che dividono nettamente il campo: da un lato la Sacra Famiglia con la Croce, i Santi e Gesù Bambino in tinte pastello; dall’altro un bambino travestito da diavolo circondato da due streghe, quattro fantasmi e sei zucche dal ghigno malefico.

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“C’è un segnale speciale legato a mio fratello, che mi appare costantemente da quando è morto”: lo rivela la sorella di Matthew Perry

29 October 2026 at 13:29

A tre anni dalla scomparsa di Matthew Perry, la sorella Mia Perry Bowick ha confessato di continuare a “sentire” la sua presenza. Ospite del programma Today il 26 ottobre, la donna ha descritto l’attore come una “presenza costante” nella vita della sua famiglia, rivelando di intrattenere ancora conversazioni immaginarie con lui. In particolare ha spiegato di percepire un legame speciale con il fratello “attraverso un segno particolare”.

“Il segno che preferisco, legato a Matty, è qualsiasi cosa che abbia a che fare con Batman. Ho persino un tatuaggio di Batman”, ha raccontato, aggiungendo che i segnali da parte del fratello “compaiono continuamente”.

In particolare ha spiegato di associare Batman al fratello poiché quest’ultimo ne era “letteralmente ossessionato. Fin da quando era bambino, è sempre stato il suo supereroe preferito. Sentiva un legame profondo con lui. Possedeva una collezione incredibile di oggetti legati a Batman, lo adorava davvero. Per me è diventata un’associazione automatica: ogni volta che vedo il simbolo di Batman, penso a lui”.

La star di “Friends” è stata trovata senza vita il 28 ottobre 2023. È stato poi accertato che il decesso è stato causato dagli effetti acuti della ketamina, con il concorso di altri fattori, tra cui annegamento, coronaropatia ed effetti della buprenorfina, un farmaco utilizzato nel trattamento del disturbo da uso di oppioidi.

Bowick parla della vita e della carriera del fratello scomparso nella docuserie in tre parti di Netflix intitolata *The One About Matthew Perry”, disponibile su Netflix.

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“Ha dimostrato una capacità straordinaria di coniugare equilibrio dei sapori, precisione tecnica e una cifra stilistica distintiva”: l’italiano Tommaso Grollero vince i mondiali di cioccolateria

29 October 2026 at 11:33

L’Italia torna sul tetto del mondo per il cioccolato, con la vittoria di Tommaso Grollero al World Chocolate Masters, la competizione internazionale che riunisce alcuni dei maggiori talenti della cioccolateria. Grollero, che si è aggiudicato il titolo, vincendo la finale disputata ad Anversa, in Belgio, tra lo scorso 26 e 27 ottobre, dal 2022 è responsabile della produzione di cioccolateria di “Da Vittorio”, il ristorante tristellato della famiglia Cerea a Brusaporto, in provincia di Bergamo.

L’ultimo italiano che aveva vinto il World Chocolate Masters era stato Davide Comaschi nel 2013. Proprio a Comaschi si lega la formazione e la crescita di Grollero, che ha mosso i suoi primi passi nel mondo della cioccolateria come stagista della Chocolate Academy. “Per me è stata un’emozione enorme vederlo vincere. Sono molto orgoglioso di lui, e lo sarei stato in ogni caso, perché comunque aveva già dimostrato di essere tra i migliori al mondo” ha raccontato Davide Comaschi.

Per conquistare la vittoria, Tommaso Grollero ha dovuto affrontare ben quattro prove e proprio la continuità dimostrata durante queste gli ha permesso di aggiudicarsi il titolo. Ad accedere alla finale dei quindici concorrenti pronti a concorrere all’inizio sono stati solamente otto.

L’opera realizzata da Grollero che più ha catturato l’attenzione è stata indubbiamente la scultura artistica, The Invisible. Concepita per giocare con la percezione visiva, la scultura si presta ad essere osservata da angolazioni differenti per restituire immagini diverse. Il senso dell’opera si riassume in una riflessione sulla soggettività del gusto, ovvero sul fatto che ogni persona senta i sapori in modo diverso, spesso sovrapponendo la propria percezione con ricordi ed esperienze personali.

“Nel corso delle quattro sfide, Tommaso Grollero ha dimostrato una capacità straordinaria di coniugare equilibrio dei sapori, precisione tecnica e una cifra stilistica distintiva” ha spiegato il pasticcere e cioccolatiere Amaury Guichon, che presiedeva la giuria.

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“Ho saputo della battuta che hanno fatto su di me al Grande Fratello, mi ha fatto sorridere. Sono leggerezze che possono capitare a chiunque”: parla Andrea Bocelli

29 October 2026 at 11:07

Quando le telecamere sono accese ventiquattro ore su ventiquattro lo scivolone all’interno della casa è dietro l’angolo. Qualche giorno fa Alessandro Roncaccia, concorrente del “Grande Fratello Vip“, mentre stava giocando a palla con Guendalina Tavassi si era lasciato andare pronunciando questa frase: “Questa la prendeva pure Bocelli“. Come a voler sottolineare la facilità del passaggio. Esternazione che in poco tempo aveva fatto discutere sui social con posizioni, come spesso accade, polarizzate: da una parte chi difendeva il concorrente per una battuta estemporanea, dall’altra chi riteneva le sue parole offensive nel confronto del tenore e in generale verso le persone con disabilità visiva.

Andrea Bocelli sceglie l’ironia e la comprensione per commentare l’episodio che lo ha visto, seppur indirettamente, protagonista: “Sono venuto a conoscenza della battuta e devo dire che mi ha fatto sorridere. Si può considerare, tutt’al più, una piccola caduta di stile, ma sono leggerezze che possono capitare a chiunque – ha commentato l’artista all’Adnkronos – Ringrazio di cuore le persone che hanno voluto prendere le mie difese e vorrei chiedere a tutti di lasciar cadere la questione. Mi dispiacerebbe se questo episodio finisse per danneggiare chi ha pronunciato quelle parole”.

“Credo che ciascuno di noi debba ricordare quante volte ha avuto bisogno dell’indulgenza degli altri. È una generosità che possiamo ricambiare ogni giorno, cominciando proprio dalle piccole cose”, ha concluso Bocelli. Parole che, dunque, pongono fine alle polemiche dei giorni scorsi.

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“Indosso la sciarpa perché sono pieno di lividi, sono ancora un po’ gonfio. Ho fatto il laser per levare la pappagorgia ma solo per asciugare, non avevo un gozzo da pellicano”: parla Pino Insegno

29 October 2026 at 10:54

Non una scelta stilistica e nemmeno un nuovo look. Pino Insegno, 67 anni, si è presentato a “La Volta Buona“, il programma pomeridiano condotto da Caterina Balivo, con il collo ben coperto e una sciarpa per coprire i lividi. “Indosso la sciarpa perché sono pieno di lividi, sono ancora un po’ gonfio”, ha spiegato il conduttore di “Reazione a Catena“.

Insegno si è sottoposto a un piccolo intervento di medicina estetica per eliminare la pappagorgia: “Non volevo andare sotto i ferri e fare l’operazione, ma ho fatto quello che ti dicevo già l’anno scorso”, ha detto rivolgendosi alla padrona di casa che aveva immaginato che l’utilizzo della sciarpa fosse legato al freddo. “Il laser per levare la pappagorgia, l’ho fatto tre giorni fa. Non mi piaceva, ma non mi sono rifatto. È solo per asciugare un po’, mica avevo il gozzo come il pellicano”, ha aggiunto il presentatore romano.

L’intervento medico a cui si è sottoposto Insegno viene chiamato Endofit. Un trattamento ambulatoriale che si svolge con l’utilizzo di un laser di ultima generazione, procedura utile per bruciare il grasso nella zona della mandibola e del collo per migliorare l’elasticità della pelle e rimodellare i volumi. Produce nuovo collagene e riduce gli accumuli di grasso localizzato, senza cicatrici e con vantaggi estetici. Un lifting non invasivo che tonifica la zona e che richiede tempi di recupero molto brevi ma può favorire nella prima fase gonfiori ed ecchimosi, come accaduto proprio a Insegno.

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“La cosa più importante della mia infanzia è stata la perdita di mia madre a 17 anni, è stato un cataclisma. Ma c’era anche spensieratezza. Credo che la vita delle persone sia spesso questo: spensieratezza e dolore, e tanto lavoro”: parla Jean Reno

29 October 2026 at 10:46

Jean Reno, attore. Ma anche scrittore, perché prima con Emma e ora con Evasione, entrambi pubblicati da Longanesi, il successo è arrivato anche come narratore di thriller, dopo i 75 anni. Perché non si è messo a scrivere prima? “Non so dirlo. Penso che il Covid sia stato un segnale. Quando ci si definisce con il proprio lavoro, alla domanda ‘che cosa fai?’ si risponde ‘l’attore’. E tutt’a un tratto: ‘Che cosa fai?’. ‘Niente, resto a casa’. E non sei più niente. È un errore. Si può fare la giornalista in una rivista fantastica e coltivare le patate. L’ho scoperto in quel momento, ed è per questo che ho osato. Altrimenti mi proibisco molte cose, perché penso che gli altri abbiano talmente tanto più talento“.

Reno non si sente ancora uno scrittore, semmai un “narratore di storie”. E a Vanity Fair racconta: “Conosco molto bene Marc Levy, abita a dieci minuti a piedi da casa mia. A lui le idee escono come da un vulcano, a me girano in testa per molto tempo. Per lui scrivere è vitale, se non scrive muore. Per me è una gioia, non un bisogno. Lui è un vero scrittore“. Il successo nel cinema non lo ha vissuto come accade a tanti, da giovani, tra soldi, donne, foto e viaggi. “Non sono caduto nella droga, nell’alcol, nel sesso. Venivo dal teatro, ho considerato che fosse un lavoro”.

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“La Madonna è la mia luce, le dedico ogni cosa importante. Nacqui prematura e in pericolo, la mia bisnonna trasformò la culla in un altarino per chiedere a Maria che mi salvasse”: parla Isab

29 October 2026 at 10:33

Una culla trasformata in un altare mariano e le preghiere ininterrotte di una bisnonna per salvare una neonata prematura che persino il padre medico temeva di perdere. È iniziata così, nei primissimi e drammatici giorni di vita, la profonda e inossidabile devozione di Isabel Russinova per la Vergine Maria. L’attrice, oggi in tournée teatrale, ha scelto di aprire il suo cuore e raccontare le radici della sua fede in un’intervista rilasciata al settimanale Maria con te del Gruppo Editoriale San Paolo.

Le confidenze dell’attrice partono proprio dal momento in cui è venuta al mondo, segnato dalla fragilità e dalla paura: “Nacqui prematura e anche mio padre, che era medico, temette molto per la mia vita”, rivela Russinova alla rivista. “La mia bisnonna, Maria Cristina, trasformò la mia culla in un altarino dedicato alla Madonna, invocandola senza sosta perché riuscissi a sopravvivere e così è stato. L’ho sentito raccontare più volte in famiglia e questo ricordo è diventato parte di me”.

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Tony Effe prova a spaccare un mattone, ma si fa male ad una mano: il tentativo (non riuscito) di imitare il maestro di karate – VIDEO

29 October 2026 at 10:02

Da Roma al cuore della Cina. Tony Effe ha scelto di mettersi in gioco in un territorio dove la spavalderia, tradizionalmente, si lascia fuori dalla porta: il tempio Shaolin, culla del kung fu e luogo in cui si insegna, tra le altre cose, che il vero guerriero è “quello che non ha bisogno di dirlo”.

Il rapper è partito per scoprire da vicino l’arte marziale più mitizzata del pianeta, quella che da cinquant’anni di cinema di Hong Kong ci ha consegnato un immaginario fatto di monaci volanti, pugni di ferro e allenamenti all’alba.

Ed lì, tra una posizione del cavallo e l’altra, ha deciso di cimentarsi nella celebre prova di rottura: spaccare, a mani nude, qualcosa che di norma non vorrebbe essere spaccato.

Va detto, per amor di precisione, che la parola con cui la prova viene spesso indicata, “tameshiwari”, è giapponese e appartiene alla tradizione del karate.

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“La dipendenza dalle droghe non se ne va mai davvero. È un terribile cliché, ma è così. Prendo un farmaco bloccante, per sicurezza. Ora sogno di aprire un negozietto nel paesino dove vivo”: parla Pete Doherty

29 October 2026 at 09:50

Pete Doherty e i Libertines: due dischi che hanno segnato una generazione. Pete Doherty e i Babyshambles: qualcosa di meno incisivo, ma non certo da buttare. E proprio con questa seconda formazione il rocker si è esibito all’Alcatraz di Milano, dove nei camerini ha parlato con il Corriere della Sera. Non stupisce la descrizione che ne fa il giornalista: dello stiloso e smilzo ragazzo che fece innamorare mezzo mondo, Kate Moss compresa, resta poco. Oggi Doherty ha 47 anni, vive in un paesino della Normandia, ha un corpo che porta addosso gli eccessi di gioventù e una consapevolezza molto netta a proposito delle sostanze e dell’eroina: “Non se ne va mai davvero, si rimane dipendenti. È un terribile cliché, ma è così: affronti un giorno alla volta e poi vai avanti molto lentamente. Prendo un farmaco bloccante, per sicurezza, da anni. Così, anche se dovessi assumere eroina, non farebbe effetto”.

Impossibile non chiedergli come riesca a stare lontano dalle sostanze durante un tour. La risposta arriva senza troppi giri: la figlia di tre anni con lui e una routine fatta di libri, chitarra e scrittura di canzoni. A leggere oggi un’intervista a Pete Doherty viene quasi da pensare: meno male che è vivo. E lui stesso si definisce “uno stramaledetto fortunato”. Di quegli anni balordi ricorda di avere avuto “un’idea stranamente romantica dell’intossicazione e di tutto quello che ci girava intorno, anche in contrasto con l’educazione molto rigida che avevo ricevuto”. Suo padre, militare, “sarebbe stato più a suo agio con un figlio sportivo. Cercavo di esserlo, ma non ci riuscivo. Ero troppo emotivo”. E oggi, che sogno ha Pete Doherty? “Vorrei aprire un negozietto nel mio paesino in Francia, per venderci un po’ di tutto. E sì, ci sarà anche il bar…”.

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“Nel nostro matrimonio ho subito abusi. Ho vissuto un incubo”: la vedova di Hugh Hefner rompe il silenzio

29 October 2026 at 09:08

Il matrimonio con il fondatore di Playboy Hugh Hefner è stato, per sua stessa descrizione, “un incubo”. Crystal Hefner ha affidato a Instagram un messaggio pesantissimo contro il marito scomparso nel 2017.

La miccia è stata l’annuncio del cast di “Playmates”. Secondo quanto riportato da Deadline il 6 ottobre, Jessica Biel è entrata nel film accanto a Lily-Rose Depp e Bill Pullman, che interpreta il fondatore di Playboy. Biel veste i panni della moglie di Hefner, un ruolo che però non è basato su una persona reale. Il film è scritto e diretto da Lorraine Nicholson, al debutto nel lungometraggio, ed è liberamente ispirato alle sue visite d’infanzia alla Playboy Mansion.

Giovedì 8 ottobre, Crystal ha scritto un messaggio privato a Biel su Instagram e poi lo ha pubblicato, taggando l’attrice. Chiedeva all’attrice di ripensarci se il film vuole romanticizzare Hefner o il mondo Playboy. Poi la frase più dura: lei è stata davvero sua moglie e ha vissuto in quella relazione abusi sessuali, emotivi, finanziari e fisici. Ha aggiunto che molte altre donne hanno denunciato stupri, coercizione, droghe ed esclusione. E ancora “esistono anche preoccupazioni profondamente inquietanti che riguardano dei minori”. L’invito finale è “ad ascoltare le donne che l’hanno vissuto prima di trasformare tutto in nostalgia”.

Il sito brasiliano O Tempo riporta altre sue parole: il matrimonio l’avrebbe resa un “guscio vuoto di essere umano“, perché per Hefner le donne erano oggetti.

La presa di posizione della vedova hanno diviso il web. Secondo BuzzFeed, Crystal ha risposto ai commentatori che il victim blaming è ancora troppo diffuso, soprattutto quando si parla di abuso emotivo e narcisistico. Tra le voci contrarie c’è Holly Madison, ex fidanzata di Hefner e star di “The Girls Next Door“. Parlando con TMZ, ha detto di non poter essere più entusiasta che la regista porti la storia sullo schermo. Per ora Biel non ha risposto ufficialmente al messaggio.

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“Il 29enne Antoine de Massy è morto per una caduta nel vuoto da un’altezza di 13 metri. Un uomo era lì, ha visto tutto. Ora è accusato di omicidio”: svolta nelle indagini a Monaco

29 October 2026 at 08:23

Un volo nel vuoto di circa tredici metri dal Boulevard du Larvotto e un uomo che avrebbe assistito alla scena, o alle sue fasi cruciali, senza allertare i soccorsi. È questa la drammatica dinamica ipotizzata dagli inquirenti monegaschi per spiegare la morte di Antoine de Massy, il 29enne cugino di secondo grado del principe Alberto II, il cui corpo è stato rinvenuto domenica dietro a un edificio nei pressi di Villa Sauber, a poca distanza dalla curva del Portier e dal Grimaldi Forum. Quella che nelle prime ore sembrava poter essere archiviata come una tragica fatalità si è ora trasformata in un’indagine penale: la polizia ha arrestato un cittadino ucraino di 42 anni, accusato formalmente di omicidio involontario e omissione di soccorso.

La svolta nelle indagini è arrivata lunedì 26 ottobre, grazie all’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza del Principato. Le immagini hanno mostrato il sospettato entrare in contatto con de Massy proprio sul Boulevard du Larvotto, poco prima del decesso. Secondo le ricostruzioni, il giovane de Massy era stato visto uscire da un locale nella notte di sabato con passo instabile. I risultati dell’autopsia hanno poi confermato la caduta di 13 metri sul terreno sottostante.

Martedì sera, il procuratore generale di Monaco, Stéphane Thibault, aveva mantenuto un profilo cauto: “A questo stadio dell’inchiesta non è che un sospetto, testimone dei fatti, come qualificarlo è da definire. La tesi dell’incidente non si può escludere”. Mercoledì a mezzogiorno, tuttavia, la posizione dell’uomo si è aggravata, portando a un’evoluzione del quadro accusatorio. Il procuratore Thibault ha infatti diramato un nuovo comunicato ufficiale per chiarire i capi d’imputazione: “A conclusione dell’inchiesta svolta dalla polizia giudiziaria una informazione giudiziaria è stata aperta questa mattina e affidata a un giudice d’istruzione che continui l’indagine sui fatti qualificati come omicidio involontario e non assistenza a persona in pericolo di vita”.

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Il tofu batte carne e formaggi: è al primo posto nella classifica di Cambridge delle migliori fonti proteiche. Pollo solo settimo, tonno ottavo e cheddar ultimo: ecco perché

28 October 2026 at 13:56

Chi l’avrebbe mai detto che il tanto bistrattato tofu, un semplice blocco bianco e gelatinoso spesso accusato da una certa nicchia di detrattori di “indebolire” chi lo consuma, si sarebbe rivelato in assoluto la migliore fonte proteica del pianeta? A smontare i falsi miti e a offrire una classificazione scientifica oggettiva è uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Sustainable Food Systems. Il ricercatore Chris Macdonald dell’Università di Cambridge ha sviluppato il “Bpi Score” (Better Protein Institute Score), mettendo sotto la lente di ingrandimento 20 tra i cibi iperproteici più popolari per valutarne il reale valore combinato.

Per superare i limiti delle etichette tradizionali a dimensione singola (che si concentrano solo sulle calorie o solo sull’anidride carbonica), Macdonald ha elaborato una metrica su base 40, calcolata su una porzione fissa di 100 grammi di proteine. L’indice incrocia due parametri fondamentali:

  • Planet Score: l’impatto climatico, l’inquinamento, il consumo di acqua dolce e l’uso del suolo.
  • People Score: il profilo nutrizionale (colesterolo, sodio, grassi saturi) e l’accessibilità economica, basata in questo studio sui prezzi dei supermercati britannici, essendo la ricerca supportata da fondi universitari del Regno Unito.

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“Sono io ‘il mito’ della canzone degli 883 ma l’ho scoperto solo nel 2025. Dopo essermi trasferita a Londra sono tornata a Milano e insegno ballo e pilates”: la storia di Chiara Cattaneo

28 October 2026 at 13:26

Sapere a chi sono dedicate le canzoni che hanno segnato generazioni di ragazzi è una curiosità difficile da ignorare. Soprattutto se le liriche in questione sono: “Sei un mito, sei un mito per me, sono anni che ti vedo così irraggiungibile”. Chi era quel mito cantato dagli 883? Non Sabrina Salerno, come si raccontò per anni, ma Chiara Cattaneo, una ragazza di Pavia che aveva colpito Mauro Repetto e Max Pezzali. A svelarne il nome è stato proprio Repetto nel libro Non ho ucciso l’Uomo Ragno. Ora Cattaneo ha raccontato la sua versione a Fanpage.

La cosa sorprendente è che lei stessa ha scoperto di essere “il mito” soltanto nel 2025. Ripensando a quegli anni, ricorda di aver frequentato lo stesso liceo scientifico di Pavia di Repetto e Pezzali, il Nicolò Copernico. Lei era più giovane di circa tre anni e faceva già la modella: “Ero una ragazzina alta 1,75 e in un paesotto come Pavia, non passavo inosservata. Però, ecco, io scopro di essere stata la loro ispirazione nel 2025”. Come lo ha scoperto? Prima attraverso un invito a teatro durante lo spettacolo di Mauro Repetto, poi leggendo il suo libro. “A pagina 103 compare il mio nome: Chiara Cattaneo. Mauro ha scritto che Max lo accompagnava a casa in macchina, stavano ore a parlare, finché non capitava che qualche volta passassi io, lui abitava non troppo distante da me”.

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In arrivo i video da 90 minuti su Instagram: ecco cos’è e come funziona la nuova “Features”

28 October 2026 at 12:54

È in arrivo un’importante novità per Instagram, che si appresta a introdurre una funzionalità che consentirà di caricare video della durata massima di 90 minuti. La nuova funzionalità, che si chiamerà “Features“, potrà essere sfrutatta per portare sulla piattaforma di Meta tutti quei contenuti che al momento potevano essere fruiti solo al di fuori di essa. Molti podcast, ad esempio, potevano solo essere promossi tramite alcune brevi clip su Instagram, mentre ora intere puntate – purché la durata non superi l’ora e mezza – potranno essere caricate.

Per ora questa funzionalità è ancora in fase di sperimentazione: si sta, infatti, testando negli Stati Uniti, dove è disponibile per un piccolo gruppo di utenti, e con alcuni creator in Brasile, secondo quanto riferito da Megan Buckley, portavoce di Instagram. Ad annunciare questa novità è stato lo stesso capo di Instagram Adam Mosseri, che insieme Tessa Lyons, vicepresidente della sezione prodotti di Instagram, ne ha spiegato le ragioni.

“Reels rimarrà una parte fondamentale di Instagram. Ma quando si desidera approfondire la conoscenza dei creator preferiti e dei contenuti che creano, la possibilità di farlo dovrebbe essere disponibile su Instagram” ha spiegato Lyons. Mosseri ha anche raccontato di essere stato a lungo contrario sulla possibilità di introdurre su Instagram contenuti più lunghi dei venti minuti fino a oggi consentiti.

Ora il vero interrogativo rimane se questa operazione si rivelerà vincente. Al momento, infatti, Instagram non garantisce la possibilità di monetizzare in maniera diretta tramite i contenuti che si caricano sulla piattaforma, a differenza di quanto avviene ad esempio su YouTube dove i guadagni sono garantiti sia dalla pubblicità che dal numero di abbonati a un canale. Anche su Instagram esisterebbe la possibilità di abbonarsi al canale di un creator, ma al momento è un’ipotesi che viene quasi totalmente trascurata.

“È troppo presto per condividere un modello di monetizzazione a lungo termine, ma stiamo esplorando diverse modalità per consentire ai creatori di guadagnare da brand, fan e Instagram, inclusi incentivi basati sulle prestazioni” ha spiegato un portavoce di Instagram alla rivista TechCrunch.

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“Avevo avuto un presentimento, poi vidi un lenzuolo bianco e in un secondo tutto fu chiaro. Mia figlia capì subito che qualcosa di grave era successo a suo fratello Evan”: il racconto del papà di Andrea Delogu

28 October 2026 at 12:52

È passato un anno da quando tragicamente Evan Delogu, fratello di Andrea Delogu, perse la vita a soli diciassette anni in un incidente mentre si trovava sulla sua moto. Quella notizia ebbe un impatto sconcertante sulla vita dei suoi cari, in primis per la stessa conduttrice, che in quel momento era impegnata sia con la conduzione di “La porta magica” che con la partecipazione come concorrente a “Ballando con le Stelle”. A un anno di distanza da questo lutto, a parlare è il padre di Evan e Andrea, Walter Delogu, che alla redazione bolognese del Corriere della Sera ha raccontato come si ritrovò a dover rivelare a sua figlia quello che era successo a Bellaria Igea Marina, in provincia di Rimini, lì dove l’incidente si è verificato.

L’incidente mortale che il figlio ha avuto l’uomo lo ha scoperto solo in seguito alla chiamata arrivata dalla scuola guida dove Evan si stava recando per fare l’ultima guida in previsione dell’esame per ottenere la patente per l’auto. “Mi chiamò la scuola guida: “Evan non si è presentato”, mi dissero. Capii che qualcosa di grave era successo. Avevo avuto un presentimento. Così io e mia moglie ci siamo messi subito in auto. Io sono un ex autista di ambulanze, ora sono in pensione: chiamai il mio ex responsabile al centralino. Non sapeva ancora nulla. Poi telefonai ad un carabiniere, mi disse “corri”. Andammo io e mia moglie sul luogo dell’incidente” ha ricordato Walter Delogu.

I genitori di Evan, però, non compresero immediatamente quanto era successo: “Vidi alzarsi in volo l’eliambulanza, per un istante tirai un sospiro di sollievo. Di solito le eliambulanze trasportano feriti gravi ma vivi al Bufalini di Cesena. Ma poi vidi un lenzuolo bianco e in un secondo tutto fu chiaro. Mia moglie svenne. Io chiamai mia figlia, Andrea”.

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“Stanno a morì tutti e mi fanno un sacco di proposte lavorative bellissime. Al Pacino sceglierà tra me e una di 20 anni meno. Dopo il ruolo della signorina Silvani mi proponevano solo zozzerie inaudite”: parla Anna Mazzamauro

28 October 2026 at 12:27

Anna Mazzamauro ha conosciuto la popolarità grazie alla conturbante signorina Silvani della saga di “Fantozzi” con Paolo Villaggio. Ma non è tutto oro quel che luccica e lo raconta la stessa attrice – a teatro con lo spettacolo “Brava. Bravissima… anche meno” – a La Repubblica.

“Ero diventata troppo Silvani e i registi non mi proponevano più niente. – ha dichiarato – Solo zozzerie inaudite. Ho vissuto esperienze da incubo, ho fatto un paio di film qualche anno fa in cui chiesi di approfondire la parte e mi risposero ‘méttete sta parrucca e dì du’ parolacce, ma che te frega?’”.

E ancora: “Sono una rediviva, stanno a morì tutti e mi fanno un sacco di proposte lavorative bellissime: se lo sapevo, ci arrivavo prima. Era dall’asilo che aspettavo ‘sto momento. Ho fatto un provino per Al Pacino e su 300 siamo rimaste in due, ora deve scegliere tra me e una che ha vent’anni di meno… E chi ci pensava? Io col cinema poi non c’entro nulla, dai, della Silvani non se ne può più…”.

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