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Stop al bollo auto, strutturale dal 2027: quali veicoli rientrano nell’esenzione dalla tassa

30 October 2026 at 06:52

Lo stop al bollo auto sembra che non si fermerà al 2027. La misura introdotta nell’ultima sessione autunnale diventerà strutturale a partire dalla nuova legge di Bilancio. Lo ha confermato la premier Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa a margine dell’approvazione del testo.

L’iter parlamentare della Manovra sembra proseguire senza modifiche sostanziali del testo base in commissione alla Camera. Ecco quindi i requisiti tecnici che devono rispettare i veicoli che a partire dal prossimo anno rientrano nell’area di esenzione permanente.

Quali veicoli rientrano nel taglio del bollo auto

Il criterio guida scelto dal Governo si basa sulla potenza del veicolo. L’esenzione strutturale riguarderà:

  • automobili con potenza inferiore o uguale a 80 kW (circa 108 cavalli);
  • motocicli e ciclomotori.

La soglia dei 80 kW permette di coprire una platea molto larga di automobilisti: le stime indicano che il beneficio coinvolgerà il 70% del parco auto circolante in Italia, intercettando principalmente le utilitarie e le vetture da città usate dalle famiglie e dai lavoratori pendolari.

Si tratta di un cambio di passo notevole rispetto alle prime ipotesi, che ipotizzavano paletti legati al reddito Isee o a cilindrate minime. Con il fissaggio dell’asticella a 80 kW la platea dei beneficiari cresce in maniera esponenziale, arrivando a coinvolgere quasi 28 milioni di veicoli su un totale di circa 40 milioni di auto circolanti in Italia.

Le auto più vendute che non pagheranno il bollo

Considerando il limite di potenza fissato a 80 kW, la misura d’esenzione comprende quasi tutti i modelli più venduti nel segmento delle utilitarie e delle citycar in Italia. Nella tabella seguente sono riportati alcuni dei modelli più diffusi che rientrano nella soglia d’esenzione:

Modello di auto Motorizzazioni esenti Potenza
Fiat Panda e Lancia Ypsilon 1.0 Hybrid 70 CV (51 kW)
Citroën C3 e Peugeot 208 1.2 PureTech 75 CV (55 kW) e 100 CV (74 kW)
Dacia Sandero 1.0 SCe e 1.0 ECO-G (GPL) 65 CV (48 kW) e 100 CV (74 kW)
Toyota Yaris 1.0 Benzina (varianti base) 72 CV (53 kW)
Volkswagen Polo e Renault Clio 1.0 MPI / TSI e 1.0 TCe Fino a 100 CV (sotto gli 80 kW)
Fiat 500 e 500X 1.0 Mild-Hybrid e versioni d’ingresso 70 CV (51 kW) e d’ingresso sotto i 95 CV

Restano invece escluse dall’esenzione le vetture di fascia media e alta, i SUV di grande cilindrata e le motorizzazioni sportive che superano la soglia dei 108 cavalli di potenza.

Come viene finanziata la misura e le ipotesi di ampliamento

Trattandosi di una misura permanente, la copertura finanziaria nell’architettura della Manovra poggia su diverse voci di gettito. Tra i canali di finanziamento figura anche il gettito derivante dalle nuove risorse sull’auto, compresi i proventi legati alla personalizzazione delle targhe automobilistiche.

Nel corso del dibattito parlamentare resta aperto il confronto su un eventuale ampliamento della platea dei beneficiari. Tra le ipotesi allo studio del Parlamento c’è l’innalzamento del limite di potenza per le famiglie numerose con veicoli da 6 a 9 posti.

Bollo auto, con esenzione c’è chi risparmia 9 volte di più. Il taglio accise premia i ricchi

28 October 2026 at 07:03

L’esenzione del bollo auto prevista per il 2027 favorisce soprattutto le famiglie con minori disponibilità economiche, mentre il taglio delle accise sui carburanti produce vantaggi maggiori, in valore assoluto, per quelle più ricche. È quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), che ha confrontato gli effetti delle due misure sul bilancio delle famiglie italiane. Secondo il Focus 5/2026, la cancellazione del bollo per una sola automobile con potenza fino a 80 kW, oppure per un motociclo nei casi previsti, comporta una riduzione media dello 0,36% della spesa familiare. Il beneficio è però distribuito in modo diverso tra le fasce di reddito. Per il 10% delle famiglie economicamente più svantaggiate, il risparmio arriva allo 0,9% della spesa complessiva, mentre per il 10% più benestante si ferma allo 0,1%.

Esenzione bollo auto 2027, quanto risparmiano le famiglie

La misura introdotta dal decreto-legge 162 del 17 settembre 2026 prevede l’esenzione dal bollo per un solo veicolo regolarmente assicurato, in presenza di specifici requisiti. Per le automobili il limite di potenza è fissato a 80 kW, equivalenti a circa 109 cavalli. Sono ammesse le vetture alimentate a benzina o gasolio, anche in combinazione con altre forme di propulsione.

L’agevolazione può riguardare anche motocicli e ciclomotori, purché il contribuente non sia già soggetto al pagamento del bollo per un’automobile agevolabile. Secondo la relazione tecnica del Governo, il risparmio medio stimato è di 168,40 euro per le automobili e di 59 euro per le moto.

Esenzione bollo auto, chi risparmia di più

L’Ufficio parlamentare di bilancio calcola che il provvedimento possa interessare il 63% delle famiglie italiane. Il beneficio economico ha un’incidenza maggiore sui bilanci meno elevati, perché una somma simile rappresenta una quota più consistente delle spese annuali di chi dispone di risorse limitate.

Per valutare gli effetti dell’esenzione, l’Upb ha suddiviso le famiglie italiane in dieci gruppi, chiamati decili, in base alla capacità di spesa. Nel primo decile si trova il 10% delle famiglie con il livello di spesa più basso, mentre nell’ultimo rientra il 10% con le disponibilità più elevate.

L’analisi mostra che l’eliminazione del bollo riduce la spesa complessiva dello 0,9% per le famiglie del primo gruppo, un beneficio pari a circa due volte e mezzo quello medio nazionale. L’incidenza diminuisce progressivamente all’aumentare delle risorse economiche.

Taglio accise benzina, perché favorisce le famiglie più ricche

Il risultato cambia considerando la riduzione delle accise sui carburanti.

Secondo le analisi dell’Ufficio parlamentare di bilancio, gli sconti generalizzati su benzina e gasolio producono un beneficio economico più elevato, in valore assoluto, per le famiglie che consumano più carburante.

Il motivo riguarda il funzionamento delle accise, che sono imposte applicate ai consumi. Chi utilizza maggiormente l’automobile oppure dispone di più veicoli può ottenere un risparmio complessivo superiore rispetto a chi effettua pochi rifornimenti.

L’incidenza del taglio delle accise sulla spesa familiare rimane invece relativamente uniforme tra le diverse fasce economiche, oscillando tra lo 0,2% e lo 0,3%. Il bollo auto funziona diversamente, perché viene calcolato principalmente sulla potenza del veicolo e su altri parametri fiscali, indipendentemente dai chilometri percorsi. Il proprietario deve quindi pagarlo anche quando utilizza poco l’automobile.

Questa differenza spiega perché le due misure, pur essendo entrambe destinate agli automobilisti, producano effetti distributivi differenti.

Bollo auto, l’esenzione aiuta i meno abbienti ma il governo non sa come finanziarla dal 2028. L’Ufficio di bilancio: “Criticità”

27 October 2026 at 19:38

Se nella prossima manovra arriverà un’estensione dell’esenzione dal bollo auto ai van delle famiglie numerose si saprà solo mercoledì, al termine del Consiglio dei ministri. Intanto a escludere la possibile trasformazione in misura permanente dello stop del pagamento del bollo, che solo per il prossimo anno costa circa 2,36 miliardi di euro, è l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) che, in un focus, mette in guardia: richiederebbe risorse finanziarie di carattere strutturale e il governo non ha ancora trovato le coperture. Ma l’Upb conferma pure che l’esenzione valida solo per il 2027 aiuterà soprattutto le famiglie meno abbienti e, considerata insieme alle riduzioni di accise sui carburanti disposte nel corso di quest’anno, varrebbe potenzialmente circa la metà del peso del caro carburanti del 2026.

Ripartiamo dai numeri. L’esenzione dal bollo auto prevista per il 2027 riguarderà meno della metà dei veicoli in circolazione (il 45%), ma raggiungerà il 65% degli intestatari e il 73% delle famiglie che possiedono almeno un mezzo. Questo perché la misura prevede l’esenzione per una sola auto di potenza non superiore a 80 kW oppure, in assenza di una vettura, un motociclo o ciclomotore. Il vantaggio sarà così più consistente per i nuclei con minore capacità di spesa: lo 0,9% della spesa nel primo decile, contro lo 0,1% nell’ultimo, dove ci sono i più benestanti. La motivazione è chiara: nelle famiglie con reddito più basso c’è una sola auto di bassa-media cilindrata che rientrerà nell’esenzione, mentre i nuclei più abbienti e con più auto continueranno a pagare dal secondo bollo in poi. A livello familiare, insomma, basta che un solo componente abbia diritto all’esenzione perché l’intero nucleo ne benefici. Una simulazione positiva, considerando che la misura interviene su un tributo che “incide fino a sei volte di più sui bilanci delle famiglie meno abbienti rispetto ai nuclei più agiati”.

Si tratta di un’esenzione che si aggiunge alle riduzioni delle accise varate anch’esse con lo scopo di alleggerire i costi della mobilità privata. Insieme, le due misure valgono potenzialmente lo 0,6% della spesa delle famiglie, circa la metà dell’aumento di spesa causato dal rincaro dei carburanti nel 2026. E due terzi di questo effetto vengono dall’esenzione dal bollo. Ma se le due misure danno un sostegno immediato, funzionano in modo molto diverso. Il taglio delle accise, come il rincaro, è proporzionale a quanto si usa l’auto e pesa in modo quasi uniforme lungo la curva dei decili di spesa, tra 0,2 e 0,3 punti percentuali. L’esenzione riflette i pregi e i limiti del tributo su cui interviene: favorisce maggiormente le famiglie meno abbienti, sulle quali il tributo pesa di più, ma contrasta in modo disomogeneo il rincaro dei carburanti, poiché il beneficio non dipende dall’effettivo utilizzo del veicolo.

E da qui partono le criticità, in primis quella sulle coperture. Se nel 2027 l’esenzione sarà compensata con fondi in avanzo del Pnrr, per il 2028 e il 2029 il tema rimane ancora nell’indeterminatezza. Inoltre la misura è stata varata senza aver considerato fino in fondo l’impatto sulle Regioni, che incassano la tassa e che vedrebbero sostituito il gettito con un trasferimento statale. Il mancato gettito sarà compensato da un trasferimento dello Stato, la cui ripartizione tra le Regioni sarà stabilita da un successivo decreto ministeriale. In questo modo le maggiorazioni delle tariffe che alcune Regioni hanno scelto di applicare finiscono a carico di tutti i contribuenti italiani. Inoltre per l’Upb non è chiaro se il ristoro tenga conto delle modifiche introdotte dal decreto legislativo di agosto. Se fosse ripartito sulla base della normativa precedente, ne vanificherebbe per il 2027 gli effetti sulla distribuzione del gettito tra Regioni: il riassetto del tributo definito in agosto verrebbe così superato, prima ancora di trovare applicazione, dalla misura di settembre.

C’è infine un limite di orizzonte: il confronto considera solo la maggiore spesa per carburanti del 2026. Se i prezzi non tornassero ai livelli precedenti la crisi, le famiglie avrebbero costi più alti anche nel 2027, che qui non sono conteggiati.

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Bollo auto, il Governo studia lo stop per tutti: l’ipotesi senza limiti di potenza

27 October 2026 at 11:06

L’esenzione del bollo auto potrebbe estendersi a una platea maggiore. Si potrebbe arrivare a togliere il bollo a tutte le prime auto di proprietà, senza distinzioni di potenza. È stata questa una delle ipotesi sul tavolo del vertice di maggioranza. L’obiettivo sarebbe quello di agevolare indistintamente tutti i possessori di un’auto, anche coloro che possiedono mezzi più potenti.

Il decreto-legge approvato a settembre infatti esenta dal bollo per il solo 2027 le persone con un veicolo a benzina, gasolio o ibrido con potenza fino a 80 kW (circa 109 cavalli). La platea iniziale è di 24,6 milioni di proprietari, ma l’intenzione della manovra è di rendere strutturale la misura o di allargarne la platea. Il nodo è sempre lo stesso: trovare le risorse per compensare le Regioni del mancato gettito.

Esenzione bollo per tutti: l’ipotesi

L’ipotesi di un’esenzione del bollo auto per tutti i proprietari di un veicolo è sul tavolo del vertice di maggioranza. Se ne è parlato lunedì 26 ottobre e potrebbe essere inserita nel testo della legge di bilancio mercoledì 28 ottobre.

L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di non escludere nessuno dall’esenzione, così da permettere a tutte le famiglie di ottenere uno sconto sulle tasse da pagare in un anno. La platea iniziale era di 24,6 milioni di proprietari di veicoli esclusi dal pagamento per il 2027 del bollo, ma l’ipotesi di un’esenzione per tutti allarga di molto tale platea.

Chi rientra nell’esenzione allargata

Il decreto-legge approvato a settembre esenta dal bollo le persone fisiche con un unico veicolo con potenza fino a 80 kW, circa 109 cavalli.

Che sia per un’auto a benzina, gasolio o ibrida, la platea è di 24,6 milioni di proprietari. Secondo quanto stabilito però per il 2027 restano fuori tutti coloro che possiedono un’auto sopra la soglia degli 80 kW.

L’intenzione sarebbe invece quella di togliere il limite di potenza per i veicoli. Il decreto è alla Camera, in esame alla Commissione Finanze dove diversi emendamenti puntano ad ampliare la platea o a prolungare il periodo dell’esenzione oltre al solo 2027.

Proposta bonus fino a 490,20 euro

Tra gli emendamenti ce n’è anche uno a firma del presidente della Commissione Marco Osnato, di Fratelli d’Italia. Questo prevede di riconoscere per il 2027 un contributo pari al bollo pagato per le famiglie che hanno più di tre figli, di cui almeno uno minorenne.

Si tratterebbe di un bonus fino a 490,20 euro che vale per i veicoli fino a 160 kW omologati da sei a nove posti. Si andrebbero così ad aiutare le famiglie numerose che possiedono un mezzo di trasporto dalla capacità ampia.

Esenzione bollo strutturale

L’intenzione dell’esecutivo però potrebbe essere un’altra ancora. Con lo strumento della Manovra, il governo potrebbe andare verso la resa strutturale dell’esenzione del bollo.

Al momento infatti il decreto indica l’esenzione per la sola scadenza del 2027, ma già a settembre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva parlato dell’intenzione di andare oltre:

Ribadisco la volontà del governo di rendere strutturale l’eliminazione del bollo auto.

Anche nel Consiglio dei Ministri del 13 settembre la premier Giorgia Meloni aveva parlato di un’abolizione “in modo strutturale”. La norma, se dovesse passare, lo farà nella legge di Bilancio. Per farlo però bisogna capire in che modo compensare le Regioni per il mancato gettito del bollo auto.

Il bollo auto italiano non pensa all’ambiente

7 October 2026 at 08:55

Il bollo auto dovrebbe ripagare la società nel suo insieme dai danni, non solo ambientali, che l’utilizzo dei veicoli produce. Perciò, in vari paesi europei l’importo della tassa di circolazione tiene conto delle emissioni di CO2. Ma non in Italia.

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Bollo auto: abolirlo o riformarlo?

24 September 2026 at 09:56

Negli annunci del governo la cancellazione parziale della tassa automobilistica è stata giustificata da una duplice finalità: compensare gli aumenti dei carburanti e abolire una tassa “odiata”. In entrambi i casi la scelta si scontra con alcune criticità.

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Via il bollo: un rimborso per il caro carburanti?

18 September 2026 at 12:54

L’esenzione dal pagamento del bollo di circolazione può compensare temporaneamente il caro carburanti senza passare dal prezzo alla pompa. Ma favorisce chi usa poco l’auto. E le economie sul Pnrr, ancora da accertare, possono coprire un solo anno.

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Il conto del bollo lo pagano altri investimenti

18 September 2026 at 11:55

Le economie sul Pnrr coprono il 61,8 per cento degli oneri che derivano dall’esenzione del bollo auto per il 2027. Il resto arriva dalla riduzione di fondi che avrebbero potuto finanziare altre politiche. Per il 2028 non è prevista alcuna risorsa.

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