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Com gol hat-trick de Mbangula, Bologna vence Milan pelo Campeonato Italiano

28 October 2026 at 21:19

O Bologna venceu o Milan por 4 a 2, nesta quarta-feira (28), pela nona rodada da Série A, o Campeonato Italiano. O duelo foi disputado no Estádio San Siro, em Milão, na Itália.

Samuel Mbangula brilhou, marcou hat-trick e garantiu a vitória do Bologna. O quarto gol foi contra, marcado por Davide Bartesaghi. Para o Milan, Alphadjo Cisse balançou as redes duas vezes.

Com o resultado, o Bologna alcançou a 11ª colocação, com 11 pontos. Já o Milan permaneceu com 18 pontos, na quinta posição.

A equipe de Bolonha entra em campo novamente no sábado (31), às 11h (de Brasília), contra o Monza, no Estádio Renato Dall’Ara, em Bolonha.

A bola volta a rolar para o Milan no mesmo dia, às 16h45, contra o líder Inter, no Estádio San Siro.

Como foi o jogo?

A partida começou agitada e o Bologna abriu o placar com apenas oito minutos. O atacante belga Samuel Mbangula recebeu bom passe de Nadir Zortea e acertou chute de perna direita.

Poucos minutos depois, o Milan reagiu e deixou tudo igual de novo. Alphadjo Cisse finalizou muito bem de pé direito. O goleiro não conseguiu defender o chute colocado.

Cisse apareceu novamente aos 27 minutos e abriu vantagem para a equipe de Milão. Após passe inteligente de Fikayo Tomori, o italiano balançou as redes com uma finalização certeira de perna esquerda.

Aos 15 minutos da segunda etapa, o Bologna teve sorte e conseguiu o empate novamente com gol contra. A bola desviou em Davide Bartesaghi e foi para dentro do gol. 2 a 2!

O Bologna saiu à frente mais uma vez apenas dois minutos depois. Após preparação perfeita de Juan Miranda, Mbangula balançou as redes com belo chute de perna direita.

O quarto e último gol foi marcado já na reta final do jogo, aos 41 minutos do segundo tempo. Mbangula aproveitou bom passe de Jens Odgaard, chutou bem de perna direita e garantiu o hat-trick.

Vale lembrar que o jovem jogador belga balançou as redes com a camisa do Bologna pela primeira vez justamente no duelo desta quarta-feira, contra o Milan, e já garantiu um hat-trick.

Copa Sul-Americana: conheça todos os campeões do torneio

Morte Fakir, la frase del poliziotto davanti al corpo già esanime catturata dalla bodycam: “Aò? Muori và” | Video

28 October 2026 at 20:09

Sono diversi minuti che il respiro, già flebile di Abderrahim Fakir, si sta spegnendo mentre è ammanettato e faccia a terra. “Lascia tanto non si muove”, dice uno dei due agenti all’altro mentre gli stringono le fascette intorno alle caviglie. Fakir non si muove, non reagisce. Il video della bodycam si inquadra mentre uno dei poliziotti gira il corpo, a quel punto esanime, del 42enne marocchino. Nessun segno vitale. Il corpo cade. “Aò? Ma muori và”, esclama l’agente.

Nei minuti successivi, come riporta la relazione finale fatta sull’autopsia dai consulenti dei pm di Bologna, verranno dette altre frasi dello stesso tenore. “È schiattato”. “Cazzo me ne frega a me”. Il defibrillatore intanto ripete l’analisi del ritmo cardiaco ma non consiglia la scarica. “Se schiatta ci divertiamo”. E l’altro “Eh?” “Se schiatta ci divertiamo”. I soccorritori a quel punto allertano la centrale e i poliziotti rimangono col dubbio. “È schiattato?” “Ancora non si sa”. Qualche minuto e di nuovo si interrogano: “Andato?”.

L’agente, difeso dall’avvocato Gabriele Bordoni, si è scusato “per le frasi inaccettabili che ho pronunciato”. Intanto però l’avvocato dei familiari di Fakir, Fabio Anselmo, ha presentato una nuova nota di denuncia alla Procura, in riferimento proprio a queste frasi, che ipotizzerebbe reati più gravi di quello attualmente contestato. “Conto nella giornata di giovedì di depositare anche la relazione del nostro consulente di parte, il professor Vittorio Fineschi, che evidenzia i numerosi e grossolani errori nella consulenza tecnica dei pubblici ministeri”.

Consulenza che, in sintesi, ritiene che la causa della morte di Abderrahim Fakir sia “ascrivibile ad insufficienza respiratoria acuta in soggetto in corso di intossicazione acuta da cocaina (abusatore cronico) e con severa cardiopatia”. Hanno “contribuito l’agitazione psicomotoria e l’ipertermia, effetto dell’intossicazione acuta da cocaina, nonché la posizione prona”.

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Fakir, le frasi degli agenti dopo la sua morte: “È schiattato”. “Cazzo me ne frega a me”. L’avvocato Anselmo: “Cosa pensano Piantedosi e Meloni?”

27 October 2026 at 18:28

“È schiattato ah“, dice un poliziotto al collega che replica: “Cazzo me ne frega a me“. È uno dei dialoghi tra i due agenti il 19 luglio in via Svevo al Pilastro di Bologna, mentre Abderrahim Fakir moriva riverso sull’asfalto. Frasi registrate dalla bodycam indossata da uno dei due poliziotti e che sono citate in una parte introduttiva della consulenza tecnica medico legale, disposta dalla Procura di Bologna, per far luce sulle cause del decesso del 42enne. “Un quadro agghiacciante del comportamento di chi, in quel momento, indossava una divisa dello Stato”, commenta l’avvocato Fabio Anselmo, difensore dei familiari del 42enne marocchino. “Vorrei sapere che cosa ne pensa il ministro dell’Interno Piantedosi. Vorrei conoscere il pensiero della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Perché davanti a parole come queste credo che le istituzioni abbiano il dovere di prendere posizione”.

Le trascrizioni riportano i momenti concitati dell’intervento. “Spruzza lo spray”. “Gli devi mettere le manette”. “Ecco guarda…gira dall’altra parte… vieni di qua…fai mettere il braccio fuori”. “L’ho lasciato…”. “Ma mi hai ammanettato a me in mezzo”. Mentre Fakir urla e pronuncia frasi incomprensibili. Intanto accanto ci sono dei testimoni. Uno suggerisce: “Voi non avete una siringa… che lo faccia dormire?”. Intanto l’intervento per immobilizzare il 42enne prosegue mentre lui inizia a chiedere aiuto e urlare. Fakir viene ammanettato dietro la schiena. “Vai in macchina a prendere le fasce vai “, dice un agente. Applicate le fasce in velcro alle gambe, un poliziotto si alza. “Adesso forse non più cosciente“, dice a quel punto un soccorritore.

“Sta respirando?“, chiede qualcuno. “Per me può essere pure schiattato guarda“, risponde un agente, confermando poi “sì sì sta respirando”. Mentre iniziano i soccorsi, i due agenti parlano tra di loro. “È incosciente dottoressa… gli occhi riversi all’indietro adesso..”, afferma uno dei sanitari. A quel punto un agente si rivolge al collega: “È schiattato ah”, dice. L’altro replica: “Cazzo me ne frega a me”. Parlano alla radio poi, probabilmente, discutono dell’intervento: “Però la prossima volta ti.. poi ti spiego per bene come si fa, perché così ci facciamo male“. Poco dopo veniva comunicato che il paziente era in arresto cardiaco. I minuti successivi registrano l’intervento dei sanitari, tra massaggio cardiaco e richiesta di informazioni su Fakir e su quanto avvenuto prima. Così fino a quando il medico conferma che per Fakir non c’è più nulla da fare: è deceduto.

“Un uomo era a terra, in condizioni gravissime”, riassume Anselmo. “Attorno a lui, mentre qualcuno chiedeva se stesse ancora respirando, si pronunciavano quelle frasi. Fatico a trovare le parole per descrivere ciò che provo leggendo queste trascrizioni. C’è qualcosa di profondamente disumano nell’atteggiamento di chi sembra considerare la possibile morte di una persona un fatto di cui ridere o di cui non preoccuparsi. La divisa rappresenta lo Stato, la sua autorità e il dovere di tutelare la vita e la dignità delle persone, anche quando vengono fermate o arrestate. La giustizia farà il suo corso nell’accertamento delle responsabilità per la morte di Abderrahim Fakir. Ma il peso di queste parole resta”.

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Morte Fakir, i periti: “Insufficienza respiratoria acuta”. Cocaina e posizione prona tra le cause, criticità nei soccorsi

27 October 2026 at 17:32

Insufficienza respiratoria acuta, intossicazione da cocaina, problemi cardiaci e posizione prona. Sono i fattori individuati dai consulenti della Procura di Bologna nella relazione sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un intervento di polizia. Gli esperti hanno rilevato anche criticità nei soccorsi, precisando tuttavia che, anche con manovre tempestive e corrette, le probabilità di sopravvivenza sarebbero state intorno al 15%.

Cocaina, cardiopatia e posizione prona: per i consulenti l’insufficienza respiratoria fu fatale

La morte di Abderrahim Fakir, avvenuta durante un intervento di polizia in via Svevo, nel quartiere Pilastro di Bologna, sarebbe stata provocata da una combinazione di fattori che hanno determinato una grave carenza di ossigeno. È quanto emerge dalle conclusioni della relazione dei consulenti della Procura di Bologna, che individuano nell’insufficienza respiratoria acuta la causa del decesso. Secondo i medici legali, la morte è “ascrivibile ad insufficienza respiratoria acuta in soggetto in corso di intossicazione acuta da cocaina (abusatore cronico) e con severa cardiopatia”.

Alla crisi respiratoria, definita dai consulenti “su base ipossica”, avrebbero contribuito anche l’agitazione psicomotoria, l’ipertermia legata all’intossicazione da cocaina e la posizione prona nella quale si trovava Fakir. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato numerose lesioni sul corpo del 42enne. Le analisi, precisano i consulenti, “hanno messo in evidenza un esteso quadro traumatico di natura contusiva” che “non ha avuto un ruolo nel determinismo del decesso”.

La relazione distingue quindi il ruolo delle lesioni contusive da quello della posizione prona, indicata invece tra i fattori che hanno contribuito alla carenza di ossigeno.

Morte Fakir, i periti rilevano criticità nei soccorsi: “Interventi non aderenti ai protocolli”

La consulenza medico-legale si sofferma anche sull’intervento dei soccorritori e del personale sanitario, evidenziando problemi nelle procedure adottate durante l’emergenza.

“In definitiva sono ravvisabili delle criticità per quanto attiene la condotta del personale soccorritore e del personale sanitario successivamente intervenuto, poiché non risultate aderenti ai protocolli dell’emergenza sanitaria, né sotto il profilo della tempestività, né sotto quello dell’efficacia delle manovre stesse”.

I consulenti dei pubblici ministeri segnalano dunque carenze sia nei tempi sia nell’efficacia dell’assistenza prestata. Le conclusioni della relazione contengono però anche una valutazione sulle possibilità di salvare il 42enne, tenuto conto delle sue condizioni cliniche.

“Tuttavia, anche a fronte di un intervento tempestivo e correttamente eseguito le probabilità di sopravvivenza dell’Abderrahim sarebbero state attorno al 15%”, sottolineano i consulenti.

La Procura di Bologna dovrà valutare le conclusioni medico-legali nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Fakir. I rilievi sulle procedure di soccorso e la stima delle probabilità di sopravvivenza sono due elementi distinti della relazione: saranno gli inquirenti a stabilire se dalle criticità individuate possano emergere eventuali responsabilità penali.

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Abderrahim Fakir morto durante un controllo di polizia: “Tre le concause, anche lo schiacciamento”. La relazione dei consulenti della Procura

27 October 2026 at 15:01

Non un’unica causa della morte, ma tre concause. Secondo quanto trapela, sono queste le conclusione presenti nella relazione della consulenza tecnica sulla morte di AbderrahimFakir avvenuta 19 luglio scorso durante un intervento di polizia al Pilastro di Bologna. La relazione, nelle mani dei pm della Procura di Bologna, rivela che l’insufficienza respiratoria acuta che ha provocato il decesso del 42enne sarebbe stata causata da tre elementi che hanno contribuito e sono quindi individuati come concause: lo schiacciamento provocato dalla posizione prona del corpo mentre i due poliziotti lo tenevano fermo a terra, l’assunzione di cocaina e problemi cardiaci.

La causa della morte di Abderrahim Fakir è “ascrivibile ad insufficienza respiratoria acuta in soggetto in corso di intossicazione acuta da cocaina (abusatore cronico) e con severa cardiopatia“. Al determinismo del decesso “su base ipossica” hanno contribuito l’agitazione psicomotoria e l’ipertermia (effetto dell’intossicazione acuta da cocaina) nonché la posizione prona“: scrivono così i consulenti dei Pm di Bologna, nelle conclusioni della relazione. Le analisi, poi, “hanno messo in evidenza un esteso quadro traumatico di natura contusiva” che “non ha avuto un ruolo nel determinismo del decesso”.

Spetterà adesso ai magistrati che si occupano del caso – la procuratrice aggiunta Morena Plazzi e i pm Domenico Ambrosino e Francesca Arienti – valutare se la consulenza affidata al pool di esperti, e la relazione di quasi 200 pagine, mette o no una parola definitiva su questo aspetto. I tre magistrati hanno fissato un incontro per mercoledì, in cui si confronteranno per capire come procedere e valutare l’incisività di un dato rispetto ad un altro, per poi passare alla fase successiva.

Le cause del decesso avevano creato uno scontro tra i legali dei familiari della vittima e gli avvocati dei poliziotti. Per Fabio Anselmo, che segue i familiari di Fakir, il quadro emerso dal confronto sarebbe quello di una “morte ipossica da posizione prona”, e ha citato il caso di Riccardo Magherini. Secondo Anselmo la cocaina non avrebbe avuto alcun ruolo: se non quello di aumentare, insieme allo stato di agitazione, il fabbisogno di ossigeno, “di cui è stato privato a causa del mantenimento della posizione prona da parte degli agenti”. Anselmo aveva già ricordato che gli esami tossicologici hanno rilevato circa 300 nanogrammi per millilitro di cocaina, che corrisponderebbe “alla metà della quantità che, per letteratura, può essere causa di morte autonoma”. E aveva sostenuto che “senza la componente asfittica non sarebbe morto”. Diametralmente opposta la lettura di Gabriele Bordoni, che assiste i due poliziotti, dopo il confronto con il proprio consulente, il medico legale Matteo Tudini. “La causa centrale dell’ipossia è la droga”, sostiene. E imputa lo stesso sanguinamento rilevato nei polmoni “all’utilizzo smodato della cocaina”, che per Bordoni sarebbe stata rilevata in un valore “superiore di tre volte alla dose letale”.

Nelle prossime ore si comprenderanno le mosse della procura. Al momento ci sono sei persone iscritte nel registro delle annotazioni preliminare, il cosiddetto “scudo” previsto quando c’è una possibile causa di giustificazione, per omicidio colposo: i due agenti intervenuti per bloccare Fakir e i quattro volontari della Croce Rossa arrivati in via Svevo per soccorrerlo quando stava male. I tempi però stanno per scadere (il 19 novembre) e i pm dovranno decidere se indagare le sei persone coinvolte oppure archiviare le posizioni.

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Coppa Davis, le convocazioni di Volandri per le Finals di Bologna: per ora non c’è Berrettini

26 October 2026 at 16:03

Il capitano azzurro Filippo Volandri ha diramato le convocazioni ufficiali del quintetto dell’Italia, che dal 24 al 29 novembre a Bologna andrà a caccia del quarto titolo mondiale consecutivo della Coppa Davis, il quinto assoluto della sua storia. Sarà infatti la SuperTennis Arena di BolognaFiere ad accogliere la Davis Cup Final, con gli azzurri che esordiranno mercoledì 25 novembre alle ore 16 contro la Corea del Sud.

Volandri ha scelto i suoi uomini: si tratta di Flavio Cobolli (n.6 del ranking Atp), Luciano Darderi (n.23), Lorenzo Musetti (n.26), Andrea Vavassori (n.7 Atp di doppio), Simone Bolelli (n.10 Atp di doppio). Al momento, il capitano azzurro ha scelto in base alla classifica. Per questo motivo è stato escluso ad esempio Matteo Berrettini, grande protagonista della vittoria di un anno fa insieme a Cobolli. Nulla però di definitivo: da regolamento sarà possibile sostituire fino a un massimo di tre giocatori rispetto alla Team Nomination di oggi. Tali modifiche dovranno essere comunicate entro le ore 11 (ora locale italiana) del giorno precedente l’inizio delle gare, ovvero lunedì 23 novembre.

Volandri ha spiegato: “Queste convocazioni sono come di consueto elaborate tenendo conto delle posizioni della classifica attuale. Saranno determinanti per me le prossime settimane che ci separano della nuova avventura della Davis. Con tutto il mio staff lavoreremo per approfondire le condizioni di ciascun giocatore al fine di definirne la disponibilità, per poter arrivare a schierare la migliore formazione possibile“. Il capitano azzurro quindi non esclude la possibilità di modifiche: “Sappiamo di avere una squadra molto forte, perché può contare su un’ampia rosa di giocatori, composta oltre a questi anche da Matteo Berrettini, Matteo Arnaldi e Lorenzo Sonego assoluti protagonisti delle scorse edizioni”.

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“Non abbiamo aule sufficienti per tutti gli alunni. Gli studenti fanno lezione in moduli prefabbricati”

26 October 2026 at 07:05

Hanno vinto premi in tutt’Italia, hanno un corso di pasticceria, un altro serale ma non hanno un edificio adeguato per fare scuola. La denuncia arriva dall’Ipsar “Veronelli” di Casalecchio di Reno, città metropolitana di Bologna: 900 alunni, 170 docenti e una dirigente, Rosalba De Vivo, orgogliosa del suo istituto ma altrettanto determinata nel chiedere soluzioni a Città Metropolitana. A raccontarci la situazione del “Veronelli” è un insegnante che ha risposto alla nostra campagna “Il futuro non si arma, si insegna” (firma qui), con una petizione per chiedere stipendi dei docenti adeguati all’Europa e una maggiore attenzione per la scuola (Chi vuole può raccontarci la sua storia a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it).

“La struttura è vecchia e fatiscente“, ha scritto il docente, “ma la cosa più grave è che non abbiamo abbastanza aule per tutti gli alunni, non c’è un’aula magna per i collegi docenti. Da quest’anno useremo dei moduli prefabbricati come aule extra. Venga a vedere: ogni giorno gli alunni devono entrare in un’aula diversa garantendo le lezioni a rotazione”.

Una situazione che non conosce risoluzione da almeno cinque anni. La preside non nega nulla ma aggiunge: “Ho scritto fiumi di parole agli enti coinvolti ma…”. De Vivo non vuole far polemica. Sa di essere una rappresentante dello Stato. Uno status, quest’ultimo, tuttavia, che non le impedisce di spiegarci i fatti: “Per anni questa scuola è stata la succursale dell’alberghiero di San Pietro Terme. Solo nel 2018 ha raggiunto la sua autonomia. Durante il periodo pandemico si è registrato uno stallo nelle iscrizioni ma dal 2021 ad oggi siamo passati da 650 a 900 alunni”.

La preside ci tiene ad evidenziare il lavoro fatto per dare lustro al “Veronelli” che oggi può vantare diversi corsi. “Quest’anno abbiamo 42 classi. Un record storico per il nostro istituto ma continuiamo ad avere problemi con gli spazi. Non abbiamo un’aula magna, ma nemmeno una vera e propria presidenza che possa garantire la privacy. Tutto ciò ci limita perché non possiamo accogliere convegni, seminari che permettano anche ai nostri alunni di fare esperienza”. Città Metropolitana nella primavera scorsa ha proposto come soluzione l’installazione di moduli in bioedilizia dove, per due anni, troveranno spazio sette classi. “Purtroppo siamo a fine ottobre ma non li possiamo ancora usare perché mancano ancora alcuni allacci alle utenze. Io – dice De Vivo – scrivo, scrivo ma più di così. Il vero problema è che non sappiamo nulla del futuro della nostra scuola, non conosciamo la programmazione delle istituzioni. Servirebbe un piano che ci permetta di capire le soluzioni al di là dei moduli provvisori. Questo istituto non può andare avanti a vivere in questo modo. Noi facciamo il possibile ma ci serve una mano da parte delle istituzioni”. Un appello che arriva non solo dalla preside ma dal personale scolastico che alla pari dei ragazzi è costretto a vivere in una sorta di precariato.

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Bologna, 24 agenti feriti durante gli scontri: lanciati sampietrini, bottiglie e oggetti contro le Forze dell’Ordine. Tre arresti

25 October 2026 at 14:28

Sono 24 gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti durante i cortei che si sono svolti sabato a Bologna. Cinque di loro hanno riportato lesioni con prognosi comprese tra i 10 e i 30 giorni. Tre persone sono state arrestate con le accuse, a vario titolo, di violenza organizzata, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e travisamento nel corso di manifestazione pubblica. È il bilancio diffuso dalla Questura, che riferisce anche di circa 700 persone identificate, 30 manifestanti accompagnati negli uffici della polizia per ulteriori accertamenti e otto denunciati. Gli approfondimenti investigativi hanno finora portato all’emissione di quattro fogli di via obbligatori e due provvedimenti Dacur. Gli accertamenti proseguono per ricostruire la dinamica degli episodi e individuare eventuali ulteriori responsabilità individuali.

Per aprirsi un passaggio, i manifestanti avrebbero iniziato, secondo la ricostruzione della polizia, “in modo organizzato e sincrono”, a lanciare contro lo sbarramento delle forze dell’ordine sampietrini, bottiglie e altri oggetti contundenti. Per contenere l’avanzata e ripristinare le condizioni di sicurezza, le forze di polizia sono intervenute anche con un idrante e lacrimogeni. Il fronte dei manifestanti violenti si è quindi ritirato fino all’incrocio tra via Marconi e via Riva di Reno, dove i gruppi si sono divisi in tre distinti schieramenti, composti da persone con il volto coperto e in possesso di pietre e bottiglie.

In quel punto sono state realizzate barricate utilizzando bidoni della spazzatura e biciclette del servizio di bike sharing, collocati al centro della carreggiata. Da dietro gli ostacoli è poi ripreso il lancio di oggetti contro le forze dell’ordine. Nel corso degli scontri, secondo quanto riferito dalla Questura, si sono verificate anche “ulteriori aggressioni individuali ai danni degli operatori delle forze dell’ordine”. Sono stati registrati inoltre diversi danneggiamenti: infrante le vetrine di due esercizi commerciali, mentre un autobus Tper, alcuni impianti semaforici e la segnaletica stradale hanno riportato danni. Proseguono le indagini per ricostruire tutti gli episodi e valutare l’adozione di eventuali ulteriori provvedimenti.

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Bologna, manifestante immobilizzato a terra dalla polizia si sente male: portato via in ambulanza. Cori contro gli agenti

25 October 2026 at 13:31

Un giovane è stato immobilizzato dalla polizia, si è sentito male ed è stato portato via dall’ambulanza durante la manifestazione di ieri a Bologna. Ha 22 anni e ieri sera, durante gli scontri, ha avuto un malore mentre era stato bloccato a terra dalle forze dell’ordine. L’episodio si è verificato nella serata di ieri, in via Marconi, in un momento di particolari disordini. Il giovane manifestante, insieme ad altri, stava inveendo contro la polizia quando è stato raggiunto da un gruppo di agenti: uno dei poliziotti lo ha preso per il cappuccio della felpa e poi buttato a terra. A questo punto il ragazzo è stato bloccato con un ginocchio sulla schiena. Il giovane si è sentito male e quindi è stato circondato da un gruppo di manifestanti che chiedeva di liberarlo. Poco dopo il 22enne è stato messo su un fianco ed è stato curato da un medico in attesa dell’arrivo dell’ambulanza del 118, mentre i manifestanti protestavano contro il fermo.

Per fare passare il mezzo del 118 alcuni manifestanti hanno rimosso due cassonetti, tavoli sedie e alcune bici a noleggio poste a barricata a metà della strada all’altezza di Largo Caduti del lavoro. I manifestanti, infatti, hanno organizzato barricate utilizzando le biciclette del servizio di bike sharing Mobike, mentre decine di persone si sono sedute a terra con le mani alzate. L’ambulanza ha poi caricato il giovane, mentre i manifestanti hanno cominciato a gridare “vergogna vergogna” e nel frattempo è arrivata anche un’automedica. Durante queste fasi anche l’ambulanza è stata colpita con l’idrante. Il giovane sarà poi portato in codice due all’ospedale Maggiore di Bologna e dopo le cure dimesso nella notte.

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I Pooh si prendono Bologna per i 60 anni di carriera e invitano gli amici Arisa, Michielin, Biondi, Masini e Carboni – IL VIDEO

25 October 2026 at 08:45

Sessant’anni dopo, i Pooh sono tornati ieri 24 ottobre dove tutto è cominciato e lo fanno senza risparmiarsi. All’Unipol Arena di Bologna, per “Notte a sorpresa”, sono stati proposti 41 brani in scaletta. Una maratona per i 60 anni di carriera che il pubblico, in gran parte cantando a memoria, segue dall’inizio alla fine.

Si parte con “Banda nel vento”, “Quello che non sai” e “Vieni fuori”, tre pezzi che bastano a scaldare il palasport. Il primo vero momento di festa arriva con “Amici x sempre”, dedicata a Valerio Negrini, celebrato nella sua città con i video sui maxischermi.

Gli ospiti e amici che si sono susseguiti sul palco sono stati: Enrico Ruggeri entra su “L’altra donna”. Francesca Michielin porta “L’aquila e il falco” in un territorio più moderno. Chiara Canzian canta “Maria Marea” con papà Red, e il momento ha il sapore di una cosa di famiglia. I Violin Twins danno ai violini di “Pierre” un tocco di spettacolo.

Il cuore della serata è nella seconda parte. Arisa interpreta “Uomini soli” e dà una lettura personale a uno dei classici più amati. Mario Biondi mette la sua voce profonda su “Ci penserò domani”, Marco Masini trasforma “La donna del mio amico” in un duetto che ha abbracciato tutto il palazzetto. Luca Carboni, in casa, canta “Piccola Katy”, che per Bologna è anche un po’ una festa di quartiere.

Nel finale ci sono “Viva”, “Tanta voglia di lei”, “Io sono vivo” e un ultimo trittico con “Pensiero”, “Dimmi di sì” e “Chi fermerà la musica”, che chiude il cerchio.

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Commission approves new geographical indication from Italy

18 September 2026 at 08:30

The European Commission has approved the registration of Olio dei Colli de Bologna from Italy as a Protected Geographical Indication (PGI).

Olio del Colli di Bologna is an extra virgin olive oil from the Emilia-Romagna region, located in northern Italy. The area is part of the ‘Evaporitic Karst and Caves of Northern Apennines' natural site, which was added to the UNESCO World Heritage list in 2023. The Olio del Colli di Bologna is characterised by very low free acidity levels. It is a balanced oil with medium fruitiness, bitterness and pungency intensity.

This new designation joins the more than 3,900 protected names already listed in the eAmbrosia database. More information is available on the Quality Policy pages.

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