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Normal view

ExxonMobil and Chevron top estimates for Q3 as Americans feel gas price pain

Business is booming for two biggest US oil companies, with both benefiting from higher prices and record production

ExxonMobil and Chevron both reported better than expected quarterly results on Friday as the oil majors benefited from higher prices and record production.

The boon for oil companies has simultaneously been a major pain point for consumers, who say the higher cost of living, especially gas prices, will affect how they vote in the upcoming midterm elections that will determine control of Congress.

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© Photograph: Jenny Kane/AP

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Public sector an ‘afterthought’ to North Sea oil jobs, says Unison leader

30 October 2026 at 13:04

Andrea Egan calls for same political focus on teachers, care sector and NHS and says Jackdaw decision ‘a serious misstep’

The leader of the UK’s biggest trade union has called for the same political focus to be given to NHS, education and care sector workers as there has been on those employed in North Sea oil and gas.

Andrea Egan, the general secretary of Unison, said too often public sector workers were treated as an “afterthought” by the government compared with the “massive political focus” on protecting jobs in the North Sea.

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© Photograph: Gary Calton/The Observer

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Whistleblowers Claimed Key Oil Tanker Rate Was Manipulated

30 October 2026 at 12:38
The Baltic Exchange has received two whistleblowing claims of attempted manipulation of the world’s benchmark tanker rate since the beginning of the war in Iran, according to documents made public as part of a major legal battle with trading house Mercuria Energy Group. 

BP profits hit 18-year high as Iran war drives up oil refining margins

Oil giant hails ‘banner quarter’ as earnings reach $8.46bn, prompting anger from climate campaigners

BP’s profits have hit their highest level in almost two decades as the war in the Middle East drove up oil and gas prices and led to “significantly higher” trading.

The energy company hailed a “banner quarter” on Friday, with its underlying ​replacement ⁠cost profit – a key measure of its income – almost quadrupling to $8.46bn (£6.3bn), from $2.2bn ​a year ​ago.

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© Photograph: Luke MacGregor/Reuters

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Russian deputy PM confirms strikes on 3 refineries, gas-chemical complex

30 October 2026 at 06:01
Monitoring channels have described the reported attack as a "resumption of strikes," as it appears to be the first such attack following an unofficial pause in Ukraine's campaign against Russian oil refineries that began in mid-October.

Seven Russian tankers shipping diesel to US identified, located

29 October 2026 at 22:08
A live tracker map developed by Greenpeace, an international environmental organization, shows Russian tankers currently moving across the Atlantic Ocean, with one vessel approaching the U.S. East Coast.

La guerra contro l’Iran e il “terribile potere del denaro”

By: A A
29 October 2026 at 21:05

Netanyahu sta dicendo a Trump che ora deve portare a termine l’opera di distruzione dell’Iran

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Il «Grande Progetto» volto a «mantenere [la civiltà occidentale] al vertice del mondo» (come ha affermato il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio) richiede che gli strumenti per garantire l’obbedienza siano di due tipi: La creazione di un fervore rivoluzionario distruttivo dal basso (oggi definito «cambio di regime»); e, in secondo luogo, l’uso di ciò che Theodore Herzl, in una famosa frase, definì «il terribile potere del denaro di esercitare una pressione irresistibile sulla politica internazionale», al fine di cooptare gli strati dominanti in una rete di potere che promuovesse il «progetto» del Grande Disegno.Questo è ciò che stiamo osservando nella guerra di Trump contro l’Iran.

L’attacco israelo-americano del giugno 2025 era principalmente un attacco di decapitazione volto a neutralizzare sia la leadership politica che quella militare dell’Iran, mentre elementi armati addestrati dal Mossad, il MEK e i separatisti baluchi tra gli altri sarebbero stati infiltrati in Iran per fomentare la rivoluzione dalla base. A quel tempo, il figlio dell’ex Scià – in modo poco plausibile – veniva presentato ai media occidentali come il futuro leader dell’Iran.

Non ha funzionato. E ora Netanyahu sta sostenendo che Israele disponga di «nuove prove» del fatto che l’Iran si stia orientando verso la produzione di un componente bellico nell’ambito del proprio programma nucleare. Sta dicendo a Trump che ora deve portare a termine l’opera di distruzione dell’Iran. E per motivare ulteriormente Trump, il principale quotidiano israeliano Ma’ariv riporta che Israele ha trasmesso direttamente alla Casa Bianca i sondaggi del Likud, secondo cui Netanyahu potrebbe vincere le elezioni israeliane del 27 ottobre. Secondo l’articolo, queste informazioni del Likud (che contraddicono la maggior parte degli altri sondaggi israeliani) hanno spinto Trump a esprimere il proprio pieno sostegno elettorale a Netanyahu.

Allo stesso tempo, i miliardari filosionisti stanno esercitando il «terribile potere del denaro» su Trump: «Non accetteremo nulla di meno della sconfitta dell’Iran. Se continuerà a cercare un accordo, le ritireremo il nostro sostegno finanziario».

Alti funzionari della sicurezza israeliani, sia in carica che in pensione, confutano tuttavia la necessità di un attacco imminente all’Iran e l’affermazione di Netanyahu relativa a nuove prove che l’Iran si stia muovendo verso l’arma nucleare –il Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) Zamir ha dichiarato al Canale 13 israeliano: «Non vediamo la necessità di attaccare l’Iran prima delle elezioni»; Il principale stratega militare israeliano Udi Evental ha messo in guardia: «Una guerra per ostacolare le elezioni e la democrazia, non per ostacolare il programma nucleare dell’Iran. Netanyahu, che si sospetta sia immerso fino al collo in considerazioni politiche e personali estranee alla questione, non è idoneo a prendere una decisione del genere. Non glielo si deve permettere».

Che esistano o meno prove del genere non ha davvero importanza. Probabilmente non esistono. L’affermazione costituisce semplicemente il pretesto con cui si sta esortando gli Stati Uniti ad agire per ‘portare a termine l’opera’ contro l’Iran. Come sempre, Netanyahu ha dichiarato negli ultimi giorni: «L’Iran sta ancora una volta cercando di sviluppare le sue armi di morte… C’è un solo modo per eliminare questa minaccia una volta per tutte: rovesciare il regime in Iran, e questa è la mia direttiva all’IDF, al Mossad e alle agenzie di sicurezza».Un alto funzionario iraniano ha dichiarato a Drop Site che l’attuale valutazione dei servizi segreti interni di Teheran indica un’elevata probabilità che possano iniziare bombardamenti su larga scala – anche prima delle elezioni israeliane di martedì.

Il punto è che all’Iran non interessa chi vincerà le elezioni di medio termine, né chi conquisterà la presidenza degli Stati Uniti nel 2028. Per la leadership iraniana è tutto uguale. Comprendono bene il concetto del «Grande Disegno» (come potrebbero non farlo?).In Iran è ben chiaro che il Paese è impegnato in una lunga guerra contro l’intero blocco atlantista: Israele, i suoi servizi di intelligence, i suoi arsenali, i suoi satelliti, la sua industria militare e la sua macchina mediatica. Non importa se alla Casa Bianca ci sia un repubblicano o un democratico. Gli alti funzionari iraniani ritengono che entrambi i partiti siano stati comprati dal terribile potere sionista del denaro.

Comprendere il «Progetto» significa comprendere che la classe dei finanziatori sionisti non si accontenterà mai di un «accordo o compromesso». Essi sostengono con certezza che l’Iran alla fine verrebbe meno a qualsiasi acconsentimento ipotizzato alle richieste statunitensi. Gli israeliani e i loro alleati della classe dei finanziatori semplicemente non credono (e lo ripetono incessantemente) che l’Iran accetterebbe mai di sottomettersi a Israele, né di accettare il dominio politico e culturale degli Stati Uniti. Potrebbero avere ragione. Perché? Semplicemente perché l’Iran possiede una civiltà profonda, che affonda le sue radici in un complesso di credenze e pratiche specificamente persiano-iraniane risalenti al secondo millennio a.C.: il mazdeismo, una cosmologia del dramma divino, rappresentata dalla lotta continua tra Luce e Oscurità.

Il rinomato studioso, il professor Henri Corbin, ha sostenuto che «l’Iran era situato in una posizione centrale… non essendo solo una nazione o un impero, ma un universo spirituale». Egli concepiva quindi l’Iran come una forza mediatrice, sia geograficamente che metafisicamente.

Per millenni, gli iraniani hanno percepito il mondo come dotato di una chiara dimensione metafisica – e di una storia. È quindi improbabile che possano essere attratti da un atteggiamento materialistico e nichilista di stampo occidentale. Gli Stati civilizzatori, siano essi l’Iran o la Russia, che abbracciano valori contrari non soccomberebbero mai al «Grande Disegno». Di conseguenza, devono essere distrutti.

Cosa significa questa storia metafisica? Significa che l’Iran si sta preparando alla guerra, non a un «accordo». Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano e rappresentante personale della Guida Suprema, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha affermato che, «Se la domanda è se l’Iran abbia ancora la capacità di proseguire le operazioni con missili e droni [in caso di attacco], la risposta è “sì” … Gli Stati Uniti dispongono di risorse preziose nella regione. In caso di guerra, anche cavi, centri dati e strutture di intelligenza artificiale potrebbero rientrare nel raggio d’azione. Se il conflitto dovesse riprendere, avremo un piano più ampio». «Tutti devono comprendere che un’azione contro l’Iran comporta un costo».

Alti funzionari iraniani ritengono che la guerra sia imminente. L’Iran dispone di piani di ampia portata (in caso di attacco) che coinvolgono anche l’Arabia Saudita e la sua leadership, ha lasciato intendere un alto funzionario iraniano. Karl Miller (dal campo) afferma che, a questo proposito, un quarto della produzione petrolifera saudita è già stato distrutto e che i danni causati dagli attacchi di rappresaglia di AnsarAllah interessano l’intera catena produttiva saudita – «dalla testa di pozzo alla stazione di servizio» – e che l’Arabia Saudita sta colmando il deficit attingendo alle proprie riserve.

Il rapporto di Miller, citato da Larry Johnson, avverte che,«se i canali di esportazione dell’Arabia Saudita dovessero chiudersi, il suo petrolio non avrebbe altra destinazione se non le proprie raffinerie, le proprie centrali elettriche e i propri serbatoi di stoccaggio. Una volta che lo stoccaggio fosse pieno, si raggiungerebbe all’incirca il limite massimo di produzione che l’Arabia Saudita potrebbe mantenere. Se Ras Tanura e Yanbu venissero chiusi contemporaneamente, il Regno sarebbe costretto a chiudere la maggior parte dei propri giacimenti petroliferi. Questo è esattamente lo scenario che la campagna di Ansar Allah contro l’oleodotto, il Mar Rosso e i terminali del Golfo è volta a provocare». «Qualsiasi nuova campagna americana o israeliana contro l’Iran si abbatterà su un sistema energetico saudita che non dispone più di margini per assorbirla», osserva Larry Johnson.

Qualsiasi nuovo attacco all’Iran, per estensione, significherà la fine del Golfo così come lo conosciamo, la fine del petrodollaro e la fine del Golfo come principale fornitore di liquidità per Wall Street e il mondo della tecnologia.

Ciononostante, secondo quanto riferito, Trump avrebbe affermato che gli Stati Uniti non stanno attualmente negoziando con l’Iran e che qualcosa accadrà «molto presto».

Forse. (Ma con Trump tutto si riduce a speculazioni). Se però sta bluffando, non funzionerà, e la sua umiliazione sarà ancora più profonda.

Un uomo che conosce Trump meglio di molti altri (avendo scritto quattro libri su di lui), Michael Wolff, sostiene che se i Democratici vinceranno nelle elezioni di medio termine del 3 novembre –

«Cercheranno di far capire al mondo che è “un nuovo giorno”. Trump, dal canto suo, cercherà di far capire al mondo che è ancora lui a controllare la scena. Ci sarà una serie di eventi di questo tipo (come una presunta invasione di Cuba, ad esempio) di portata superiore a qualsiasi cosa possiamo immaginare. Non si mostrerà umile. Il concetto di umiltà non esiste nell’animo di Donald Trump. Pertanto, farà esattamente il contrario».

«Non ritirarsi, ma attaccare».

Seven oil tankers carrying 288,000 tonnes of Russian diesel sail towards US

Tankers, tracked by Greenpeace, are first phase of Trump-Putin deal – but there is uncertainty over whether they will unload

Seven oil tankers carrying an estimated 288,000 tonnes of Russian diesel are now sailing towards the US, though it is uncertain if the vessels will be able to unload amid a political row about the legality of the shipments.

The transport, tracked by the pressure group Greenpeace, is the first phase of a contentious supply deal negotiated between presidents Donald Trump and Vladimir Putin earlier this month, reversing years of sanctions on Russia oil.

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© Photograph: Martin Witte/Alamy

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Seven oil tankers carrying 288,000 tonnes of Russian diesel sail towards US

Tankers, tracked by Greenpeace, are first phase of Trump-Putin deal – but there is uncertainty over whether they will unload

Seven oil tankers carrying an estimated 288,000 tonnes of Russian diesel are now sailing towards the US, though it is uncertain if the vessels will be able to unload amid a political row about the legality of the shipments.

The transport, tracked by the pressure group Greenpeace, is the first phase of a contentious supply deal negotiated between presidents Donald Trump and Vladimir Putin earlier this month, reversing years of sanctions on Russia oil.

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© Photograph: Martin Witte/Alamy

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Shell profits double to $10.8bn as Iran war pushes up margin on oil

Energy firm to return $5bn to shareholders as climate campaigners criticise high profits

Shell has doubled its profits in the last quarter after the Middle East conflict drove up the price of oil and gas and created shortages in the global market.

Shell reported on Thursday morning that it made an adjusted profit of $10.8bn (£8.1bn) in the July-September quarter, up from $5.432bn in the third quarter of 2025. The results beat analyst expectations for a rise to $10.33bn.

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© Photograph: Piroschka Van De Wouw/Reuters

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Shell profits double to $10.8bn as Iran war pushes up margin on oil

Energy firm to return $5bn to shareholders as climate campaigners criticise high profits

Shell has doubled its profits in the last quarter after the Middle East conflict drove up the price of oil and gas and created shortages in the global market.

Shell reported on Thursday morning that it made an adjusted profit of $10.8bn (£8.1bn) in the July-September quarter, up from $5.432bn in the third quarter of 2025. The results beat analyst expectations for a rise to $10.33bn.

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Angry Labour MPs urge leadership not to overrule energy secretary on Rosebank

Exclusive: Backbenchers voice alarm over ‘intolerable position’ faced by Miatta Fahnbulleh over oilfield decision

Furious Labour MPs have been lobbying the prime minister and chancellor not to overrule the energy secretary should she decide to block the Rosebank oilfield.

MPs say they are alarmed at the cabinet splits that have emerged over the issue after sources told the Guardian that Miatta Fahnbulleh was minded to refuse environmental permission for the field.

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© Photograph: Kirsty O’Connor/Treasury

© Photograph: Kirsty O’Connor/Treasury

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Ukraine's military reveals what Russia's war has cost Moscow — in dollars, arms, and lives

28 October 2026 at 21:20
With the money spent on the war, Russia could have built 1,000 new schools and 200 hospitals, and granted 1 million rubles to every child born since the start of the full-scale invasion.

'Reverse course while there's still time' — US senator tells ships carrying Russian diesel to turn around

28 October 2026 at 19:40
"I'm sending a sledgehammer message to shipping companies whose tankers are transporting illegal Russian diesel to our ports," Sen. Richard Blumenthal said. "Reverse course while there's still time."

80% of Ukrainians back strikes on Russian refineries even if US cuts support, poll shows

28 October 2026 at 13:39
Some 80% of respondents back the continued strikes, even if Washington restricts intelligence sharing or Starlink operations. Only 11% said Ukraine should pause the attacks, despite Russia's ongoing attacks on the Ukrainian energy grid, according to the survey.

Saudi Tanker Giant Posts 10-Fold Profit Jump as Ship Rates Surge

28 October 2026 at 09:27
Saudi Arabia’s main shipping firm Bahri reported a 10-fold jump in third-quarter profit as its oil tanker business benefited from surging freight rates amid the Iran war.

Trump shows off tanker with ‘1m barrels of oil’ and floats Venezuela as 51st state

27 October 2026 at 23:07

President at Texas campaign rally hails deal struck with post-Maduro government as ‘greatest oil victory in history’

Donald Trump suggested Venezuela would become the 51st state of the United States on Tuesday as the president showed off a tanker he claimed had “one million barrels of oil on it” from the country, nine months after deposing its president.

At a campaign rally in Corpus Christ, Texas, Trump touted a US oil deal with Venezuela, which the US attacked in January, capturing its long-serving leader Nicolás Maduro.

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© Photograph: Chip Somodevilla/Getty Images

© Photograph: Chip Somodevilla/Getty Images

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WATCH: Trump says Venezuela sent him 1 million barrels of oil as a 'gift'

President Donald Trump and Secretary of State Marco Rubio on Tuesday plan to show off a newly arrived oil tanker filled with Venezuelan crude to be processed in Texas refineries.

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