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La rivoluzione da 50 milioni della Sanità laziale inciampa nella burocrazia

28 October 2026 at 08:00

Medici di famiglia in allarme: regole diverse tra Asl, personale insufficiente e Case della Comunità in cerca di certezze

La sanità territoriale del Lazio doveva cambiare marcia. Per ora, secondo i medici di famiglia, rischia di restare ferma al semaforo. A meno di un mese dall’entrata in vigore dell’accordo regionale da 50 milioni, la Fimmg denuncia ostacoli organizzativi e chiede alla Regione guidata da Francesco Rocca un intervento urgente. Il problema non è firmare un’intesa, ma trasformarla in servizi per i cittadini di Roma e del Lazio.

Medici in rete, ma ogni Asl segue la propria strada

Il progetto ruota intorno alle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft), reti di medici chiamate ad assicurare assistenza dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, per bacini fino a 30mila assistiti. Un sistema destinato a integrarsi con le Case della Comunità, rafforzando le cure di prossimità.

Sulla carta il modello è definito. Sul territorio, sostiene il sindacato, le Asl adottano criteri differenti, tanto per le Aft quanto per gli ambulatori del ruolo unico di assistenza primaria. Il rischio è una sanità a geometria variabile: stesso accordo, servizi diversi a seconda del luogo di residenza.

Infermieri, sicurezza e posti ancora bloccati

La Fimmg segnala criticità nelle postazioni ambulatoriali, in particolare durante le ore notturne. Sono previsti almeno due medici, un infermiere e adeguate misure di sicurezza. Requisiti che, secondo il sindacato, non sempre vengono rispettati. Senza le garanzie necessarie, alcune attività ad accesso diretto non possono partire.

C’è poi il nodo della carenza di medici. La possibilità di aumentare fino al 20% il massimale degli assistiti, prevista dall’accordo, non sarebbe ancora operativa. Una misura che potrebbe dare respiro alle zone dove trovare un medico di base è già un’impresa. Mancano inoltre alcuni moduli per richiedere le indennità del personale di studio e infermieristico.

La richiesta alla Regione: meno annunci, più scadenze

Nell’elenco delle questioni aperte figurano i tavoli tecnici da convocare, gli accordi attuativi da completare e i rapporti con le università per il tutoraggio dei futuri medici. La Fimmg sollecita quindi una riunione urgente del Comitato regionale per la medicina generale, con scadenze precise e regole identiche in tutte le Asl.

L’intesa da 50 milioni resta in piedi. Ma tra una delibera approvata e un ambulatorio funzionante corre una distanza che nessun comunicato può accorciare. E il conto dei ritardi rischia di arrivare ai pazienti.

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Birra artigianale, il Lazio stanzia 740mila euro per sostenere le imprese

27 October 2026 at 08:00

La Regione Lazio punta sulla birra artigianale e mette in campo 740mila euro per sostenere le imprese del settore. La Giunta guidata dal presidente Francesco Rocca, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e al Bilancio Giancarlo Righini, ha approvato una delibera che rende operativa la legge regionale 20 del 2020 e apre la strada a un avviso pubblico rivolto a microbirrifici, piccoli impianti indipendenti e aziende agricole.

L’intervento mira a rafforzare una filiera in crescita, ma esposta ai rincari energetici e alla pressione competitiva dei grandi gruppi industriali. La Regione punta così a sostenere gli investimenti, favorire l’innovazione e valorizzare le produzioni locali, offrendo alle imprese strumenti per consolidare la propria presenza sul mercato.

Due linee di finanziamento per produzione e promozione

Il piano regionale suddivide le risorse in due capitoli di spesa, con l’obiettivo di rispondere alle diverse esigenze delle aziende. La quota più consistente, pari a 500mila euro, finanzierà gli investimenti produttivi. Le imprese potranno utilizzare i fondi per aggiornare i macchinari, introdurre tecnologie innovative, migliorare l’efficienza energetica e acquistare impianti avanzati per l’imbottigliamento e la fermentazione.

Gli altri 240mila euro sosterranno invece la promozione e la formazione. Le risorse serviranno a realizzare campagne di comunicazione, partecipare a fiere, sviluppare iniziative informative e organizzare percorsi formativi. La strategia punta ad aumentare la visibilità della birra artigianale laziale e a far conoscere il valore delle produzioni legate al territorio.

Contributi fino all’80% e massimo di 35mila euro per impresa

Il provvedimento prevede contributi a fondo perduto con percentuali differenziate in base alla tipologia di attività. I microbirrifici e i piccoli birrifici agricoli potranno ottenere una copertura fino all’80% della spesa ammissibile, mentre per i birrifici indipendenti il contributo potrà raggiungere il 70%.

Ogni impresa potrà ricevere finanziamenti per un importo massimo cumulabile di 35mila euro. La Regione assegnerà le risorse attraverso un bando a sportello, fino all’esaurimento dello stanziamento disponibile.

I criteri puntano a sostenere soprattutto le realtà di dimensioni ridotte e le aziende agricole che integrano la produzione di materie prime con la trasformazione. L’obiettivo è rafforzare il legame tra agricoltura e industria alimentare, favorendo investimenti in qualità, sostenibilità e capacità produttiva.

Righini: «Birra artigianale, un’eccellenza che racconta il territorio»

L’assessore Giancarlo Righini rivendica il valore strategico dell’intervento per il comparto agroalimentare regionale. La birra artigianale, sottolinea, rappresenta non soltanto un prodotto commerciale, ma anche un’espressione dell’identità territoriale e delle competenze imprenditoriali locali.

«Con questo atto confermiamo l’impegno concreto nei confronti di una realtà dinamica e fondamentale del nostro tessuto agroalimentare», dichiara Righini. «La birra artigianale laziale non è un semplice prodotto, ma il racconto della nostra terra, dell’ingegno dei nostri imprenditori e del legame profondo tra agricoltura e trasformazione d’eccellenza».

L’assessore ribadisce quindi la volontà di mettere le piccole imprese nelle condizioni di competere sui mercati, puntando su sostenibilità e qualità. «Sostenere i mastri birrai significa valorizzare la tradizione guardando al futuro economico dei nostri territori», conclude.

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Imprese, il Lazio corre: secondo posto in Italia per crescita. Intanto la Regione guarda alla programmazione europea

25 October 2026 at 08:30

Il Lazio si conferma tra le regioni più dinamiche dell’economia italiana, conquistando il secondo posto nazionale per tasso di crescita delle imprese. Secondo l’ultima rilevazione Movimprese, realizzata da Unioncamere e InfoCamere sulla base dei dati del Registro delle imprese, la regione registra un incremento dello 0,51%, contro una media nazionale dello 0,32%.

Il risultato rafforza il profilo competitivo del sistema produttivo laziale e segnala una capacità di espansione superiore a quella registrata nel complesso del Paese. Un andamento che mette in evidenza il peso delle attività economiche regionali e il loro contributo allo sviluppo nazionale.

Saldo positivo di oltre 3mila imprese nel terzo trimestre

Nel terzo trimestre del 2026, il Lazio ha registrato un saldo positivo di 3.035 imprese. Il bilancio dall’inizio dell’anno sale invece a 9.805 attività in più, confermando la vitalità del tessuto imprenditoriale.

Al 30 settembre 2026, le imprese registrate nella regione ammontano a circa 600mila, pari a oltre il 10% del totale nazionale. Numeri che confermano la rilevanza del Lazio nel panorama produttivo italiano e la presenza di un sistema economico capace di sostenere nuove iniziative. La crescita rappresenta un indicatore importante per valutare l’andamento del territorio, anche in relazione alle opportunità offerte dagli investimenti, dall’innovazione e dal rafforzamento delle filiere strategiche.

Angelilli: «Vogliamo sostenere investimenti e startup»

La vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli ha commentato positivamente i dati, sottolineando la necessità di consolidare i risultati attraverso politiche mirate. «Il Lazio è la seconda regione italiana per tasso di crescita delle imprese, con un incremento dello 0,51%, superiore alla media nazionale dello 0,32%. Un risultato che conferma la solidità e la dinamicità del nostro sistema imprenditoriale, un patrimonio economico strategico che vogliamo continuare a rafforzare e valorizzare», ha dichiarato.

Angelilli ha indicato tra le priorità regionali il sostegno ai nuovi investimenti, la nascita di startup e l’accompagnamento delle imprese nei percorsi di crescita e innovazione. L’obiettivo comprende anche il miglioramento delle competenze professionali e l’apertura di nuove opportunità sui mercati internazionali. La strategia punta quindi a consolidare la competitività del sistema produttivo, favorendo condizioni più favorevoli allo sviluppo delle attività economiche e alla crescita delle professionalità richieste dalle imprese.

Fondi europei e competitività, la strategia della Regione

La Regione Lazio guarda anche alla prossima programmazione europea, considerata un passaggio strategico per sostenere il sistema imprenditoriale e attrarre nuove risorse. «Stiamo lavorando a una strategia condivisa con tutti gli attori dello sviluppo, anche in vista della prossima programmazione europea, che riserva oltre 400 miliardi di euro per la competitività delle imprese», ha spiegato Angelilli.

La vicepresidente ha ribadito la volontà di mantenere il Lazio al centro delle future politiche di investimento dell’Unione europea, valorizzando il ruolo del territorio e rafforzando le opportunità per le imprese.I dati Movimprese offrono dunque un segnale positivo per l’economia regionale. La sfida, adesso, consiste nel trasformare la crescita del numero di attività in investimenti, innovazione, occupazione qualificata e maggiore presenza sui mercati internazionali.

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Dal Consiglio regionale stop agli sprechi alimentari: arrivano il Bollino solidale e il taglio della TARI

23 October 2026 at 07:00

Nasce ufficialmente il Bollino solidale della Regione Lazio per contrastare gli sprechi alimentari e premiare l’impegno sociale. Il marchio riconosce il merito di soggetti privati senza scopo di lucro, imprese etiche e realtà che gestiscono in modo tracciato le eccedenze di cibo a favore dei cittadini più bisognosi. Il riconoscimento assicura un importante punteggio di premialità nella partecipazione ai bandi regionali. La nuova legge bipartisan, firmata da Daniele Sabatini di Fratelli d’Italia e Marietta Tidei di Italia Viva, approvata in Consiglio regionale, punta a evitare la dispersione delle risorse in un frangente economico complesso.

Il testo normativo introduce compensazioni economiche per i Comuni che applicano riduzioni sulla TARI alle attività commerciali e agli enti coinvolti nel contrasto allo spreco. Il progetto estende il proprio raggio d’azione alle scuole e agli istituti penitenziari, avviando campagne mirate sull’educazione alimentare. La svolta arriva proprio a dieci anni dalla legge nazionale Gadda, che regola il recupero e la donazione di prodotti alimentari, farmaceutici e di altri beni a fini di solidarietà sociale e per la riduzione degli sprechi, inserendosi in un contesto sociale segnato dal carovita, dalle proteste studentesche contro gli affitti alti e dalle difficoltà delle famiglie provate dall’inflazione.

Terzo settore e agricoltura uniti nella rete di solidarietà

Il nuovo circuito del Bollino solidale e del partenariato regionale coinvolge una vasta rete di attori del territorio. La norma include gli enti del Terzo settore, le associazioni culturali e religiose, le case di comunità, le università e gli enti locali. La legge integra nel progetto anche le imprese agricole e le aziende già dotate di certificazioni etiche per il recupero delle eccedenze.

La consigliera regionale Marietta Tidei evidenzia il valore politico e sociale dell’iniziativa, pensata per rafforzare il lavoro quotidiano di realtà storiche come il Banco Alimentare. L’amministrazione mette a disposizione risorse e strumenti operativi per incrementare la redistribuzione del cibo, trasformando la risposta alla crisi in una grande alleanza di sussidiarietà.

Risorse straordinarie contro i rincari e fondi per il territorio

Il Consiglio regionale nella stessa seduta la misura che assegna 20,8 milioni di euro alle famiglie per contrastare il caro bollette e 10 milioni di euro alle aziende agricole colpite dal rincaro del gasolio. Lo stanziamento garantisce pure 1,2 milioni di euro all’Università della Tuscia e destina 915 mila euro alla promozione territoriale legata al Giro d’Italia 2027. La legge raddoppia anche le risorse per le piazze climatiche. (o rifugi climatici urbani), gli spazi pubblici progettati o riqualificati per contrastare il caldo estremo e le isole di calore.

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Irpef, a Roma spunta un’idea rivoluzionaria: lasciare 500 euro nelle tasche dei cittadini

23 October 2026 at 06:30

Roma Capitale delle tasse, ma forse qualcosa cambia

A Roma pagare le tasse è una tradizione consolidata, quasi quanto lamentarsi delle buche o aspettare un autobus che non arriva. Ora, però, qualcuno propone una novità ai limiti dell’eversione fiscale: lasciare qualche soldo in più nelle tasche di lavoratori e pensionati.

L’idea arriva dalla CGIL di Roma e del Lazio, che chiede al Campidoglio e alla Regione di alleggerire le addizionali Irpef nei bilanci del 2027. Secondo il segretario generale Natale Di Cola, il beneficio medio potrebbe aggirarsi intorno ai 500 euro annui. Non abbastanza per comprarsi una casa ai Parioli, ma sufficiente per affrontare qualche bolletta senza dover consultare il commercialista e uno psicologo contemporaneamente.

Addizionali Irpef, il conto di dieci anni di sacrifici

Per oltre un decennio i contribuenti laziali hanno contribuito a rimettere in ordine conti pubblici e debiti sanitari. Una forma di solidarietà obbligatoria che, secondo il sindacato, avrebbe ormai esaurito le proprie giustificazioni.

La proposta regionale prevede di cancellare la maggiorazione dello 0,5% e introdurre aliquote progressive: 1,23% fino a 28mila euro, 2% tra 28mila e 50mila e 2,83% oltre questa soglia, applicando la progressività alle rispettive fasce di reddito. Per Roma Capitale si chiede invece di portare l’esenzione a 20mila euro e ridurre l’aliquota comunale dallo 0,9 allo 0,5% per chi supera tale limite.

Quanto risparmierebbero i romani: fino a 840 euro e oltre

Traducendo il linguaggio tributario in quello del supermercato, la CGIL stima 280 euro di risparmio annuo con 20mila euro di imponibile, 435 euro con 30mila e 670 euro con 40mila. A quota 50mila il vantaggio supererebbe gli 840 euro. Naturalmente si tratta di simulazioni, non di soldi già accreditati. Perché tra una proposta sindacale e una decisione politica, a Roma, possono trascorrere intere ere geologiche.

Intanto il caro vita continua a mordere stipendi e pensioni. E mentre nove famiglie su dieci si preparano a tagliare i consumi, secondo l’indagine richiamata dal sindacato, la politica dovrà decidere se ridurre davvero il prelievo fiscale. Sarebbe realmente una piccola rivoluzione: dopo anni trascorsi a chiedere sacrifici ai cittadini, le istituzioni potrebbero finalmente compierne uno anche loro. Rinunciare a qualche entrata. Senza pretendere nemmeno un applauso.

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