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• Achakzai questions govt’s handling of Tehran diplomacy, Afghanistan ties
• Senate resolution seeks coordinated national action to curb population growth
ISLAMABAD: Lawmakers in the National Assembly and Senate on Thursday raised concerns over the political situation in Khyber Pakhtunkhwa and alleged human rights violations, while both houses also discussed electoral reforms and the need to strengthen parliamentary institutions.
National Assembly Opposition Leader Mehmood Khan Achakzai criticised the government for failing to take parliament into confidence over recent diplomatic developments in Tehran.
“How can four people decide the future of the whole nation?” he asked, warning that such decisions could push the country towards “anarchy and civil war”.
Mr Achakzai also opposed the suspension of trade with Afghanistan, describing Afghans as traditional friends of Pakistan and criticising the country’s past policies towards its neighbour.
PTI Chairman Barrister Gohar Ali Khan said the parliamentary proceedings and the prevailing political situation in KP were creating a negative impression among the public. He also called for an end to hereditary politics in the country.
Meanwhile, speaking on a point of order in the Senate, PTI parliamentary leader Barrister Syed Ali Zafar accused the government of undermining constitutional protections through the imposition of emergency and governor’s rule in KP.
He argued that fundamental human rights could not be suspended or compromised, regardless of the political situation. “There is one thing that cannot be broken, suspended or compromised: the fundamental human rights of the people of Pakistan,” he said.
Mr Zafar expressed concern over the detention of Noreen Niazi, sister of jailed PTI founder Imran Khan, claiming that she had suffered a heart attack and was hospitalised but her family was not being allowed to meet her.
Responding to the concerns, Adviser to the Prime Minister on Political Affairs Rana Sanaullah said Noreen Niazi had been provided medical treatment in Lahore and was in satisfactory condition.
On allegations that her family was being denied access, Mr Sanaullah assured the house that details would be sought and the matter addressed according to the circumstances.
He defended her detention, alleging that she had sought to create unrest by mobilising people for a protest march towards Islamabad.
Senate Opposition Leader Allama Raja Nasir Abbas also criticised the government’s actions in KP, alleging that the province had been “snatched from the people”.
He also questioned the imposition of emergency and governor’s rule in KP, arguing that democratic institutions could not function without respect for the law.
Separately, the Senate passed a resolution calling for urgent and coordinated national action to address the challenges posed by the country’s rapidly growing population.
The resolution, moved by PPP Vice President Senator Sherry Rehman, called for a comprehensive national response to population growth and its impact on public services and socioeconomic development.
Ms Rehman said Pakistan’s population was projected to reach approximately 390 million by 2050 at the current growth rate, placing unprecedented pressure on national resources.
Published in Dawn, October 30th, 2026


Na decisão, Fachin entendeu que não há mais motivos para retenção das investigações na presidência do Supremo.
Fachin também decidiu que as investigações que envolvem o Banco Master vão continuam sob sua relatoria temporária pelo prazo de 90 dias, contatos a partir de 12 de setembro.
No entendimento do presidente, o caso ainda não pode ser distribuído entre os demais ministros porque envolve citações a membros da Corte.
Os processos do Master também foram retirados de Mendonça no auge da crise interna no Supremo.
A decisão de Fachin será submetida a referendo do plenário. A data do julgamento ainda não foi definida.
Enquanto o caso Master permanecer na presidência da Corte, Fachin será responsável por medidas urgentes que eventualmente foram solicitadas pela Polícia Federal (PF) ou a Procuradoria-Geral da República (PGR), como pedidos de revogação de prisões e autorizações de diligências.
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A novant’anni dalla nascita il volume “Giorgio Chinnici, il rigore e la gentilezza” (Navarra) a cura di Francesco Lepore ripercorre il percorso umano, accademico e politico dell’insigne statistico, protagonista della stagione palermitana del riscatto negli anni del dopo stragi, attraverso un corpus selezionato di scritti e discorsi dello stesso e le testimonianze vive di chi lo conobbe apprezzandone la statura morale. Pubblichiamo di seguito un estratto dell’opera collettanea, costituto dal ricordo della figlia Valentina Chinnici, attuale deputata dell’Assemblea regionale siciliana, e delle sorelle Antonella, Daniela, Giusi.
Giorgio Chinnici, nostro padre, è stato un uomo che ha lasciato un segno importante nelle tantissime persone che ha incontrato nella sua vita. Ancora oggi riceviamo attestati di affetto, stima, ammirazione, non disgiunti spesso da commozione profonda da parte di chi ce ne parla. La sua vita è stata un intreccio inestricabile di valori e affetti, in cui il personale e il politico, come spesso accade nelle vite militanti, era di fatto indistinguibile. Preferiva eccedere piuttosto che difettare in generosità, sia materiale sia in termini di fiducia verso chiunque, soprattutto verso le persone umili e ai margini, come quelle detenute in carcere, per le quali nutriva un rispetto assoluto e alla cui promozione ed emancipa- zione ha orientato l’intera sua vita. Era infatti letteralmente affamato e assetato di giustizia sociale, oltre che animato da un’ansia conoscitiva incessante e da una curiosità cordiale e intensa verso tutte le manifestazioni dell’umanità, impersonando appieno il celebre adagio terenziano Homo sum, humani nihil a me alienum puto.
Il medesimo approccio umanistico improntava i suoi rigorosi studi criminologici, in cui l’ermeneutica dei dati statistici era permeata da letture sociologiche, antropologiche, psicologiche dei fenomeni analizzati. Con questo spirito fu tra i primi in Italia a occuparsi di bullismo e di violenza sulle donne. E, ancor prima, di fenomeni migratori, mettendo a tema già quarant’anni fa il caso di studio di Mazara del Vallo, comunità in cui l’integrazione tra siciliani e tunisini era una realtà collaudata. Noi quattro figlie venivamo coinvolte in vario modo nelle sue ricerche e nel suo lavoro di docente: fanno parte dell’aneddotica di famiglia le nostre estati in vacanza a Favignana, da lui passate a studiare nel carcere dell’isola, o in Emilia Romagna, dove presiedeva le commissioni degli esami di maturità, con viaggi infiniti in auto, stipati in sei in una piccola utilitaria che lui stesso guidava da Palermo a Pesaro. Crescendo lo seguivamo talvolta in convegni, seminari, conferenze, per le quali si preparava in modo meticoloso, con una ricerca e un gusto quasi ossessivo della parola, da filologo mancato più che da matematico qual era.
Nostra madre Nora, maestra appassionata, lo esortava spesso a semplificare qualche passaggio che le suonava concettoso. A pensarci, Giorgio e Nora erano di fatto un’unità duale: fidanzati dall’età di 13 anni e sposati dal 1964, avevano affrontato il grande dolore della perdita dopo soli due giorni del primogenito maschio, a cui era seguito, nei dieci anni successivi, il nostro quartetto femminile e successivamente la “fazzolettata” di otto nipoti. Casa nostra era sempre piena di gente, di rumore, calore e allegria, anche perché nostro padre, grande affabulatore, era dotato di ironia e capacità comiche coinvolgenti e mia madre di competenze culinarie straordinarie, che le fruttarono una volta anche uno straordinario primo premio col suo cavallo di battaglia, la pasta con le sarde, di cui andavano entrambi molto orgogliosi. Alla nostra tavola si alternavano le personalità più svariate: prefetti, questori, magistrati come Rocco Chinnici e Paolo Borsellino, ma anche tanti umili, provati dalla vita, donne in difficoltà e alunni di mamma del quartiere Guadagna, dove papà era stato segretario della locale sezione del PCI. Amante della vita sociale e della convivialità, nostro padre era però anche bisognoso di silenzio e studio, che spesso portava avanti la notte quando finalmente i rumori della casa da- vano tregua, e in campagna, a Pianetto, dove amava curare i suoi ulivi e zappare la terra, da lui definita inesauribile «riserva di significati».
Questo libro collettaneo, tuttavia, nasce dalla volontà non solo di ricostruire una biografia personale a noi cara, ma anche di considerare la stessa come una tessera preziosa di quel particolare mosaico che fu la rinascita di Palermo dopo le stragi del 1992, la cosiddetta Seconda Primavera, in cui diverse personalità civiche e intellettuali mobilitarono il loro ingegno, il loro coraggio e la loro fantasia per rimettere in piedi una città sfigurata dalla violenza mafiosa come da un conflitto bellico. Quei due mesi tra il 23 maggio e il 19 luglio furono infatti il nostro 11 settembre, il nostro Ground Zero, che avrebbe potuto lasciarci annientati e da cui, in- vece, germogliò una nuova luce di speranza, fiducia, riscatto civile. Nel caleidoscopio di personalità straordinarie che segnarono quella rinascita sociale, come il sindaco Leoluca Orlando, il giudice Antonino Caponnetto e l’amatissima assessora alla Scuola Alessandra Siragusa, ci fu anche nostro padre, un intellettuale prestato alla politica. Lui, il criminologo alieno nel Palazzo, che servì con assoluto rigore morale, «scrupolo e coscienza», «disciplina e onore» le nostre istituzioni pubbliche.
Oltre all’ampia introduzione del curatore e al su riportato ricordo testimoniale delle figlie di Giorgio Chinnici, il volume si compone dei contributi di Roberto Centaro, Salvatore Costantino, Giovanni Fiandaca, Giuseppe Grassonelli, Rosolino Martorana, Sergio Mazzola, Francesco Miceli, Maurizio Milone, Claudia Mirto, Leoluca Orlando, Silvana Polizzi, Elisa Romano, Marco Romano, Isaia Sales, Umberto Santino, Lidia Tilotta.
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L'articolo Storia di un protagonista della rinascita di Palermo proviene da Linkiesta.it.
«Cabeza fría». Este jueves, a mediodía, Alberto Núñez Feijóo se desplazó hasta el puesto de mando avanzado en la localidad toledana de Urda. Zona cero de la tragedia ferroviaria. Su visita tuvo lugar minutos antes de la confirmación de la muerte de una persona muy querida por su partido: Fátima Báñez. Después de un día entero de angustia. En la tarde, el PP instaló en su sede nacional un libro de condolencias. En una imagen que difundió la formación se podía leer una parte de la dedicatoria del presidente: «Fátima es la España que queremos y por la que trabajamos en su partido».
A cierre de esta edición, eran 69 las vidas víctimas del siniestro ferroviario. Entre ellas, Fátima. Un nombre propio que conmociona al primer partido del país, donde son tantos los amigos que lloran su pérdida.
El líder popular pidió «respeto» y también «memoria». Coherente con su decisión de suspender la campaña electoral, en su intervención ante los medios de comunicación mantuvo en todo momento un tono institucional. «Lo que ha pasado ha truncado la vida de muchas personas», se dolió.
El PP avanza hacia una primera reclamación: «Responsabilidades políticas». Después de «lo urgente», dijo Feijóo, «viene lo importante». Las «más de cien muertes en dos accidentes de tren de la Alta Velocidad en ocho meses y en el mismo corredor ferroviario conllevan un cuestionamiento del sistema». Los españoles, apuntó, «necesitan respuestas y ya se están preguntando qué es lo que pasa en la Alta Velocidad».
No quiso ahondar en su crítica. «Vamos a respetar a los muertos, vamos a enterrarles, vamos a acompañar a sus familias. Pero es evidente que tenemos que tomar decisiones», anticipó. «Las responsabilidades políticas no se pueden asumir cuando termine una investigación» y, además, no «son opcionales. Son imprescindibles desde el punto de vista ético y moral».
Núñez Feijóo no especificó si se refería a la dimisión del ministro Óscar Puente. Aunque luego no dejó lugar a equívoco: «Yo sé lo que haría si fuese presidente del Gobierno. Primero, en el nombramiento. Segundo, durante la ejecución y el mandato de ese ministro. Tercero, con los accidentes y los incidentes de AVE reiterados que hemos vivido».
Por la tarde, el grupo popular en el Congreso informó de una petición urgente para que sea el propio Pedro Sánchez quien dé la cara de lo ocurrido ante el Pleno de la Diputación Permanente. «Las responsabilidades no terminan en Óscar Puente. Sánchez fue quien le nombró, quien le sostiene y quien ha liderado a través de varios ministros (entre ellos Ábalos y Puente) una deficiente gestión del sistema ferroviario de nuestro país que ha desembocado en múltiples incidencias, incluidos los terribles siniestros ocurridos en Adamuz, Gelida y Urda».
A los populares no les vale que Puente se preste a comparecer de forma voluntaria la semana próxima. Quieren que sea Sánchez el que ofrezca las debidas explicaciones. «El PP considera insuficiente la comparecencia a petición propia del ministro de Transportes, y reclama que sea el presidente del Gobierno quien ofrezca explicaciones en el Congreso, después de haber dicho que era ‘inasumible’ que en España se hayan producido dos accidentes con 120 muertos confirmados en menos de nueve meses».
En su declaración ante los medios, el presidente del PP quiso trasladar una reflexión más profunda sobre Puente. Sin mencionarlo por su nombre. «La política no consiste en descalificar. La política no consiste en hablar. La política consiste en hacer. Para ejercer un cargo político y, mucho más, si tiene un componente técnico se necesitan tres cosas: experiencia, gestión y rigor». Los nombramientos, subrayó, «tienen que ser a personas que tengan trazabilidad y experiencia». Su exigencia, en caso de llegar a gobernar la nación, es y será siempre: «Experiencia, experiencia y experiencia. Gestión, gestión y gestión. Y rigor, rigor y rigor».
Hoy, el presidente popular se reúne en Génova 13 con expertos del sector ferroviario. «Llevamos desde Adamuz contactando con los responsables de seguridad de Renfe, de Adif. Llevamos toda la mañana reunidos con ellos. Vamos a tener memoria. Vamos a devolver la confianza al sistema ferroviario español», incidió. Con representantes sindicales, maquinistas y antiguos altos cargos abordará la situación en la que se encuentra la red ferroviaria.
Un encuentro que viene precedido por el de ayer. Feijóo estuvo reunido con los responsables del puesto de mando avanzado, con el presidente de Castilla-La Mancha, Emiliano García-Page, y con el alcalde de Toledo, Carlos Velázquez. Le acompañó en todo momento el presidente regional del PP, Paco Núñez. Confirmó que desde que sucedió la tragedia no se ha cruzado un solo mensaje con Sánchez. «Nadie del Gobierno me ha llamado», respondió ante el interés de la prensa. «He sido atendido muy cordialmente por el presidente Page». Una nula interlocución entre Gobierno y oposición que no deja de ser anómala.
En su intervención de ayer, Núñez Feijóo también quiso elogiar a otra España: la España apolítica. «Ayer vimos a la mejor España. Cómo un pueblo coge los coches y se va al campo, donde atraviesa la línea de ferrocarril de AVE. Hemos visto una actitud ejemplar y cómo los servicios de emergencias, sanitarios y Fuerzas y Cuerpos de Seguridad actuaron con la mayor ejemplaridad».


© EFE



JUEVES, 29 de octubre de 2026 (HealthDay News) -- La exposición al humo de incendios forestales durante el embarazo podría aumentar el riesgo de autismo en los niños, según un nuevo estudio.
Los niños tenían más probabilidades de ser diagnosticados con autismo si sus madres inhalaron humo de incendios forestales durante el embarazo, particularmente durante el segundo y tercer trimestre, informaron los investigadores el 26 de octubre en JAMA Pediatrics.
Cada aumento de 0.75 microgramos por metro cúbico en la contaminación por partículas en el aire debido a incendios forestales se asoció con un 30% más de riesgo de un diagnóstico posterior de autismo, encontraron los investigadores.
"El humo de los incendios forestales puede viajar mucho más allá de las comunidades donde se están quemando los incendios, y la exposición puede ocurrir incluso cuando el humo no es visible", dijo la investigadora principal Dra. Stefania Papatheodorou, epidemióloga de la Escuela de Salud Pública de Rutgers en Nueva Jersey.
"Nuestros hallazgos destacan la importancia de estar conscientes de los eventos de incendios forestales y sus posibles efectos en la calidad del aire durante el embarazo", agregó en un comunicado de prensa.
Para el nuevo estudio, los investigadores rastrearon los diagnósticos de autismo y TDAH entre más de 893,000 niños cubiertos por Medicaid entre 2007 y 2014.
El equipo luego utilizó datos de calidad del aire para estimar la exposición de las madres de los niños al humo de incendios forestales mientras estaban en el útero.
Los resultados mostraron un vínculo entre el humo de incendios forestales y el autismo, pero no con el TDAH.
La asociación con el autismo fue más fuerte para las exposiciones que ocurrieron después de la semana 15 del embarazo, dijeron los investigadores.
"El embarazo es un período de rápido desarrollo cerebral, cuando las exposiciones ambientales pueden interferir con procesos de desarrollo importantes", dijo Papatheodorou. "Nuestros hallazgos sugieren que las etapas media y tardía del embarazo pueden ser particularmente relevantes para comprender los posibles efectos del humo de incendios forestales en el desarrollo cerebral y el riesgo de autismo."
La contaminación por partículas finas consiste en partículas de 2.5 micrones o menos de diámetro, según la Agencia de Protección Ambiental de EE.UU.. En comparación, un cabello humano tiene entre 50 y 70 micrones de ancho.
Estas partículas pueden penetrar profundamente en los pulmones y contribuir a la inflamación en todo el cuerpo, lo que podría afectar el desarrollo fetal, especularon los investigadores. El estudio se suma a otras investigaciones que sugieren que las partículas de humo de incendios forestales pueden ser más dañinas que otros tipos de contaminación del aire, dijeron los investigadores.
"Estos hallazgos se suman a la evidencia sobre la exposición prenatal a la contaminación del aire y el neurodesarrollo infantil", dijo Papatheodorou. "Se necesitan estudios adicionales para confirmar la asociación y comprender mejor los posibles efectos del humo de incendios forestales."
Mientras tanto, las personas embarazadas deberían revisar los informes locales de calidad del aire y seguir las recomendaciones de salud pública para grupos sensibles cuando los niveles de contaminación sean altos, sugirió Papatheodorou.
Las medidas de protección incluyen permanecer en interiores durante días de alta contaminación, usar filtración de aire y usar un respirador que filtre partículas mientras se está al aire libre, agregó.
Los médicos también deberían sugerir medidas de protección durante los chequeos prenatales, agregó Papatheodorou.
"El asesoramiento ambiental durante el embarazo por parte de los médicos es inadecuado", dijo. "A veces, los médicos ni siquiera son conscientes de estos riesgos."
Más información
La Agencia de Protección Ambiental de EE.UU. tiene más información sobre el humo de incendios forestales y la salud.
FUENTE: Universidad de Rutgers, comunicado de prensa, 27 de octubre de 2026
JUEVES, 29 de octubre de 2026 (HealthDay News) -- Hasta 3 de cada 4 jugadores de la NFL que murieron en los últimos 15 años sufrían de encefalopatía traumática crónica (CTE, por sus siglas en inglés), una enfermedad cerebral degenerativa causada por impactos repetitivos en la cabeza, según un nuevo estudio.
Se estima que el 75% de los profesionales del fútbol americano que murieron entre 2008 y 2023 tenían CTE afectando sus cerebros, según investigadores en la revista JAMA Network Open.
En comparación, el CTE se encuentra en menos del 1% de las personas de la población general que han donado sus cerebros a la ciencia, señalaron los investigadores.
El hallazgo de CTE generalizado entre exjugadores "es preocupante y sugiere que necesitamos aumentar los esfuerzos para apoyar a las familias, diagnosticar el CTE en vida y tratar los síntomas relacionados con el CTE", dijo la investigadora principal del estudio Julia Gallini, candidata a doctorado en la Escuela de Salud Pública de la Universidad de Boston.
El CTE solo puede diagnosticarse de manera definitiva después de la muerte.
Para el nuevo estudio, los investigadores intentaron estimar el CTE entre los jugadores de la NFL cuyos cerebros no habían sido donados después de la muerte, observando primero los resultados de aquellos que sí habían donado sus cerebros.
De 387 jugadores de la NFL cuyos cerebros fueron estudiados, el 94% (362) tenía algún grado de daño neural asociado con el CTE, encontró el estudio.
Sin embargo, los exjugadores que sufren problemas cognitivos tienen aproximadamente cinco veces más probabilidades que los jugadores no afectados de donar sus cerebros para su examen después de la muerte, señalaron los investigadores.
Por lo tanto, podrían ser necesarios más estudios para obtener una imagen precisa de la prevalencia del CTE en la NFL en su conjunto.
Para hacerlo, el equipo de Gallini estudió los registros de defunción disponibles de los 2,362 jugadores de la NFL que murieron entre 2008 y 2023. Examinaron específicamente a aquellos que murieron por cualquier enfermedad cerebral degenerativa o que tenían demencia al momento de su fallecimiento.
"Luego utilizaron el tipo de causa de muerte relacionada con la demencia para extrapolar algún tipo de posible consecuencia de lo que podrían haber sido los síntomas [del CTE] manifestados", dijo la Dra. Rosanna Sabini, quien revisó los hallazgos. Es directora médica del Programa de Conmociones Cerebrales de Northwell Health en la ciudad de Nueva York.
Basándose en un análisis de todos los datos recopilados, el equipo de Gallini estimó que aproximadamente el 75% de los exjugadores fallecidos de la NFL probablemente fueron afectados por el CTE.
Un jugador de larga trayectoria dijo que los datos son difíciles de asimilar.
"Es difícil saber por lo que han pasado los muchachos que construyeron el juego", dijo Matt Hasselbeck, un veterano de 18 años en la NFL que se desempeña como embajador del estudio histórico.
"Estoy viendo esto como si fuera un informe de exploración. Ahora que sabemos a qué nos enfrentamos, tenemos una mejor oportunidad de ganar", dijo Hasselbeck en un comunicado de prensa de la Universidad de Boston. "No puedo deshacer los golpes que recibí, pero puedo inscribirme en investigaciones y hacer todo lo que pueda para ayudar a los científicos para que puedan encontrar una cura en mi vida. Tenemos que aprender de estos datos para hacer el juego más seguro, porque no podemos aceptar estas cifras para la próxima generación de jugadores."
No todos los jugadores con CTE desarrollarán síntomas, señalaron los investigadores. Sin embargo, aquellos que lo hacen típicamente experimentarán deterioro cognitivo, cambios de comportamiento, cambios de humor y demencia.
Estudios previos han demostrado que los jugadores de la NFL desarrollan demencia a una tasa cuatro veces mayor que la población general, dijeron los investigadores. Ningún otro trabajo ha demostrado tener un impacto tan significativo en el riesgo de demencia.
"Nos gustaría agradecer a la comunidad de exjugadores de la NFL por su apoyo a esta investigación que está respondiendo una importante pregunta de salud pública sobre la relación entre el fútbol americano y el CTE", dijo el investigador principal Yorghos Tripodis, profesor de bioestadística en la Escuela de Salud Pública de la Universidad de Boston, en el comunicado de prensa.
"Reconocemos que estos hallazgos pueden causar preocupación en la comunidad de jugadores vivos y sus familias. Queremos que sepan que nosotros y otros estamos listos para brindar apoyo, y que tenemos esperanza para aquellos que viven con CTE", dijo Tripodis. "Los descubrimientos del banco de cerebros ya nos han acercado significativamente a un diagnóstico en vida, momento en el cual nuestro objetivo más importante será desarrollar tratamientos efectivos para el CTE."
Los exjugadores de fútbol americano preocupados por la salud de su cerebro deberían considerar ser evaluados por un neurólogo, dijeron los investigadores.
Sabini estuvo de acuerdo, señalando que los síntomas del CTE pueden tardar décadas en desarrollarse.
Las carreras profesionales en el fútbol americano ocurren "temprano en la vida [de un jugador] y luego se retiran", dijo en un comunicado de prensa de Northwell. "Luego, pueden pasar 20 años y, de repente, pueden aparecer algunos síntomas; tal vez en situaciones sociales o psicológicas, tal vez haya cambios de carácter y nadie realmente lo entiende."
Los primeros signos de CTE pueden incluir depresión o ansiedad, dijo, o "explosividad, ser impulsivo, tener un temperamento explosivo."
A medida que la enfermedad avanza, el CTE puede llevar a un deterioro cognitivo, pérdida de memoria e incluso dificultades motoras relacionadas con el equilibrio y la marcha que pueden imitar las del Parkinson, dijo Sabini.
Subrayó que un mayor riesgo de CTE puede ocurrir en cualquier deporte en el que los impactos en la cabeza sean comunes.
"Sabemos más sobre esto en el fútbol americano porque han desarrollado estos bancos de cerebros específicamente para los donantes de la NFL", dijo Sabini. "Pero se puede ver en todos los deportes como el boxeo, el fútbol, el rugby, el hockey y la exposición militar. El cerebro no distingue un deporte de otro."
Más información
La Escuela de Medicina de Harvard tiene más información sobre la encefalopatía traumática crónica.
FUENTES: JAMA Network Open, 28 de octubre de 2026; Escuela de Medicina de la Universidad de Boston, comunicado de prensa, 28 de octubre de 2026; Northwell Health, 28 de octubre de 2026
JUEVES, 29 de octubre de 2026 (HealthDay News) -- Una disminución en las infecciones cardíacas potencialmente mortales en los Estados Unidos sugiere que menos personas podrían estar inyectándose drogas ilícitas, según un nuevo estudio.
Estas infecciones se llaman endocarditis infecciosa, y los datos de 2022 muestran que la tasa de casos causados por el uso de drogas disminuyó aproximadamente un 18% en comparación con los números de 2020, según un informe del 27 de octubre en la revista Clinical Infectious Diseases.
Sin embargo, los investigadores notaron una tendencia preocupante dentro de esa disminución: un mayor número de usuarios de drogas que experimentan infecciones cardíacas las han contraído a través de la inyección de drogas estimulantes, como metanfetamina.
Hasta ahora, los opioides históricamente representaban una gran parte de estas infecciones cardíacas, señaló el investigador principal Dr. Paul Christine. Es profesor asistente de medicina en la Universidad de Colorado Anschutz.
"Después de años de hospitalizaciones en aumento, la endocarditis asociada al uso de drogas ha estado disminuyendo desde 2020, y los patrones subyacentes de uso de drogas han cambiado para incluir más estimulantes", concluyó el estudio.
Los adictos que se inyectan drogas con agujas sucias pueden introducir bacterias u otros gérmenes en su torrente sanguíneo, explicó el grupo de Christine. Eso podría causar potencialmente una infección en el revestimiento interno o las válvulas del corazón, lo que podría llevar a la muerte o a daños cardíacos permanentes.
Para el nuevo estudio, los investigadores utilizaron datos federales de hospitalización para rastrear el número de personas hospitalizadas con endocarditis infecciosa causada por el uso de drogas.
Más de 118,000 de estas infecciones ocurrieron entre 2016 y 2022, alcanzando su punto máximo en 2020 durante el apogeo de la pandemia de COVID-19, encontraron los investigadores. Ese año se registraron alrededor de 18,700 infecciones cardíacas relacionadas con drogas, en comparación con aproximadamente 15,300 en 2022.
Durante ese período, los resultados muestran que el porcentaje de casos que involucraban el uso de opioides disminuyó de más del 49% a aproximadamente el 40%.
Pero los casos que involucraban tanto opioides como estimulantes aumentaron del 23% al 29%, y los estimulantes solos del 15% al 18%, encontraron los investigadores. Eso representa un aumento total en los casos relacionados con estimulantes del 37% en 2016 a casi el 47% en 2022.
La disminución general en las infecciones cardíacas podría explicarse por un mayor acceso al tratamiento para la adicción, así como por servicios de reducción de daños como el acceso a jeringas limpias y la educación sobre prácticas más seguras de consumo de drogas, dijeron los investigadores.
También es posible que las personas estén cambiando de inyectarse drogas a fumarlas, reduciendo así su riesgo de una infección grave, señalaron los investigadores.
"Creo que el problema no es simplemente que los estimulantes estén ganando más protagonismo", dijo Christine en un comunicado de prensa de la universidad. "Es que el sistema de salud actualmente tiene menos herramientas efectivas para tratar el trastorno por uso de estimulantes que el trastorno por uso de opioides."
Christine y su equipo planean explorar tratamientos mejorados para la adicción en personas que usan estimulantes, y analizar si ha habido una disminución en otras infecciones graves relacionadas con el uso de drogas, incluidas las infecciones de la piel, tejidos blandos y huesos.
Más información
La Asociación Americana del Corazón tiene más información sobre la endocarditis infecciosa.
FUENTE: Universidad de Colorado Anschutz, comunicado de prensa, 27 de octubre de 2026