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Sciopero del 30 ottobre, trasporti revocati: le comunicazioni di Trenitalia, Trenord, Italo e Atac

30 October 2026 at 06:30

Giornata di disagi su tutto il territorio nazionale per lo sciopero generale indetto per oggi, 30 ottobre 2026. La mobilitazione coinvolge diversi settori pubblici e privati ma ha lasciato fuori, infine, il settore trasporti.

Per il caro vita avrebbero incrociato volentieri le braccia i lavoratori di Trenitalia, Trenord e anche delle aziende di trasporto pubblico locale, come Atac. Ma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha voluto evitare una paralisi delle grandi città, in particolare Roma, dove per la manifestazione promossa dall’Usb sono attese più di 20.000 persone.

Perché i trasporti non hanno potuto scioperare

La revoca del blocco dei trasporti è arrivata a seguito del provvedimento di precettazione disposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il fermo dei bus, della metropolitana e dei treni locali avrebbe causato un impatto sproporzionato sui diritti dei cittadini alla mobilità, in una giornata segnata dalla presenza di manifestazioni e dalla necessità per tanti altri lavoratori pendolari o fuori sede di rientrare nei propri paesi d’origine per la ricorrenza di Ognissanti.

A Roma, dove si attendeva l’impatto maggiore, il servizio di trasporto pubblico locale procede quindi regolarmente, pur con possibili isolati ritardi legati ad alcune chiusure stradali necessarie per garantire il normale svolgimento del corteo che da Piazza dei Cinquecento, davanti Stazione Termini, dovrà raggiungere i Fori Imperiali.

Quali sono le aziende coinvolte dalla revoca

Tra le principali aziende che hanno dovuto formalizzare la revoca figurano i colossi del trasporto ferroviario, ma anche quelle che si occupano della mobilità dei grandi centri urbani d’Italia:

  • Trenitalia;
  • Trenord;
  • Italo;
  • Atac;
  • Atm.

Resta fermo che, trattandosi di uno sciopero generale proclamato da sigle sindacali autonome, il singolo lavoratore conserva il diritto costituzionale e individuale di aderire alla protesta, motivo per cui non si escludono comunque isolate cancellazioni o corse ridotte legate all’adesione del personale operativo.

Le dichiarazioni di Salvini

Sulla scelta di bloccare le braccia al settore della mobilità è intervenuto direttamente il ministro dei Trasporti Matteo Salvini:

Ho fatto il mio dovere di ministro dei Trasporti che deve garantire la mobilità a tutti gli italiani, quindi ho precettato i sindacalisti che hanno convocato uno sciopero senza rispettare i requisiti previsti dalla legge.

Le dichiarazioni del Viminale

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha confermato il massimo livello di allerta per prevenire disordini nelle città calde come Roma e Milano, sottolineando la strategia del Viminale per isolare eventuali frange violente:

Confido nella capacità di prefetti, questori e rappresentanti di vertice delle forze di polizia a livello territoriale di saper gestire anche i margini di imprevedibilità di questi fenomeni.

El renacer de Pierre Cardin

30 October 2026 at 04:40

Pierre Cardin, nacido Pietro Cardini en Italia en 1922, nunca creyó en la muerte. Al menos no en la suya, que le acabó llegando el 29 de diciembre de 2020. Tres meses antes, una periodista de Paris Match le preguntó por el futuro de su marca. “¿Después de mi muerte? No pienso en ello. No he organizado nada. Nada”, respondió. Tenía 98 años y un mes después ingresó con covid en un hospital de París, donde falleció.

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© Caterina Barjau

Tocado negro de Pierre Cardin de 1990 y collar rosa de 1967.

© Caterina Barjau

En primer plano, traje de noche de 1998 bordado con lentejuelas azules y grises y falda estructurada de seda azul. Al fondo, traje de noche en seda negra y sombrero de fieltro de 2008.

© Caterina Barjau

Mono de lamé dorado con capa gigante plisada de 1991-1992.

© Caterina Barjau

Armario de inspiración futurista diseñado por Cardin entre 1978 y 1979.

© Caterina Barjau

Tocado naranja de Cardin de 1981.

© Caterina Barjau

Traje de fiesta de seda blanca, con gran lazo en satén negro, de 1989.

© Caterina Barjau

Bolso de mano fucsia de satín de seda de 1979.

© Caterina Barjau

Sombrero Auréole en vinilo negro, de 1980.

© Caterina Barjau

Vestido de lentejuelas con babero de vinilo plateado y cabujón dorado, de 1967.

© Caterina Barjau (EL PAÍS)

Una de las salas del palacio Bragadin, en Venecia, donde se exhiben los tocados y sombreros de Pierre Cardin de varias décadas, desde los forales de 1952 hasta los inspirados en los deconstructivistas de los años ochenta.

Europa a las urnas

30 October 2026 at 04:30
Un colegio electoral durante la primera vuelta de unas municipales francesas este 2026.

Los contornos de la batalla política europea en su superaño electoral van dilucidándose. El ciclo arrancará con las elecciones generales en España en noviembre de 2026 y se cerrará, previsiblemente, con las italianas en diciembre de 2027, si Giorgia Meloni no las anticipa. Entre tanto, habrá votado la mitad de la población europea en sus principales estados miembros salvo Alemania, si Friedrich Merz resiste. La discusión sobre la idea de Europa se estructurará en torno a, por un lado, las fuerzas políticas de centro europeísta y, por el otro, a los partidos de la contestación patriótica, cuyo proyecto para el futuro de la UE es la repatriación de poderes hacia las capitales nacionales.

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Storia di un protagonista della rinascita di Palermo

30 October 2026 at 03:45

A novant’anni dalla nascita il volume “Giorgio Chinnici, il rigore e la gentilezza” (Navarra) a cura di Francesco Lepore ripercorre il percorso umano, accademico e politico dell’insigne statistico, protagonista della stagione palermitana del riscatto negli anni del dopo stragi, attraverso un corpus selezionato di scritti e discorsi dello stesso e le testimonianze vive di chi lo conobbe apprezzandone la statura morale. Pubblichiamo di seguito un estratto dell’opera collettanea, costituto dal ricordo della figlia Valentina Chinnici, attuale deputata dell’Assemblea regionale siciliana, e delle sorelle Antonella, Daniela, Giusi.

Giorgio Chinnici, nostro padre, è stato un uomo che ha lasciato un segno importante nelle tantissime persone che ha incontrato nella sua vita. Ancora oggi riceviamo attestati di affetto, stima, ammirazione, non disgiunti spesso da commozione profonda da parte di chi ce ne parla. La sua vita è stata un intreccio inestricabile di valori e affetti, in cui il personale e il politico, come spesso accade nelle vite militanti, era di fatto indistinguibile. Preferiva eccedere piuttosto che difettare in generosità, sia materiale sia in termini di fiducia verso chiunque, soprattutto verso le persone umili e ai margini, come quelle detenute in carcere, per le quali nutriva un rispetto assoluto e alla cui promozione ed emancipa- zione ha orientato l’intera sua vita. Era infatti letteralmente affamato e assetato di giustizia sociale, oltre che animato da un’ansia conoscitiva incessante e da una curiosità cordiale e intensa verso tutte le manifestazioni dell’umanità, impersonando appieno il celebre adagio terenziano Homo sum, humani nihil a me alienum puto.

Il medesimo approccio umanistico improntava i suoi rigorosi studi criminologici, in cui l’ermeneutica dei dati statistici era permeata da letture sociologiche, antropologiche, psicologiche dei fenomeni analizzati. Con questo spirito fu tra i primi in Italia a occuparsi di bullismo e di violenza sulle donne. E, ancor prima, di fenomeni migratori, mettendo a tema già quarant’anni fa il caso di studio di Mazara del Vallo, comunità in cui l’integrazione tra siciliani e tunisini era una realtà collaudata. Noi quattro figlie venivamo coinvolte in vario modo nelle sue ricerche e nel suo lavoro di docente: fanno parte dell’aneddotica di famiglia le nostre estati in vacanza a Favignana, da lui passate a studiare nel carcere dell’isola, o in Emilia Romagna, dove presiedeva le commissioni degli esami di maturità, con viaggi infiniti in auto, stipati in sei in una piccola utilitaria che lui stesso guidava da Palermo a Pesaro. Crescendo lo seguivamo talvolta in convegni, seminari, conferenze, per le quali si preparava in modo meticoloso, con una ricerca e un gusto quasi ossessivo della parola, da filologo mancato più che da matematico qual era.

Nostra madre Nora, maestra appassionata, lo esortava spesso a semplificare qualche passaggio che le suonava concettoso. A pensarci, Giorgio e Nora erano di fatto un’unità duale: fidanzati dall’età di 13 anni e sposati dal 1964, avevano affrontato il grande dolore della perdita dopo soli due giorni del primogenito maschio, a cui era seguito, nei dieci anni successivi, il nostro quartetto femminile e successivamente la “fazzolettata” di otto nipoti. Casa nostra era sempre piena di gente, di rumore, calore e allegria, anche perché nostro padre, grande affabulatore, era dotato di ironia e capacità comiche coinvolgenti e mia madre di competenze culinarie straordinarie, che le fruttarono una volta anche uno straordinario primo premio col suo cavallo di battaglia, la pasta con le sarde, di cui andavano entrambi molto orgogliosi. Alla nostra tavola si alternavano le personalità più svariate: prefetti, questori, magistrati come Rocco Chinnici e Paolo Borsellino, ma anche tanti umili, provati dalla vita, donne in difficoltà e alunni di mamma del quartiere Guadagna, dove papà era stato segretario della locale sezione del PCI. Amante della vita sociale e della convivialità, nostro padre era però anche bisognoso di silenzio e studio, che spesso portava avanti la notte quando finalmente i rumori della casa da- vano tregua, e in campagna, a Pianetto, dove amava curare i suoi ulivi e zappare la terra, da lui definita inesauribile «riserva di significati».

Questo libro collettaneo, tuttavia, nasce dalla volontà non solo di ricostruire una biografia personale a noi cara, ma anche di considerare la stessa come una tessera preziosa di quel particolare mosaico che fu la rinascita di Palermo dopo le stragi del 1992, la cosiddetta Seconda Primavera, in cui diverse personalità civiche e intellettuali mobilitarono il loro ingegno, il loro coraggio e la loro fantasia per rimettere in piedi una città sfigurata dalla violenza mafiosa come da un conflitto bellico. Quei due mesi tra il 23 maggio e il 19 luglio furono infatti il nostro 11 settembre, il nostro Ground Zero, che avrebbe potuto lasciarci annientati e da cui, in- vece, germogliò una nuova luce di speranza, fiducia, riscatto civile. Nel caleidoscopio di personalità straordinarie che segnarono quella rinascita sociale, come il sindaco Leoluca Orlando, il giudice Antonino Caponnetto e l’amatissima assessora alla Scuola Alessandra Siragusa, ci fu anche nostro padre, un intellettuale prestato alla politica. Lui, il criminologo alieno nel Palazzo, che servì con assoluto rigore morale, «scrupolo e coscienza», «disciplina e onore» le nostre istituzioni pubbliche.

Oltre all’ampia introduzione del curatore e al su riportato ricordo testimoniale delle figlie di Giorgio Chinnici, il volume si compone dei contributi di Roberto Centaro, Salvatore Costantino, Giovanni Fiandaca, Giuseppe Grassonelli, Rosolino Martorana, Sergio Mazzola, Francesco Miceli, Maurizio Milone, Claudia Mirto, Leoluca Orlando, Silvana Polizzi, Elisa Romano, Marco Romano, Isaia Sales, Umberto Santino, Lidia Tilotta. 

Tratto da “Giorgio Chinnici, il rigore e la gentilezza” (Navarra editore), a cura di Francesco Lepore, 20 euro, 280 pagine.

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Una cena per celebrare le eccellenze al servizio degli chef

30 October 2026 at 03:45

«Premium» è una delle parole più consumate del vocabolario alimentare. Compare sulle confezioni, nei menu, nelle insegne, spesso utilizzata come sinonimo di qualcosa che dovrebbe essere migliore e, quasi inevitabilmente, costare di più. A forza di applicarla a tutto, abbiamo finito per svuotarla. Per chi lavora in cucina, invece, la questione è concreta: che cosa rende davvero superiore una materia prima? Provenienza, certificazioni, lavorazioni e continuità qualitativa sono caratteristiche che incidono sul risultato finale e permettono al ristoratore di conoscere ciò che acquista e raccontarlo al cliente.

È in questo contesto che si inserisce l’arrivo in Italia di METRO Premium, la linea nata nel 2016 e già presente in oltre 17 Paesi del Gruppo, che completa l’offerta dei prodotti a marchio METRO posizionandosi nella fascia più alta dell’assortimento. Per presentarla al mercato italiano, METRO ha organizzato una elegante serata di gala dedicata a clienti, stampa, influencer e opinion leader. Un evento dall’allestimento particolarmente curato, con un servizio di grande standing e un’arpista ad accompagnare la cena. Protagonista della serata è stato il menu realizzato dagli chef di METRO Academy, che hanno cucinato utilizzando le materie prime della nuova linea. Un’occasione per assaporare direttamente nel piatto il pregio degli ingredienti, attraverso preparazioni capaci di valorizzarne le specificità.

L’assortimento debutta con oltre cento referenze, destinate ad aumentare progressivamente, disponibili nei punti vendita e attraverso il servizio di delivery. Il cuore della proposta è rappresentato dal fresco e dall’ultrafresco, con numerosi prodotti DOP e IGP e un’attenzione dichiarata alle certificazioni.

«Con METRO PREMIUM vogliamo offrire ai professionisti della ristorazione e agli appassionati di cucina gourmet ingredienti all’altezza delle proposte gastronomiche più ricercate», spiega Alessia Vanzulli, Head of Fresh, Own Brand & Localism di Metro Italia. «Abbiamo lavorato allo sviluppo di una linea a marchio che esprime la nostra attenzione alla scelta delle materie prime e lascia a ogni chef la libertà di interpretarle secondo la propria visione. Significa fare un passo in più nel rapporto con i nostri clienti: non soltanto rifornire le loro cucine, ma mettere a disposizione ingredienti che sappiano dare forma alle loro ambizioni».

La selezione attraversa buona parte della cucina professionale. Si va dalla Chianina IGP alla Burrata di Andria IGP, dal Pecorino Romano DOP, fino a pasta, riso, olio extravergine di oliva, Aceto Balsamico di Modena, conserve, salumi, pesce affumicato, surgelati e dessert. Una dispensa trasversale, pensata per accompagnare il lavoro del ristoratore dall’antipasto al dolce, in costante evoluzione. La selezione è infatti destinata ad ampliarsi progressivamente, rafforzando la proposta di METRO per i professionisti della ristorazione di fascia alta. 

Tre prodotti raccontano in particolare l’approccio della linea. Le Linguine di Gragnano IGP sono realizzate con grano italiano, trafilate al bronzo ed essiccate lentamente a bassa temperatura, secondo il disciplinare della denominazione. La Burrata di Andria IGP rappresenta una lavorazione casearia legata al territorio, mentre nei Gamberi Rossi del Mediterraneo la qualità passa anche dalla gestione della conservazione: pescati dai pescherecci di Mazara del Vallo, vengono congelati direttamente a bordo per preservarne le caratteristiche organolettiche.

La cena di presentazione ha tradotto questa selezione in un racconto gastronomico, affidando agli chef di METRO Academy il compito di mostrare come ingredienti diversi possano trovare spazio nella ristorazione contemporanea. Perché il valore di una materia prima si misura anche nella sua capacità di rispondere alle esigenze di chi la lavora ogni giorno.

Ed è proprio in cucina che la parola premium può recuperare significato, diventando un criterio di scelta fondato su caratteristiche riconoscibili e verificabili, prima ancora che una promessa sulla confezione.

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Queda de helicóptero militar na Bósnia faz quatro mortos

29 October 2026 at 21:55
Helicóptero estaria a voar em baixa altitude e começou a rodar sobre si próprio antes de se despenhar. As causas do acidente permanecem desconhecidas.

© GOLDZEN/X

Helicóptero terá começado a girar sobre si próprio antes de se despenhar.

Al menos cuatro muertos al estrellarse un helicóptero militar italiano en Bosnia

29 October 2026 at 20:52

Al menos cuatro personas han muerto y otras 11 han resultado heridas este jueves al estrellarse un helicóptero del ejército de Italia en Bosnia y Herzegovina, ha informado el Ministerio de Defensa italiano.

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© klix.ba (via REUTERS)

Lugar del accidente de un helicóptero CH-47 Chinook del contingente italiano de la misión Eufor Althea de la Unión Europea, en Gorice, (Bosnia y Herzegovina), este jueves.

Restaurantes na Sardenha desafiam a estar “à mesa sem ecrãs”

29 October 2026 at 18:42
Quinze restaurantes italianos foram desafiados a “desconectar” os jovens dos telemóveis durante as refeições e a “conectá-los” com os pais. Iniciativa pretende alargar-se a mais estabelecimentos.

© LightRocket via Getty Images

De acordo com o guia prático Crianças e Adolescentes num Mundo Digital, editado pela Federação Italiana de Médicos Pediatras (FIMP), 95% dos adolescentes italianos usam telemóveis regularmente e aproximadamente um em cada quatro mostra sinais de uso problemático

“Signora lo dice a sua sorella”. Lite furiosa tra Matone e Bruti Liberati su La7, tra urla, risate e minacce di abbandonare lo studio

29 October 2026 at 17:33

Scontro al fulmicotone a L’aria che tira (La7) tra Simonetta Matone, deputata di Forza Italia, ex leghista ed ex magistrata, ed Edmondo Bruti Liberati, già procuratore capo di Milano ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Tra urla, battibecchi, accuse reciproche e involontari siparietti comici, la discussione degenera fino all’ultimatum della parlamentare al conduttore David Parenzo: “O gli togliete l’audio o vado via. Deve stare zitto!”.
Il motivo del contendere è la scarcerazione di Youssef Siher, decisa dalla gip di Milano Tiziana Landoni. Bruti Liberati, in collegamento, contesta duramente l’attacco di Giorgia Meloni: “Le parole del presidente del Consiglio, con questo insulto a un giudice, sono incommentabili”. E aggiunge che il riferimento al terrorismo contenuto nel provvedimento della Procura di Milano era talmente infondato che la gip lo ha liquidato in pochissime pagine.
Matone comincia a borbottare e a interromperlo. L’ex procuratore la richiama: “No, signora, stia attenta alle parole”.

Apriti cielo: la parola “signora” scatena la prima crisi diplomatica della trasmissione.
“Lei mi deve chiamare onorevole o dottoressa – protesta Matone – perché sono una sua collega. Non signora, perché se ero maschio lei non mi chiamava signore, ma dottore onorevole”.
Bruti Liberati, per nulla impressionato dal protocollo parlamentare, replica: “No, io chiamo tutti signore o signori”.
Ma Matone insiste: “Non credo proprio, la conosco. Signora lo dice a sua sorella e non a me“.

L’ex procuratore tenta allora di tornare al tema della discussione e illustra le motivazioni con cui la giudice Landoni ha escluso la sussistenza dei presupposti per la misura cautelare richiesta nei confronti di Siher: “Il giudice non ha convalidato il fermo perché l’istigazione a delinquere non c’è stata. La gip ha applicato scrupolosamente i principi della Cassazione e della Corte costituzionale. Non c’è stata istigazione a delinquere neanche nella diffusione di quella parte del manuale egiziano, perché la parte che incitava alla violenza non è stata riportata”.

Matone riprende la parola e muove a Bruti Liberati un’accusa singolare: “Il dottor signor Bruti Liberati, in primis, non si dissocia dagli accadimenti del 17 dicembre“.
A intervenire è Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista: “Dissociarsi dal 17 dicembre è un po’ difficile”.
La deputata si corregge, ma Bruti Liberati sbotta: “Ma da cosa mi devo dissociare? Ma stiamo scherzando, onorevole? Ho fatto il procuratore capo di Milano per una vita!”.
“Lo ha fatto male, evidentemente!”, ribatte Matone.
“Ho mandato a giudizio terroristi dell’Isis – rilancia il magistrato – E sono stati condannati! Ma di cosa parliamo?”.

La deputata cambia bersaglio e gli rimprovera di avere definito “volgare” il capo di imputazione formulato dalla Procura di Milano, ricordandogli che l’ufficio giudiziario “non è esattamente il pizzicagnolo sotto casa”.
Bruti Liberati cerca di replicare: “No, no, signora! Ascolti!”. Ma è un’altra “signora” di troppo.
“Lei deve stare zitto! Io vado via! – esplode Matone – Perché la prepotenza di certa magistratura la sta dimostrando lui, che non sta zitto!”.
L’ex procuratore scoppia a ridere, Matone torna ancora una volta sulla mancata dissociazione dagli “accadimenti del 17 ottobre”.
“Mi dissocio anche dall’assassinio di Umberto I, se vuole“, ribatte ridendo Bruti Liberati.
Matone si rivolge direttamente a Parenzo e detta le condizioni per proseguire la trasmissione: “Ma lo vede? O gli togliete l’audio o vado via! Deve stare zitto!“.

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Sciopero 30 ottobre, dopo la precettazione dei trasporti Trenitalia e Trenord annunciano che la circolazione sarà regolare

29 October 2026 at 17:33

Doveva essere un venerdì nero per i trasporti, ma la situazione sembra rientrata. Per quanto riguarda le mobilitazioni di domani 30 ottobre, è stata disposta la precettazione nel settore dei trasporti che ha portato al differimento dell’astensione dal lavoro nel settore. Trenitalia e Trenord confermano la regolare programmazione dell’attività ferroviaria dalle dalle ore 21 di giovedì 29, alle ore 21 di venerdì 30 ottobre, orari di inizio e fine dello sciopero indetto da Usb. I treni viaggeranno pertanto secondo il normale orario di servizio, senza le modifiche previste in caso di sciopero. Anche se il sindacato ha annunciato l’intenzione di disobbedire alla precettazione, per cui non possono essere escluse adesioni individuali.

Il gruppo Fs ha annunciato regolare circolazione ferroviaria il 29 e 30 ottobre. A seguito dell’ordinanza del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (n. 204 T del 27 ottobre 2026), il Gruppo Fs conferma quindi la regolare programmazione dei collegamenti ferroviari dalle ore 21 di giovedì 29 ottobre alle ore 21 di venerdì 30 ottobre. I treni viaggeranno pertanto secondo il normale orario di servizio, senza le modifiche previste in caso di sciopero. Comunque i viaggiatori sono invitati a consultare l’app Trenitalia, la sezione Infomobilità di trenitalia.com e i canali di informazione e assistenza nelle stazioni per eventuali aggiornamenti sulla circolazione.

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Estudiantes italianos ocupan facultad en Roma en apoyo a huelga

29 October 2026 at 16:55

Roma, 29 oct (Prensa Latina) Estudiantes italianos se sumaron hoy a las protestas de mañana contra el encarecimiento de la vida y las prioridades del gasto público, al ocupar la Facultad de Letras y Filosofía de la Universidad La Sapienza, en esta capital.

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Legge di bilancio, Roberto Capobianco (Conflavoro): “Bene misure su lavoro e giovani, ora spinta in più su energia e AI per le PMI”

29 October 2026 at 16:11

Il presidente: “Apprezzamento per le misure su rinnovi, giovani e assunzioni. Rafforziamole così che le piccole imprese aiutino subito i loro lavoratori”

Dopo il via libera del Consiglio dei ministri alla legge di bilancio, Conflavoro torna sul nodo storico delle piccole imprese: il costo del lavoro. “Nella manovra – dichiara il presidente nazionale Roberto Capobianco – vediamo diverse misure nella direzione giusta: dal 5 per cento confermato sugli aumenti da rinnovo, alla superdeduzione per giovani e madri lavoratrici assunti, ma anche il forfettario portato a 100 mila euro e la conferma della ZES Unica. Sono misure che apprezziamo e abbiamo contribuito a introdurre negli anni con nostre proposte”.

“Sui giovani, in particolare, rilanciamo la misura ‘Tasse zero Under 35’ in cui chiediamo una piena agevolazione fiscale e contributiva così da incentivare il più possibile la loro presenza nel mercato del lavoro. Nell’esame parlamentare confidiamo possa poi esserci margine per rendere strutturali misure a effetto immediato sulla busta paga: fringe benefit e premi di produttività tassati all’1 per cento, pur confermati nel DDL; indennità di trasferta aggiornate; detassazione di notturni e festivi estesa a tutte le micro e piccole imprese, detassazione degli aumenti contrattuali resa triennale ed estesa agli aumenti individuali. Sono questi gli strumenti con cui le aziende virtuose sostengono subito i loro lavoratori in un momento difficile”, spiega Capobianco.

Ma il costo del lavoro, secondo il presidente di Conflavoro, è solo una gamba: “Le PMI pagano l’energia un quarto in più della media europea e restano indietro sull’intelligenza artificiale. Confidiamo che la misura di contenimento energetico annunciata per le PMI dal presidente Meloni possa essere un segnale forte. Tra le nostre proposte resta uno Scudo Energia per le piccole imprese più colpite dai rincari, cioè quelle con costi energetici oltre il 15 per cento del fatturato, e con la proposta denominata ‘Bolletta Massima’ puntiamo a un percorso per azzerare il divario di prezzo con gli altri Paesi dell’area euro entro il 2030. Noi saremo pronti come sempre a collaborare con Governo e Parlamento e mettere a disposizione il nostro know-how, soprattutto sull’intelligenza artificiale. Sull’innovazione, rilanciamo infatti la proposta di un voucher che copra fino all’85 per cento della spesa delle micro e piccole imprese per l’intelligenza artificiale e anche la proposta ‘Ricerca in Fabbrica’, con il credito sulla ricerca che sale al 50 per cento per le sole PMI. Resta sul tavolo, infine, la nostra riforma più importante, ‘Utile Zero’: l’utile reinvestito in azienda, per macchinari e nuove assunzioni, non è una rendita da tassare ma la prima fonte di finanziamento delle piccole imprese. È la riforma che chiediamo di portare avanti insieme, per dare forza strutturale all’azienda che produce e reinveste”, conclude Capobianco.

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Così Artico e Antartide entrano nella mappa degli interessi strategici italiani

29 October 2026 at 15:01

Se tra due decenni l’Italia vorrà contare in Artico e Antartide, quindi riscuotere un dividendo tanto economico quanto politico, allora, oggi, non può che accelerare la sua progettazione in quelle due aree, nella consapevolezza che incidono sulle alleanze internazionali e sulle catene di approvvigionamento legate alle nuove rotte.

Un’analisi a più cervelli sull’importanza ormai acclarata dell’Artico c’è stata in occasione della seconda conferenza nazionale su “Artico e Antartide – Il Sistema Paese nello scenario internazionale e le nuove sfide della competizione globale”, alla presenza di vari esponenti del governo oltre che del capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano.

Il ministro della difesa Guido Crosetto ha cerchiato in rosso un punto: quel territorio “va presidiato perché qualsiasi cosa sia fondamentale per un possibile futuro nemico per noi diventa importante”. Il riferimento è alla presenza italiana, politica e strategica che si traduce secondo quanto osservato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani in un ruolo più attivo nella competizione internazionale per le risorse, le rotte commerciali e la sicurezza. L’imperativo è essere “sempre più protagonisti, cioè non giocare di rimessa ma giocare in prima linea”. Anche perché il campo da gioco vede tante variabili, come Mosca e Pechino.

Secondo il titolare della Farnesina “certamente è un confronto anche di tipo militare ma anche un confronto di tipo commerciale ed economico”. Per cui l’Italia non può non tenerne conto, “siamo osservatori, ma la nostra presenza politica deve essere sempre più forte per tutelare l’interesse nazionale”, primo fra tutti quello che riguarda le nuove rotte.

Lo ha detto apertamente Tajani che per l’Italia “è vitale aprire un percorso alternativo” per le merci, a maggior ragione dopo le crisi a Hormuz e Bab el Mandeb, aggiungendo che “per noi è vitale avere la libertà di navigazione”, tema di cui si è discusso la settimana scorsa a Istanbul con Germania, Francia, Gran Bretagna, Arabia Saudita, Egitto, Turchia e Pakistan.

Quale il prossimo passo, dunque? Aumentare gli investimenti nella politica dell’Antartide e dell’Artico “perché sono in ballo i nostri interessi vitali”, citando anche le iniziative scientifiche promosse dal ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e il lavoro della sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti.

Ma Russia e Cina stanno dimostrando maggiore iniziativa nell’Artico rispetto all’Alleanza atlantica, ha richiamato il generale Portolano, mettendo l’accento su un punto: la deterrenza “si gioca anche nelle regioni polari”.

In questo senso il governo sin dal suo insediamento ha manifestato molto interesse per l’area: “Nella strategia italiana per l’Artico, il presidente Meloni scrive che da questione geografica l’Artico è diventato una questione strategica – ha ricordato Rauti – Stesso concetto, con centralità attribuita agli aspetti della sicurezza, lo troviamo anche nella strategia dell’Unione europea, presentata circa 9 giorni fa, che individua come prioritari la sicurezza, la resilienza, anche delle infrastrutture, la deterrenza difensiva, la protezione delle infrastrutture critiche, il contrasto alle minacce ibride. Evidentemente c’è anche, nella strategia dell’Unione europea, una prospettiva: il riconoscimento dell’Artico come area strategica e vulnerabile, area strategica per la sicurezza euroatlantica ed europea, e si richiama in quelle linee un ruolo dell’Unione europea più proattivo nel grande nord”, ha concluso.

 

“Boia chi molla”, foto di Mussolini e fasci littori: in Lombardia le cene per la marcia su Roma. A Milano esponenti di FdI, Lega e Futuro nazionale

29 October 2026 at 14:22

Quattro cene, in Lombardia, per ricordare la marcia su Roma. Centinaia di nostalgici, tra cui alcuni esponenti politici locali, hanno voluto celebrare i giorni in cui le Camicie nere entrarono a Roma e quando, proprio il 28 ottobre del ’22, il governo Facta si dimise, aprendo la strada a Benito Mussolini grazie al diniego di Vittorio Emanuele III alla richiesta di firmare lo stato d’assedio. Quattro appuntamenti diversi, dunque: uno alle porte di Milano, a Zibido San Giacomo, uno a Pavia, uno a Brescia e uno a Salò con oltre 300 persone.

Camicie nere, sì, motti neofascisti come “boia chi molla”, cori, e poi lungo le pareti l’effigie del Duce, i fasci littori, l’aquila sul Tricolore. Nella trattoria Isola Fiorita, a due passi dal capoluogo lombardo, circa cento persone si sono ritrovate per festeggiare l’anniversario della data che ha permesso a Mussolini di arrivare al governo. Dietro l’organizzazione, ambienti di Futuro nazionale. In particolare il comitato 421 di Milano, il cui referente è l’avvocato Renato Maturo, già collaboratore di Ignazio La Russa, e lo storico esponente della destra sociale Roberto Jonghi Lavarini. Maturo, nei giorni scorsi, ha incontrato informalmente il candidato in pectore di Forza Italia a Milano, il sottosegretario Matteo Perego di Cremnago. E prima ancora il numero due di FnV, Massimiliano Simoni. Presenti, alla cena, anche alcuni esponenti locali di Fratelli d’Italia e Lega.

Da quanto apprende ilFattoQuotidiano.it, a mettere in piedi l’incontro pavese è stato Marcello Olivari, che risulta essere referente del comitato di Futuro nazionale di Codevilla, nonché esponente dell’area più ortodossa del partito (vale a dire, più a destra). Dietro la cena di Brescia, invece, ci sarebbe il dirigente di FnV Gianfranco Chiari, già fondatore dell’associazione Il Nord per Vannacci e, peraltro, vittima nei giorni scorsi di un’aggressione all’interno di un ristorante.

Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it
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“Vaccini? Io credo nella scienza”: il ministro Schillaci sconfessa la maggioranza sul reintegro dei medici no vax

29 October 2026 at 14:13

“Io sono uno che crede nella scienza”. Pausa. “Credo nella scienza e quindi anche nei vaccini”. Il ministro della Sanità Orazio Schillaci, arrivando al Senato per il question time, parlando col Fatto sconfessa la maggioranza di governo che mercoledì alla Camera ha votato per reintegrare i medici no vax nella legge delega sulle professioni sanitarie. Testo passato con uno scarto di 13 voti a Montecitorio, che ha provocato uno scontro nella maggioranza: Forza Italia ha fatto sapere che modificherà il testo al Senato.

Ora anche Schillaci, ex rettore dell’Università Roma Tre voluto come ministro della Sanità in quota Fratelli d’Italia, parla in quanto medico e professore universitario. La sua posizione è simile a quella del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che proprio mercoledì ha detto che si deve “contrastare chi avvelena l’opinione sui vaccini”. Schillaci dovrà dare un parere al Senato quando arriverà l’emendamento di Forza Italia.

Gli azzurri infatti in queste ore hanno annunciato modifiche nel secondo passaggio a Palazzo Madama: “La norma non ci convince e non può restare così com’è”, ha detto la capogruppo al Senato Stefania Craxi. La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli ha rincarato la dose: “Si manda un messaggio sbagliato, a chi si è vaccinato e a chi no. Dal Covid siamo usciti grazie alla scienza e ai vaccini”.

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As 50 razões para Farioli ficar na história do Dragão

29 October 2026 at 13:46
Italiano tornou-se o segundo treinador mais rápido a operar 50 vitórias na história do FCP. Na Taça da Liga, a águia quer cantar mais que o galo e Rui Borges já sabe o seu prazo de validade.

Divieto social ai minori, stop della Commissione Ue: “Leggi nazionali rinviate per un anno, prima il nostro regolamento Kids act”

29 October 2026 at 13:23

Dopo il divieto social per i minori approvato dalla Grecia, primo paese in Europa a varare il ban, arriva lo stop di Bruxelles. “La Commissione ha deciso di rinviare di 12 mesi qualsiasi progetto di legge nazionale che si sovrapponga alle future norme armonizzate, ritenendolo fondamentale per evitare una frammentazione del nostro mercato interno”, ha dichiarato Thomas Regnier, portavoce della Commissione Ue. “Per salvaguardare il lavoro dei nostri co-legislatori, dobbiamo ora concentrarci sui negoziati relativi all’EU Kids Act e garantire un’efficace applicazione delle nostre norme”, ha aggiunto il funzionario di Bruxelles. Come effetto del rinvio, l’avvocato Stefano Bertone e Antonio Affinita (Moige) indicano i rischi sulla salute pubblica, ricordando la sanzione inflitta a Meta dal tribunale del New Mexico.

In attesa del provvedimento europeo per proteggere i più giovani, Regnier ha citato il Digital service act come strumento di tutela. Il portavoce della Commissione ha lanciato lo stop alle cancellerie del Vecchio Continente esprimendo il parere di Bruxelles sulla proposta di legge austriaca, con il ban previsto fino a 14 anni. La decisione del rinvio si ripercuote anche sull’Italia. Pochi giorni fa la presidenza del Consiglio dei ministri aveva lasciato trapelare sulle pagine di Repubblica la linea di Giorgia Meloni. La premier “non è contraria o ostile” al divieto per i giovanissimi. Tuttavia mai hai espresso il suo favore esplicito verso il ban dai social network, contenuto nel disegno di legge 1136, fermo da oltre un anno in attesa dei pareri del governo, ma con il via libera incassato proprio dall’Europa. Fratelli d’Italia, con Lavinia Mennuni, aveva esortato il Parlamento ad approvare il provvedimento, anche un emendamento per tutelare i giovani. Invito subito raccolto dal Partito democratico e Italia Viva. Ma ora il progetto bipartisan potrebbe arenarsi, dopo la decisione annunciata da Bruxelles.

Il portavoce Ue ha indicato l’Italia tra gli Stati che hanno già notificato le proprie leggi alla Commissione, insieme a Slovenia, Belgio e Francia. “Il lavoro è in corso”, ha detto Regnier, precisando che “questo non cambierà la nostra posizione di base: non frammenteremo il nostro mercato interno. Se lo si fa, con età diverse e leggi diverse nei vari Stati membri, diventa quasi impossibile far rispettare le norme”. La Commissione europea punta ora ad approvare la sua proposta di regolamento battezzata Kids act, accelerando il trilogo dei negoziati con Consiglio e Parlamento europeo.

Il divieto social è fortemente sostenuto dalle associazioni delle famiglie promotrici della class action contro Meta e TikTok, per i possibili danni ai minori. Tra le sigle c’è il Moige, Movimento genitori italiani. Il direttore generale Antonio Affinita, interpellato da ilfattoquotidiano.it esprime stupore per la mossa di Bruxelles: “Molto grave lo stop al divieto, si tratta di una ingerenza nelle politiche sulla salute pubblica degli Stati membri, un tema su cui gli i governi nazionali restano sovrani. Di fatto è impedito di legiferare in attesa di un provvedimento europeo”, ha dichiarato Affinita. “Del resto siamo perplessi sul Kids act, a partire dalla soglia troppo bassa fissata a 13 anni, come è già ora”, conclude il direttore generale. Il Moige aveva elencato 8 profili critici del provvedimento in discussione a Bruxelles, per tutelare i giovani dalle conseguenze dei social network. Ad esempio, l’assenza di responsabilità economica, penale e civile per i danni che un minore può subire. Oppure il parental control, eludibile, difficile da comprendere per i non esperti e interamente a carico dei genitori. I limiti di sicurezza da imporre alle piattaforme, secondo il Moige, troppo lasco e senza garanzie concrete. Infine, l’incertezza sulle sanzioni.

Anche l’avvocato Stefano Bertone, tra i legali del team della class action contro Meta e TikTok, si concentra sui rischi del rinvio di Bruxelles sulla salute pubblica: “La sopravvivenza e la salute mentale dell’età adolescenziale è una pretesa dell’oggi, non di dopodomani o tra 12 mesi”. L’avvocato ricorda il precedente legale negli Stati Uniti, con la maxi sanzione per i danni ai minori inflitta alla casa madre di Facebook e Instagram: la priorità è “evitare che si moltiplichino e aggravino anche da noi gli effetti di quella ‘tempesta’ che ha investito la salute mentale di milioni di adolescenti nel Nuovo Messico, come ha dichiarato il tribunale locale poche settimane fa, condannando Meta a quasi un miliardo di dollari di sanzioni”.

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Manovra, cedolare secca all’1% per gli under 35: Gioventù Nazionale rivendica la proposta sugli affitti lanciata a La Piazza di Affaritaliani

29 October 2026 at 12:13

Gioventù Nazionale Bari rivendica il taglio della cedolare secca previsto nella Manovra 2027. Il movimento giovanile di Fratelli d’Italia richiama la proposta presentata durante La Piazza di Affaritaliani a Ceglie Messapica, quando aveva chiesto di ridurre le tasse per chi affitta agli studenti fuorisede.

A La Piazza Gioventù Nazionale aveva proposto un taglio delle tasse sugli affitti agli studenti

Una proposta presentata al primo raduno nazionale delle forze politiche giovanili, organizzato nell’ambito de La Piazza 2026 di Affaritaliani, torna d’attualità dopo l’approvazione della Manovra da parte del Consiglio dei ministri. A rivendicare il risultato è Gioventù Nazionale Bari, che riconosce nelle nuove agevolazioni fiscali sugli affitti una risposta alla battaglia portata avanti durante la kermesse di Ceglie Messapica.

A illustrare la proposta era stato Davide Picci, dirigente provinciale del movimento giovanile di Fratelli d’Italia, che nell’intervista rilasciata ad Affaritaliani aveva chiesto di ridurre dal 21% al 10% la cedolare secca ordinaria per chi affitta immobili agli studenti universitari. L’intervento fiscale era accompagnato dalla proposta di rivedere i criteri comunali per la determinazione dei canoni, tenendo conto della zona dell’immobile, dei servizi offerti e dell’ISEE degli studenti.

Un’iniziativa che durante il confronto tra i giovani dei partiti aveva ottenuto anche il voto favorevole del Partito Democratico. Al raduno aveva partecipato anche la ministra del Lavoro Marina Calderone.

Nella Manovra 2027 il Governo ha previsto una riduzione della cedolare secca dal 10% al 5% per gli affitti a canone concordato, con un’aliquota che scenderebbe ulteriormente all’1% per i contratti, sempre a canone concordato, con inquilini fino a 35 anni. Una misura accolta con soddisfazione da Gioventù Nazionale Bari, che rivendica la proposta presentata durante La Piazza 2026 di Affaritaliani.

Il comunicato di Gioventù Nazionale Bari

Gioventù Nazionale Bari rivendica il risultato: “Dalla nostra proposta ad Affari Italiani alla Manovra, la battaglia sugli affitti diventa realtà”

La proposta avanzata al Forum delle Forze Politiche giovanili nell’ambito de “La Piazza 2026”, organizzata da Affari Italiani, dalla delegazione nazionale di Gioventù Nazionale, composta interamente da baresi, trova una risposta nella Manovra.

Il Consiglio dei Ministri annuncia: cedolare secca al 5% e all’1% per gli under 35 negli affitti a canone concordato.

Durante il Raduno la delegazione nazionale di Gioventù Nazionale, aveva proposto di ridurre dal 21% al 10% la cedolare secca per chi affitta agli studenti, accompagnando l’intervento fiscale con una revisione dei criteri di determinazione delle tabelle comunali.

“Avevamo avanzato una proposta concreta che andasse ad incentivare le locazioni e aiutare gli studenti fuorisede e i giovani tutti senza che questo poi andasse a penalizzare e demonizzare i locatari degli immobili. Oggi il Governo va oltre quanto avevamo proposto, con un’agevolazione fiscale ancora più forte e noi non possiamo che accogliere positivamente questo intervento e rivendichiamo con orgoglio di aver contribuito a portare il tema al centro del dibattito nazionale quando ancora non “andava di moda”.

Ricordiamo, tra l’altro, che la proposta aveva riscosso in quella sede l’apprezzamento di Edoardo Vernazza, Presidente Nazionale di ANCE Giovani”, La misura assume un significato particolare per la città di Bari dove i canoni di locazione sono aumentati del 52,9% dal 2020, registrando la crescita più elevata tra le principali città italiane.

“Bari conosce bene il problema: studenti fuorisede, giovani lavoratori e famiglie devono affrontare un mercato degli affitti sempre più oneroso. Per noi non è una battaglia astratta che si affronta con proteste spesso violente o sterili polemiche, ma una questione che riguarda il diritto allo studio e la possibilità di costruire il proprio futuro senza essere costretti a partire”, prosegue la nota del movimento giovanile di Fratelli d’Italia La proposta nasceva proprio dalla necessità di trasformare le difficoltà delle nuove generazioni in soluzioni concrete.

La delegazione era nazionale, ma composta interamente da ragazzi della Provincia di Bari, quasi tutti studenti universitari, che hanno portato all’attenzione del confronto politico nazionale un problema vissuto quotidianamente sul proprio territorio.

Manovra, cedolare secca all’1% per gli under 35: Gioventù Nazionale rivendica la proposta sugli affitti lanciata a La Piazza di Affaritaliani
Manovra, cedolare secca all’1% per gli under 35: Gioventù Nazionale rivendica la proposta sugli affitti lanciata a La Piazza di Affaritaliani
Manovra, cedolare secca all’1% per gli under 35: Gioventù Nazionale rivendica la proposta sugli affitti lanciata a La Piazza di Affaritaliani
Manovra, cedolare secca all’1% per gli under 35: Gioventù Nazionale rivendica la proposta sugli affitti lanciata a La Piazza di Affaritaliani
Manovra, cedolare secca all’1% per gli under 35: Gioventù Nazionale rivendica la proposta sugli affitti lanciata a La Piazza di Affaritaliani
Manovra, cedolare secca all’1% per gli under 35: Gioventù Nazionale rivendica la proposta sugli affitti lanciata a La Piazza di Affaritaliani
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Siher manda in tilt Forza Italia. Craxi e Moratti contro Tajani: “No alla gogna mediatica”, “Scarcerato? E’ la forza della democrazia”

29 October 2026 at 12:05

“Era come se fosse in flagranza“, “i reati erano comprovati“. Con tutto il governo impegnato a lanciarsi all’attacco della gip Tiziana Landoni che ha disposto la liberazione di Youssef Siher, Antonio Tajani, mercoledì, è riuscito a distinguersi arrivando a stabilire con queste parole la colpevolezza del 30enne accusato di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Ma questa deriva giustizialista del leader di Forza Italia non è piaciuta ad alcune anime rilevanti del suo partito. Così, appena il giorno dopo, sui giornali e sui social, a prendere una posizione diversa sono due nomi come Letizia Moratti e Stefania Craxi.

Nella mattinata di giovedì, la senatrice forzista, figlia dell’ex leader socialista, pubblica sul suo profilo Instagram delle card per celebrare l’approvazione, proprio il giorno prima, della Legge Costa: ” Stop alla gogna, il sospetto non può sopravvivere alla verità giudiziaria – scrive la senatrice Craxi – Il testo Costa sulla pubblicità delle sentenze di assoluzione è legge. Una battaglia di Forza Italia, portata avanti con determinazione, che diventa una risposta concreta a una questione di civiltà giuridica”. È bastato il riferimento alla “gogna” per far associare a molti commentatori il tema al caso specifico di Siher. Ma è il contenuto delle card che segna la rottura più netta con le parole di Tajani: “Immagina di essere accusato di un reato che non hai mai commesso – si legge – Immagina di finire su tutti i giornali accusato di quel reato. Immagina di essere stato assolto e che nessuno dia la notizia, intanto la tua vita è stata stravolta. Stop alla gogna. Non si può consentire che il sospetto sopravviva alla verità giudiziaria“.

La verità giudiziaria, almeno per il momento, è che la giudice del Tribunale di Milano, nelle 37 pagine di ordinanza, ha stabilito non solo che non vi fossero gli estremi per convalidare il fermo di Siher in carcere, ma anche che non esistano gravi indizi di colpevolezza rispetto ai reati contestati, al contrario di quanto sostiene Tajani. “Le condotte poste in essere dall’indagato, così come risultanti dalle acquisizioni investigative dianzi richiamate, non sono, allo stato, sussumibili, nel delitto di istigazione a commettere reati”, scrive Landoni. Motivazioni sufficienti, dato che arrivano direttamente da un giudice, per Craxi e la sua battaglia.

Dalle pagine del Foglio, anche un altro nome di peso del partito ha assunto posizioni ben distanti da quelle scomposte del ministro Tajani: Letizia Moratti. La presidente della Consulta della segreteria nazionale di Forza Italia, nel suo intervento, precisa che, personalmente, nutre “forti perplessità sulla sua scarcerazione“, ma “rispetto naturalmente la decisione della magistratura, oltre ad esprimere solidarietà ed immutata stima alle forze dell’ordine. Le indagini proseguiranno e sarà la giustizia, nella sua autonomia, ad accertare eventuali responsabilità”.

Nessuna condanna delle decisioni della gip, come fatto invece da Tajani. Anzi, Moratti prende il caso di Siher ad esempio per evidenziare quello che sembra considerare un paradosso: “Un uomo che ha contestato radicalmente lo Stato e le sue istituzioni, che attraverso i social ha promosso una mobilitazione segnata da una durissima e violenta contrapposizione alle istituzioni, evocando una ‘guerra a questo presente’, oggi è libero per decisione di un giudice di quello stesso Stato. Proprio lo Stato rappresentato come un nemico da combattere e abbattere (anche se Siher non ha mai manifestato nei suoi messaggi intenzioni di questo genere, ndr) ha garantito a Siher un giudice indipendente. Gli ha garantito il diritto alla difesa. Gli ha garantito la presunzione di innocenza. Ha sottoposto l’azione della propria Procura al controllo di un’altra autorità giudiziaria. E quando quel giudice ha ritenuto che non vi fossero i presupposti per convalidare il fermo, lo Stato ha aperto la porta della sua cella. È difficile immaginare una dimostrazione più limpida della forza della democrazia“.

X: @GianniRosini

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Detienen a un hombre de 76 años en Italia por matar a su primo con un bollo relleno de crema para quedarse con su herencia

29 October 2026 at 08:13
La víctima, de 74 años y con una grave dificultad para tragar, murió por asfixia el 27 de junio en la residencia sociosanitaria en la que vivía Leer

La víctima, de 74 años y con una grave dificultad para tragar, murió por asfixia el 27 de junio en la residencia sociosanitaria en la que vivía
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