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“Vaccini? Io credo nella scienza”: il ministro Schillaci sconfessa la maggioranza sul reintegro dei medici no vax

29 October 2026 at 14:13

“Io sono uno che crede nella scienza”. Pausa. “Credo nella scienza e quindi anche nei vaccini”. Il ministro della Sanità Orazio Schillaci, arrivando al Senato per il question time, parlando col Fatto sconfessa la maggioranza di governo che mercoledì alla Camera ha votato per reintegrare i medici no vax nella legge delega sulle professioni sanitarie. Testo passato con uno scarto di 13 voti a Montecitorio, che ha provocato uno scontro nella maggioranza: Forza Italia ha fatto sapere che modificherà il testo al Senato.

Ora anche Schillaci, ex rettore dell’Università Roma Tre voluto come ministro della Sanità in quota Fratelli d’Italia, parla in quanto medico e professore universitario. La sua posizione è simile a quella del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che proprio mercoledì ha detto che si deve “contrastare chi avvelena l’opinione sui vaccini”. Schillaci dovrà dare un parere al Senato quando arriverà l’emendamento di Forza Italia.

Gli azzurri infatti in queste ore hanno annunciato modifiche nel secondo passaggio a Palazzo Madama: “La norma non ci convince e non può restare così com’è”, ha detto la capogruppo al Senato Stefania Craxi. La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli ha rincarato la dose: “Si manda un messaggio sbagliato, a chi si è vaccinato e a chi no. Dal Covid siamo usciti grazie alla scienza e ai vaccini”.

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Forza Italia, Tajani perde pezzi: il deputato brianzolo Sala lascia e va verso Fratelli d’Italia

28 October 2026 at 19:53

“Non mi sento più a casa né nella famiglia politica in cui sono cresciuto”. Così il deputato Fabrizio Sala ha deciso: lascia Forza Italia e approda al gruppo Misto della Camera, con lo sguardo già rivolto a Fratelli d’Italia. Uno strappo maturato dopo mesi di malumori, che il deputato brianzolo ha affidato anche a uno sfogo con i colleghi. Sala non rinnega la sua storia politica, che è stata nel segno di Silvio Berlusconi prima da sindaco e vicepresidente della provincia di Monza e poi vicepresidente della Regione Lombardia. Ma quella Forza Italia, si è sfogato con i suoi colleghi di partito, “non esiste più”.

Un disagio che, secondo Sala, sarebbe condiviso anche da altri esponenti azzurri per la mancanza di spazi interni al partito: parlando con i colleghi il deputato azzurro ha detto che avrebbe sperato di “poter essere utile alla Brianza, alla mia terra e alla mia gente” ma oggi “non vedo più le condizioni per continuare a farlo come prima, nel partito dove sono sempre stato”. Il futuro? Sala si iscriverà al gruppo Misto con una “nuova agibilità politica” sostenendo il governo di Giorgia Meloni sperando in una riconferma nel 2027.

La destinazione naturale sarebbe proprio Fratelli d’Italia. Ma il trasloco deve attendere: tra Meloni e Tajani vige infatti ancora un patto politico che impedisce agli alleati di sottrarsi reciprocamente i parlamentari. Il passaggio nel Misto diventa così una tappa intermedia, in attesa che maturino le condizioni per un eventuale ingresso nel partito della premier. Per Tajani, intanto, arriva un addio dopo aver portato nel gruppo la leghista Simonetta Matone.

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Salvini, il day after della riconferma parte male: Matone lascia la Lega e va in Forza Italia

26 October 2026 at 10:15

Simonetta Matone lascia la Lega e approda in Forza Italia. La deputata romana, ex magistrato di Cassazione, non si è presentata al congresso federale di Milano che ieri ha riconfermato Matteo Salvini alla guida del partito e decide di entrare nel partito azzurro dopo settimane di malessere per la gestione del ministro delle Infrastrutture.

Il passaggio arriva in un momento delicato per il Carroccio. Al congresso Salvini è stato rieletto segretario per la quarta volta con 465 voti, circa il 76%, contro i 146 dello sfidante Massimo Garavaglia, e resterà in carica fino al 2030. Nella stessa assise il partito ha cambiato nome in “Lega Italia Federale”, archiviando la stagione della “Lega Salvini premier”, e ha rilanciato una linea dura sullo stop agli aiuti a Kiev. Salvini è stato messo in discussione per aver rincorso Vannacci a destra.

Nata a Roma nel 1953, Matone ha alle spalle una lunga carriera in magistratura: per diciassette anni pubblico ministero al Tribunale per i minorenni, poi sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma e presidente di sezione della Cassazione. È stata inoltre capo di gabinetto al ministero per le Pari Opportunità guidato da Mara Carfagna. Il suo ingresso in politica risale alle comunali di Roma del 2021, quando diventò capogruppo della Lega in Campidoglio.

Eletta alla Camera nel 2022, siede in Commissione Giustizia ed è stata tra i volti più presenti del partito nei talk show, oltre che tra le sostenitrici del sì al referendum sulla riforma della magistratura. Matone è uno dei volti liberali del partito. Per la Lega si tratta di un’uscita che pesa sul fronte romano. Per Forza Italia, di un rafforzamento sui temi della giustizia.

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