❌

Normal view

Chi è Michela Ponzani, la storica querelata da Ignazio La Russa dopo le parole a “Otto e mezzo”

25 October 2026 at 17:34

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha dato mandato ai propri legali di procedere per vie giudiziarie contro la storica Michela Ponzani. Al centro della vicenda ci sono le dichiarazioni che Ponzani ha rilasciato il 22 ottobre a “Otto e mezzo”, il programma di La7 condotto da Lilli Gruber.

Chi è Michela Ponzani

Nata a Roma il 12 febbraio 1978, Ponzani è storica, saggista e conduttrice televisiva. Si è laureata in Lettere con lode alla Sapienza, con una tesi sulla memoria della strage delle Fosse Ardeatine, e nel 2007 ha conseguito il dottorato in Studi storici per l’età moderna e contemporanea all’Università di Firenze. Insegna Storia contemporanea all’Università di Roma Tor Vergata. I suoi studi riguardano soprattutto l’antifascismo, la Resistenza e la transizione dal fascismo alla Repubblica. Nel 2024 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella le ha conferito l’onorificenza di Ufficiale al merito.

Autrice di diversi libri, per la Rai ha condotto nella stagione 2016-2017 Il tempo e la storia, su Rai3 e Rai Storia, e oggi conduce su Rai Storia Storie contemporanee. La ricerca storica in Italia. È inoltre ospite fissa di talk show di approfondimento su La7, tra cui “Otto e mezzo”, “DiMartedì” e “Piazzapulita”. Collabora con il quotidiano Domani e fa parte del comitato editoriale della Fondazione Domani.

Cosa ha detto a “Otto e mezzo”

Secondo la ricostruzione di Domani, durante la trasmissione Ponzani ha affermato che l’attuale presidente del Senato “si mise a capo di una manifestazione non autorizzata”, organizzata dal Fuan, l’organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano. Da quel corteo, ha aggiunto, partì il lancio di una bomba a mano che uccise un agente di polizia di 22 anni. Il riferimento è ad Antonio Marino, morto a Milano il 12 aprile 1973. Alcune ricostruzioni precisano che le parole di Ponzani non sono state trascritte integralmente. L’intervento è circolato in rete in un estratto legato al dibattito sui decreti sicurezza.

La decisione di La Russa è stata comunicata dal portavoce, Emiliano Arrigo, che ha parlato di “dichiarazioni gravemente lesive”. Nella nota si afferma che è documentalmente accertata non solo l’assenza di qualsiasi responsabilità di La Russa nella vicenda, ma anche l’ipotesi stessa di una manifestazione non autorizzata. Il portavoce ha aggiunto che il presidente del Senato può vantare un certificato penale intonso. La nota precisa inoltre che La Russa ha disposto il monitoraggio delle dichiarazioni rese negli ultimi giorni da altri soggetti e che procederà nelle sedi giudiziarie competenti nei confronti di chiunque associ il suo nome alla morte dell’agente Marino.

LEGGI LE NEWS DI POLITICA

L'articolo Chi è Michela Ponzani, la storica querelata da Ignazio La Russa dopo le parole a “Otto e mezzo” proviene da Affaritaliani.it.

La Russa querela la storica Ponzani per un intervento in tv. Conte: “Ritiri, i fatti sono accertati”. Pd: “Dovrebbe tutelare la libertà di espressione”

25 October 2026 at 17:19

Ignazio La Russa annuncia un’azione giudiziaria contro una storica per un intervento in tv sull’ultimo decreto Sicurezza e sul passato politico della seconda carica dello Stato. Il presidente del Senato ha dato mandato ai legali di querelare Michela Ponzani che a Otto e mezzo, su La7, ha rievocato il Giovedì nero di Milano del 12 aprile 1973: una manifestazione dell’estrema destra non autorizzata durante la quale una bomba a mano uccise l’agente di polizia Antonio Marino, 22 anni. Con le nuove norme approvate dal governo Meloni, il succo, non avremmo La Russa presidente del Senato perché quel giorno si mise a capo della manifestazione. Pd e Movimento 5 Stelle chiedono che La Russa ritiri la querela.

Il 12 aprile 1973, a Milano, i vertici del Msi organizzarono una manifestazione nonostante il divieto imposto dalle autorità per ragioni di ordine pubblico. Tra i protagonisti anche La Russa, allora responsabile cittadino del Fronte della Gioventù. Il corteo degenerò in violenze e scontri con le forze dell’ordine. Furono lanciate due bombe a mano: una ferì un passante e un poliziotto, l’altra colpì mortalmente l’agente. Per l’omicidio furono condannati in via definitiva i militanti neofascisti Vittorio Loi e Maurizio Murelli. Per Emiliano Arrigo, portavoce di La Russa, dagli atti giudiziari risulterebbe “non soltanto l’assenza di qualsiasi sua responsabilità in relazione a quella tragica vicenda, ma persino alla semplice ipotesi di manifestazione non autorizzata”. A conferma di ciò, aggiunge, il presidente del Senato può vantare “un certificato penale intonso”.

“Invito il presidente La Russa a ritirare la querela annunciata”, chiede Giuseppe Conte. “Chi ha ruoli di grande responsabilità istituzionale non può scagliarsi contro una storica che esprime un giudizio negativo sull’ennesimo decreto sicurezza partorito dal Governo ed espone un più ampio ragionamento evocando il Giovedì nero di Milano. I fatti sono peraltro accertati da tempo: a capo del corteo non autorizzato che si tenne il 12 aprile 1973, a Milano, c’era anche Ignazio La Russa, all’epoca leader del Fronte della Gioventù di Milano, insieme ai vertici del Msi. Quella parata divenne l’occasione per compiere atti di aggressione e di teppismo da parte dei gruppi più estremisti della destra eversiva, in un clima sociale fortemente incandescente”. Il ‘potere di turno’, aggiunge l’ex premier, “lasci al dibattito storico, oltreché politico, la libertà di discutere liberamente senza subire intimidazioni. La conversione alla democrazia va dimostrata nei fatti!”.

Solidarietà alla storica arriva anche dal Pd. I senatori Dario Parrini, Francesco Verducci e Walter Verini definiscono l’annuncio della querela “un atto grave e infondato” e ricordano che la libertà di ricerca e di discussione pubblica è un principio fondamentale della democrazia. “È un triste giorno quello nel quale il Presidente del Senato annuncia una querela contro una storica di valore” che “ha ricordato, correttamente, una pagina buia della storia italiana. Anche il gruppo dem alla Camera contesta l’iniziativa: “La seconda carica dello Stato dovrebbe essere la prima a tutelare la libertà di ricerca e di espressione“.

Al fianco di Ponzani si schiera infine Differenza Donna, che denuncia il rischio di intimidazioni nei confronti di chi ricostruisce pagine scomode della storia italiana. “La ricerca storica non può essere sottoposta al controllo delle autorità politiche”, afferma l’associazione. “Come associazione femminista e transfemminista, conosciamo i meccanismi attraverso i quali si tenta di delegittimare la parola delle donne quando esercitiamo la libertà di parola esprimendo i saperi, quando interroghiamo il potere e mettiamo in discussione le narrazioni dominanti. La democrazia fondata sull’antifascismo ha il dovere di custodire la memoria, non di sottrarla al confronto pubblico”. La conclusione: “La storia non si querela”.

L'articolo La Russa querela la storica Ponzani per un intervento in tv. Conte: “Ritiri, i fatti sono accertati”. Pd: “Dovrebbe tutelare la libertà di espressione” proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌