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Floridia (M5s): “L’assalto di Del Vecchio al Fatto? Tutelare la stampa indipendente dai ratti del capitalismo”

27 October 2026 at 11:00

“L’assalto di Leonardo Maria Del Vecchio al Fatto Quotidiano è una vicenda che va molto oltre le mire di chi solo pochi giorni fa insultava i giornalisti del Fatto definendoli ‘ratti del giornalismo’”. A esprimersi in difesa del quotidiano è la senatrice M5s e già presidente della commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia. “È il sintomo della tenaglia delle oligarchie sulla stampa libera”, ha detto oggi riprendendo le parole del segretario generale della Federazione europea dei giornalisti Ricardo Gutiérrez.

“Un tema antico”, ha continuato, “che oggi non risparmia nemmeno i pochi esempi di testate indipendenti come appunto il Fatto Quotidiano. L’allarme lanciato da Gutiérrez va preso molto sul serio: la concentrazione della proprietà dei media mette a rischio il pluralismo e l’autonomia dell’informazione”. E in riferimento agli insulti di Leonardo Maria Del Vecchio al Fatto, ha aggiunto: “Non possiamo lasciare i giornali da soli in pasto ai ‘ratti’ del capitalismo: quelli che possono approfittare della crisi dell’editoria per mettere le mani sulle testate compromettendone la linea editoriale nonostante le promesse e le parole di facciata. Servono regole. Dobbiamo dare attuazione al Media Freedom Act europeo e favorire un sistema che – quando si presenta un rischio grave per il pluralismo – possa avere capacità di intervento”. Quindi ha concluso: “Con criteri pubblici, tempi certi e decisioni motivate. Non si tratta di impedire gli investimenti privati né di proteggere un giornale perché vicino a una determinata parte politica. Si tratta di evitare che la crisi dell’editoria trasformi il denaro nell’unico criterio che decide quali voci possono continuare a esistere e a quali condizioni”.

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Le tre proposte di Travaglio al Parlamento per l’editoria: “Servono riforme per la libertà di stampa”

22 October 2026 at 21:58

“Secondo me ci sono delle riforme che possono essere fatte per migliorare ed ampliare la libertà di stampa che non è mai stata così ristretta come oggi. Descrivere la realtà è quello che proviamo a fare”. Il premio ricevuto è l’occasione per Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano dire “che il Parlamento potrebbe e dovrebbe fare molto per la nostra professione”. Per Travaglio “è incredibile che una legge sul conflitto d’interesse non sia stata ancora varata. Poi una legge che la faccia finita con la concorrenza sleale di coloro che prendono i finanziamenti pubblici dallo Stato rispetto a quei fessi, noi in particolare, che non li prendono. Noi vediamo – continua Travaglio – altri giornali che possono pagare molto meglio i collaboratori, possono assumere più firme, più feste promozionali perché ogni anno vanno a Palazzo Chigi e ricevono più assegni. A noi è stato offerto anche l’anno scorso e l’abbiamo rifiutato”.

Altra riforma dirottare “un po’ dei fondi che vengono dati a pioggia ad editori che sono già miliardari per gli edicolanti perché il problema nostro principale è il crollo delle vendite in edicola dipende dal fatto che le edicole non ci sono più”. In ultimo Travaglio indica una battaglia storica: “le querele temerarie. Non può una battuta satirica essere messa sullo stesso piano dell’attribuzione di un fatto determinato. Facciamo una legge sulle querele che intanto distingua l’opnione legittima di un giornalista e valorrizziamo il valore della rettifica e soprattutto mettiamo un freno alle richieste di risarcimento intimidatorie”.

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