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Attacco hacker alla Camera dei deputati: prese di mira alcune caselle di posta elettronica, anche quella di Meloni

27 October 2026 at 12:56

Un attacco hacker, negli ultimi giorni, ha colpito i sistemi informatici della Camera dei deputati, coinvolgendo alcune caselle di posta elettronica di parlamentari, e tra queste anche quella da deputata della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Sono state messe in campo tutte le misure di protezione“, fanno sapere fonti di Montecitorio sottolineando che l’attacco ai sistemi informatici “non ha carattere di emergenza“, anzi sarebbe una questione che “si presenta quotidianamente”. I tecnici della Camera, intanto, stanno tenendo la situazione sotto controllo e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) ha attivato un protocollo specifico per rispondere all’attacco. “Le misure possono prevedere anche la temporanea disattivazione di alcune funzionalità dei sistemi informatici, secondo prassi. Risulta peraltro che da alcuni giorni si siano intensificati analoghi tentativi di attacco e pressioni sui sistemi informatici anche verso altre istituzioni nazionali, europee e internazionali”, sottolineano le fonti.

Viene precisato che l’indirizzo che la premier usa abitualmente è un altro, protetto dai sistemi più alti di sicurezza per evitare intromissioni di qualsiasi tipo. Secondo il Corriere, gli altri profili presi di mira sono quelli di Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia ed ex sottosegretario alla Giustizia, e Paolo Formentini, deputato della Lega. La Procura di Roma attende una prima informativa dalla Polizia Postale in relazione al cyberattacco. I pm di piazzale Clodio apriranno un fascicolo di indagine per accesso abusivo al sistema informatico. Solo poche settimane fa, il ministero degli Esteri è stato il bersaglio di un attacco informatico, sventato e contenuto.

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Per guadagnare come un parlamentare, a un italiano servono 6 anni e 7 mesi

25 October 2026 at 16:13

Per ottenere quello che un parlamentare incassa al netto in un anno tra indennità, diaria e rimborso per le spese del mandato, un italiano medio deve lavorare per più di 6 anni e mezzo. Lo spunto arriva dallo studio The European Salary Ladder, pubblicato da American Express, secondo cui la sola indennità lorda dei parlamentari italiani vale 3,6 volte la retribuzione lorda mediana nazionale: il rapporto più alto tra i 27 Paesi dell’Unione europea. Con le altre voci della paga di deputati e senatori, però, il divario tra classe dirigente e cittadini è più marcato.

Quanto guadagna un parlamentare

La voce principale è l’indennità parlamentare, prevista dall’articolo 69 della Costituzione e regolata dalla legge 1261/1965.

Secondo i dati della Camera dei Deputati, ammonta a 10.435 euro lordi al mese per 12 mensilità. Al netto delle ritenute previdenziali, assistenziali e fiscali, e tenendo conto del valore medio delle addizionali regionali e comunali, restano circa 5.000 euro al mese, cioè circa 60.000 euro l’anno.

L’importo è fermo dal 2012. Nel 2006 l’indennità era passata da 12.434,32 a 11.703,64 euro lordi, poi è scesa al livello attuale. Senza tagli e senza il blocco degli adeguamenti, precisa la Camera, oggi sarebbe pari a 16.393,12 euro lordi. Al Senato l’indennità lorda è invece di 10.385,31 euro al mese.

Quanti anni servono a un italiano

Il termine di paragone è il reddito disponibile equivalente mediano rilevato da Eurostat. Si tratta del reddito familiare al netto di tasse e contributi, diviso per il numero dei componenti secondo una scala che rende confrontabili famiglie di dimensioni diverse. Per l’Italia, nella rilevazione 2025 sui redditi del 2024, vale 22.062 euro l’anno. Significa che metà degli italiani vive con meno.

I circa 60.000 euro netti dell’indennità corrispondono a 2 anni e 9 mesi di reddito mediano.

Il conto cambia se si aggiungono le altre voci che ogni mese arrivano al deputato:

  • diaria – 3.503,11 euro al mese a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza dalle votazioni;
  • rimborso delle spese per l’esercizio del mandato – 3.690 euro al mese, utilizzabili anche per pagare i collaboratori.

Su queste somme non si pagano tasse: l’articolo 52, comma 1, lettera b), del Tuir esclude dal reddito i rimborsi spese erogati ai titolari di cariche elettive pubbliche.

Il totale annuo complessivo sale così a circa 146.300 euro, pari a 6 anni e 7 mesi di reddito mediano.

Attenzione però: diaria e rimborso nascono per coprire i costi del mandato e non sono un vero e proprio stipendio.

Il confronto con gli stipendi “reali”

Come detto, il reddito mediano riguarda tutti i componenti della famiglia, compresi quelli che non producono reddito. Il confronto con gli stipendi è più favorevole.

L’ultima rilevazione Istat sulla Struttura delle retribuzioni si riferisce al 2022, perché l’indagine è quadriennale. Quell’anno la retribuzione lorda annua media era di 37.302 euro. Servono 5 anni e 8 mesi a un dipendente con la retribuzione lorda media rilevata dall’Istat per incassare i circa 211.500 euro lordi che un deputato riceve in un anno tra indennità, diaria e rimborso per le spese del mandato. Considerando la sola indennità bastano 3 anni e 4 mesi.

Rispetto al 2022 le buste paga sono cresciute lievemente. Secondo l’Istat, nella media del 2025 le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate del 3,1% sull’anno precedente. Nel 2022, però, il 10,7% dei dipendenti guadagnava al massimo 8,9 euro l’ora, la soglia dei bassi salari, e tra gli under 30 la quota saliva al 23,6%.

Il confronto con l’Europa

In Germania i membri del Bundestag guadagnano 2,7 volte la mediana, come i deputati del Nationalrat in Austria.  All’estremo opposto c’è Malta, con 0,9 volte. Lì il mandato è part-time, l’aula si riunisce tre sere a settimana e molti eletti tengono il proprio lavoro.

The European Salary Ladder ha confrontato anche gli stipendi dei capi di governo. Giorgia Meloni riceve l’indennità da parlamentare, considerando che la legge italiana vieta il cumulo della doppia indennità.

Quanto guadagnano i capi di governo europei
American Express | DataPulse
Quanto guadagnano i capi di governo e i parlamentari europei rispetto ai cittadini

Caregiver familiari, sì della Camera al contributo fino a 400 euro al mese: requisiti e a chi spetta

By: matrun
24 October 2026 at 10:42

La Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge Locatelli sulla riforma dei vantaggi garantiti ai cosiddetti caregiver, cioè alle persone che si prendono cura di familiari con disabilità o non autosufficienti. La legge prevede un allargamento dei diritti di queste persone e un bonus da 400 euro al mese.

Le risorse però sono limitate e soltanto poche decine di migliaia dei milioni di caregiver italiani potranno accedere ai fondi. La legge non è inoltre ancora ufficialmente in vigore. Dovrà prima essere approvata al Senato e, se ci saranno modifiche, superare un ulteriore passaggio alla Camera.

La nuova legge sui caregiver è stata approvata alla Camera

Sono diversi anni che il Parlamento tenta di riformare i vantaggi che la legge offre ai caregiver. Tra il 2013 e il 2025 sono state presentate una trentina di proposte di legge sull’argomento, tutte finite nel nulla.

La riforma è necessaria perché la Legge 104, che regola buona parte dei benefici delle persone che assistono i propri familiari con disabilità, risale al 1992 e sta mostrando alcune inadeguatezze. Oggi le persone che richiedono assistenza sono moltissime e si calcola che i loro caregiver siano tra i 7 e gli 8,5 milioni.

Chi sono i caregiver secondo la nuova legge

La definizione base di caregiver rimane quella della legge di bilancio per il 2018: una persona che assiste un familiare con disabilità o non autosufficiente in maniera gratuita e non professionale. Il familiare in questione deve essere titolare:

  • o dei benefici della legge 104;
  • o dell’indennità di accompagnamento.

La nuova legge introduce però anche le cosiddette tutele differenziate. Un modo per allargare la platea dei caregiver, riconoscendo il loro ruolo in base alle ore di assistenza. Oltre a coloro che assistono un familiare per più di 91 ore a settimana, già considerati caregiver, saranno inclusi anche:

  • coloro che assistono un familiare tra 30 e 90 ore alla settimana;
  • coloro che assistono un familiare tra 10 e 29 ore alla settimana;
  • i caregiver non conviventi, con almeno 30 ore alla settimana di assistenza.

Verranno introdotti inoltre nuovi vantaggi per queste categorie:

  • i permessi solidali per i dipendenti;
  • l’esonero dalle tasse universitarie per gli studenti caregiver;
  • i permessi per i giovani che svolgono il servizio civile.

Chi potrà avere bonus da 400 euro al mese

La misura centrale della nuova legge è un bonus da 400 euro al mese esentasse che l’Inps elargirà ad alcuni caregiver. Le rate saranno trimestrali, quindi ogni tre mesi il caregiver riceverà 1.200 euro. Ci son operò requisiti molto stringenti per accedere a questo bonus:

  • Isee di massimo 25.000 euro;
  • almeno 91 ore di assistenza settimanali da parte del caregiver;
  • un reddito non superiore a 3.000 euro l’anno.

I fondi stanziati per questo bonus sono di circa 260 milioni di euro all’anno. La misura partirà dal 2027.

Le critiche alla nuova legge sui caregiver

Le opposizioni hanno votato contro al testo, criticando soprattutto la platea molto ristretta del bonus da 400 euro, che fondamentalmente potrà essere ottenuto da chi vive della pensione di invalidità del familiare assistito. “Misure povere per chi è già povero” le ha definite Alleanza Verdi Sinistra, sottolineando che i 400 euro arriveranno a circa 52mila persone degli almeno 7 milioni di caregiver italiani.

Le associazioni che si occupano dei caregiver sottolineano la mancanza di garanzie sui contributi figurativi per la pensione, che è tra le principali richieste della categoria.

Montecitorio: l’anello da 30mila euro trovato dalla deputata e restituito all’impiegata | il corsivo

23 October 2026 at 10:12

Come una Cenerentola di altri tempi, l’impiegata delle Poste della Camera dei deputati corre all’ufficio oggetti smarriti del Palazzo e recupera la sua pietra preziosa smarrita nella toilette, un anello d’alta foggia, un trittico di brillanti dal valore presunto di trentamila euro. L’anello perduto e poi ritrovato, l’oro che luccica, il brillante d’altura, ricompone all’inverso la cronaca a cui siamo abituati. Non è il ricco che piange per l’anello perduto ma il povero che gioisce perché la boss glielo ritrova. E proprio nel Palazzo dov’è acquartierata la Casta, il potere affluente e decidente, il luogo eletto del cosiddetto magna magna.

Ed è per giunta una deputata a trovare l’anello in favore della signora che sapremo poi essere un’impiegata allo sportello dallo stipendio che, a occhio, non dev’essere memorabile. I fatti. Nei bagni delle donne di Montecitorio la deputata Simonetta Matone vede luccicare qualcosa: “Guardo e intuisco che è un anello. Mi accorgo che sono pietre preziose”, riferisce lei al cronista del Corriere della Sera. Col bellissimo anello a tre pietre in mano, un trittico “da valere almeno trentamila euro” l’onorevole leghista Matone che, immaginiamo, ha molta confidenza con i gioielli, inizia un’indagine riservata e confidenziale (Matone è un ex magistrato, tra l’altro) per giungere alla legittima proprietaria dell’anello. “Ho chiesto alle colleghe che portano usualmente gioielli di valore”, spiega. Ma nessuna reclama l’oggetto. Matone depositato l’anello nelle mani dei commessi di Montecitorio, destinato come tanti altri capi, di inferiore valore, all’ufficio degli oggetti smarriti. E così l’amello ritrova il dito della fortunata ma un po’ stralunata Cenerentola.

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Sul sistema sanitario le regioni guardano al passato

5 October 2026 at 10:34

Le regioni chiedono quasi 18 miliardi in più per la sanità nei prossimi tre anni. Però non spiegano cosa con quelle risorse intendono fare, in particolare per la medicina territoriale. Sembra che il “metodo Pnrr” basato sui risultati sia già dimenticato.

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