Imbarcarsi su un volo a corto raggio che dovrebbe durare meno di un’ora e ritrovarsi, quasi tre ore dopo, a 1.600 chilometri di distanza in un Paese completamente diverso. Non si tratta di un errore di imbarco, ma dell’odissea vissuta dai passeggeri del volo Ryanair FR2955, intrappolati in una deviazione estrema a causa dei venti devastanti della tempesta Boelo che si è abbattuta sul Regno Unito nel fine settimana.
Il Boeing 737-800 è decollato dall’aeroporto di Dublino alle 22:19 di sabato. L’obiettivo era raggiungere l’Inghilterra — originariamente Newquay Cornwall, poi Bristol come scalo alternativo — in un viaggio che solitamente richiede meno di 90 minuti. Raggiunta l’altitudine di crociera di 27.000 piedi, l’aereo ha iniziato la discesa verso lo scalo di Bristol. Tuttavia, le condizioni meteorologiche al suolo si sono rivelate tutt’altro che clementi, non lasciando altra scelta al comandante se non quella di interrompere il tentativo di atterraggio.
Mentre i controllori di volo cercavano senza successo uno scalo alternativo sicuro nel Regno Unito, i tracciati del sito AirNav Radar hanno mostrato l’aereo allontanarsi per quasi 1.000 miglia. Il velivolo ha attraversato il Canale della Manica e la Francia, puntando verso il sud della Spagna per evitare il nucleo della perturbazione, e ha toccato terra all’aeroporto di Alicante-Elche all’1:16 di domenica (le 2:15 ora locale).
EasyJet's Starlink deal is a potential edge over Ryanair, Europe's dominant budget airline.
Horacio Villalobos#Corbis/Getty Images
EasyJet announced a deal with Starlink on Monday.
It means two of Europe's three major budget airlines have now signed up for Elon Musk's service.
The move puts pressure on budget titan Ryanair after its CEO feuded with Musk over Starlink.
Elon Musk's Starlink has won its latest customer, a budget airline that could put pressure on one of the WiFi service's biggest critics.
EasyJet announced on Monday that the high-speed WiFi service would be deployed on its airplanes from the first half of next year. The British airline, which carries 100 million passengers a year, hopes to have Starlink installed across its 300-strong fleet by early 2028.
Wizz Air, a Hungarian carrier that flies about 70 million passengers a year, signed up in June.
That leaves Ryanair, the continent's largest airline and the world's third-largest, as the only one of Europe's biggest budget carriers without the service.
Its CEO, Michael O'Leary, is well-known for being outspoken and took aim at Starlink earlier this year, leading to a spat with Musk.
"We don't think our passengers are willing to pay for WiFi for an average one-hour flight," O'Leary told Reuters in January.
While Starlink is typically offered free to passengers, O'Leary also complained about increased fuel costs due to the aerodynamic drag of a Starlink terminal, installed on the top of airplanes.
Musk responded in an X post, arguing that Ryanair — which carries over 200 million passengers a year — would lose customers to airlines that do have internet access.
Over the next week, the two CEOs called each other idiots while Musk called for O'Leary to be fired and joked about purchasing the airline.
But Ryanair appeared to have the last laugh, using the publicity to launch a "Big 'Idiot' Sale" with 100,000 tickets starting at £16.99, or about $23.
The situation has some parallels with the US's Big Three airlines. While United Airlines has Starlink on almost half of its fleet and American Airlines is starting installations early next year, Delta Air Lines has instead tapped Amazon Leo, beginning in 2028.
This has led Musk to insult Delta's CEO, Ed Bastian, and call for his firing.
But American passengers are wealthier and more interested in premium offerings than their European counterparts. That trend has also prompted US budget airlines to offer comfier seats and package deals.
Adding free amenities for passengers is at odds with the typical no-frills budget-airline business model that relies on extra charges to turn a profit.
However, easyJet and Wizz may see Starlink as a way to gain an edge over Ryanair.
That may not last forever, though. In a January earnings call, O'Leary said, "I think as the WiFi technology improves over the next four or five years, we'll all be offering free WiFi access."
Viaggiare in aereo in Europa sarà più semplice per chi vuole portare con sé un piccolo bagaglio a mano senza pagare supplementi. Con le nuove norme europee è stata riconosciuta a tutti i passeggeri la possibilità di salire a bordo con un oggetto personale gratuito, come una borsa o un piccolo zaino, da sistemare sotto il sedile davanti al proprio posto.
La misura interessa anche chi vola con compagnie low cost come Ryanair ed easyJet, spesso al centro delle discussioni sui costi aggiuntivi per il trasporto dei bagagli.
Bagaglio a mano gratis, cosa cambia
La nuova disciplina europea è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 2 ottobre 2026 e diventerà operativa dal 23 ottobre 2027.
Negli ultimi anni le compagnie hanno adottato politiche differenti per il bagaglio a mano. Alcune hanno incluso nella tariffa base soltanto una borsa personale, altre hanno consentito di portare un trolley in cabina pagando un supplemento o acquistando una tariffa più costosa (come la priority). Poiché queste differenze possono rendere meno immediato capire quale sia il prezzo effettivo di un viaggio, il legislatore europeo ha deciso intervenire rendendo trasparenti e uniformi le condizioni di trasporto dei bagagli.
Per questo motivo, le compagnie dovranno mostrare le tariffe con un bagaglio a mano incluso come opzione predefinita prima che il passeggero inizi il processo di prenotazione.
Le dimensioni accettate
Con le nuove regole, il passeggero avrà diritto a portare gratuitamente un oggetto personale di dimensioni non superiori a 40 x 30 x 15 centimetri, oppure sufficientemente piccolo da poter essere collocato sotto il sedile davanti a sé.
Per le compagnie aeree, comunque, resterà la possibilità di proporre diverse tipologie di biglietto, con servizi e franchigie differenti. Le valigie più grandi, quindi, continueranno a essere soggette alle condizioni previste dal vettore e alla tariffa scelta dal passeggero.
Pertanto, non bisogna confondere il bagaglio personale gratuito con il bagaglio a mano (di dimensioni maggiori). Sono due categorie differenti, che possono comportare condizioni di trasporto e costi diversi.
Il trucco per non pagare il bagaglio a mano
Per evitare costi aggiuntivi, la strategia più semplice sarà sfruttare il diritto al bagaglio personale gratuito e organizzare vestiti e accessori per il viaggio all’interno di una borsa o uno zainetto compatto, magari sfruttando apposite buste sottovuoto. Non si tratta di un trucco per aggirare le regole delle compagnie, ma di far valere la franchigia riconosciuta ai passeggeri.
Inoltre, prima di partire è consigliabile misurare il bagaglio pieno, perché una borsa che rientra nei limiti da vuota potrebbe superarli una volta riempita.
Le eccezioni
Per ragioni di sicurezza o per mancanza di spazio in cabina, il personale potrebbe richiedere di trasferire il bagaglio nella stiva. In questi casi, secondo le informazioni disponibili, la nuova disciplina prevede che non venga applicato nessun supplemento al passeggero.
Infine, Le nuove disposizioni si applicheranno ai voli in partenza dagli aeroporti situati nell’Unione europea. Di conseguenza, un passeggero che, per esempio, vola da Roma a Londra potrà fare riferimento alle nuove regole per la tratta in partenza dall’Italia, mentre chi vola da Londra a Roma non potrà presumere che la stessa disciplina si applichi automaticamente alla tratta di andata dal Regno Unito.
“Assisterete al più grande aumento dei prezzi dei biglietti aerei, direi, della storia in Europa nei prossimi 12 mesi”, lo ha dichiarato Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair. L’avvertimento è stato lanciato il 20 ottobre 2026 durante una conferenza stampa a Bruxelles e, stando alle giustificazioni date dal Ceo, non sembrerebbe essere oggi un’eventualità così improbabile.
Perché nel 2027 aumenteranno i prezzi dei voli in Europa
La previsione di O’Leary si fonda su due fattori principali:
l’aumento dei costi operativi delle compagnie aeree, soprattutto per via del costo del carburante sempre più alto;
una possibile riduzione dell’offerta di posti a causa di fallimenti e operazioni di acquisizione nel settore. Se alcuni vettori dovessero uscire dal mercato o ridurre le proprie attività, una parte della capacità di trasporto verrebbe meno.
Si tratta di due dinamiche che, agendo contemporaneamente, potrebbero spingere verso l’alto i prezzi dei biglietti. Quando il costo del carburante cresce rapidamente, infatti, le compagnie devono decidere come assorbire la spesa aggiuntiva. Possono quindi ridurre i margini di profitto, cercare risparmi in altre aree oppure trasferire almeno una parte dei maggiori costi sui passeggeri, attraverso tariffe più elevate.
La combinazione tra carburante più caro e minore disponibilità di posti, poi, potrebbe creare le condizioni per un trend al rialzo sempre più sostenuto. Quando la domanda rimane elevata ma diminuisce il numero di sedili disponibili, come in ogni economia, le aziende hanno un maggiore margine nell’aumentare i prezzi, soprattutto sulle rotte e nelle date più richieste.
Di quanto potrebbero aumentare i biglietti aerei
L’amministratore delegato di Ryanair, nel suo intervento, ha parlato di aumenti compresi tra il 10% e il 20% nel giro di un anno. Se le cose dovessero andare veramente così, gli incrementi riguarderebbero senza alcuna distinzione sia i voli low cost che le tratte standard, fino a ripercuotersi sugli spostamenti a medio e lungo raggio (nazionali e internazionali).
Di seguito, alcuni esempi di quanto potrebbe arrivare a costare un volo:
Prezzo attuale
Con aumento del 10%
Con aumento del 15%
Con aumento del 20%
30 €
33,00 €
34,50 €
36,00 €
50 €
55,00 €
57,50 €
60,00 €
100 €
110,00 €
115,00 €
120,00 €
200 €
220,00 €
230,00 €
240,00 €
300 €
330,00 €
345,00 €
360,00 €
Il peso maggiore ricadrebbe sulle famiglie. Per quattro passeggeri, ad esempio, quattro biglietti da 100 euro ciascuno costerebbero complessivamente 400 euro. Con un aumento del 20%, la spesa salirebbe a 480 euro (80 euro in più per lo stesso viaggio, a parità di condizioni).
L’impatto potrebbe essere ancora più significativo per chi deve acquistare biglietti per le vacanze, quando la domanda tende a concentrarsi in periodi specifici e le tariffe possono già essere elevate.
Le destinazioni più a rischio aumento
Anche se O’Leary ha parlato in generale di aumenti per il mercato europeo, non indicando precisamente quali rotte diventeranno più costose, dalle sue parole sono emersi alcuni indizi sui fattori che potrebbero rendere determinati collegamenti particolarmente esposti ai rincari.
il primo riguarda le rotte con una domanda elevata e un’offerta limitata. Se il numero di posti disponibili dovesse diminuire, i collegamenti verso le destinazioni turistiche più richieste potrebbero diventare più costosi, soprattutto nei fine settimana, durante le festività e nei mesi estivi. La dinamica dipenderà anche dalla possibilità per i passeggeri di scegliere aeroporti alternativi;
un secondo elemento riguarda i collegamenti serviti da vettori che dovessero ridurre le proprie attività o uscire dal mercato. Se una compagnia abbandonasse una rotta e gli altri operatori non compensassero la perdita di capacità, i passeggeri potrebbero trovarsi con meno voli tra cui scegliere. In questo scenario, anche le destinazioni normalmente raggiungibili con tariffe low cost potrebbero diventare meno accessibili.
Quando scattano gli aumenti
Molti vettori utilizzano strategie di copertura finanziaria, note come hedging, per proteggersi dalle oscillazioni dei prezzi del carburante. Attraverso questi strumenti, una compagnia può bloccare in anticipo il costo di una parte del carburante che prevede di acquistare nei mesi successivi, riducendo l’esposizione a eventuali rialzi del mercato.
La stessa linea è stata seguita da Ryanair che, come riferito dal Ceo, quando il conflitto in Iran è iniziato, alla fine di febbraio 2026, aveva già coperto circa l’80% del proprio fabbisogno di carburante fino a marzo 2027, a un prezzo di 67 dollari al barile.
La situazione, però, cambierà a partire da aprile 2027. Per il periodo successivo, Ryanair avrebbe coperto soltanto il 15% del proprio fabbisogno di carburante a un prezzo di 85 dollari al barile, rimanendo quindi esposta alle oscillazioni del mercato per la parte restante. E dalle dichiarazioni di O’Leary, anche molte altre compagnie europee si trovano in una posizione simile.
Ryanair rafforza la propria presenza in Italia con una nuova base per l’estate 2027 e un ampliamento dei collegamenti già a partire dalla stagione invernale 2026. La compagnia aerea low cost punta ad aumentare il numero di passeggeri, ampliare le destinazioni raggiungibili e sostenere il turismo attraverso un incremento della capacità operativa e nuovi investimenti sul territorio.
La nuova base Ryanair per l’estate 2027
L’apertura della nuova base Ryanair riguarda l’aeroporto di Rimini, dove la compagnia ha fatto sapere che posizionerà due aeromobili il prossimo anno, grazie a un investimento dichiarato di 200 milioni di dollari. Il progetto è stato presentato il 15 ottobre 2026, durante il Ttg Travel experience di Rimini, e punta a raddoppiare l’offerta di posti rispetto all’estate 2025 con:
17 rotte, di cui cinque nuove;
oltre 600.000 posti disponibili;
114 voli settimanali complessivi.
L’ampliamento delle possibilità di collegamento con destinazioni internazionali, secondo le stime, sosterrà oltre 500 posti di lavoro locali e contribuirà ad attrarre nuovi visitatori in Emilia Romagna, soprattutto quelli internazionali durante la stagione del turismo balneare.
Questa espansione è stata inoltre giustificata come una conseguenza diretta dell’abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco decisa dalla regione. Ryanair sostiene infatti che la riduzione dei costi applicati al trasporto aereo abbia contribuito a creare condizioni più favorevoli per ampliare l’offerta e destinare nuovi aeromobili agli aeroporti interessati. Per le compagnie aeree rappresenta infatti una componente dei costi legati al trasporto e può incidere sulle valutazioni economiche relative all’apertura di nuove rotte o all’assegnazione di aeromobili a uno scalo.
Dove aumentano i voli Ryanair: gli aeroporti italiani interessati
L’intervento di Ryanair a Rimini si affianca al potenziamento delle operazioni in Lombardia. Il 1° ottobre 2026, infatti, la compagnia ha presentato il programma invernale per Milano, spiegando che il suo obiettivo è quello di raggiungere 21 milioni di passeggeri annui tra gli aeroporti di Bergamo e Malpensa.
Per l’inverno 2026, l’offerta complessiva arriverà a 8,7 milioni di posti, con un incremento dell’11%. Il programma comprende:
125 rotte, dieci delle quali nuove (sei in partenza da Malpensa e quattro da Bergamo);
l’aumento della flotta basata nell’area milanese, che salirà a 33 aeromobili, grazie a un investimento complessivo di 3,3 miliardi di dollari;
due nuovi aerei assegnati a Bergamo, con un investimento aggiuntivo di 200 milioni di dollari.
l’aggiunta di oltre 640.000 posti a Malpensa, incrementando del 27% la capacità dell’aeroporto rispetto alla programmazione precedente.
Secondo le stime diffuse dal vettore, l’operazione complessiva contribuirà a sostenere oltre 16.200 posti di lavoro locali, con effetti sull’attrattività turistica della regione.
Quali sono le nuove rotte
Le cinque nuove destinazioni annunciate per l’estate 2027 da e per Rimini sono:
Dublino, in Irlanda;
Memmingen, in Germania;
Stoccolma, in Svezia;
Tirana, in Albania;
Varsavia, in Polonia.
La scelta delle destinazioni è significativa anche dal punto di vista commerciale. I collegamenti con queste mete europee possono intercettare differenti segmenti di domanda, dai viaggi turistici per piacere alle visite a parenti e amici, fino agli spostamenti per ragioni professionali.
Per quanto riguarda i nuovi collegamenti tra Bergamo e Malpensa, invece, le destinazioni indicate nel programma invernale 2026 di Ryanair comprendono:
Liverpool;
Paphos;
Rabat;
Reggio Calabria;
Agadir;
Crotone;
Edimburgo;
Danzica;
Funchal;
Tirana.
Sei rotte saranno operate da Malpensa e quattro da Bergamo.
L’era dei voli low cost potrebbe essere finita. Nel 2027 le tariffe aeree in Europa potrebbero registrare rincari record fino al 20%, mettendo a segno uno degli aumenti più marcati della loro storia recente.
A lanciare l’allarme è Michael O’Leary, ceo di Ryanair, secondo cui le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il conseguente caro-petrolio rischiano di travolgere i margini operativi di tutto il comparto.
Le dichiarazioni del ceo di Ryanair
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Bruxelles nella giornata di oggi, il numero uno del primo vettore low cost europeo ha tracciato uno scenario di forte rincaro per i prossimi dodici mesi:
vedremo, a mio avviso, il più grande aumento delle tariffe aeree mai registrato in Europa
ha dichiarato O’Leary, sottolineando come neanche un incremento così marcato dei prezzi dei biglietti e degli eventuali supplementi carburante possa bastare a compensare la violenta impennata dei costi energetici.
Perché le compagnie aeree low cost rischiano perdite
Il fattore di maggiore vulnerabilità per le compagnie risiede nella gestione delle coperture finanziarie contro le oscillazioni del carburante. Ryanair e tutti gli altri vettori europei che finora hanno permesso a una generazione intera di volare a prezzi contenuti si trovano ad affrontare questo periodo ampiamente scoperti rispetto al rincaro del greggio.
O’Leary ha spiegato che Ryanair è coperta soltanto per il 15% del fabbisogno del prossimo anno. Questo significa che l‘85% del carburante necessario per garantire il servizio resta esposto alle oscillazioni del mercato.
A complicare il quadro c’è anche il cambio delle abitudini dei viaggiatori, che tendono a posticipare sempre di più l’acquisto dei biglietti, rendendo complessa e imprevedibile la pianificazione operativa dei voli.
La combinazione tra caro-carburante e pressione fiscale porterà il vettore a ridurre la propria presenza in Francia e Belgio in risposta all’aumento delle imposte locali, mentre sul fronte industriale si attende per gennaio la consegna del primo Boeing 737 Max 10 (con altri 16 aeromobili previsti entro aprile) per cercare di efficientare i consumi.
Il tramonto del low cost
I titoli del settore riflettono già la gravità della crisi: Ryanair ha ceduto fino al 2,1% in borsa, con una flessione del 25% da inizio anno che rischia di rendere il 2026 l’anno peggiore per il titolo dal 2018.
Secondo O’Leary, questa morsa tra caro-petrolio, fisco e vincoli operativi ridisegnerà il mercato, spingendo fuori le compagnie più fragili.
Il settore mostra già i primi segnali di riassestamento. Vettori come Air Baltic e la spagnola Volotea sono impegnati in complessi processi di ristrutturazione aziendale. Lufthansa ha superato Air France-Klm nell’acquisizione di una quota della portoghese Tap, mentre il fondo Apollo Global Management valuta il rilevamento di EasyJet.
Conflict in Middle East is pushing jet fuel costs higher and many carriers are not hedged against such increases, Michael O’Leary says
Ryanair’s chief executive has predicted a record increase in European air fares next year, as airlines grapple with fuel bills pushed higher by the Middle East conflict.
Many carriers are not hedged against rising jet fuel costs, Michael O’Leary said, which he predicted would lead to airline bankruptcies and takeovers. He forecast these pressures would result in the price of plane tickets rising by as much as 20%.
Michael O'Leary, presidente executivo da transportadora aérea Ryanair, antecipa que devido ao aumento dos preços do petróleo e aos impostos europeus voar irá tornar-se muito mais caro em 2027.