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Il Real Madrid si piega a Pechino: i milioni in gioco dietro le scuse pubbliche al “popolo cinese” dopo il caso Mbappè

29 October 2026 at 07:12

Alla fine anche il Real Madrid si è dovuto piegare alla Cina. Martedì, nei corridoi del club, la linea era ancora quella della libertà di espressione: il caso Kylian Mbappé non riguardava direttamente la società e non avrebbe avuto conseguenze sui rapporti commerciali. Meno di ventiquattr’ore dopo, la posizione è cambiata. E sono arrivate le scuse ufficiali a Pechino.

“Il Real Madrid desidera scusarsi con il popolo cinese per il disagio che le recenti dichiarazioni del nostro giocatore, Kylian Mbappé, potrebbero aver causato”, ha scritto il club. Poi l’appoggio pubblico al francese: “La società si unisce alle scuse pubbliche presentate da Kylian Mbappé, nelle quali il giocatore stesso ha espresso il suo rammarico per le sue affermazioni e ha ribadito il suo rispetto per il popolo cinese”.

Tutto nasce da un video girato a marzo e diffuso lunedì, nel quale Mbappé parlava del suo meme preferito: un’immagine che lo raffigura come un “dittatore cinese”. Il volto utilizzato è però quello di Mao Zedong, il “Grande Timoniere”. Una definizione che a Pechino non è piaciuta affatto. Prima le scuse del calciatore e della Liga, poi quelle del Real. Per le autorità cinesi non bastavano le parole del solo attaccante.

“Finché il Real Madrid non presenterà delle scuse formali, non c’è nulla di cui discutere”, aveva avvertito un portavoce del gruppo mediatico GMC, proprietario di CCTV, l’emittente statale cinese. Nel frattempo tre compagnie private hanno cancellato i contratti pubblicitari con Mbappé e la tv di Stato ha sospeso la trasmissione delle partite della Liga. Ed è qui che la libertà di espressione si è scontrata con un mercato troppo grande per essere ignorato. Il Real ha circa 100 milioni di tifosi in Cina, da dove arriva tra il 10 e il 15% del merchandising internazionale del club. La maglia di Mbappé era l’articolo più venduto nel Paese e il Madrid detiene anche il 20% dei diritti d’immagine del francese.

Così il club ha ricordato il suo “profondo rispetto per la Cina, i suoi cittadini e i milioni di tifosi che amano e ammirano il Real Madrid”. Un cambio di rotta netto, arrivato dopo le pressioni di Pechino e con milioni di euro in gioco. Le scuse, però, per ora non hanno riaperto il mercato. Nonostante le trattative avviate dalla Liga, la Cina resta ferma sulle proprie posizioni e il campionato spagnolo continua a essere oscurato. Il Real si è piegato. Pechino, almeno per il momento, no.

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Incidente tra treni in Spagna, i giocatori della Liga attaccano il ministro dei trasporti: “Metti da parte Twitter e lavora, sembri un 13enne”

28 October 2026 at 14:33

Tutta la Spagna si è fermata per l’incidente ferroviario vicino a Toledo, dove sono morte almeno 64 persone e altre 80 sono rimaste ferite. A fermarsi anche il calcio, con la Federazione calcistica che ha deciso di rinviare tutte le 24 partite di Coppa del Re in programma oggi. C’è anche chi nel mondo del calcio alza la voce, come i calciatori della Liga, Marcos Llorente (Atletico Madrid), Dani Carvajal e Thibaut Courtois (Real Madrid ) e Alex Baena (Barcellona), che hanno reagito sui loro profili social (tra loro anche il nazionale spagnolo Joselu) all’incidente ferroviario nella provincia di Toledo che ha provocato oltre 60 vittime. Lo hanno fatto con un post inizialmente pubblicato dal centrocampista dell’Atletico Madrid e successivamente condiviso dagli altri giocatori. Nel post, puntano il dito direttamente contro Óscar Puente, ministro dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile, alludendo alla sua frequente attività sui social media e alla sua responsabilità nell’incidente in quanto capo del ministero.

Il testo integrale è il seguente: “Caro Óscar Puente, non è forse ora che tu metta da parte Twitter e ti concentri sul lavoro per cui ti paghiamo? Quando ci sono vite umane in gioco, il minimo che si possa pretendere da un ministro dei Trasporti è responsabilità, serietà, sicurezza e rispetto. Siamo stanchi di politici che sembrano più preoccupati di vincere le discussioni sui social network, come se fossero ragazzini di 13 anni, che di essere all’altezza delle responsabilità che hanno. Twitter non è il tuo lavoro. Il tuo lavoro è il trasporto pubblico, la sicurezza e rendere conto quando le cose vanno male. Finora in questo sei stato un fottuto disastro, ma come sempre darai la colpa a qualcun altro. Che il circo non si fermi”.

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El Real Madrid también pide disculpas por los comentarios de Mbappé para aplacar a China

28 October 2026 at 09:26

La suspensión en la televisión estatal china de las retransmisiones de LaLiga y de los demás partidos en los que participa Kylian Mbappé, junto con la retirada de sus anuncios y la ruptura de tres contratos de patrocinio con marcas del país, provocó el martes una sucesión de intensos movimientos diplomáticos para contener la crisis. El futbolista del Real Madrid y el presidente de LaLiga, Javier Tebas, pidieron perdón por las palabras del francés en un podcast, en las que recordaba entre risas un meme que superpone su rostro al de un “dictador chino”. Aunque Mbappé no mencionó a ningún dirigente, el montaje hacía referencia al fundador de la República Popular, Mao Zedong. Esas disculpas no fueron suficientes. Los organismos chinos reclamaban un gesto más: que el Madrid también pidiera perdón públicamente. El club lo ha hecho este miércoles por la mañana en un comunicado difundido en su web oficial: “El Real Madrid C. F. desea expresar sus disculpas al pueblo chino por el malestar que hayan podido ocasionar las recientes palabras de nuestro jugador Kylian Mbappé”.

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© WU HAO (EFE)

Una imagen publicitaria de Mbappé en Pekín, China.

Un profesor de Historia está detrás del meme de Mbappé que ha encendido a China

28 October 2026 at 05:00
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Esta es la historia de cómo un profesor de Historia y Geografía que reside en el norte de Francia y es seguidor del PSG encendió una mecha con un meme de Kylian Mbappé y Mao Zedong que, 23 meses después, ha desembocado en un caso tan polémico que le puede costar millones y millones de euros a LaLiga, al propio delantero francés y al Real Madrid.

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Las disculpas de Mbappé y Tebas no aplacan la ira de China

28 October 2026 at 06:45
Tebas trata de salvar sus acuerdos comerciales mientras el boicot se extiende entre marcas, medios y aficionados Leer

Tebas trata de salvar sus acuerdos comerciales mientras el boicot se extiende entre marcas, medios y aficionados

Las cifras que pone en peligro el 'desliz' de Mbappé con China: 520 millones de abonados, 430 millones de visualizaciones y un 10% del 'merchandising' internacional del Madrid

27 October 2026 at 21:38
Las palabras de la estrella francesa obligaron a Javir Tebas y a la patronal a reaccionar rápido para proteger los acuerdos comerciales con el gigante asiático Leer

Las palabras de la estrella francesa obligaron a Javir Tebas y a la patronal a reaccionar rápido para proteger los acuerdos comerciales con el gigante asiático

Mbappé se disculpa por su ofensa a China: “Herí a muchas personas, no era mi intención”

27 October 2026 at 11:57
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Apenas unas horas después de que los medios chinos publicaran el enfado monumental con Kylian Mbappé por sus recientes declaraciones en la que comparaba a Mao Zedong, expresidente de la República Popular de China, con un dictador, el jugador del Real Madrid ha emitido un comunicado en sus redes sociales disculpándose. No le cabía más salida teniendo en cuenta la gravedad del asunto en pérdida de patrocinadores y de consecuencias para su club y la propia Liga española.

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LaLiga se disculpa con China por Mbappé: “No podemos permitir que se perjudique a 20 clubes por algo individual”

27 October 2026 at 11:15
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Un nuevo lío está servido entre LaLiga y el Real Madrid por las declaraciones de Kylian Mbappé que han indignado a China. El delantero francés del Real Madrid, segundo en la gala del Balón de Oro de anoche en Londres, recibía esta mañana las noticias que llegaban desde el país asiático en las que aseguraban que se dejaban de emitir los partidos donde jugase el club blanco en señal de protesta por las recientes declaraciones de Mbappé sobre su comparación, en plan meme, con Mao Zegond, ex presidente de la República Popular China. Mbappé le quitaba hierro y hablaba de un “dictador chino”.

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Pechino attacca Mbappé: il francese ride di un meme con “un dittatore cinese” e tre aziende lo scaricano

27 October 2026 at 09:47

Tutto è partito da un meme sul leader cinese Mao Zedong, che Kylian Mbappé trovava molto divertente, ma adesso almeno tre aziende cinesi hanno interrotto le collaborazioni con il calciatore. La decisione da parte delle aziende di opporsi a “qualsiasi parola o comportamento che ferisca i sentimenti nazionali” è arrivata dopo la diffusione di un video sui social in cui Mbappé, intervistato prima della partecipazione al programma online francese The Bridge, cita un meme “in cui c’è un video di un tizio, un dittatore cinese“, ha affermato il calciatore. Nel filmato, che non è più presente sul canale YouTube del programma, si vede un’immagine manipolata del capitano della nazionale francese con il volto sovrapposto a quello che sembrerebbe essere Mao. Al momento non sono ancora circolate dichiarazioni di Mbappé o The Bridge sulla vicenda.

“Le parole e le azioni che feriscono i sentimenti del popolo cinese incontreranno naturalmente l’opposizione congiunta di tutti i settori della società cinese”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun. Le aziende che hanno annunciato la fine degli accordi con Mbappé sono tre al momento: il produttore di bevande energetiche Dongpeng, il gruppo lattiero-caseario Mengniu e l’azienda di formaggi Milkground. Anche la piattaforma social RedNote ha annunciato la rimozione dei materiali promozionali legati al giocatore. Sul social network cinese Weibo gli hashtag relativi alla fine delle collaborazioni e al boicottaggio di Mbappé sono diventati virali.

Nell’annuncio dell’interruzione “con effetto immediato” di ogni collaborazione con l’attaccante del Real Madrid, Dongpeng ha dichiarato che l’azienda “adotta una politica di tolleranza zero nei confronti di qualsiasi comportamento che offenda i sentimenti nazionali”. Durante i Mondiali di quest’anno, in Cina sono stati trasmessi degli spot pubblicitari che mostravano immagini generate dall’intelligenza artificiale in cui il 27enne capitano della Francia, molto popolare in Cina, beveva una bevanda sportiva Dongpeng.

Mao fondò la Cina comunista nel 1949 e ancora oggi viene celebrato come un’icona nazionale. In tutto il Paese, le battute sul il fondatore del Repubblica Popolare Cinese, morto nel 1976, sono considerate irrispettose e rimangono un tabù sociale.

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LaLiga denunciará la agresión a Camavinga durante la celebración del segundo gol del Real Madrid en el Camp Nou

By: Efe
27 October 2026 at 09:25
El jugador francés fue alcanzado por las banderas de los aficionados del Barcelona Leer

El jugador francés fue alcanzado por las banderas de los aficionados del Barcelona

La televisión estatal china suspende las emisiones de LaLiga tras la polémica con Mbappé y el jugador y Tebas piden disculpas: "Lamentamos el daño que estas declaraciones hayan podido ocasionar"

27 October 2026 at 11:54
La estrella del Real Madrid se refirió al fundador de la China comunista como un "dictador" al comentar un meme. Las marcas chinas se apresuran a romper con el futbolista en otro episodio de hipersensibilidad patriótica que recuerda a otras polémicas del Barça por Taiwán y de la NBA por Hong Kong Leer

La estrella del Real Madrid se refirió al fundador de la China comunista como un "dictador" al comentar un meme. Las marcas chinas se apresuran a romper con el futbolista en otro episodio de hipersensibilidad patriótica que recuerda a otras polémicas del Barça por Taiwán y de la NBA por Hong Kong

La brújula y la empatía de Mourinho rearman al Real Madrid

27 October 2026 at 05:05
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El José Mourinho del 2010 habría entrado en el vestuario fallido y controvertido de Valdebebas, que ya había devorado a Ancelotti, Xabi Alonso y Arbeloa, como un elefante en una cristalería. No se habría andado con chiquitas con los problemas entre Tchouaméni y Valverde, y Vinícius o Mbappé deberían haberse puesto las pilas desde el primer día en tareas defensivas. Se habría acabado aquella cabezonería de jugar donde uno quiere, todo al servicio del equipo. Pero el del 2026 ha ido siguiendo un proceso de empatía y autoconocimiento con sus futbolistas, sellado por el respeto que le tienen a un hombre de 62 años que las ha vivido de todos los colores en el fútbol y que cuando se pone ante un micrófono no tiene rival.

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