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El ‘caso Mbappé’ y cuando China apagó la NBA por un comentario político

30 October 2026 at 04:30

El veto del gobierno chino a la retransmisión de los partidos del Real Madrid por el caso Mbappé tiene un antecedente cercano de semejante magnitud. China censuró la emisión televisiva de los encuentros de la NBA durante dos años y medio entre 2019 y 2022 por otro comentario con fondo político. Si en esta ocasión el apagón llega al referirse el delantero francés a Mao Zedong como “dictador”, entonces fue una opinión del director general de los Houston Rockets, Daryl Morey, la que desató la tormenta. “Lucha por la libertad, apoya a Hong Kong”, escribió el directivo en relación a las manifestaciones en dicho territorio a favor de la democracia. China, como ahora sucede con Mbappé, lo consideró un ataque a la identidad nacional y no le tembló el pulso para vetar a un gigante del deporte mundial como la NBA. Tampoco ha dudado actualmente pese a las disculpas del Real Madrid.

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© Clicks Images (Getty Images)

Partido entre Houston y Dallas el pasado 11 de octubre en Macao.

El Real Madrid también pide disculpas por los comentarios de Mbappé para aplacar a China

28 October 2026 at 09:26

La suspensión en la televisión estatal china de las retransmisiones de LaLiga y de los demás partidos en los que participa Kylian Mbappé, junto con la retirada de sus anuncios y la ruptura de tres contratos de patrocinio con marcas del país, provocó el martes una sucesión de intensos movimientos diplomáticos para contener la crisis. El futbolista del Real Madrid y el presidente de LaLiga, Javier Tebas, pidieron perdón por las palabras del francés en un podcast, en las que recordaba entre risas un meme que superpone su rostro al de un “dictador chino”. Aunque Mbappé no mencionó a ningún dirigente, el montaje hacía referencia al fundador de la República Popular, Mao Zedong. Esas disculpas no fueron suficientes. Los organismos chinos reclamaban un gesto más: que el Madrid también pidiera perdón públicamente. El club lo ha hecho este miércoles por la mañana en un comunicado difundido en su web oficial: “El Real Madrid C. F. desea expresar sus disculpas al pueblo chino por el malestar que hayan podido ocasionar las recientes palabras de nuestro jugador Kylian Mbappé”.

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© WU HAO (EFE)

Una imagen publicitaria de Mbappé en Pekín, China.

Pechino attacca Mbappé: il francese ride di un meme con “un dittatore cinese” e tre aziende lo scaricano

27 October 2026 at 09:47

Tutto è partito da un meme sul leader cinese Mao Zedong, che Kylian Mbappé trovava molto divertente, ma adesso almeno tre aziende cinesi hanno interrotto le collaborazioni con il calciatore. La decisione da parte delle aziende di opporsi a “qualsiasi parola o comportamento che ferisca i sentimenti nazionali” è arrivata dopo la diffusione di un video sui social in cui Mbappé, intervistato prima della partecipazione al programma online francese The Bridge, cita un meme “in cui c’è un video di un tizio, un dittatore cinese“, ha affermato il calciatore. Nel filmato, che non è più presente sul canale YouTube del programma, si vede un’immagine manipolata del capitano della nazionale francese con il volto sovrapposto a quello che sembrerebbe essere Mao. Al momento non sono ancora circolate dichiarazioni di Mbappé o The Bridge sulla vicenda.

“Le parole e le azioni che feriscono i sentimenti del popolo cinese incontreranno naturalmente l’opposizione congiunta di tutti i settori della società cinese”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun. Le aziende che hanno annunciato la fine degli accordi con Mbappé sono tre al momento: il produttore di bevande energetiche Dongpeng, il gruppo lattiero-caseario Mengniu e l’azienda di formaggi Milkground. Anche la piattaforma social RedNote ha annunciato la rimozione dei materiali promozionali legati al giocatore. Sul social network cinese Weibo gli hashtag relativi alla fine delle collaborazioni e al boicottaggio di Mbappé sono diventati virali.

Nell’annuncio dell’interruzione “con effetto immediato” di ogni collaborazione con l’attaccante del Real Madrid, Dongpeng ha dichiarato che l’azienda “adotta una politica di tolleranza zero nei confronti di qualsiasi comportamento che offenda i sentimenti nazionali”. Durante i Mondiali di quest’anno, in Cina sono stati trasmessi degli spot pubblicitari che mostravano immagini generate dall’intelligenza artificiale in cui il 27enne capitano della Francia, molto popolare in Cina, beveva una bevanda sportiva Dongpeng.

Mao fondò la Cina comunista nel 1949 e ancora oggi viene celebrato come un’icona nazionale. In tutto il Paese, le battute sul il fondatore del Repubblica Popolare Cinese, morto nel 1976, sono considerate irrispettose e rimangono un tabù sociale.

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