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Il nuovo agente 007 sta arrivando: Callum Turner, Jack Lowden e Josh O’Connor corrono ai provini finali

23 October 2026 at 14:20

La caccia al successore di Daniel Craig entra nella fase decisiva. Secondo la stampa specializzata americana, tre nomi in particolare, Callum Turner, Jack Lowden e Josh O’Connor, sarebbero in lizza per vestire i panni di James Bond nel film diretto da Denis Villeneuve. I provini conclusivi, a cui parteciperebbero da tre a cinque attori, potrebbero iniziare già oggi.

Il copione dei test, stando a The Hollywood Reporter, prevede tre prove: scene d’azione, resa davanti alla macchina da presa e lettura dei dialoghi. Deadline parla di almeno quattro inviti già partiti, ma senza alcuna conferma sui nomi. Lowden, volto di “Slow Horses”, viene indicato da Variety come possibile favorito; Turner, visto in “Masters of the Air”, era già stato associato al personaggio nei mesi scorsi; O’Connor, il principe Carlo di “The Crown” e interprete in “Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery”, completa il terzetto.

Resta però un quadro fluido. Nelle settimane passate si era parlato anche di Aaron Taylor-Johnson, James Norton, Harris Dickinson, Jack O’Connell e Paul Mescal. Le ultime voci darebbero fuori dai giochi Jacob Elordi assente ai provini finali. Le audizioni, previste a inizio ottobre, erano slittate per via di impegni incrociati degli attori, e Deadline precisa che non c’è una data certa per l’annuncio, nemmeno a test conclusi.

Dietro il progetto c’è Amazon MGM Studios, che a maggio ha avviato la selezione. Amy Pascal, tra i produttori, ad agosto aveva indicato la fine dell’anno come possibile momento per svelare il nome, invitando alla cautela: raccogliere l’eredità di Craig, protagonista di cinque film tra il 2006 e “No Time to Die” (2021), non è impresa da poco.

L’idea è trovare un Bond “diverso, originale e coinvolgente”. La sceneggiatura di Steven Knight, il papà di “Peaky Blinders”, ha già una prima bozza completa, e l’uscita in sala è attesa intorno al 2028, senza conferme ufficiali.

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“Le nozze con il principe Pallavicino? Mi ha fatto male essere descritta come una persona che si è venduta a tutto questo. Gli haters non considerano che sono una mamma”: così Manuela Arcuri

23 October 2026 at 14:05

Manuela Arcuri fa chiarezza sulla sua vita sentimentale. L’attrice, ospite del programma televisivo Verissimo nella puntata di domenica 25 ottobre, ha voluto rispondere ai numerosi rumors circolati nelle ultime settimane riguardo a una presunta relazione con il principe Domenico Antonio Pallavicino, 82 anni.

“Hanno costruito una storia su delle foto innocenti. – ha detto – Non c’è mai stata nessuna dichiarazione, né da parte mia né da parte del principe, a proposito di un fidanzamento o di un matrimonio. Per ora c’è una bellissima amicizia”. Sul perché sia potuto nascere questo gossip osserva: “Era da tanto tempo che non mi vedevano accanto a un uomo dopo la fine del mio matrimonio, quindi deduco che abbiano pensato: sarà lui l’uomo che Manuela vede e frequenta”.

L’attrice, da tempo testimonial della Fondazione Pallavicino, racconta di aver condiviso con lui alcuni viaggi di lavoro e non nasconde la stima nei suoi confronti: “È un principe di nome e di fatto, una persona molto colta ed elegante che sa darmi dei consigli. Mi piace il suo spessore umano, passare dei pomeriggi insieme a chiacchierare”.

A Silvia Toffanin che le chiede se invece il principe possa essere mosso da altri sentimenti e del desiderio, espresso proprio da lui in un’intervista, che lei possa innamorarsi, Manuela risponde: “Ci può essere da parte sua anche un debole, perché no? Forse lui lo spera. Al momento io lo stimo e lavoro per lui. Non so se queste possano essere le basi di un amore futuro, ma ad altro non ho ancora mai pensato. Non è questo il caso, ma comunque, anche se fosse vero, è la mia vita. Ognuno fa le proprie scelte“.

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“Mi sono fatto, mi sono sballato, mi sono ridotto in condizioni pietose e mi sono iniettato sostanze. Ho fumato crack e ho provato ogni tipo di droga immaginabile”: lo rivela Eric Dane

23 October 2026 at 09:24

Nel suo libro di memorie intitolato “My Book of Days: A Memoir in Moments“, Eric Dane ha ripercorso con estrema sincerità gli anni bui della sua lotta contro la tossicodipendenza, vissuta nel corso dei suoi vent’anni.

“La tossicodipendenza la definisco il mio ‘periodo buio’. Facevo provini per alcuni ruoli, ne ottenevo anche qualcuno, ma soprattutto mi drogavo”, ha dichiarato l’attore, celebre per la sua interpretazione del “Dottor Bollore” (il chirurgo Mark Sloan) in “Grey’s Anatomy”, in un passaggio del volume anticipato dalla rivista People.

“Mi sballavo, mi stordivo, mi riducevo in condizioni pietose; mi iniettavo sostanze, le fumavo, ho provato ogni tipo di droga immaginabile”, ha raccontato, elencando poi la lunga e sconcertante serie di sostanze di cui ha fatto uso.

“Ecco un elenco parziale: alcol, marijuana, acidi. Eroina. Cocaina. Funghi allucinogeni. Mescalina. Metanfetamina. Crack. Antidolorifici. Manciate di antidolorifici. Secchiate di antidolorifici. Vicodin, Percocet, OxyContin… Insomma, tutto ciò che si poteva trovare sul mercato”, ha scritto Dane.

Poi ha aggiunto: “Tutte le benzodiazepine. Xanax. Valium. Tutti i miorilassanti. Tutti gli stimolanti. Adderall. Ritalin. Non credo ci sia una droga che io non abbia provato”.

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È morto Tom Skerritt, l’istruttore di volo in “Top Gun” e lo sceriffo della serie “La famiglia Brock”. La famiglia: “Aiutava gli altri a trovare e far sentire la propria voce”

23 October 2026 at 08:08

Mondo del cinema in lutto. È morto, a 93 anni, Tom Skerritt, attore vincitore di un premio Emmy, noto per aver interpretato diversi ruoli tra cui l’istruttore di volo in “Top Gun”, lo sceriffo nella serie tv “La famiglia Brock” (“Picket Fences”), fino al capitano destinato a un tragico destino in “Alien”. Skerritt si è spento mercoledì per cause naturali, come reso noto dalla famiglia in un comunicato.

“Se il mondo conosceva Tom per la sua straordinaria carriera di attore, – si legge nella nota – noi lo ricordiamo per il suo umorismo, la sua curiosità, la sua saggezza, la sua generosità e l’amore che ha portato nelle nostre vite. Nutriva un profondo interesse per l’immaginazione, la creatività, la narrazione, il senso del dovere, i veterani, il mondo naturale e l’aiutare gli altri a trovare e far sentire la propria voce”.

Skerritt ha ricevuto due candidature agli Emmy, entrambe per “La famiglia Brock”, vincendo il premio come miglior attore protagonista in una serie drammatica nel 1993. Tra gli altri ruoli di spicco della sua carriera, si ricordano quello del marito paziente di Shirley MacLaine in”‘Due vite, una svolta”, del marito di Sally Field in “Fiori d’acciaio” e dell’opportunista senza scrupoli che ostacola il tentativo del personaggio di Jodie Foster di comunicare con forme di vita extraterrestri nel film “Contact”.

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