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Serbia al voto, tra voglia (studentesca) di Ue e potere di Vucic

23 October 2026 at 15:34

Domenica la Serbia andrà al voto anticipato: può finire l’era targata Vucic (e quindi le preoccupazioni europee sul feeling con Mosca e Pechino) oppure la piazza degli studenti può influire sul nuovo corso, prendendo il potere. Ma attenzione alle infiltrazioni in entrambi gli schieramenti, dal momento che i collettivi studenteschi non sono immuni da episodi di guerra ibrida, sulla falsariga dei maranza: convocati e indottrinati sui social. Quasi sei milioni e mezzo gli elettori chiamati alle urne in ottomila seggi, compresi quelli per gli elettori residenti in Kosovo e in Bosnia Erzegovina, tutt’altro

Al voto

Il presidente uscente, Aleksandar Vucic, guida la lista Serbia unita, seguita dalla lista del Partito socialista serbo (Sps) di Ivica Dacic e da quella studentesca Gli studenti vincono. Gli ultimi sondaggi condotti dall’agenzia Ipsos danno Vucic al 47,4% dei consensi, contro il 40 della Lista studentesca, prevedendo con un’affluenza del 64,7%.

La Lista Studentesca nasce dopo l’incidente di Novi Sad, che ha innescato un movimento di protesta contro il regime di Vucic, accusandolo di corruzione. Ieri decine di persone hanno affollato l’ultimo comizio nel Palazzetto dello Sport a chiusura di una campagna elettorale che essenzialmente è bipolare. L’ex presidente si dipinge come l’uomo della continuità, che è il passaggio maggiormente contestato dagli studenti, pront invece a chiedere totale discontinuità.

A sfidare Vucic ci sarà il professore di medicina Ilija Srdanovic che dal novembre 2024, data dell’incidente ferroviario in cui persero la vita 16 persone, ha impostato un certo tipo di impegno politico. Da quel giorno ha costruito un movimento che si è trasformato in partito. È stato anche accusato di far parte di un disegno esterno per destabilizzare il Paese e sostituire Vucic, ma sul punto si è registrata la presa di distanza dell’ex presidente del Montenegro Milo Djukanovic che ha escluso tale scenario e ha contrastato con veemenza le voci di una suo appoggio alla Lista studentesca.

La geopolitica, oltre le liste

Ma non c’è solo l’urna elettorale in quanto tale al centro della disputa di domenica, bensì anche l’aspetto geopolitico: il Paese balcanico è in bilico tra l’ingresso in Ue da un lato e le pressioni di Cina e Russia dall’altro, passando per le sanzioni americane che, ad esempio, hanno spinto la Serbia a cercare un nuovo proprietario per la sua compagnia petrolifera controllata da Gazprom. Nell’ultimo periodo Belgrado ha stretto ancora maggiori relazioni con Pechino. Il partenariato tra Vucic e Xi è considerato “di ferro”, caratterizzato da legami politici, economici e militari che, in concomitanza con l’ascesa di Vucic, si sono ulteriormente cementati. Durante l’incontro dello scorso maggio, i due leader hanno deciso di promuovere congiuntamente quattro iniziative globali, otre ad aver concluso una serie di accordi di cooperazione pluriennale.

Anche la russa Rosatom potrebbe fare i conti con l’ostracismo serbo e sganciarsi dal paese balcanico, dal momento che il suo progetto di costruire una centrale nucleare su larga scala sarebbe in contrasto con il processo di adesione all’Ue. Nel paese intanto montano le preoccupazioni di tipo occupazionale, dopo che la fabbrica tessile turca Kaizen di Smederevo ha avviato la liquidazione, con il rischio che 350 lavoratori restino a casa. Un altro elemento che potrebbe influire sugli umori elettorali, accentuando il voto di protesta.

Farmacêuticas terão de manter tratamento gratuito

23 October 2026 at 12:59
A portaria que regula as condições refere que essa disponibilização deve manter-se até à introdução dos medicamentos no mercado respetivo acesso no Serviço Nacional de Saúde.

© DIOGO VENTURA/OBSERVADOR

Se o pedido for rejeitado, as farmacêuticas terão de assegurar o fornecimento gratuito aos doentes

Dopo la morte del marito in Vespa a Trieste era risalita in sella per fare il giro del mondo da sola: Sandra Carozzi muore a 63 anni in Cina, nel giorno in cui avrebbe festeggiato 10 anni di nozze con Mario

23 October 2026 at 09:52

Prima il marito, poi lei. Entrambi in sella a una Vespa, entrambi lungo la strada di un sogno rimasto a metà. Sandra Carozzi, 63 anni, triestina, è morta il 15 ottobre in Cina, nella provincia del Sichuan, mentre portava avanti da sola il giro del mondo che aveva immaginato con Mario Pecorari, scomparso nel 2024 a 70 anni. Lo riporta Il Corriere della Sera.

Carozzi era partita da Trieste l’8 giugno, con la sua Vespa PX150 e un diario di viaggio con scritto “Mario e Sandra in viaggio“. Secondo le prime ricostruzioni, il giorno dell’incidente il suo scooter si sarebbe scontrato con una bicicletta che viaggiava nella stessa direzione. Sandra ha perso il controllo ed è finita fuori strada. Portata in ospedale, non ce l’ha fatta. La dinamica è ancora da chiarire e la notizia è arrivata a Trieste solo quattro giorni dopo.

Cinque giorni prima, a Xi’an, era davanti all’esercito di terracotta. Il 10 ottobre ricorreva il decimo anniversario di nozze e lei aveva dedicato a Mario foto e parole: “Ti sarebbe piaciuto sai amore! Volevo brindare con te! Abbracciarti e dirti ti amo! Ma non ci sei! Un giorno ci incontreremo di nuovo e non ci lasceremo mai più!”.

Mario era morto il 26 maggio 2024 in piazza dei Volontari Giuliani, a Trieste: aveva perso il controllo della Vespa schiantandosi contro un cassonetto. Sandra, che lo seguiva, aveva assistito alla scena senza poter intervenire. Eppure era risalita in sella.

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