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Perché l’Argentina di Milei conferma che le ricette neoliberiste sono fallimentari

23 October 2026 at 12:54

C’è uno strano caso di “miracolo” economico che riesce a far quadrare i conti dello Stato mentre manda fuori squadra quelli di chi lavora, produce, consuma. Se volete toccare con mano, prendete un aereo per Buenos Aires, nell’Argentina di Javier Milei, il presidente con la motosega anti-sprechi, anti-spesa pubblica, anti-tutto. Uno strumento che, a giudicare dai risultati, funziona egregiamente. Il punto è capire che cosa stia tagliando.

All’atto del suo trionfale avvento, nel 2023, Milei era stato dipinto come un auspicato innovatore della deregulation contro-statalista in salsa sudamericana. Esaltato in primis dagli opinionisti turbo-liberali mai sazi di sforbiciate al deficit, pareggi di bilancio, privatizzazioni e tutto il ben noto pacchetto di riforme degli emuli, o nostalgici, della “filosofia” ultraliberista.

Partiamo dalle imprese: tra novembre 2023 e luglio 2026, secondo i registri ufficiali argentini, 32.290 datori di lavoro in meno (-6,3%) e 437.600 posizioni lavorative perdute (-4,4%). Non tutti fallimenti o licenziamenti, ma senz’altro una bella emorragia. In Argentina, il piatto piange, ma letteralmente, non per modo di dire. Prendete la carne bovina, icona nazionale del comparto alimentare: 46,3 chili annui pro capite nel luglio 2026, il 9,4% in meno rispetto all’anno precedente. Nel Paese dell’asado, anche la bistecca è diventata un lusso.

Quanto alle pensioni, il bonus per i trattamenti più bassi è congelato a 70.000 pesos dal marzo 2024. I prezzi, ovviamente, no: e il taglio delle pensioni “povere” vien da sé, per opera dell’inflazione, senza colpo ferire e senza bisogno di scomodi interventi “strutturali”. Infine la povertà: risalita dal 28,2% al 32,3% nel primo semestre 2026, con il 7,5% degli argentini nell’indigenza.

Certo, Milei ha ottenuto risultati importanti sul piano della stabilizzazione: avanzo fiscale nel 2024 e nel 2025, inflazione mensile scesa all’1,9 per cento nel settembre 2026. Liquidare questi risultati come inesistenti sarebbe poco onesto. Ma confondere il miglioramento degli indicatori fiscali e monetari con il benessere e la qualità della vita dei cittadini è un errore ancor più grave.

Uno Stato non è un’azienda, e tanto meno un foglio Excel dove l’unica variabile degna di nota è il saldo entrate-uscite e dove i benefici sono sempre e solo quelli rilevabili con l’occhiuta tigna di un cassiere. Né il giudizio su un Paese può essere appaltato in esclusiva alle agenzie di rating. Esso deriva anche da come sono tutelati i suoi abitanti (sul piano del welfare, della sanità, della vecchiaia), da quanto l’ecosistema economico sia favorevole anche alle piccole e medie imprese, dall’adeguatezza dei salari dei suoi lavoratori, dal potere d’acquisto delle sue famiglie.

Per capire la filosofia che ispira il format albiceleste, bisogna fare un salto indietro di mezzo secolo. Destinazione: Cile, anni Settanta. All’indomani del colpo di Stato di Pinochet, i cosiddetti Chicago Boys, economisti cileni formatisi nell’ambiente accademico dell’Università di Chicago, contribuirono a realizzare un radicale programma di liberalizzazioni, privatizzazioni, disciplina monetaria e ridimensionamento dell’intervento statale.

Naturalmente il Cile di Pinochet era una dittatura e l’Argentina di Milei è una democrazia. Ma la genealogia economica degli “sperimentatori” è riconoscibile tanto quanto l’identità nazionale delle cavie, entrambe sudamericane. La convinzione di fondo condivisa è che lo Stato sia omologabile a una SpA, la spesa pubblica un male da estirpare e il mercato il solo prodigioso meccanismo in grado – una volta sbrigliato dai lacci e lacciuoli di ogni pretesa di ingerenza “sociale” – di far quadrare i conti e di generare surplus.

Milei sembra la versione più estrema, quasi fumettistica – persino dal punto di vista lombrosiano, coi suoi rampanti basettoni da protocapitalista ottocentesco – di un’intera scuola di pensiero: un Chicago Boy in grisaglia senza il gessetto del professore e con l’intraprendenza di un boscaiolo.

La parabola di Milei dovrebbe farci riflettere perché – sia pure in modo esasperato e iperbolico – ben restituisce l’esito per molti versi fallimentare, sul piano sociale, delle ricette neoliberiste. Ricette che abbiamo conosciuto sulla nostra pelle sia pure in una declinazione più ordo-liberista di stampo teutonico. E ciò a far data quantomeno dai primi anni Novanta con la fine della tanto vituperata prima repubblica, il celebre incontro sul Britannia del 1992, la svendita dell’IRI, l’avvento dell’euro, la firma dei trattati di Maastricht e di Lisbona che hanno finito per stravolgere, se non per tradire del tutto, lo spirito keynesiano della nostra Costituzione originaria.

Il tutto precisamente in ossequio a quel culto della competitività, delle “lenzuolate” e dei “conti in ordine” che rappresenta una delle matrici ideologiche tutt’altro che secondarie dell’architettura unionista.

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Javier Milei's Case Against AI Regulation

23 October 2026 at 10:15
Javier Milei | Photo: Javier Milei, 2026; Mandel NGAN/AFP via Getty

"As much as the industrial revolution freed us from the constraints of the human muscle, AI will free us from the constraints of the human brain, pushing productivity beyond our wildest dreams….Keep AI unregulated so that it is free to be developed without the deadly hand of premature and poorly understood regulation."

Argentine President Javier Milei wrote that on June 4 in the Financial Times as part of his push to bring AI companies to Argentina. The prior week, he had introduced legislation to boost AI based on three pillars: leaving AI unregulated, establishing a new legal category for nonhuman corporations operated by AI agents or robots, and keeping corporate taxes low. As of late September, the Senate has held hearings on the legislation but not advanced it.

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How Much Contempt Does Javier Milei Have for the State?

23 October 2026 at 10:00
Javier Milei | Photo: Javier Milei; Fernando Sanchez/Europa Press via Getty

"My contempt for the state is infinite."

—Javier Milei, explaining his willingness to make deep cuts to existing spending and regulation in Argentina, from an interview with The Economist in 2024.

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Argentina Congress Approves Disability Emergency Law

23 October 2026 at 05:21
Photo: Pagina 12.

Argentina’s Chambern of Deputies approved the Disability Emergency Law in the early hours of Thursday, after more than a year of protests against Javier Milei’s austerity policies.


The final text passed with 237 votes in favor, 9 against and 4 abstentions from left-wing sectors, in a session that began Wednesday afternoon.

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The law maintains non-contributory pensions, compatibility with formal employment and access to health benefits. It also establishes specific budget items to finance the system and mechanisms to prevent arbitrary removal of beneficiaries.

Among its central points are new conditions for accessing non-contributory disability pensions, the possibility of keeping the benefit while working within certain income limits and a control system based on cross-referencing data between public agencies. It also sets obligations for budget transparency, training for service providers and deadlines to complete pending compensations.

#Argentina | Human rights groups filed a criminal complaint over a police crackdown on university protesters in Buenos Aires that reportedly left more than 550 people injured or affected.
The complaint seeks accountability for alleged excessive force during demonstrations… pic.twitter.com/yrEWJjPhA7

— teleSUR English (@telesurenglish) October 19, 2026

The law stipulates the return of all funds owed to providers for more than a year, settling the accumulated financial deficit, and sets strict peremptory deadlines for the Executive Branch to make these obligations effective.

The changes were incorporated after weeks of negotiations and set aside the cuts that the Executive Branch had included in the 2027 Budget for the disability area.

Hundreds of Spanish students gathered at Rey Juan Carlos University (URJC) to protest the visit of far-right Argentine President Javier Milei, who was scheduled to participate in a forum during his stay in Madrid.

Armed with pots and pans, whistles, Palestinian flags, and… pic.twitter.com/LGGFyeYpe6

— teleSUR English (@telesurenglish) October 21, 2026

Various organizations of people with disabilities in Córdoba denounced not having been convened to the legislative debate, and expressed skepticism about the Government’s real willingness to comply with what was voted.

The approval comes after more than a year of permanent protests, marches and mobilizations led by people with disabilities and their families, who expressed in the streets their rejection of Milei’s adjustment policies. During that period, the affected sectors suffered neglect, mistreatment and harsh episodes of police repression near the legislative palace, images that were widely disseminated and generated deep repudiation in society.

A key factor in unblocking the legislative scenario was intense lobbying by Pastoral Social Argentina, whose representatives went directly to Congress to dialogue deputy by deputy. Added to this was strong international pressure from Vatican diplomacy, after a monsignor gave various interviews in local media to warn about the Holy See’s deep concern for the health and quality of life of the group.

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