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A Savona cinque chilometri di vestitini per ricordare i bambini uccisi a Gaza

25 October 2026 at 18:05
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Cinque chilometri di vestitini. Così a Savona 80 realtà del territorio, tra associazioni, sindacati, organizzazioni religiose, scout e partiti, hanno voluto ricordare le migliaia di bambini e adolescenti uccisi da Israele nella Striscia di Gaza negli ultimi tre anni. La lunga linea di vestiti ha attraversato le spiagge e i quartieri della città, in modo da restituire a tutti, compresi i passanti distratti, l’orrore delle morti. “Cinque chilometri di vestiti di bambini, per rendere visibili le vite spezzate, per dare forma e corpo al genocidio ancora in corso” si legge nel comunicato dell’iniziativa. “Ogni completino ha rappresentato simbolicamente una giovane vittima innocente, per denunciare questo clima di disumanizzazione delle morti, declassate dai militari israeliani a meri obiettivi di pianificazione tramite algoritmi e AI, a semplici danni collaterali. Per cercare di restituire alla percezione e al sentire comune l’orrore della tragedia di Gazain corso ormai da tre anni”.

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Sabato di proteste, 5 arresti a Milano. 5mila identificati in tutto. Interviene Putin: “Accuse alla Russia? Evidenziano la debolezza dell’Europa”

25 October 2026 at 13:44

Il giorno dopo le proteste che hanno portato migliaia di persone in piazza in tutta Italia contro il governo e il carovita, con scontri e tensioni ma nessun saccheggio, scende l’allerta nelle grandi città. Anche se restano comunque presidiati alcuni punti, in particolare a Milano dove alle 15 è prevista una seconda mobilitazione. Il conto delle questure diffuse al termine di ieri segnala quasi 5000 persone identificate in totale, 9 arrestate e 87 denunciati. Intanto sui disordini nelle piazze europee è intervenuto anche il Cremlino replicando a chi ha paventato la regia di Mosca dietro le manifestazioni più violente. “Le accuse alla Russia evidenziano la debolezza e l’incapacità di alcuni leader nei Paesi europei di assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo” ha detto Vladimir Putin, in una dichiarazione pubblicata oggi sul sito web di Vesti.

A Milano ieri sono state circa 15mila le persone che si sono unite al corteo spontaneo che ha attraversato la città, tra cori contro il governo Meloni e richieste di dimissioni. Oltre al 30enne Youssef Siher, presunto organizzatore della pagina Movimento 17 ottobre fermato dalla polizia prima delle proteste, la questura ha fatto sapere di aver arrestato 5 persone e denunciato altre 44. In tutto nel capoluogo lombardo sono state identificate quasi 3mila persone.

A Bologna, dove si sono verificati gli scontri più duri e dove alcuni manifestanti sono rimasti feriti, il corteo ha visto la partecipazione di oltre 3mila persone, radunate inizialmente in piazza Nettuno. Tre le persone arrestate durante gli scontri e le tensioni durate in tutto circa 4 ore. I tre manifestanti arrestati sono accusati di violenza organizzata, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e travisamento nel corso di manifestazione pubblica. Nel corso dell’intera giornata, fa sapere ancora la questura, sono stati identificate circa 700 persone. Inoltre, 30 manifestanti sono stati accompagnati negli uffici della Questura e della polizia ferroviaria per accertamenti, mentre 8 sono stati denunciati. Gli approfondimenti degli investigatori hanno poi consentito di emettere 4 fogli di via obbligatori e 2 Dacur (Divieto di accesso alle aree urbane).

A Roma, come a Bologna, la polizia ha usato anche gli idranti contro i manifestanti. Nella capitale la protesta si è svolta in modo pacifico durante l’intera giornata, in cui c’è stato anche blitz al Colosseo finito nel giro di poco. Solo a sera si è alzata la tensione, quando i manifestanti hanno provato a spostarsi verso i palazzi istituzionali e sono partite le cariche della polizia. In tutto sono state 11 le persone denunciate, 96 quelle portate negli uffici di polizia, di cui 6 minorenni e 28 fermi preventivi.

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Bologna, manifestante immobilizzato a terra dalla polizia si sente male: portato via in ambulanza. Cori contro gli agenti

25 October 2026 at 13:31

Un giovane è stato immobilizzato dalla polizia, si è sentito male ed è stato portato via dall’ambulanza durante la manifestazione di ieri a Bologna. Ha 22 anni e ieri sera, durante gli scontri, ha avuto un malore mentre era stato bloccato a terra dalle forze dell’ordine. L’episodio si è verificato nella serata di ieri, in via Marconi, in un momento di particolari disordini. Il giovane manifestante, insieme ad altri, stava inveendo contro la polizia quando è stato raggiunto da un gruppo di agenti: uno dei poliziotti lo ha preso per il cappuccio della felpa e poi buttato a terra. A questo punto il ragazzo è stato bloccato con un ginocchio sulla schiena. Il giovane si è sentito male e quindi è stato circondato da un gruppo di manifestanti che chiedeva di liberarlo. Poco dopo il 22enne è stato messo su un fianco ed è stato curato da un medico in attesa dell’arrivo dell’ambulanza del 118, mentre i manifestanti protestavano contro il fermo.

Per fare passare il mezzo del 118 alcuni manifestanti hanno rimosso due cassonetti, tavoli sedie e alcune bici a noleggio poste a barricata a metà della strada all’altezza di Largo Caduti del lavoro. I manifestanti, infatti, hanno organizzato barricate utilizzando le biciclette del servizio di bike sharing Mobike, mentre decine di persone si sono sedute a terra con le mani alzate. L’ambulanza ha poi caricato il giovane, mentre i manifestanti hanno cominciato a gridare “vergogna vergogna” e nel frattempo è arrivata anche un’automedica. Durante queste fasi anche l’ambulanza è stata colpita con l’idrante. Il giovane sarà poi portato in codice due all’ospedale Maggiore di Bologna e dopo le cure dimesso nella notte.

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Accoltellato minore a Sassari: arrestato l’aggressore, è un 19enne con un precedente simile

25 October 2026 at 12:32

Alessio Tonzanu, 19 anni, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver accoltellato un 17enne seguito di una rissa. È successo nella notte a Sassari, nei pressi del locale notturno “Le Iene”, in via Palmaera. Il minorenne è stato soccorso dal 118 e portato immediatamente all’ospedale Santissima Annunziata, dove un delicato intervento chirurgico è riuscito a salvargli la vita; secondo L’Unione Sarda si trova adesso ricoverato nel reparto rianimazione del medesimo istituto sanitario.

Il presunto aggressore, invece, è trattenuto in questura con l’accusa di tentato omicidio. Il ragazzo, tra l’altro, ha un precedente: nell’estate del 2025 era stato arrestato per un episodio simile a quello avvenuto la scorsa notte, ovvero il tentato omicidio di Francesco Sircana, accoltellato con dieci fendenti a Sennori durante i festeggiamenti per San Giovanni Battista.

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Trovati i corpi di madre e figlio in una casa in provincia di Campobasso: ipotesi omicidio-suicidio

25 October 2026 at 12:26

I corpi di una donna e un uomo sono stati trovati in un’abitazione di via Marina a Ururi, Campobasso. Si tratta di un 60enne e di sua madre, un’anziana di 92 anni. I vicini di casa, insospettiti dal fatto di non aver sentito rumori né visto movimenti attorno alla casa per giorni, hanno deciso di chiamare i soccorsi: intorno alle 10 di questa mattina i vigili del fuoco hanno forzato la porta e hanno trovato i cadaveri di madre e figlio.

Il corpo della donna è stato ritrovato disteso sul letto, mentre l’uomo è stato rinvenuto impiccato in salotto. Secondo una prima ricostruzione, ancora in attesa di conferma, il 60enne avrebbe strangolato l’anziana e poi si sarebbe tolto la vita; tuttavia, gli accertamenti iniziali sul corpo della 92enne non avrebbe mostrato segni di violenza. Accanto all’ipotesi omicidio-suicidio, dunque, prende forma quella della morte della donna per cause naturali a cui è seguita la scelta del figlio di togliersi la vita.

Secondo le testimonianze raccolte in paese, la famiglia faceva una vita molto riservata; il figlio, inoltre, era rientrato dalla città in cui studiava all’università per vivere con i genitori, e dopo la morte del padre si occupava della madre anziana.

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Milano, indagata anche la moglie del presunto organizzatore della pagina Movimento 17 ottobre

25 October 2026 at 12:16

E’ indagata per istigazione a delinquere anche la moglie di Youssef Siher, il trentenne fermato nella notte dopo un lungo interrogatorio nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sulle manifestazioni organizzate dal Movimento 17 ottobre e accusato di essere la “mente” dietro agli scontri che hanno funestato il centro del capoluogo lombardo.

La donna, 32 anni, di origini libanesi, è indagata in concorso con il marito. Secondo gli inquirenti, entrambi sarebbero amministratori delle pagine Instagram e Telegram del movimento che ha organizzato le proteste di piazza, pagina nata però dopo le manifestazioni del 17. Sarebbe stato proprio grazie al cellulare della donna che gli investigatori, sabato mattina, sono riusciti a rintracciare Siher, che aveva invece il telefono spento e non risultava localizzabile.

La 32enne, mediatrice interculturale, è nata e cresciuta a Como, dove risulta residente. Sui social si definisce “libanese, palestinese e araba di appartenenza”. La coppia si sarebbe sposata lo scorso settembre e vivrebbe in provincia di Milano, nonostante le residenze anagrafiche differenti: lui a Mazzano, nel Bresciano, lei a Como.

Ricercatore dei movimenti politici islamici, 30 anni, italiano di seconda generazione, da ieri sera Siher si trova in carcere a San Vittore, indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità del terrorismo e dall’uso del mezzo informatico. Ora le indagini si concentrano sull’analisi dei suoi dispositivi: il sequestro di cellulari e computer potrebbero restituire contatti, comunicazioni e modalità organizzative della presunta rete di chi avrebbe provato a fomentare le proteste che hanno visto giovani e giovanissimi invadere le città. Il pm di Milano Francesca Crupi chiederà lunedì la convalida del fermo. Solo dopo aver ricevuto gli atti, il giudice per le indagini preliminari fisserà una data per l’udienza.

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Travaglio sul Nove: “Una regia russa dietro gli scontri di Milano? Con le panzane su Putin riabilitiamo la sua propaganda”

25 October 2026 at 09:22

“Come sempre avviene in questi casi, quando finiscono di parlare i chiacchieroni, cioè i politici, parlano quelli che sanno. L’altro giorno il Copasir ha audito uno che sa, il capo dei servizi segreti, Valensise, il quale ha detto che non esistono evidenze di influenze”. Così Marco Travaglio ad Accordi & Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi il sabato sera sul Nove, commenta le ipotesi di una regia russa dietro gli scontri di Milano, avanzate da alcuni esponenti del governo, a partire dal ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Io credo che così stiano facendo un regalo a Putin gigantesco. Intanto perché chi non ci crede dice: ‘Vabbè, ma questo è la vittima di una campagna diffamatoria, perché non è possibile che qualunque cosa succeda…’. Ora manca che sui pedali di Garlasco trovino il Dna di Putin”.

“È una cosa talmente ridicola che sta trasformando la propaganda occidentale in qualcosa di molto meno credibile della propaganda russa”, ha continuato il direttore del Fatto Quotidiano. “Per cui noi stiamo, con le panzane che raccontiamo continuamente, riabilitando la propaganda russa”. E conclude: “Anche se trovassero un episodio provato di guerra ibrida russa, non ci crederebbe più nessuno, perché è come ‘al lupo al lupo’, qui è ‘al russo al russo’. A un certo punto la gente non crederà più nemmeno alle cose vere”.

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