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Microsoft oferece saída paga a 27% dos seus trabalhadores

By: ZAP
27 October 2026 at 22:30
A Microsoft está a oferecer indemnizações a cerca de 60 mil colaboradores, cerca de 27% da sua força de trabalho, à medida que a empresa investe em inteligência artificial (IA).  Numa nota enviada aos colaboradores esta segunda-feira, a diretora de recursos humanos, Amy Coleman, apresentou o novo programa, referindo que os colaboradores elegíveis incluem líderes seniores, até ao nível de vice-presidentes. De acordo com a Fortune, a Microsoft tem vindo a reduzir o número de colaboradores  para cortar custos, ao mesmo tempo que investe na construção de centros de dados de IA. Em abril, a empresa ofereceu um programa semelhante

The Impact of AI: Microsoft Slashes 27% of Workforce with Voluntary Buyout Offer

27 October 2026 at 16:14

Microsoft is offering voluntary buyouts to 60,000 employees, or roughly 27 percent of its entire workforce as the software giant reconfigures its staff for the AI era.

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Windows 10: la proposta di refurbed e Google per i PC a rischio da ottobre 2027, quando finiranno gli aggiornamenti di sicurezza

27 October 2026 at 16:12

Ad ottobre 2027 terminerà il periodo di “Extended Security Updates” (ESU) con cui Microsoft sta garantendo gli aggiornamenti di sicurezza ai possessori di PC con a bordo Windows 10, il cui supporto ufficiale è terminato nel 2025 dopo dieci anni dal lancio. L’ESU è gratutito per i privati fino al 2027, e a pagamento per le aziende, che potranno esternderlo fino al 2028, ma al suo termine chi non potrà passare a Windows 11 rischia di trovarsi con un PC potenzialmente funzionante ma sempre più esposto a rischi di cybersecurity.

Su questo tema Fraunhofer Austria ha realizzato su commissione di refurbed – una delle principali aziende attive nel mercato del ricondizionato – un whitepaper pubblicato a settembre di quest’anno che stima che in tutta l’Unione Europea circa 74milioni di dispositivi che attualmente utilizzano Windows 10, di cui circa 41 milioni (di cui 5,47 solo in Italia) continueranno ad utilizzarlo anche dopo la scadenza degli aggiornamenti di sicurezza, rischiando di diventare obsoleti. Nell’insieme rientrano sia i dispositivi tecnicamente non aggiornabili (oltre la metà, quasi tutti nel privato), sia quelli che potrebbero essere aggiornati a Windows 11 ma non lo fanno per scelta (spesso i privati), o per lentezze organizzative (nelle aziende).

Per quanto riguarda i PC non aggiornabili per questioni tecniche, generalmente si tratta di dispositivi che utilizzano hardware più vetusto e non compatibile con Windows 11 (come gli Intel Core precedenti all’ottava gen ed AMD Ryzen precedenti alla famiglia 2000), generalmente prodotti prima del 2018, o per scelta del produttore privi di chip TMP2.0 e supporto a Secure Boot, richiesti dal più recente sistema operativo di Microsoft. Questi computer se ancora integri nell’hardware possono offrire qualche altro anno di utilizzo, in questo caso l’opzione migliore per allungarne la vita utile, senza incorrere in rischi di sicurezza, sarebbe installare un sistema operativo diverso, come alcune distribuzioni più leggere di Linux o ChromeOS, a patto che riesca a soddisfare i propri casi d’uso.

Secondo lo studio, prolungare di un solo anno la vita utile di questi dispositivi eviterebbe in Italia circa 156 tonnellate di rifiuti elettronici ed oltre 42.800 tonnellate di emissioni di CO2, per un risparmio totale nell’Unione Europea di 1.172 tonnellate di rifiuti elettronici e 0,32 milioni di tonnellate di CO2 emessse.

Nell’ottica di aiutare gli utenti interessati a questa opzione, refurbed ha annunciato una collaborazione con Google grazie alla quale distribuirà a partire da novembre, al costo di 3€, delle chiavette USB che permetteranno l’installazione di ChromeOS Flex, il sistema operativo cloud-first del colosso americano – scaricabile gratuitamente online – ideato per funzionare su quei PC e Mac con qualche anno sulle spalle, ma che non ricevono più aggiornamenti, risultando spesso più leggero rispetto al sistema operativo originario offrendo al contempo aggiornamenti di sicurezza automatici.

ChromeOS Flex ha sicuramente dei vantaggi per coloro che lavorano principalemente sul web, consumano contenuti in streaming o usano suite di lavoro in cloud come Workspace di Google e Microsoft 365, mostrando però un evidente limite in quei casi in cui è necessario utilizzare applicazioni specializzate disponibili solo per Windows.

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Microsoft eyes staff cuts under voluntary exit programme

27 October 2026 at 12:13

Microsoft is offering employees across several parts of its global operations the opportunity to take a voluntary exit deal, as it seeks to contain costs while ramping up investment in AI.

The offer being made is time-limited and includes financial support and career planning resources. Reuters reported the programme is targeting around 60,000 employees.

Microsoft’s FY26 annual report showed it had 223,000 full-time employees worldwide as of 30 June, putting the potential pool of eligible staff at more than a quarter of its global workforce.

In a statement, Microsoft chief people officer Amy Coleman explained the programme is available to eligible employees in Canada, India, the UK and the US at level 70 and below of its employee hierarchy.

Participation is limited to selected business units with eligibility varying according to “each business’s priorities, customer commitments and workforce needs”.

A source told Reuters the offer covers teams including Copilot, AI experiences, finance, human resources, Xbox and Windows + Devices. Marketing, commercial business and security are apparently excluded.

“This offer gives eligible employees who may be considering a future outside the company a new choice to make that transition now with support,” Coleman said, adding “these are a few of the ways we’re trying to meet different business needs” and that “we’ll learn from it”.

Microsoft offered voluntary buyouts to around 9,000 US employees earlier this year and announced 4,800 job cuts in July, as it restructured its Xbox gaming business and planned to divest four studios.

The latest initiative comes as Microsoft commits substantial sums to AI infrastructure, including data centres and chips. The company forecast capital expenditure of $175 billion for calendar year 2026, drawing scrutiny over whether returns will justify the scale of spending.

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Microsoft vuole tagliare 60mila dipendenti, un quarto della forza lavoro: “Soldi da investire nell’AI”

27 October 2026 at 09:37

Sessantamila dipendenti, cioè un quarto della forza lavoro, da espellere in quattro Paesi per abbassare i costi fissi e avere soldi disponibili per investimenti in intelligenza artificiale. È il piano presentato da Microsoft che intende intervenire pesantemente sul suo assetto occupazionale in Usa, Canada, India e Gran Bretagna per allentare la pressione sulle sue finanze in modo da poter far fronte alle crescenti spese destinate ai data center a causa di un’elevata domanda legata all’intelligenza artificiale, a partire dai servizi cloud offerti ad aziende, come Anthropic e OpenAI.

Ad aprile, il gruppo di Redmond aveva già annunciato un primo piano di pensionamenti volontari, al quale poteva accedere circa il 7% dei dipendenti negli Stati Uniti, pari a 4.800 unità. Ora, secondo quanto riferito da un portavoce, la proposta è rivolta al personale di specifici team di Usa, Canada, India e Regno Unito con livello gerarchico pari o inferiore a quello di vicepresidente.

Restano esclusi alcuni gruppi di dipendenti, tra cui quelli che si occupano di data center, vendite e marketing. “L’offerta di uscita volontaria riflette un aspetto importante della nostra evoluzione nell’approccio al cambiamento: creare maggiore flessibilità e, laddove possibile, offrire ai dipendenti più opportunità per definire il proprio percorso futuro”, ha scritto in una nota al personale Amy Coleman, vicepresidente esecutiva e responsabile delle risorse umane di Microsoft.

L’iniziativa, che ha spinto i titoli a guadagnare in Borsa più dell’1%, “si basa su quanto appreso all’inizio di quest’anno attraverso il programma di pensionamento volontario”, ha aggiunto Coleman. Nel secondo trimestre, i principali concorrenti di Microsoft nel settore cloud – Alphabet e Amazon – hanno registrato un flusso di cassa disponibile negativo, mentre Microsoft è riuscita a mantenerlo in territorio positivo: 19,64 miliardi, in calo annuo però del 23%.

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Microsoft licenzia 60.000 dipendenti per finanziare IA, data center e cloud

27 October 2026 at 09:02

Microsoft impugna le forbici: la Big Tech di Redmond ha messo a punto una proposta di esodo volontario anticipato rivolta a circa 60.000 dipendenti dislocati fra Stati Uniti, Canada, India e Gran Bretagna.

La misura coinvolge circa un quarto della sua forza lavoro totale a tempo pieno e ha l’obiettivo di contenere i costi.

Microsoft, incentivi all’uscita 2026

Riducendo le spese legate al personale, Microsoft intende allentare la pressione sulle proprie finanze e far fronte ai crescenti investimenti destinati ai data center, spinti dall’elevata domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dai servizi cloud offerti a realtà come Anthropic e OpenAI.

Secondo Reuters, Microsoft ha previsto 175 miliardi di dollari di investimenti in conto capitale per l’anno solare 2026. Il gruppo di Redmond deve inoltre rispondere alle aspettative degli investitori, che osservano con attenzione il rapporto tra le somme destinate all’intelligenza artificiale e i ricavi.

Nel secondo trimestre, Microsoft ha mantenuto positivo il flusso di cassa disponibile, pari a 19,64 miliardi di dollari, pur registrando una diminuzione del 23% su base annua. Nello stesso periodo, Alphabet e Amazon, due dei suoi principali concorrenti nel cloud, hanno registrato un flusso di cassa disponibile negativo.

La notizia del nuovo programma di tagli ha accompagnato un rialzo di circa l’1% delle azioni Microsoft nella seduta di lunedì 26 ottobre. Martedì 27 ottobre, le azioni hanno registrato un +1,5%.

L’iniziativa si rivolge al personale di specifici team con livello gerarchico pari o inferiore a quello di vicepresidente (livello 70 e inferiori).

Perchè Microsoft riduce il personale

Secondo quanto trapelato, la proposta coinvolge settori noti tra cui le divisioni legate a Windows, le esperienze IA, Copilot, la finanza, le risorse umane e la sezione Xbox, fra le altre. Restano invece esclusi dal programma alcuni gruppi specifici, tra cui gli addetti alla sicurezza informatica, alle vendite, al business commerciale, al marketing e alla gestione dei data center.

In una nota inviata al personale, Amy Coleman, vicepresidente esecutiva e responsabile delle risorse umane di Microsoft, ha descritto l’operazione in questi termini:

Questa offerta offre ai dipendenti idonei, che potrebbero valutare un futuro al di fuori dell’azienda, una nuova opportunità per affrontare tale transizione fin da subito, potendo contare su un adeguato supporto. Al contempo, fornisce alle organizzazioni aderenti un ulteriore strumento per adeguare il proprio organico alle mutevoli esigenze.

E ancora:

L’offerta di uscita volontaria è una novità per noi. Ne faremo tesoro. Allo stesso tempo, continueremo ad aiutare le persone a concentrarsi sul lavoro più importante, a sviluppare nuove competenze e, laddove opportuno, a trovare nuove opportunità all’interno di Microsoft.

I licenziamenti precedenti

Il nuovo piano arriva dopo altre iniziative con cui Microsoft ha cercato di ridimensionare la propria forza lavoro. In precedenza, l’azienda aveva già proposto un programma di pensionamento volontario rivolto a circa il 7% dei dipendenti statunitensi.

A luglio, inoltre, aveva annunciato la riduzione di 4.800 posti di lavoro a livello globale, pari a circa il 2,1% della forza lavoro, intervenendo anche sul comparto dei videogiochi Xbox e annunciando la cessione di un massimo di cinque studi.

Il contenimento dei costi attraverso tagli o uscite volontarie è una tendenza diffusa tra le Big Tech. Meta (Facebook, Instagram e WhatsApp) ha annunciato ad aprile un piano di ridimensionamento del 10% del personale (circa 8.000 lavoratori) per aumentare l’efficienza. Oracle a giugno ha ridotto la propria forza lavoro di quasi il 13%, tagliando 21.000 posti. Ed anche Amazon ha recentemente effettuato diverse riduzioni di organico.

Microsoft propõe saídas voluntárias a 60 mil trabalhadores

27 October 2026 at 08:49

A Microsoft prepara-se para mais um processo de reorganização com o objetivo de reduzir custos e adaptar-se à era da Inteligência Artificial. O programa inclui 60 mil funcionários, mais de 25% do total de trabalhadores, e será disponibilizado a algumas equipas nos Estados Unidos, Canadá, Índia e Reino Unido, “no nível 70 e inferiores”, o que significa que poderá abranger alguns quadros superiores.

“A oferta de saída voluntária reflete uma parte importante da forma como estamos a evoluir na nossa abordagem à mudança: criando maior flexibilidade e, sempre que possível, mais formas de os trabalhadores definirem a próxima etapa do seu percurso”, explicou a diretora de recursos humanos, Amy Coleman, numa mensagem. O novo plano destina-se a funcionários que estão na hierarquia até ao nível de vice-presidente, com exceção de alguns trabalhadores dos centros de dados e das áreas de venda e marketing.

Em julho, a Microsoft anunciou a eliminação de cerca de 4.800 postos de trabalho, aproximadamente 2,1% da sua força laboral global na altura, numa estratégia para recentrar a atividade e reduzir custos, numa altura em que a era da inteligência artificial continua a afirmar-se. Esses cortes afetaram sobretudo as divisões comercial e de jogos Xbox da empresa. A Microsoft ofereceu também este ano a alguns trabalhadores a possibilidade de se reformarem antecipadamente.

Microsoft vuole risparmiare sulla forza lavoro per investire sull’intelligenza artificiale

27 October 2026 at 06:03

FILE - A Microsoft logo is seen on a screen as people listen at an event at Microsoft headquarters, May 20, 2024, in Redmond, Wash. (AP Photo/Lindsey Wasson, File)

Microsoft offre incentivi all’uscita volontaria a un massimo di sessantamila dipendenti, circa il ventisette per cento della sua forza lavoro globale. Il gruppo sta pensando dunque di assottigliare il numero di dipendenti, ma intanto investe centinaia di miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale e nelle infrastrutture necessarie a sostenerla. L’Associated Press scrive che il programma di tagli riguarda i dipendenti residenti in Stati Uniti, Canada, Regno Unito e India, fino al livello di vicepresidente.

Tra le divisioni coinvolte ci sono Xbox, Windows e Copilot, l’assistente di intelligenza artificiale integrato nei prodotti Microsoft. Restano esclusi, tra gli altri, i dipendenti che lavorano nelle vendite, nel marketing, nella cybersicurezza, nel quantum computing, nei data center e in alcuni gruppi di ingegneria. «Questa offerta dà ai dipendenti idonei che stanno valutando un futuro fuori dall’azienda una nuova possibilità di fare ora questo passaggio con il nostro sostegno», ha scritto Amy Coleman, responsabile delle risorse umane, in una comunicazione interna riportata dal Financial Times.

Il gruppo di Redmond, nello Stato di Washington, aveva circa 223mila dipendenti a fine giugno. La nuova iniziativa segue il programma di pensionamento volontario avviato a luglio per i lavoratori più anziani e con maggiore anzianità di servizio: oltre il trenta per cento degli 8.750 dipendenti interessati aveva accettato l’offerta. Questa volta, però, la partecipazione potrebbe essere inferiore, perché il programma non prevede incentivi aggiuntivi rispetto alle normali indennità di uscita.

Come detto, la scelta si inserisce in una fase di forte aumento degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Microsoft sviluppa modelli propri e costruisce o prende in affitto nuovi data center per rispondere alla domanda crescente di capacità di calcolo. A luglio ha confermato una previsione di spesa in conto capitale di centosettantacinque miliardi di dollari per l’anno fiscale e ha comunicato di aver firmato contratti di locazione per centotrenta miliardi di dollari di data center nel solo quarto trimestre fiscale.

Questi investimenti stanno però mettendo sotto pressione i conti. Secondo il Financial Times, il flusso di cassa libero è diminuito del ventitré per cento su base annua nell’ultimo trimestre, a 19,6 miliardi di dollari. L’azienda deve quindi trovare un equilibrio tra l’espansione delle infrastrutture e la gestione delle risorse.

Microsoft precisa che il programma di uscite non nasce specificamente per compensare i costi degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Riflette invece, secondo una fonte citata dal quotidiano britannico, la rapidità con cui sta cambiando il lavoro e la volontà dei vertici di favorire nuove forme di organizzazione. L’azienda continua infatti ad assumere in aree strategiche e a fare controfferte per trattenere i talenti contesi dai concorrenti. La riduzione volontaria del personale e la corsa all’intelligenza artificiale procedono dunque insieme, mentre Microsoft cerca di adattare la propria struttura a un settore sempre più costoso e competitivo.

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