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Massimo Giletti risponde a Fedez: “Dato che dici che io faccio feccia, ti potrei rispondere così: io posso anche far feccia, ma tu la feccia la frequenti”

27 October 2026 at 10:52

Un botta e risposta a distanza tra Fedez e Massimo Giletti. Un inviato de “Lo Stato delle Cose“, programma in onda il lunedì sera su Rai3 con la conduzione del giornalista torinese, ha raggiunto il rapper per chiedergli conto della polemica con Marracash dopo i disordini di Milano: “Che siate d’accordo con me o no, Giletti fa feccia. Sarà montato solo io che dico Giletti fa feccia, ma ho elencato tutta una serie di motivazioni per cui Giletti dovrebbe alzare la schiena, farsi un esame di coscienza e rivalutare la deontologia con cui lavora, per me è impossibile interloquire non con te, ma con il programma su cui atterra questo servizio“, ha detto Fedez davanti alle telecamere attaccando il conduttore.

Dopo una prima replica social (“Io dovrei farmi un esame di coscienza e raddrizzare la schiena? Ne parliamo domani sera”), Giletti ha risposto all’ex marito di Chiara Ferragni in diretta tv: “Se usassi le tue parole, Federico, dato che dici che io faccio feccia, ti potrei rispondere così: io posso anche far feccia, ma tu la feccia la frequenti. Da quella fotografia di Parigi (l’immagine viene mostrata sul led, ndr) nasce il problema, Federico. Dalle frequentazioni da cui non hai mai preso le distanze. Questi due signori, Rosiello, condannato a 3 anni e 8 mesi, e Alex Cologno, a 2 anni e 10 mesi, sono personaggi che ti stavano sempre vicino”.

“Non è un problema mio se faccio un’inchiesta sulla ‘ndrangheta e trovo delle cose strane. Per esempio, che il tuo grande amico Lucci è stato condannato per il momento a 10 anni, ma ne avrà un’altra, credo, tra gli 8 e i 14 anni, a seconda del giudice che deciderà, per spaccio internazionale di droga”, ha continuato Giletti. Accennando poi alla sentenza appena arrivata con cui è stata disposta l’archiviazione del procedimento per diffamazione intentato dal rapper dedicati ai rapporti con Luca Lucci, capo ultrà della Curva Sud del Milan: “La motivazione è che Lucia, cioè tu, e Lucci, quello condannato per un totale di oltre 20 anni credo, siete strettamente legati, ci sono le intercettazioni. È un dato inconfutabile”. “Allora, tu mi inviti a Pulp Podcast: io sono più vecchio, magari prima vieni tu da me e poi io vengo da te a Pulp. Però dire che facciamo feccia… va bene tutto, l’importante è non frequentarla, la feccia”, ha concluso Giletti.

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“La leggerezza è superficialità e derisione? È un pensiero che attribuisco soltanto alla sinistra. Se non sei come loro, se non pensi come loro, se non mangi come loro, allora non va bene”: così Andrea Pucci

27 October 2026 at 09:54

“Ho preferito tacere e fare un passo indietro davanti alla lobby e all’intellighenzia. Chi ha scatenato tutto quel putiferio ha la capacità di scatenare gli animi. Di fronte a questo, uno si chiede molto pacatamente che cosa me ne frega di fare queste battaglie. Grazie alla mia carriera e alla mia intellighenzia ho raggiunto dei risultati che posso fregarmene e basta”, spiega Andrea Pucci in un’intervista a “Il Giornale” tornando sull’ormai famoso passo indietro a “Sanremo 2026“.

Il comico, considerato vicino al centrodestra, il prossimo 31 ottobre porterà il suo spettacolo, “Dove eravamo rimasti?“, all’Unipol Dome di Milano davanti a tredicimila persone: “La leggerezza è superficialità e derisione? È un pensiero che attribuisco soltanto alla sinistra. Se non sei come loro, se non pensi come loro, se non mangi come loro, allora non va bene”, continua il comico milanese. Andrea Baccan, questo il suo vero nome, rivendica la sua “comicità del popolo” ed è protagonista del nuovo film “Se c’ero dormivo” con Martina Colombari e la regia di Fausto Brizzi: “Proprio con lui, che è un intellettuale di sinistra marito di Silvia Salis, insomma ci siamo capiti subito, cosa me ne frega se è comunista (ride, ndr). Un giorno mi telefona e mi fa: ho un film per te. È un film anti woke e dire che la moglie è la regina del woke. Uscirà a metà febbraio 2027 poco prima o poco dopo Sanremo”.

Nell’intervista rilasciata al quotidiano diretto da Tommaso Cerno, Pucci non risparmia nemmeno “Zelig“: “Non voglio più avere l’esposizione mediatica e televisiva che ho avuto. So quello che valgo e ho imparato a essere un po’ scorpione. Ad esempio, a Zelig non mi facevano andare, poi sono andato e una sera Giancarlo Bozzo (un autore storico della trasmissione, ndr) mi abbraccia e mi fa grazie grazie, sembrava mio fratello. Poco tempo dopo, su Vanity Fair ha detto: Mai piaciuti i comici di destra, specialmente quel Pucci lì. È una battaglia impari, basta“, conclude il comico.

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