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MARAD Approves $8.2 Billion Texas LNG Export Port in Record-Time Review

28 October 2026 at 17:24
The Trump administration has approved an $8.2 billion offshore liquefied natural gas export project off the Texas coast, marking a major milestone for its effort to speed up deepwater port...

Mark Ruffalo Makes Surprise Appearance at Macklemore Palestine Propaganda Concert

28 October 2026 at 15:40

Disney's "Avengers" star Mark Ruffalo made a surprise appearance at Macklemore's "Free Palestine" concert weeks after the rapper was dropped as an opener from the Ed Sheeran tour for accusing Israel of committing genocide.

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Youssef Siher torna libero: la gip rigetta la richiesta di convalida del fermo e l’applicazione della misura in carcere

28 October 2026 at 12:06

Youssef Siher torna libero. È questa la decisione, secondo fonti legali, del gip Tiziana Landoni che ha rigettato la richiesta di convalida del fermo e l’applicazione della misura cautelare in carcere proposta dalla pm Francesca Crupi, titolare dell’inchiesta con il procuratore Marcello Viola. L’ordinanza smonta punto per punto la ricostruzione della Procura: “Ha evocato la ‘disobbedienza civile’, non ha istigato alla violenza”, scrive la giudice. Immediatamente dopo la diffusione della notizia, Giorgia Meloni interviene con un video accusando la gip: “Siher ha organizzato le manifestazioni che hanno portato alle devastazioni”. Ma la premier afferma il falso: la sua pagina social è stata aperta solo dopo gli incidenti, come hanno accertato gli inquirenti.

Il 30enne, amministratore dei canali social del “Movimento 17 ottobre“, è stato fermato il 24 ottobre con l’accusa di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche (quest’ultimo reato introdotto con il decreto sicurezza entrato in vigore poche ore prima del fermo). Il procuratore Marcello Viola e la pm Francesca Crupi avevano chiesto la convalida e l’applicazione della misura cautelare in carcere contestando il pericolo di fuga e il rischio di reiterazione del reato.

Inizialmente presentato da media e commenti dei politici come “l’ideatore” degli scontri e delle devastazioni del weekend precedente a Milano, dalla lettura del decreto di fermo erano emersi numerosi dubbi sulle accuse mosse al 30enne. A partire dal fatto che le pagine social sono state aperte dopo gli scontri (che, infatti, non vengono contestati a Siher). Nonostante questo l’argomento è ancora rilanciato oggi da Meloni. In più, dall’analisi della chat su Telegram, è emerso che solo l’1% dei post era per la violenza (nessuno dei quali condiviso dallo stesso 30enne).

Durante l’udienza di convalida, che si è tenuta martedì nel carcere milanese di San Vittore dove Siher si trova detenuto da sabato scorso, il 30enne si è avvalso della facoltà di non rispondere. I suoi avvocati, Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar, avevano ribadito che il loro assistito “non ha fatto niente. Non c’è stata alcuna condotta istigatoria alle violenze, non c’è il terrorismo, non c’è alcun reato e noi nell’udienza abbiamo contestato le imputazioni dal punto di vista del diritto“, hanno spiegato. Anche per la gip non sussistono gravi indizia di colpevolezza e Siher, per questo, è stato scarcerato.

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Pneumatici invernali, dal 15 novembre scatta l’obbligo. Ecco cosa sapere

By: F. Q.
28 October 2026 at 10:20

Dal 15 novembre 2026 torna l’obbligo di pneumatici invernali o catene da neve a bordo sulle strade interessate dalle ordinanze. Gli automobilisti hanno ancora poco più di due settimane per organizzarsi, ma è già possibile effettuare il cambio gomme: la finestra per il montaggio anticipato si è aperta il 15 ottobre.

L’obbligo resterà in vigore fino al 15 aprile 2027, salvo disposizioni differenti stabilite dagli enti proprietari o gestori delle strade. Non riguarda quindi automaticamente tutta la rete stradale italiana: prima di partire è importante verificare la presenza di ordinanze lungo il proprio percorso.

Per rispettare l’obbligo è sufficiente montare pneumatici con marcatura M+S, oppure avere a bordo catene da neve idonee al veicolo. Attenzione, però, alla differenza tra le sigle riportate sulle gomme.

La marcatura M+S (Mud and Snow) è una dichiarazione del produttore, mentre il simbolo 3PMSF, riconoscibile dalla montagna a tre punte con un fiocco di neve, certifica il superamento di specifici test di aderenza sulla neve. Assogomma raccomanda di preferire pneumatici dotati di questo pittogramma e di montarne quattro della stessa tipologia, evitando combinazioni che potrebbero compromettere la stabilità del veicolo.

Il calendario prevede due periodi aggiuntivi rispetto alla durata ordinaria dell’obbligo. Il primo, dal 15 ottobre al 15 novembre, consente di anticipare il montaggio. Il secondo, dal 15 aprile al 15 maggio 2027, permette di effettuare il cambio primaverile senza concentrare tutte le operazioni in pochi giorni.

Quest’ultima scadenza è particolarmente importante per chi utilizza gomme invernali con un codice di velocità inferiore a quello indicato sulla carta di circolazione, comunque non inferiore a Q, corrispondente a 160 km/h. In questo caso, entro il 15 maggio sarà necessario sostituirli con gomme conformi alle caratteristiche previste dal documento.

Chi invece monta pneumatici invernali con misure, indice di carico e codice di velocità pienamente conformi alla carta di circolazione non è obbligato a sostituirli alla scadenza. Resta comunque consigliabile utilizzare gomme adeguate alla stagione.

Prima del montaggio è infine opportuno verificare pressione, profondità del battistrada, usura ed eventuali danneggiamenti.

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L’Italia ostaggio del traffico.1,33 miliardi di ore perse e un conto da 22 miliardi

28 October 2026 at 08:57

In Italia la congestione stradale determina ogni anno 1,33 miliardi di ore perse nel traffico, per un costo economico stimato in circa 22 miliardi di euro, pari all’1% del PIL. Il fenomeno si concentra prevalentemente nelle città, dove si accumula oltre l’80% del tempo perso. Sul fronte ambientale, le emissioni restano sostanzialmente stabili e il rinnovo del parco automobilistico procede a ritmi insufficienti rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione. È quanto emerge dal terzo Report dell’Osservatorio Sunrise del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile Most: lo studio offre un quadro dettagliato della mobilità stradale italiana analizzando traffico, emissioni, impatti delle diverse alimentazioni e costi del trasporto merci, con l’obiettivo di supportare politiche pubbliche e operatori.

Tra le evidenze principali emerge il peso dei territori esterni alle grandi aree urbane. Oltre la metà dei chilometri percorsi dalle automobili, infatti, si concentra nei comuni con meno di 50 mila abitanti fuori dalle città metropolitane, responsabili di circa il 52% delle emissioni di CO₂ delle auto. La quota raggiunge il 73% considerando anche le cinture metropolitane.

“Sunrise ci permette di osservare con un dettaglio senza precedenti la mobilità stradale e di individuare dove si concentrano emissioni e ritardi”, spiega Ennio Cascetta, coordinatore scientifico dell’Osservatorio Sunrise: “Vogliamo mettere questi dati al servizio delle decisioni pubbliche e degli operatori, per costruire politiche più efficaci e vicine ai bisogni dei territori”.

Parole a cui fanno eco quelle di Gianmarco Montanari, Direttore Generale Most: “I dati del Rapporto Sunrise evidenziano come la transizione verso una mobilità più sostenibile richieda interventi mirati, capaci di affrontare le criticità legate alla congestione stradale, al rinnovo del parco veicoli e alla riduzione delle emissioni, tenendo conto delle specificità dei territori. In questo contesto, il lavoro di Most è fondamentale per mettere a disposizione delle istituzioni e degli operatori evidenze scientifiche solide, su cui costruire politiche e investimenti efficaci, valorizzando le diverse soluzioni tecnologiche disponibili”.

Nel 2025 le emissioni di CO₂ del trasporto stradale risultano stabili e gli obiettivi al 2030 appaiono fuori portata. Pesa il rallentamento del ricambio del parco circolante: le immatricolazioni scendono a 1,55 milioni (-2,6% rispetto al 2024), mentre la quota di veicoli rinnovata annualmente passa dal 3,85% al 3,71%. Nonostante la crescita di ibride ed elettriche, la loro diffusione resta insufficiente.

Per la prima volta, il Report approfondisce le emissioni di ossidi di azoto (NOₓ) e particolato delle sole autovetture. Per il particolato, le emissioni per veicolo-chilometro sono superiori sulle strade locali (4,86 mg/veicolo-km) rispetto alle autostrade (3,64 mg/veicolo-km). Al Sud le emissioni di particolato per abitante sono circa 2,7 volte quelle del Nord, coerentemente con la maggiore presenza di veicoli più anziani e inquinanti.

Lo studio valuta anche l’impatto climatico lungo l’intero ciclo di vita dei veicoli (LCA). Le fasi di produzione, manutenzione e rottamazione aumentano le emissioni complessive del 10-20% per le auto a benzina e gasolio, mentre per le elettriche comportano un raddoppio delle emissioni totali, soprattutto per via della produzione delle batterie. Con il mix elettrico italiano del 2024, il vantaggio dell’elettrica rispetto alle ibride a benzina si riduce dal 65% al 40% considerando l’intero ciclo di vita.

Emerge inoltre il potenziale del gasolio rinnovabile di origine biologica (HVO): un’auto diesel media alimentata esclusivamente ad HVO presenta emissioni di ciclo vita addirittura inferiori a quelle di un’elettrica di pari dimensioni. L’HVO puro è già distribuito in numerose stazioni a prezzi spesso allineati o inferiori al gasolio tradizionale.

Elaborando tracce GPS anonime di circa un milione di automobili, il Report introduce una “tac della mobilità” per ricostruire il traffico strada per strada e ora per ora. Nel 2024 le auto hanno percorso in Italia circa 443 miliardi di chilometri (circa 7.500 km per abitante). Il 53% delle emissioni di CO₂ deriva da viaggi tra 8 e 50 chilometri. Di queste, il 10,6% della CO₂ nazionale proviene da spostamenti urbani in città servite da trasporto pubblico, mentre il 26,5% si genera nei piccoli comuni.

Nel trasporto merci pesante (oltre 12 tonnellate), l’analisi del Total Cost of Ownership (TCO) indica il gas naturale liquefatto (LNG) come l’alternativa economicamente più conveniente al gasolio. La competitività dei mezzi elettrici a batteria resta invece legata a energia a basso costo e adeguate infrastrutture ad alta potenza.

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La Siae cerca di sopravvivere al progresso tecnologico: la battaglia mi sembra già persa

28 October 2026 at 05:11

Gli eredi di Elvis Presley contro Anthropic: “Ha usato 274 canzoni per addestrare IA” (Ansa, 26.10)

Un amico compositore mi informa, piuttosto incazzato, che la Siae adesso accetta il deposito di brani musicali realizzati con l’IA tramite un prompt: “Purché vi sia un contributo creativo umano riconoscibile. La Siae, però, non verifica questo requisito al momento del deposito: si affida alla dichiarazione dell’autore”. Gli dico che sono contro l’anacronismo del diritto d’autore e del copyright, leggi che la deriva iper-proprietaria ha reso assurde e il progresso tecnologico superate (l’IA viene addestrata su milioni di opere protette da copyright, spesso senza il consenso degli autori; per le aziende di IA trattasi di fair use, cioè di uso legittimo: la battaglia è in corso).

Premessa: mentre negli Usa prevale una concezione patrimoniale del copyright, che consente di vendere i diritti di sfruttamento commerciale di un’opera, il nostro diritto d’autore è informato dal criterio filosofico della personalità dell’autore (puoi cedere i diritti economici, ma quelli morali, come il riconoscimento della paternità dell’opera, restano tuoi). Queste leggi hanno vizi d’origine che da sempre legittimano la manomorta assurda di eredi e corporation, privando la comunità artistica della possibilità di rielaborare liberamente l’arte del passato, esplorare direzioni nuove e creare nuovi mercati finché quelle opere sono ancora culturalmente rilevanti.

La filosofia del nostro diritto d’autore deve molto all’estetica romantica: il Genio creatore assoluto, ispirato dalle Muse. Ma adesso sappiamo che ogni artista è figlio della propria epoca, così come la sua arte. E che l’arte è anche una questione di ricezione. Questo riguarda la sua produzione (il cubismo influenza seguaci e contestatori), il suo significato, che cambia nel tempo (lo dimostra Borges nel Pierre Menard, 1939) e persino la storia letteraria, perché ogni scrittore crea i propri precursori (ancora Borges, in Kafka e i suoi precursori, 1951).

L’artista eredita un patrimonio culturale collettivo, lo trasforma e lo restituisce alla collettività: Shakespeare e Mozart attingevano a piene mani anche dalle opere dei loro contemporanei, con una libertà che il copyright e il diritto d’autore gli avrebbero impedito. Reputo dunque anacronistici e controproducenti copyright e diritto d’autore, e ritengo che andrebbero radicalmente riformati (per tanti motivi che ho esaminato qui: t.ly/42GSI).

Il mio amico, che invece crede ancora nella bontà di quelle leggi, usa questo argomento contro la concorrenza di chi produce musica con l’IA: “Se uno stesso prompt genera musiche diverse, significa che chi lo scrive non determina le caratteristiche espressive del risultato. Chi chiede all’IA di comporre un brano jazz malinconico non decide la melodia, l’armonia, il ritmo o l’orchestrazione. Il legame autoriale fra il prompt e il prodotto musicale è talmente generico da essere irrilevante. Non più rilevante del girare un caleidoscopio per ottenere le sue meravigliose immagini colorate.

L’IA musicale è un caleidoscopio moderno. Contiene miliardi di vetrini colorati, ricavati dalla creatività musicale del passato e del presente che è stata utilizzata per addestrare le macchine. Chi gira il caleidoscopio sceglie quali immagini guardare, magari ne scarta cento prima di trovarne una che gli piace. Basta a farne l’autore?” Sì: anche la sola scelta può costituire un atto autoriale, vedi Duchamp. Perché scegliere un orinatoio può essere un atto autoriale e scegliere una composizione generata dall’IA non dovrebbe esserlo? Forse la Siae ha un problema più serio di questo.

L’IA renderà sempre meno indispensabile l’intermediazione delle società di gestione dei diritti, perché permette di produrre a costi irrisori quantità illimitate di musica, riducendo potenzialmente la domanda di opere del repertorio protetto. Vedo dunque nell’apertura della Siae alle opere generate con l’IA un tentativo di adattarsi a una trasformazione che minaccia la sua stessa ragion d’essere: la tecnologia sta erodendo le condizioni economiche che giustificavano storicamente il copyright e il diritto d’autore.

Nel 2024 la Siae ha esercitato l’opt-out per il proprio repertorio, opponendosi all’utilizzazione delle opere tutelate per l’addestramento dell’IA. Interessante: la Siae da una parte cerca di controllare l’impiego delle opere nell’addestramento, dall’altra ammette il deposito di opere realizzate con l’ausilio dell’IA. Le due posizioni sono giuridicamente compatibili, ma rivelano una tensione fra difesa del repertorio esistente e integrazione delle nuove tecnologie: la Siae cerca di sopravvivere al progresso tecnologico incorporandolo nel sistema proprietario che quel progresso sta mettendo in crisi. La battaglia mi sembra già persa. Un’IA capace di generare nuove opere a costo irrisorio renderà superflui il copyright e il diritto d’autore, anche se continueranno a esistere formalmente. Andrà impedito, a quel punto, che il monopolio sulle opere sia sostituito da quello delle aziende che controllano le tecnologie per produrle.

L’altro giorno Art Spiegelman (Maus) ha confessato di aver utilizzato l’IA per uno sticker da applicare sulla nuova copertina di un suo vecchio fumetto. Voleva ottenere l’effetto di un’incisione antica, ma “non avevo voglia di disegnarla”. Ed ecco definitivamente sdoganata (d’autorità: bel paradosso) la pratica immonda.

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Wes Moore: Trump Is 'Making Us Poor, and He's Doing it Gleefully'

28 October 2026 at 00:48

Tuesday on MS NOW’s “The Beat,” Gov. Wes Moore (D-MD) said President Donald Trump is “making us poor, and he’s doing it gleefully.” Moore said, “I mean, no one in this country needs a tutorial about how bad Donald Trump

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