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La Cgil cancella Camusso dalla foto di Landini con Lula: “Errore tecnico”. L’ex segretaria: “Ma quale incidente…”

28 October 2026 at 18:56

Una foto pubblicata dalla Cgil per festeggiare la rielezione del presidente Luiz Inácio Lula in Brasile diventa un caso. Nello scatto postato sui social, infatti, si vede il segretario generale Maurizio Landini stringere la mano al leader sudamericano, senza nessuno attorno. Ma la foto originale, scattata quando i due si incontrarono nel 202o in occasione della visita di Lula al Papa e allo stesso sindacato, c’era anche Susanna Camusso.

“La vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva alle elezioni presidenziali del Brasile è una straordinaria notizia per il popolo brasiliano e per tutte le lavoratrici e i lavoratori che nel mondo continuano a battersi per la democrazia, la giustizia sociale, la pace e l’uguaglianza”, il testo che accompagna lo scatto incriminato nel quale Landini e Lula si stringono la mano, sorridenti, ma sullo sfondo non c’è nessun altro.

Peccato che nella foto originale, compariva proprio la ex segretaria Camusso, di cui Landini ha preso la successione. Letteralmente sbianchettata per l’occasione. Ad accorgersene è stato Il Foglio e, dopo le polemiche, è intervenuta anche l’attuale senatrice Pd: “Non è stato certo un incidente. Quando si cancella una persona da una foto lo si fa in maniera deliberata e ben ponderata. Per questo ritengo sia meglio seppellire sotto un ‘no comment’ questa pessima vicenda”, ha detto Camusso al Corriere.it.

La Cgil, da par suo, si dice “stupefatta” per la polemica e sostiene di essere in “buona fede” poiché “la foto originale, senza alcuna modifica, è stata pubblicata sul sito istituzionale della Cgil nazionale, dove è tuttora, ben prima della messa online sui social”. E fornisce la propria spiegazione, definendo “becera strumentalizzazione” le ricostruzioni giornalistiche: “Come si può notare – sottolinea la Cgil – la cancellazione non riguarda solo Susanna Camusso, ma anche un’altra persona, ed è riconducibile ad un errore tecnico per seguire le strette dinamiche social. Errore tecnico che è sfuggito al controllo finale prima della pubblicazione”.

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Caso Fakir, il poliziotto che ha detto “se schiatta ci divertiamo” si scusa con la famiglia della vittima: “Frutto di stanchezza ed emozione”

28 October 2026 at 17:42

Ha detto: “Se schiatta ci divertiamo” e “Cazzo me ne frega a me”. Ma ora vuole scusarsi “con la famiglia di Abderrahim Fakir“, il 42enne marocchino che ha perso la vita durante un fermo della polizia il 19 luglio. Uno dei due agenti coinvolti nell’indagine ha parlato per bocca del proprio avvocato, dopo che martedì sono state rese note le sue dichiarazioni, registrate dalle bodycam: “Voglio scusarmi con i familiari di Fakir e con il mio corpo di appartenenza per le frasi inaccettabili che ho pronunciato”, ha detto tramite il suo legale, Gabriele Bordoni.

Nel frattempo, l‘indagine sulla morte di Fakir prosegue. Ed è proprio nel corso dell’inchiesta che sono emerse le trascrizione delle frasi registrate dalle telecamere corporee in dotazione agli agenti, poi messe agli atti. “Espressioni frutto della concitazione, della stanchezza e della grande emozione”, le ha definite Bordoni, “ma ciò non toglie che non si addicano a un servitore dello Stato”, ha affermato il legale. La relazione dei consulenti della Procura, intanto, ha affermato l’esistenza di tre concause determinanti la morte dell’uomo: lo schiacciamento provocato dalla posizione prona, l’assunzione di cocaina e i problemi cardiaci.

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Spionaggio e stalking su cinesi “dissidenti” a Milano: indagate 10 persone. Minacciato anche l’influencer Teacher Li

28 October 2026 at 11:26

Spionaggio e repressione su quelli che vengono considerati “dissidenti” che vivono nel capoluogo lombardo. La Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, ha chiuso le indagini in vista della richiesta di processo a carico di dieci indagati, tra cui quattro cinesi in “continuo contatto con le autorità” di Pechino. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata ad “azioni repressive e coercitive nei confronti” di alcuni connazionali critici nei confronti del governo cinese.

In particolare, nell’inchiesta della Digos della Polizia di Torino, coordinata dal pubblico ministero Alessandro Gobbis, si contestano una serie di attività di stalking, monitoraggio, pressioni e minacce sull’influencer da milioni di follower Teacher Li, 34 anni, attivista e dissidente.

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Spagna, le prime immagini dopo lo scontro: la zona del disastro, i treni schiacciati, i vagoni precipitati

28 October 2026 at 11:13

La Guardia Civil spagnola ha diffuso le prime immagini dall’alto del luogo in cui è avvenuto il violentissimo scontro tra un treno Renfe e un Iryo al chilometro 118, tra le città di Mora, Orgaz e Urda (Toledo), poco dopo le 9:00 del mattino. Incidente che ha causato decine di morti, oltre 150 feriti (di cui cinque molto gravi) e almeno quattro vagoni precipitati nella scarpata.

Secondo fonti tecniche consultate da ilfattoquotidiano.it presenti sul posto, il treno Iryo (FS International) era fermo a un segnale vicino alla stazione di Toledo, su indicazioni di Adif, per degradazione del sistema di segnalamento. Il gestore (Adif) stava dando le prescrizioni a tutti di andare a 40 km/h proprio per il problema sul sistema di segnalamento. A un certo punto il treno Ave di Renfe è arrivato e ha provocato l’uscita dai binari: la pista privilegiata è un errore umano di un membro di Adif che – fornendo istruzioni ai treni – non ha calcolato che in quel tratto c’era ancora fermo un treno, come da istruzioni della stessa Adif. Le carrozze precipitate sono del treno Iryo. Il governo ha cancellato la propria agenda prevista per oggi.

Credit video: pagina X @guardiacivil

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Appendino (M5s) invita a comprare una copia del Fatto: “Sosteniamo chi ha ancora il coraggio di fare le pulci al Sistema”

28 October 2026 at 09:54

“Travaglio e i fondatori del Fatto hanno risposto chiaramente: il Fatto non è in vendita. Lo possono comprare solo i lettori. Allora facciamolo. Una copia in edicola, un abbonamento. Sosteniamo chi vuole restare libero. Sosteniamo chi ha ancora il coraggio di andare controcorrente e di fare le pulci al Sistema”. Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle, invita sui suoi canali social a sostenere il Fatto Quotidiano, dopo le dichiarazioni di Leonardo Maria Del Vecchio che, attraverso la sua holding Lmdv Media, ha manifestato l’intenzione di lanciare un’offerta pubblica di acquisto (OPA) per rilevare la SEIF (Società Editoriale Il Fatto), l’azienda che edita Il Fatto Quotidiano. Tuttavia, i soci fondatori della testata e il direttore Marco Travaglio hanno fermamente respinto la proposta, dichiarando che il giornale non è in vendita. Il Fatto ha pubblicato recentemente inchieste e approfondimenti molto duri sugli affari di Del Vecchio, concentrandosi anche sui debiti accumulati dalle sue società. E prima di lanciare la proposta di OPA, l’imprenditore aveva reagito duramente sui social (in particolare su X), accusando il giornale di condurre una “campagna diffamatoria” ai suoi danni. In quell’occasione aveva definito i giornalisti della testata “ratti del giornalismo“.

“Prima le querele temerarie per zittirti, poi gli attacchi, il fango, i tentativi di screditarti, il bavaglio alla libera informazione. Non è bastato. Adesso arriva il portafoglio – continua nel suo post sui sociale Chiara Appendino -. Il Fatto Quotidiano ha fatto una cosa che in Italia può costare cara: ha messo il naso negli affari di uno degli uomini più ricchi del Paese. E poco dopo, quello stesso uomo, Leonardo Maria Del Vecchio, si presenta con il libretto degli assegni per comprarselo. E toglierlo pure dalla Borsa. È questa l’arroganza insopportabile di certi potenti. Hanno talmente tanti soldi da convincersi che tutto e tutti abbiano un prezzo. Del Vecchio ha già investito nel Giornale e nel gruppo che pubblica il Resto del Carlino, la Nazione e il Giorno. Ora punta anche al Fatto, il giornale che gli fa le pulci.È una concezione padronale della democrazia. L’idea che il denaro dia diritto a tutto. Che se un giornale ti critica puoi avere l’arroganza prima di insultare la sua redazione e poi pensare impunemente di comprartela. Prima ha definito i giornalisti del Fatto Quotidiano “ratti del giornalismo”. Ora li vuole trasformare in criceti disposti a girare sulla ruota del padrone. E sapete cosa mi fa più rabbia? Che tutto questo venga considerato quasi normale. Ma d’altronde siamo il Paese delle tv di Berlusconi, di TeleMeloni e dei giornali di Angelucci e tutto questo finisce per sembrare normale. NO. Non è normale. E non dobbiamo abituarci. Perché – conclude – un Paese in cui chi dovrebbe controllare il potere finisce nelle mani del potere è un Paese in cui la democrazia perde pezzi. Ma

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Blitz anti ‘ndrangheta nella Sibartide: 41 arresti, c’è anche il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi

28 October 2026 at 08:42

Flavio Stasi, sindaco di Corigliano–Rossano (Cosenza), e Damiano Pepe, presunto boss di Cassano all’Ionio. Ci sono anche loro tra i 41 arrestati, di cui 24 di custodia in carcere e 17 agli arresti domiciliari, nella mattinata di oggi nella Sibartide, svolta dai Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e del Comando Provinciale di Cosenza. Le misure sono arrivate nei confronti di altrettanti soggetti indagati per i reati di associazione di tipo mafioso, omicidio, detenzione e porto di armi da fuoco, estorsione, rapina, furto, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, tutti aggravati da metodo e/o finalità mafiose, nonché patto elettorale politico mafioso.

Tra questi c’è anche il sindaco di Corigliano–Rossano (Cosenza), al secondo mandato ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, posto agli arresti domiciliari. Nell’operazione risulta coinvolto e finito ai domiciliari anche un altro esponente della politica cittadina, il consigliere comunale di Forza Italia Pietro Lucisano. Nell’ambito del maxi blitz antimafia nella Sibaritide c’è appunto anche Pepe, indicato dagli inquirenti come elemento di spicco della consorteria Abbruzzese–Pepe, rimasto ferito lo scorso 24 ottobre in un agguato in contrada Lattughelle nel quale è stata uccisa la moglie Silvana Sibarelli. L’operazione, firmata dal gip di Catanzaro Fabiana Giacchetti su richiesta dei pm della Dda Alessandro Riello e Stefania Paparazzo guidati dal procuratore Salvatore Curcio, ha colpito i vertici dell’organizzazione e le presunte ramificazioni politiche.

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Travaglio a La7 : “Confronto pubblico con Del Vecchio? Non siamo al Bagaglino o al circo Barnum. Il Fatto e i suoi giornalisti non sono in vendita”

28 October 2026 at 00:10

“Non tutto si compra e non tutti si comprano. Noi non siamo in vendita, chi ci vuole comprare può dare 2 euro in edicola o sottoscrivere un abbonamento digitale, in offerta da oggi al 10 novembre“. Marco Travaglio, a Otto e mezzo (La7), ribadisce la posizione del Fatto Quotidiano di fronte al tentativo di scalata di Leonardo Maria Del Vecchio, che attraverso la sua società LMDV Media punta ad acquisire il controllo della società editrice del giornale, Seif.

Il direttore del Fatto sceglie inizialmente l’ironia per commentare l’improvviso interesse del 31enne, quartogenito del fondatore di Luxottica e socio di Delfin. E cita l’episodio Le vacanze intelligenti, con Alberto Sordi e Anna Longhi, del film Dove vai in vacanza?: “Mi sento come la moglie di Alberto Sordi alla Biennale di Venezia, la buzzicona che si sdraia su una sedia per riposarsi i piedi gonfi. Arrivano dei turisti americani, la scambiano per un’installazione e la valutano 18 milioni. Quando torna Alberto Sordi, lei gli dice che volevano comprarla per 18 milioni e lui risponde: ‘Ma non saranno troppi?'”.
Poi la battuta sul repentino cambio di atteggiamento di Del Vecchio: “Questo improvviso amore per il Fatto non lo sospettavo, perché fino a tre giorni fa ci definiva ‘ratti del giornalismo’ e ‘Falso Quotidiano’. Adesso ha cambiato idea. Evidentemente vuole cambiarci la testata e chiamarci ‘Ratto Quotidiano’“.

Travaglio ribadisce quanto dichiarato dai soci fondatori nei giorni scorsi: “Questa è l’unica risposta che conta: noi soci fondatori, cioè io, Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Peter Gomez, Marco Lillo, Luca D’Aprile e Francesco Aliberti, non siamo interessati a cedere le nostre quote. Quindi, il suo tentativo di prendere addirittura l’82% del Fatto, per cambiare lo statuto e togliere il tetto del 17% per ogni azionista, è destinato a naufragare. Se vuole – continua – può comprare azioni in Borsa, dove c’è il 38% delle nostre azioni. Comunque il Fatto non è in vendita, il direttore del Fatto non è in vendita, i giornalisti del Fatto non sono in vendita. Il Fatto lo può comprare soltanto il lettore, pagando 2 euro in edicola oppure abbonandosi“.

La conduttrice Lilli Gruber chiede allora al direttore perché Del Vecchio voglia acquistare proprio il Fatto. “Questo non te lo so dire – risponde Travaglio – io non faccio processi alle intenzioni. Non so se c’è un improvviso innamoramento oppure se lui, o qualcuno intorno a lui, decide di fare un’azione di disturbo nei nostri confronti, per destabilizzarci e screditarci. Mi giungono tante voci, le prendo per quelle che sono, cioè delle voci. L’importante è che noi abbiamo detto che non vendiamo il Fatto e quindi resterà uno dei pochissimi quotidiani senza un padrone, che ha come unici compratori i suoi lettori e i suoi abbonati”.

Del Vecchio, intanto, non ritira la proposta. Ha chiesto un incontro al consiglio di amministrazione di Seif e ha su X ha invitato formalmente Travaglio a un confronto pubblico sui rispettivi piani industriali. Gruber chiede al direttore se è disponibile, proponendo di ospitare entrambi a Otto e mezzo.
La risposta di Travaglio è negativa: “È una questione molto seria, qui c’è di mezzo la Borsa, ci sono di mezzo i risparmiatori. Ogni parola che si dice sposta il titolo. Se ci saranno incontri, avverranno ovviamente nelle sedi ufficiali, con i rappresentanti e i manager dell’azienda”.
E aggiunge: “Certamente questa storia non può trasformarsi in un Bagaglino, in un circo Barnum o in un talk dove si chiacchiera del più e del meno. Quindi, escludo che questo incontro possa avvenire da te, mi dispiace Lilli, ma non è uno spettacolino“.

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