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“Boia chi molla”, foto di Mussolini e fasci littori: in Lombardia le cene per la marcia su Roma. A Milano esponenti di FdI, Lega e Futuro nazionale

29 October 2026 at 14:22

Quattro cene, in Lombardia, per ricordare la marcia su Roma. Centinaia di nostalgici, tra cui alcuni esponenti politici locali, hanno voluto celebrare i giorni in cui le Camicie nere entrarono a Roma e quando, proprio il 28 ottobre del ’22, il governo Facta si dimise, aprendo la strada a Benito Mussolini grazie al diniego di Vittorio Emanuele III alla richiesta di firmare lo stato d’assedio. Quattro appuntamenti diversi, dunque: uno alle porte di Milano, a Zibido San Giacomo, uno a Pavia, uno a Brescia e uno a Salò con oltre 300 persone.

Camicie nere, sì, motti neofascisti come “boia chi molla”, cori, e poi lungo le pareti l’effigie del Duce, i fasci littori, l’aquila sul Tricolore. Nella trattoria Isola Fiorita, a due passi dal capoluogo lombardo, circa cento persone si sono ritrovate per festeggiare l’anniversario della data che ha permesso a Mussolini di arrivare al governo. Dietro l’organizzazione, ambienti di Futuro nazionale. In particolare il comitato 421 di Milano, il cui referente è l’avvocato Renato Maturo, già collaboratore di Ignazio La Russa, e lo storico esponente della destra sociale Roberto Jonghi Lavarini. Maturo, nei giorni scorsi, ha incontrato informalmente il candidato in pectore di Forza Italia a Milano, il sottosegretario Matteo Perego di Cremnago. E prima ancora il numero due di FnV, Massimiliano Simoni. Presenti, alla cena, anche alcuni esponenti locali di Fratelli d’Italia e Lega.

Da quanto apprende ilFattoQuotidiano.it, a mettere in piedi l’incontro pavese è stato Marcello Olivari, che risulta essere referente del comitato di Futuro nazionale di Codevilla, nonché esponente dell’area più ortodossa del partito (vale a dire, più a destra). Dietro la cena di Brescia, invece, ci sarebbe il dirigente di FnV Gianfranco Chiari, già fondatore dell’associazione Il Nord per Vannacci e, peraltro, vittima nei giorni scorsi di un’aggressione all’interno di un ristorante.

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“Vaccini? Io credo nella scienza”: il ministro Schillaci sconfessa la maggioranza sul reintegro dei medici no vax

29 October 2026 at 14:13

“Io sono uno che crede nella scienza”. Pausa. “Credo nella scienza e quindi anche nei vaccini”. Il ministro della Sanità Orazio Schillaci, arrivando al Senato per il question time, parlando col Fatto sconfessa la maggioranza di governo che mercoledì alla Camera ha votato per reintegrare i medici no vax nella legge delega sulle professioni sanitarie. Testo passato con uno scarto di 13 voti a Montecitorio, che ha provocato uno scontro nella maggioranza: Forza Italia ha fatto sapere che modificherà il testo al Senato.

Ora anche Schillaci, ex rettore dell’Università Roma Tre voluto come ministro della Sanità in quota Fratelli d’Italia, parla in quanto medico e professore universitario. La sua posizione è simile a quella del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che proprio mercoledì ha detto che si deve “contrastare chi avvelena l’opinione sui vaccini”. Schillaci dovrà dare un parere al Senato quando arriverà l’emendamento di Forza Italia.

Gli azzurri infatti in queste ore hanno annunciato modifiche nel secondo passaggio a Palazzo Madama: “La norma non ci convince e non può restare così com’è”, ha detto la capogruppo al Senato Stefania Craxi. La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli ha rincarato la dose: “Si manda un messaggio sbagliato, a chi si è vaccinato e a chi no. Dal Covid siamo usciti grazie alla scienza e ai vaccini”.

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Divieto social ai minori, stop della Commissione Ue: “Leggi nazionali rinviate per un anno, prima il nostro regolamento Kids act”

29 October 2026 at 13:23

Dopo il divieto social per i minori approvato dalla Grecia, primo paese in Europa a varare il ban, arriva lo stop di Bruxelles. “La Commissione ha deciso di rinviare di 12 mesi qualsiasi progetto di legge nazionale che si sovrapponga alle future norme armonizzate, ritenendolo fondamentale per evitare una frammentazione del nostro mercato interno”, ha dichiarato Thomas Regnier, portavoce della Commissione Ue. “Per salvaguardare il lavoro dei nostri co-legislatori, dobbiamo ora concentrarci sui negoziati relativi all’EU Kids Act e garantire un’efficace applicazione delle nostre norme”, ha aggiunto il funzionario di Bruxelles. Come effetto del rinvio, l’avvocato Stefano Bertone e Antonio Affinita (Moige) indicano i rischi sulla salute pubblica, ricordando la sanzione inflitta a Meta dal tribunale del New Mexico.

In attesa del provvedimento europeo per proteggere i più giovani, Regnier ha citato il Digital service act come strumento di tutela. Il portavoce della Commissione ha lanciato lo stop alle cancellerie del Vecchio Continente esprimendo il parere di Bruxelles sulla proposta di legge austriaca, con il ban previsto fino a 14 anni. La decisione del rinvio si ripercuote anche sull’Italia. Pochi giorni fa la presidenza del Consiglio dei ministri aveva lasciato trapelare sulle pagine di Repubblica la linea di Giorgia Meloni. La premier “non è contraria o ostile” al divieto per i giovanissimi. Tuttavia mai hai espresso il suo favore esplicito verso il ban dai social network, contenuto nel disegno di legge 1136, fermo da oltre un anno in attesa dei pareri del governo, ma con il via libera incassato proprio dall’Europa. Fratelli d’Italia, con Lavinia Mennuni, aveva esortato il Parlamento ad approvare il provvedimento, anche un emendamento per tutelare i giovani. Invito subito raccolto dal Partito democratico e Italia Viva. Ma ora il progetto bipartisan potrebbe arenarsi, dopo la decisione annunciata da Bruxelles.

Il portavoce Ue ha indicato l’Italia tra gli Stati che hanno già notificato le proprie leggi alla Commissione, insieme a Slovenia, Belgio e Francia. “Il lavoro è in corso”, ha detto Regnier, precisando che “questo non cambierà la nostra posizione di base: non frammenteremo il nostro mercato interno. Se lo si fa, con età diverse e leggi diverse nei vari Stati membri, diventa quasi impossibile far rispettare le norme”. La Commissione europea punta ora ad approvare la sua proposta di regolamento battezzata Kids act, accelerando il trilogo dei negoziati con Consiglio e Parlamento europeo.

Il divieto social è fortemente sostenuto dalle associazioni delle famiglie promotrici della class action contro Meta e TikTok, per i possibili danni ai minori. Tra le sigle c’è il Moige, Movimento genitori italiani. Il direttore generale Antonio Affinita, interpellato da ilfattoquotidiano.it esprime stupore per la mossa di Bruxelles: “Molto grave lo stop al divieto, si tratta di una ingerenza nelle politiche sulla salute pubblica degli Stati membri, un tema su cui gli i governi nazionali restano sovrani. Di fatto è impedito di legiferare in attesa di un provvedimento europeo”, ha dichiarato Affinita. “Del resto siamo perplessi sul Kids act, a partire dalla soglia troppo bassa fissata a 13 anni, come è già ora”, conclude il direttore generale. Il Moige aveva elencato 8 profili critici del provvedimento in discussione a Bruxelles, per tutelare i giovani dalle conseguenze dei social network. Ad esempio, l’assenza di responsabilità economica, penale e civile per i danni che un minore può subire. Oppure il parental control, eludibile, difficile da comprendere per i non esperti e interamente a carico dei genitori. I limiti di sicurezza da imporre alle piattaforme, secondo il Moige, troppo lasco e senza garanzie concrete. Infine, l’incertezza sulle sanzioni.

Anche l’avvocato Stefano Bertone, tra i legali del team della class action contro Meta e TikTok, si concentra sui rischi del rinvio di Bruxelles sulla salute pubblica: “La sopravvivenza e la salute mentale dell’età adolescenziale è una pretesa dell’oggi, non di dopodomani o tra 12 mesi”. L’avvocato ricorda il precedente legale negli Stati Uniti, con la maxi sanzione per i danni ai minori inflitta alla casa madre di Facebook e Instagram: la priorità è “evitare che si moltiplichino e aggravino anche da noi gli effetti di quella ‘tempesta’ che ha investito la salute mentale di milioni di adolescenti nel Nuovo Messico, come ha dichiarato il tribunale locale poche settimane fa, condannando Meta a quasi un miliardo di dollari di sanzioni”.

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Manovra, cedolare secca all’1% per gli under 35: Gioventù Nazionale rivendica la proposta sugli affitti lanciata a La Piazza di Affaritaliani

29 October 2026 at 12:13

Gioventù Nazionale Bari rivendica il taglio della cedolare secca previsto nella Manovra 2027. Il movimento giovanile di Fratelli d’Italia richiama la proposta presentata durante La Piazza di Affaritaliani a Ceglie Messapica, quando aveva chiesto di ridurre le tasse per chi affitta agli studenti fuorisede.

A La Piazza Gioventù Nazionale aveva proposto un taglio delle tasse sugli affitti agli studenti

Una proposta presentata al primo raduno nazionale delle forze politiche giovanili, organizzato nell’ambito de La Piazza 2026 di Affaritaliani, torna d’attualità dopo l’approvazione della Manovra da parte del Consiglio dei ministri. A rivendicare il risultato è Gioventù Nazionale Bari, che riconosce nelle nuove agevolazioni fiscali sugli affitti una risposta alla battaglia portata avanti durante la kermesse di Ceglie Messapica.

A illustrare la proposta era stato Davide Picci, dirigente provinciale del movimento giovanile di Fratelli d’Italia, che nell’intervista rilasciata ad Affaritaliani aveva chiesto di ridurre dal 21% al 10% la cedolare secca ordinaria per chi affitta immobili agli studenti universitari. L’intervento fiscale era accompagnato dalla proposta di rivedere i criteri comunali per la determinazione dei canoni, tenendo conto della zona dell’immobile, dei servizi offerti e dell’ISEE degli studenti.

Un’iniziativa che durante il confronto tra i giovani dei partiti aveva ottenuto anche il voto favorevole del Partito Democratico. Al raduno aveva partecipato anche la ministra del Lavoro Marina Calderone.

Nella Manovra 2027 il Governo ha previsto una riduzione della cedolare secca dal 10% al 5% per gli affitti a canone concordato, con un’aliquota che scenderebbe ulteriormente all’1% per i contratti, sempre a canone concordato, con inquilini fino a 35 anni. Una misura accolta con soddisfazione da Gioventù Nazionale Bari, che rivendica la proposta presentata durante La Piazza 2026 di Affaritaliani.

Il comunicato di Gioventù Nazionale Bari

Gioventù Nazionale Bari rivendica il risultato: “Dalla nostra proposta ad Affari Italiani alla Manovra, la battaglia sugli affitti diventa realtà”

La proposta avanzata al Forum delle Forze Politiche giovanili nell’ambito de “La Piazza 2026”, organizzata da Affari Italiani, dalla delegazione nazionale di Gioventù Nazionale, composta interamente da baresi, trova una risposta nella Manovra.

Il Consiglio dei Ministri annuncia: cedolare secca al 5% e all’1% per gli under 35 negli affitti a canone concordato.

Durante il Raduno la delegazione nazionale di Gioventù Nazionale, aveva proposto di ridurre dal 21% al 10% la cedolare secca per chi affitta agli studenti, accompagnando l’intervento fiscale con una revisione dei criteri di determinazione delle tabelle comunali.

“Avevamo avanzato una proposta concreta che andasse ad incentivare le locazioni e aiutare gli studenti fuorisede e i giovani tutti senza che questo poi andasse a penalizzare e demonizzare i locatari degli immobili. Oggi il Governo va oltre quanto avevamo proposto, con un’agevolazione fiscale ancora più forte e noi non possiamo che accogliere positivamente questo intervento e rivendichiamo con orgoglio di aver contribuito a portare il tema al centro del dibattito nazionale quando ancora non “andava di moda”.

Ricordiamo, tra l’altro, che la proposta aveva riscosso in quella sede l’apprezzamento di Edoardo Vernazza, Presidente Nazionale di ANCE Giovani”, La misura assume un significato particolare per la città di Bari dove i canoni di locazione sono aumentati del 52,9% dal 2020, registrando la crescita più elevata tra le principali città italiane.

“Bari conosce bene il problema: studenti fuorisede, giovani lavoratori e famiglie devono affrontare un mercato degli affitti sempre più oneroso. Per noi non è una battaglia astratta che si affronta con proteste spesso violente o sterili polemiche, ma una questione che riguarda il diritto allo studio e la possibilità di costruire il proprio futuro senza essere costretti a partire”, prosegue la nota del movimento giovanile di Fratelli d’Italia La proposta nasceva proprio dalla necessità di trasformare le difficoltà delle nuove generazioni in soluzioni concrete.

La delegazione era nazionale, ma composta interamente da ragazzi della Provincia di Bari, quasi tutti studenti universitari, che hanno portato all’attenzione del confronto politico nazionale un problema vissuto quotidianamente sul proprio territorio.

Manovra, cedolare secca all’1% per gli under 35: Gioventù Nazionale rivendica la proposta sugli affitti lanciata a La Piazza di Affaritaliani
Manovra, cedolare secca all’1% per gli under 35: Gioventù Nazionale rivendica la proposta sugli affitti lanciata a La Piazza di Affaritaliani
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