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Normal view

Cuts like a knife: Canadian rocker Bryan Adams trolls Trump with new song

Musician wrote a ‘love letter’ to Canada with a new album – and some pointed commentary about the US president

Lake Ontario, the vast body of water that straddles the US-Canada border, has gone by many names over the centuries: Lac Saint-Louis, Lacus Ontarius, Skaniadorio, Cataraqui Lake. But one thing it will never be called, says the Canadian rock star Bryan Adams, is Lake America.

In his new song Lake Ontario, Adams takes aim at the US president, Donald Trump, accusing him of “breaking the peace” between the people who live on the lake’s shores.

The ‘lake of shining waters’ is what the Iroquois called her

It’s a First Nations name – not an executive order.

But things weren’t going his way in Iran

So like a baby tossing the toys from the pram

You can push us to the brink

But where the open road divides

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© Photograph: Christopher Polk/Billboard/Getty Images

© Photograph: Christopher Polk/Billboard/Getty Images

© Photograph: Christopher Polk/Billboard/Getty Images

“La dipendenza dalle droghe non se ne va mai davvero. È un terribile cliché, ma è così. Prendo un farmaco bloccante, per sicurezza. Ora sogno di aprire un negozietto nel paesino dove vivo”: parla Pete Doherty

29 October 2026 at 09:50

Pete Doherty e i Libertines: due dischi che hanno segnato una generazione. Pete Doherty e i Babyshambles: qualcosa di meno incisivo, ma non certo da buttare. E proprio con questa seconda formazione il rocker si è esibito all’Alcatraz di Milano, dove nei camerini ha parlato con il Corriere della Sera. Non stupisce la descrizione che ne fa il giornalista: dello stiloso e smilzo ragazzo che fece innamorare mezzo mondo, Kate Moss compresa, resta poco. Oggi Doherty ha 47 anni, vive in un paesino della Normandia, ha un corpo che porta addosso gli eccessi di gioventù e una consapevolezza molto netta a proposito delle sostanze e dell’eroina: “Non se ne va mai davvero, si rimane dipendenti. È un terribile cliché, ma è così: affronti un giorno alla volta e poi vai avanti molto lentamente. Prendo un farmaco bloccante, per sicurezza, da anni. Così, anche se dovessi assumere eroina, non farebbe effetto”.

Impossibile non chiedergli come riesca a stare lontano dalle sostanze durante un tour. La risposta arriva senza troppi giri: la figlia di tre anni con lui e una routine fatta di libri, chitarra e scrittura di canzoni. A leggere oggi un’intervista a Pete Doherty viene quasi da pensare: meno male che è vivo. E lui stesso si definisce “uno stramaledetto fortunato”. Di quegli anni balordi ricorda di avere avuto “un’idea stranamente romantica dell’intossicazione e di tutto quello che ci girava intorno, anche in contrasto con l’educazione molto rigida che avevo ricevuto”. Suo padre, militare, “sarebbe stato più a suo agio con un figlio sportivo. Cercavo di esserlo, ma non ci riuscivo. Ero troppo emotivo”. E oggi, che sogno ha Pete Doherty? “Vorrei aprire un negozietto nel mio paesino in Francia, per venderci un po’ di tutto. E sì, ci sarà anche il bar…”.

L'articolo “La dipendenza dalle droghe non se ne va mai davvero. È un terribile cliché, ma è così. Prendo un farmaco bloccante, per sicurezza. Ora sogno di aprire un negozietto nel paesino dove vivo”: parla Pete Doherty proviene da Il Fatto Quotidiano.

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