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Sciopero 30 ottobre, dopo la precettazione dei trasporti Trenitalia e Trenord annunciano che la circolazione sarà regolare

29 October 2026 at 17:33

Doveva essere un venerdì nero per i trasporti, ma la situazione sembra rientrata. Per quanto riguarda le mobilitazioni di domani 30 ottobre, è stata disposta la precettazione nel settore dei trasporti che ha portato al differimento dell’astensione dal lavoro nel settore. Trenitalia e Trenord confermano la regolare programmazione dell’attività ferroviaria dalle dalle ore 21 di giovedì 29, alle ore 21 di venerdì 30 ottobre, orari di inizio e fine dello sciopero indetto da Usb. I treni viaggeranno pertanto secondo il normale orario di servizio, senza le modifiche previste in caso di sciopero. Anche se il sindacato ha annunciato l’intenzione di disobbedire alla precettazione, per cui non possono essere escluse adesioni individuali.

Il gruppo Fs ha annunciato regolare circolazione ferroviaria il 29 e 30 ottobre. A seguito dell’ordinanza del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (n. 204 T del 27 ottobre 2026), il Gruppo Fs conferma quindi la regolare programmazione dei collegamenti ferroviari dalle ore 21 di giovedì 29 ottobre alle ore 21 di venerdì 30 ottobre. I treni viaggeranno pertanto secondo il normale orario di servizio, senza le modifiche previste in caso di sciopero. Comunque i viaggiatori sono invitati a consultare l’app Trenitalia, la sezione Infomobilità di trenitalia.com e i canali di informazione e assistenza nelle stazioni per eventuali aggiornamenti sulla circolazione.

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Armi dall’Italia a Israele, Salvini dice che il suo ministero non serve a niente: “Non può controllare”. Poi attacca il cronista del Fattoquotidiano.it

29 October 2026 at 15:09

Il ministero dei Trasporti non può controllare le armi che partono dai porti italiani? “No, punto. A posto?”. Così Matteo Salvini risponde a ilfattoquotidiano.it a margine di un incontro sulla logistica a Genova. Dopo aver eluso la domanda su quali verifiche abbia disposto sui traffici verso Israele, quando gli si chiede se sia favorevole all’invio di armi, attacca il cronista: “Se ci sono domande diverse e più intelligenti rispondo volentieri”. Inutile ricordare al leader leghista che la legge 185 del 1990 vieta anche il transito di armamenti verso Paesi in guerra in violazione delle norme internazionali e che le Autorità portuali sono sottoposte alla vigilanza del suo ministero.

Salvini replica: “Ma lei se vuole avere il monopolio della conferenza stampa, si prenoti il cartellino”. Poi chiude: “Le ho detto no. Punto. Se la risposta non le piace, no. Punto”. E se ne va senza chiarire. Poco prima aveva denunciato “queste maledette guerre” per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Secondo le informazioni fornite dall’Agenzia delle Dogane, nel 2025 da Ravenna sono partite 225 tonnellate di armi e componenti militari verso Paesi extra-Ue. I dati, ottenuti dalla giornalista Linda Maggiori dopo un contenzioso arrivato al Consiglio di Stato, non indicano le destinazioni; è però documentato un carico di munizioni transitato da Ravenna verso Haifa nel giugno 2025.

A settembre dello scorso anno il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, aveva chiesto verifiche proprio a Salvini, il quale aveva rimandato i controlli all’Autorità portuale, che opera sotto la vigilanza del suo ministero. Per protestare “contro il carovita conseguente a guerre e corse agli armamenti” e per chiedere il rispetto della legge 185, che vieta l’invio di armi anche verso Paesi responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, domani il Collettivo autonomo lavoratori portuali di Genova (Calp) e Usb Mare e Porti sciopereranno, in coordinamento con le mobilitazioni di numerosi scali internazionali.

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