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Targhe personalizzate, le opposizioni all’attacco. Conte: “Il governo ha già scelto la sua: carovita, me ne frego”

29 October 2026 at 17:39

“Il Paese chiede soluzioni” ai problemi reali e Meloni “parla di personalizzazione delle targhe di automobile“. Pioggia di critiche al governo dai partiti di opposizione dopo la novità rilanciata dalla presidente del Consiglio durante la conferenza stampa di presentazione della Manovra. “Ci si potrà sbizzarrire”, commenta Giorgia Meloni affidandosi alla “creatività” degli italiani per provare a fare un po’ di cassa: 600 euro per le targhe personalizzate dall’auto e 360 euro per quella delle moto.

Dal campo progressista il giudizio è unanime. “Il governo arriva all’ultimo Cdm senza decreto bollette e propone agli italiani la targa personalizzata a pagamento”, commenta sui social Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 stelle punta il dito contro l’Esecutivo: “Non hanno capito dove siamo fra guerre e le loro disastrose firme sul Riarmo e sui patti di austerità europei: salari reali a -10% in cinque anni, tre anni di crollo industriale, boom di cassa integrazione, carburante sopra i 2 euro da mesi e mesi, record di pressione fiscale”. Per Conte “la manovretta elettorale è una lotteria di micromisure per microplatee. Se sei fortunato, dopo lo slalom tra i vari requisiti, raccogli qualche briciola“. “Per le armi 4,5 miliardi in più nel 2027, per la sanità 2,5: la metà di quanto chiesto dallo stesso Ministro e dalle Regioni”, ricorda il leader M5s. “Permettono agli italiani di personalizzare la targa, la loro l’hanno già scelta: “Carovita, me ne frego“, conclude Conte pubblicando anche una foto creata con l’intelligenza artificiale.

“Sembra uno scherzo, ma è tutto vero”, rilancia Debora Serracchiani, deputata dem e componente della segreteria nazionale del Pd. “Ecco quanto sono lontane le priorità del Governo dai problemi reali degli italiani. Da una parte, il Paese reale: cittadini e cittadine, famiglie, imprese, che chiedono risposte all’inflazione, al caro energia, al caro carburanti, agli stipendi fermi. Dall’altra, una presidente del Consiglio che invece di dare risposte parla di personalizzazione delle targhe di automobile. Ogni giorno che passa diventa più evidente una cosa: la propaganda non può mascherare all’infinito la loro totale incapacità“, conclude Serracchiani.

Per Nicola Fratoianni “la manovra del governo Meloni è l’ennesima e imbarazzante manovra a sbafo, che lascia i debiti a chi verrà dopo”. L’esponente di Alleanza Verdi-Sinistra sottolinea che “in questo modo Meloni guadagna tempo indebitando il Paese e rinvia il momento in cui i nodi verranno al pettine. Insomma, se ne lavano le mani e fanno lo scaricabarile su chi verrà dopo di loro. In compenso però, gli italiani potranno tirare fuori 600 euro di tasca propria per ‘sbizzarrirsi’ con le targhe personalizzate. Almeno quei pochi che non devono usare quei soldi per mettere il pranzo in tavola, curarsi o pagare affitto e bollette…”, aggiunge. “Lo dico senza mezzi termini così magari questa volta lo capiscono a Palazzo Chigi: il vostro governo ha fallito. Non siete in grado di dare risposte al Paese. E questa manovra lo dimostra. Fatevi da parte e permetteteci di restituire speranza e futuro all’Italia”, conclude Fratoianni.

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Juventus, una poltrona per otto: ecco chi insidia Spalletti. Conte in pole, ma spunta anche un ex Inter

29 October 2026 at 13:45

La sconfitta contro il Genoa fa tremare la panchina di Luciano Spalletti. La Juventus riflette sul futuro dell’allenatore e alla Continassa cominciano a circolare i nomi dei possibili sostituti. Sono otto i profili accostati alla guida bianconera, compreso quello dell’attuale tecnico. Antonio Conte torna in pole, ma per la prossima stagione prende quota anche Simone Inzaghi. Sullo sfondo altre cinque alternative.

Dal ko col Genoa al confronto alla Continassa: Spalletti si gioca la conferma nelle prossime partite

Otto allenatori per una sola panchina, quella della Juventus. A Torino l’aria si è fatta pesante e la sconfitta per 2-0 contro il Genoa ha complicato ulteriormente la posizione di Luciano Spalletti. I bianconeri sono usciti dal Ferraris dopo una prestazione da dimenticare, dominati dalla squadra di Daniele De Rossi e incapaci di costruire una reazione convincente. Con appena 14 punti dopo nove giornate e la zona Champions distante sei lunghezze, la società è chiamata a prendere decisioni importanti.

Per il momento Spalletti resta al suo posto, ma il futuro del tecnico è tutt’altro che scontato. Secondo quanto riportato da SportMediaset, la dirigenza sta valutando diverse possibilità, compresa quella di affidarsi a un nuovo allenatore già durante la stagione. L’alternativa sarebbe aspettare giugno e ripartire con un progetto tecnico differente. Intanto l’attuale allenatore continua a difendere la propria posizione, convinto di poter risollevare una squadra che fatica a trovare continuità. Ma il calendario non gli concede grandi margini. Le prossime sfide contro Napoli, AZ Alkmaar e Fiorentina, prima della sosta, potrebbero diventare determinanti per la sua permanenza.

Juventus, Conte torna in pole. Ma spunta la suggestione Inzaghi

Il nome che scalda maggiormente la tifoseria è quello di Antonio Conte. L’ex allenatore del Napoli rappresenterebbe un ritorno particolarmente significativo per la Juventus, che con lui ha aperto il ciclo dei nove scudetti consecutivi.

Secondo SportMediaset, Conte sarebbe la prima scelta di Giovanni Carnevali, anche se l’operazione resta complicata. Lo stesso tecnico ha recentemente smentito l’esistenza di trattative avanzate con altri club. Per un eventuale ritorno a Torino potrebbe avere un ruolo decisivo anche John Elkann. Ma nelle valutazioni per il futuro spunta un altro nome di peso, quello di Simone Inzaghi. L’ex allenatore dell’Inter, attualmente alla guida dell’Al-Hilal in Arabia Saudita, sarebbe uno dei profili considerati per aprire un nuovo ciclo a partire dalla prossima stagione.

L’ipotesi Inzaghi, già circolata nelle scorse settimane, avrebbe soprattutto una prospettiva estiva. Il tecnico è legato al club saudita da un contratto importante e un eventuale ritorno in Italia richiederebbe un’intesa economica e contrattuale ancora tutta da costruire. Conte e Inzaghi, dunque, rappresentano due possibilità differenti. Il primo potrebbe essere chiamato a imprimere una svolta immediata, mentre il secondo rientrerebbe soprattutto nei ragionamenti per giugno.

Da Deschamps a Farioli: tutte le alternative per la panchina bianconera

Oltre a Conte e Inzaghi, la Juventus tiene aperte altre strade. Tra i nomi circolati c’è quello di Didier Deschamps, vecchia conoscenza bianconera, segnalato tra i profili che potrebbero entrare nelle valutazioni della società. Restano aperte le candidature di Stefano Pioli e Paulo Sousa. Il primo viene indicato tra le possibili soluzioni nel caso in cui la dirigenza decidesse di cambiare allenatore a stagione in corso, anche attraverso un incarico temporaneo. Il secondo rappresenta un’altra alternativa accostata alla panchina juventina, pur senza conferme su eventuali contatti.

Per un progetto da avviare in estate, invece, vengono fatti anche i nomi di Vincenzo Italiano e Francesco Farioli, due allenatori con idee di gioco precise e caratteristiche differenti rispetto ai profili più esperti.

Il conto arriva così a otto, considerando anche Spalletti: Conte, Inzaghi, Deschamps, Pioli, Sousa, Italiano, Farioli e lo stesso tecnico toscano.

La Juventus, però, deve prima decidere se cambiare davvero. Perché l’allenatore rischia, ma il 2-0 contro il Genoa ha mostrato problemi che vanno oltre la panchina. Errori individuali, un centrocampo incapace di costruire gioco e un attacco poco incisivo hanno confermato le difficoltà di una squadra che, nonostante gli interventi sul mercato, continua a non trovare la propria identità. Spalletti ha ancora la possibilità di invertire la rotta, ma deve farlo subito. Le prossime tre partite potrebbero essere decisive per capire se sarà ancora lui a guidare la Juventus dopo la sosta oppure se uno dei sette nomi accostati alla panchina diventerà qualcosa di più di una semplice candidatura.

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Juventus, Spalletti a rischio dopo Genova? Cosa filtra e quel fantasma chiamato Antonio Conte

29 October 2026 at 10:41

La sconfitta contro il Genoa riapre le discussioni sul futuro di Luciano Spalletti. I tifosi contestano e sui social chiedono il ritorno di Antonio Conte, ma la Juventus non sembra intenzionata a cambiare allenatore nell’immediato. Intanto i bianconeri sono ottavi, a undici punti dalla vetta.

Carnevali aveva chiesto continuità, ma il ko di Marassi aumenta la pressione sul tecnico

La vittoria contro il Lecce sembrava aver concesso un po’ di respiro alla Juventus. È durata appena tre giorni. A Genova i bianconeri sono tornati a perdere, battuti 2-0 dalla squadra di Daniele De Rossi, e stavolta i fischi sono arrivati direttamente dal settore ospiti del Ferraris. Nel mirino dei tifosi è finito ancora Luciano Spalletti, la cui posizione torna a far discutere dopo un avvio di campionato ben lontano dalle aspettative. Il successo in Salento aveva interrotto un periodo complicato, ma contro il Genoa sono riemersi tutti i problemi della Juventus. I rossoblù hanno chiuso la partita già nel primo tempo con le reti di Ehizibue e Baldanzi, mentre la squadra di Spalletti ha faticato a reagire, rendendosi pericolosa soltanto nel finale, quando Koopmeiners ha colpito la traversa su punizione.

E i numeri cominciano a diventare difficili da giustificare. Quattordici punti in nove giornate, con quattro vittorie, due pareggi e tre sconfitte. La Juventus è ottava, a undici lunghezze da Inter e Lazio, e ha segnato appena undici gol in campionato. Troppo poco per una società che vuole tornare stabilmente a competere per le prime posizioni. Al termine della partita, lo stesso Spalletti non ha cercato attenuanti: “Prima di tutto chiediamo scusa ai tifosi per la prestazione”. Il tecnico ha riconosciuto le difficoltà della squadra nei duelli e nell’intensità, spiegando di voler capire perché i suoi giocatori non siano riusciti a contrastare il Genoa.

I tifosi chiedono Conte, ma la Juventus (per il momento) non pensa all’esonero

La rabbia dei tifosi si è spostata rapidamente sui social, dove una parte della tifoseria bianconera ha cominciato a chiedere le dimissioni di Spalletti e il ritorno di Antonio Conte. L’ex allenatore della Juventus, attualmente senza squadra, continua a essere un nome particolarmente apprezzato dalla piazza, che ricorda gli scudetti conquistati durante la sua precedente esperienza a Torino. Ma il desiderio dei tifosi non coincide con i programmi della società. Non risultano trattative concrete per riportare Conte sulla panchina bianconera e, secondo la ricostruzione di Calciomercato.com, la dirigenza non avrebbe intenzione di procedere con un esonero immediato di Spalletti.

Il tecnico di Certaldo ha un contratto fino al 30 giugno 2028, con un ingaggio che supera i cinque milioni di euro netti a stagione, bonus compresi. Ma soprattutto, la società continua a ritenere che possa essere l’allenatore giusto per risollevare la squadra. Una posizione che l’amministratore delegato Giovanni Carnevali aveva già espresso prima della sfida di Europa League contro il Rennes. “La panchina scotta”, aveva spiegato il dirigente, ricordando però anche la necessità di non cambiare allenatore a ogni difficoltà. Il club vuole ricostruire e ritrovare continuità, evitando di ricominciare ogni volta da un nuovo progetto tecnico.

La prestazione del Ferraris non può essere ignorata. Spalletti continua a godere della fiducia della società, ma i risultati devono arrivare. La Juventus ha già cambiato diversi allenatori negli ultimi anni senza ritrovare quella stabilità che cerca da tempo. Un altro esonero sarebbe una scelta importante, tanto sul piano sportivo quanto su quello economico. Il tecnico, intanto, non sembra intenzionato a fare un passo indietro. Dopo il Genoa ha ribadito di sentirsi ancora la persona giusta per guidare la squadra, pur ammettendo che le difficoltà attuali renderebbero complicato il lavoro a qualsiasi allenatore.

La prossima partita non aiuterà ad abbassare la pressione. Domenica all’Allianz Stadium arriva il Napoli di Massimiliano Allegri, reduce dal 4-1 contro il Monza e appaiato alla Juventus a quota 14 punti. Una sfida che metterà di fronte due squadre con lo stesso punteggio ma reduci da risultati opposti.

Per Spalletti sarà l’occasione di dimostrare che la vittoria di Lecce non è stata soltanto un episodio isolato. L’esonero, per ora, non è nei radar, ma dopo tre sconfitte in nove giornate la Juventus ha disperato bisogno di risultati, non di rassicurazioni.

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