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Quem era Dedeco, que morreu 1 mês após se casar e deixou esposa grávida

29 October 2026 at 13:42

O youtuber André Luiz Berbett Pinheiro Lopes, conhecido como Dedeco, morreu na última quarta-feira (28), aos 33 anos. A notícia foi comunicada pela esposa, Fernanda Leite, nas redes sociais.

O influenciador ganhou popularidade com vídeos sobre futebol e jogos de videogame, conquistando mais de 1 milhão de inscritos no YouTube. A causa da morte não foi divulgada.

Quem era Dedeco?

Dedeco começou a publicar vídeos na plataforma em 2015 e construiu uma comunidade de fãs de futebol virtual ao longo dos anos. Seu canal reuniu mais de 1 milhão de inscritos e milhares de publicações sobre jogos como Pro Evolution Soccer (PES), eFootball e EA Sports FC.

Entre os conteúdos que marcaram a trajetória dele estavam séries de Master Liga e Rumo ao Estrelato, nas quais simulava campeonatos, comandava clubes e acompanhava o desenvolvimento de jogadores virtuais. Ele também produzia desafios, disputas de pênaltis e partidas com equipes brasileiras e internacionais.

Torcedor do Flamengo, Dedeco chegou a trabalhar com o clube carioca em 2020, quando foi contratado para produzir conteúdos relacionados a jogos eletrônicos. Ele também participou de transmissões da eBrasil, iniciativa ligada à Confederação Brasileira de Futebol (CBF) dedicada aos esportes eletrônicos.

Após a confirmação da morte, a eBrasil publicou uma homenagem ao criador de conteúdo e destacou a contribuição dele para o cenário de futebol virtual no país.

Na vida pessoal, o youtuber havia se casado com Fernanda Leite em setembro deste ano, no Rio de Janeiro. Em 9 de outubro, poucas semanas depois da cerimônia, os dois anunciaram que esperavam o primeiro filho.

A esposa de Dedeco publicou uma mensagem de despedida nas redes sociais e pediu privacidade neste momento de luto.

“Neste momento tão difícil, estou tentando encontrar forças para lidar com essa dor tão grande. Agradeço de coração a todos que estão enviando mensagens, carinho e apoio a mim e à nossa família”, escreveu Fernanda.

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FTC orders Delta, Uber and others to hand over data on algorithmic pricing

Regulator demands companies explain how and why they charge different prices for the same product or service

The Federal Trade Commission (FTC) is demanding some of the US’s biggest airlines, ride-share companies and retailers divulge how they are using algorithms and loyalty programs to target customers and drivers with different prices and wages.

Nine companies – Delta, United, JetBlue, Lyft, Uber, DoorDash, Instacart, Target and Walmart – were named in the inquiry, which comes after investigations and lawsuits alleging consumers are charged different prices based on their buying histories and drivers paid different fares based on their personal histories.

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© Photograph: Al Drago/Getty Images

© Photograph: Al Drago/Getty Images

© Photograph: Al Drago/Getty Images

D’Alema: “Siamo governati da truffatori”. E sbotta con Gruber: “Mi ha invitato a un comizio contro il campo largo?”

29 October 2026 at 07:34

Botta e risposta serratissimo tra Massimo D’Alema e Lilli Gruber a Otto e mezzo, su La7. L’ex premier, oggi presidente della fondazione Italianieuropei, è ospite della trasmissione per presentare il suo nuovo libro, “Eravamo comunisti”, edito da Feltrinelli. Ma la conduttrice lo incalza ripetutamente sulle difficoltà del campo progressista, sulle divisioni tra Pd e M5s, sull’assenza di un programma comune e sulle primarie. D’Alema replica, si spazientisce, rivendica le proprie opinioni, mentre a seguire la schermaglia, divertito, c’è anche il filosofo Massimo Cacciari, altrettanto critico nei confronti del centrosinistra.

La discussione parte dalla difficoltà delle opposizioni a intercettare il disagio delle nuove generazioni. “Perché questo centrosinistra non riesce a rappresentare questi giovani?”, domanda Gruber. “Il suo è un giudizio molto drastico”, obietta D’Alema. “Lo dicono gli stessi giovani”, ribatte la giornalista. A rincarare la dose interviene Cacciari, che critica il Pd e l’intero campo progressista per la loro incapacità di organizzarsi e di affrontare questioni decisive come la scuola e i “salari da fame” dei giovani precari. Il filosofo richiama l’esperienza del vecchio Partito comunista, sottolineando la distanza tra la sua capacità di presenza nella società e quella dell’attuale sinistra.

D’Alema prova a ridimensionare le critiche: “Non voglio fare la difesa d’ufficio del Pd, però si sono battuti per il salario minimo e per la difesa della sanità pubblica“. Ammette che la risposta delle opposizioni potrebbe essere insufficiente rispetto alla gravità della situazione del Paese, ma invita Gruber a rivolgere quelle contestazioni ai diretti interessati: “Lei dedicherà una bella serata a questi argomenti, chiamerà qui Schlein e Conte e chiederà conto a loro“.

La risposta della conduttrice è pungente: “Sì, quando decideranno di venire qui e di farsi fare qualche domanda, molto volentieri”. Poi torna alla carica: il campo largo, sostiene, non ha un programma condiviso, manca l’unità e le divisioni sono particolarmente evidenti sulla guerra.
D’Alema osserva che anche nella maggioranza di governo esistono divergenze sul tema, a suo giudizio ancora più gravi. Ma Gruber insiste sulle difficoltà dell’opposizione. E l’ex premier lascia trasparire una prima dose di insofferenza: “La prossima volta scriverò un libro sul campo largo, così approfondiremo qui la tematica”.

La battuta non ferma la giornalista: “Glielo devo chiedere perché le elezioni politiche saranno praticamente dopodomani”. “Lei non deve nulla. Lei fa giustamente quello che vuole, non quello che deve”, ribatte D’Alema. “La devo riportare al campo largo”, insiste Gruber. “Credevo che qui dovessimo parlare del mio nuovo libro“, osserva sarcasticamente l’ex presidente del Consiglio.

La conduttrice incalza: “Giorgia Meloni può dormire sonni tranquilli fin quando il centrosinistra non è unito”. L’ex premier sbotta: “Gentile amica, diciamo così, se avessi saputo di essere stato invitato a un comizio contro il campo largo mi sarei preparato. La questione è che lei ha una visione catastrofica dell’opposizione“. “Non lei, io”, interviene Cacciari, che ride di fronte allo scontro tra i due. “Sì, voi. Io sono più ottimista“, risponde D’Alema.

Gruber non demorde: “Lei ha detto che le primarie sono divisive. Quindi lei voterà alle primarie oppure no?”. D’Alema sbuffa, pronuncia un “Vabbè” e rimane per qualche secondo in silenzio, visibilmente seccato. “Non ho fatto una domanda scabrosa”, osserva la conduttrice. “No, no, no. Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”, taglia corto D’Alema.

Poi arriva la spiegazione politica della sua contrarietà alla scelta preventiva del candidato premier: “Alle elezioni politiche i cittadini con il voto scelgono una coalizione e indicano anche quale partito vogliono che sia prevalente. Quindi, in una democrazia parlamentare, il presidente del Consiglio è il frutto del voto popolare, non di una decisione che viene presa prima dai partiti”. “Ma c’è questa nuova legge elettorale“, gli fa notare Gruber.

A questo punto, D’Alema pronuncia l’attacco più duro della serata: “Io la ritengo una finzione incostituzionale. Adesso si pronuncerà la Corte costituzionale, perché il tentativo di trasformare in modo surrettizio le elezioni politiche nell’elezione diretta del presidente del Consiglio è una truffa. È una truffa! Noi siamo governati da truffatori“.

D’Alema insiste soprattutto sulle prerogative costituzionali del capo dello Stato: “Oltretutto in questa legge truffa hanno dovuto scrivere: ‘Fermo restando le prerogative del capo dello Stato’. L’articolo 92 dice che è il capo dello Stato a indicare i ministri. E quindi sostanzialmente crei un’illusione. Ma perché dobbiamo inseguirli sul terreno di una truffa? Questa è l’espressione di una cultura antidemocratica, perché la destra è destra”.

E rivolge un rilievo anche al centrosinistra: “Io sarei stato fermo, almeno fino alla pronuncia della Corte, e non mi sarei precipitato a scegliere il leader per una competizione elettorale in cui non si elegge il leader”. Gruber ne approfitta per tornare alla questione che attraversa tutta l’intervista: “Quindi Schlein e Conte si azzuffano inutilmente?”. È l’ennesimo pungolo che D’Alema mostra di non gradire. E arriva un’altra replica stizzita alla conduttrice: “Questa è la mia opinione. Gruber, se lei vuole polemizzare con Schlein e Conte, cosa che fa spesso, si trovi degli interlocutori adeguati“.

L'articolo D’Alema: “Siamo governati da truffatori”. E sbotta con Gruber: “Mi ha invitato a un comizio contro il campo largo?” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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