❌

Normal view

Binance, dopo il maxi attacco hacker da 6,3 miliardi di dollari è allarme tra gli investitori. L’esperto: “Ecco come proteggere i risparmi”

30 October 2026 at 16:33

Intervista a Mirko Gatto, socio fondatore di Yarix e Head della Cybersecurity di Var Group

Gli analisti lo hanno già ribattezzato “il furto del secolo”. Il maxi-attacco hacker che ha colpito Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo per volume di scambi, avrebbe coinvolto asset per circa 6,3 miliardi di dollari, con la maggior parte dei trasferimenti concentrata in appena 20 minuti. Secondo quanto riportato da CNBC, la società statunitense di analisi blockchain TRM Labs ha attribuito l’offensiva informatica, con un alto grado di affidabilità, a TraderTraitor, un gruppo di cybercriminali legato alla Corea del Nord. Ma come è stato possibile mettere a rischio una cifra così ingente in un intervallo di tempo tanto breve? E soprattutto, quali conseguenze possono esserci per chi custodisce i propri risparmi in criptovalute sulla piattaforma? Per capire la portata dell’attacco e le possibili ripercussioni per gli investitori, Affaritaliani ha interpellato Mirko Gatto, socio fondatore di Yarix e Head of Cybersecurity di Var Group.

Com’è possibile che dal computer di un dipendente si arrivi a mettere a rischio miliardi di dollari? Binance ipotizza che l’attacco sia partito dal portatile di un ingegnere: quali barriere dovrebbero impedire che una singola intrusione dia accesso ai soldi dei clienti?

“Un computer compromesso può diventare il punto di ingresso verso sistemi molto più critici. Un tecnico può disporre di credenziali, sessioni o strumenti di amministrazione che, nelle mani di un attaccante, consentono di raggiungere altri ambienti e sfruttarne le funzionalità. Questo non significa necessariamente che sul portatile fossero custodite le chiavi dei fondi. Le barriere devono essere più di una: accessi limitati allo stretto necessario, separazione degli ambienti, controllo degli account privilegiati e monitoraggio delle attività anomale. Per le operazioni più delicate servono inoltre autorizzazioni indipendenti, limiti agli importi e verifiche aggiuntive. Il principio è che la compromissione di una singola identità non dovrebbe bastare ad autorizzare trasferimenti di grande valore. Esistono sistemi di protezione e gestione delle identità come PAM (privileged access management) che possono ridurre in parte il rischio. Ridurre il rischio è possibile implementando processi di verifica e di autorizzazione basati su più identità (persone), così da evitare che un singolo possa svolgere operazioni simili (governance distribuita) Nel caso Binance, per capire quale passaggio non abbia funzionato occorrerà attendere gli esiti dell’indagine tecnica”.

Binance assicura che coprirà le perdite. Ma per un cliente vedere il saldo sullo schermo significa davvero avere i propri soldi al sicuro?

“Il saldo visualizzato, da solo, non basta. Quando le criptovalute sono custodite da una piattaforma, il cliente dipende dalla capacità della piattaforma stessa di proteggerle, renderle disponibili e consentirne il prelievo. Un saldo può rimanere visibile anche mentre i prelievi sono sospesi. L’impegno a coprire le perdite è importante, ma va distinto da una garanzia esterna: contano le risorse effettivamente disponibili e i tempi con cui l’operatore riesce a ripristinare il servizio. Anche il confronto con i depositi bancari richiede attenzione. Nell’Unione europea, il regolamento MiCA introduce obblighi e tutele per determinate attività in criptovalute, ma queste non beneficiano della garanzia sui depositi prevista per i conti bancari. In Italia esiste il principale sistema di riferimento è il FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi), che garantisce fino a 100.000 euro per depositante e per banca. Regolamentazione e sicurezza assoluta non sono sinonimi”.

Congelare i fondi rubati significa averli recuperati oppure sono due cose molto diverse?

“Sono due cose diverse. Congelare significa impedirne la movimentazione: i fondi possono essere già arrivati a un indirizzo controllato dagli attaccanti, ma risultare inutilizzabili grazie a un blocco. Recuperare significa invece riportarli nella disponibilità del legittimo titolare. Per arrivarci possono servire verifiche tecniche, collaborazione tra operatori e provvedimenti delle autorità. Il congelamento è quindi un risultato importante, perché può impedire ulteriori spostamenti e favorire il recupero, ma non equivale alla restituzione. Inoltre, non tutte le criptovalute prevedono gli stessi strumenti di blocco. Attraverso un iter legale, tecnico e di governance è possibile poi che questi possano essere in parte o totalmente recuperati”.

Il danno può diventare più grande del furto stesso? Quanto possono pesare il blocco delle operazioni, il crollo della fiducia e una corsa ai prelievi?

“Sì, il danno complessivo può superare il valore sottratto. Al furto si aggiungono i costi delle indagini, del ripristino e dell’assistenza ai clienti, oltre ai mancati ricavi durante l’interruzione dei servizi. La perdita di fiducia può avere conseguenze ancora più durature. Molti utenti potrebbero decidere di spostare contemporaneamente i propri fondi, mettendo sotto pressione la liquidità e la capacità operativa della piattaforma. Per questo la gestione dell’incidente deve comprendere anche una comunicazione tempestiva, verificabile e coerente. I clienti devono sapere che cosa è accaduto, quali attività possono svolgere e quali passaggi restano da completare. La fiducia si ricostruisce facendo corrispondere gli aggiornamenti ai risultati concreti. Questo non è il primo caso e non sarà l’ultimo. Negli anni incidenti simili con altre piattaforme ci sono stati, sicuramente la fiducia tra cliente ed Exchange centralizzato sarà da ricostruire”.

Chi oggi custodisce criptovalute su una piattaforma che cosa dovrebbe fare concretamente per proteggere i propri soldi?

“Il primo passo è proteggere l’account: password uniche, autenticazione a più fattori resistente al phishing, dove disponibile, e la stessa attenzione per la casella email collegata. È utile attivare gli avvisi di accesso e le restrizioni sugli indirizzi di prelievo, se previste dalla piattaforma. Occorre poi valutare con attenzione a chi si affida la custodia, verificandone le autorizzazioni e comprendendo le condizioni del servizio. Distribuire i fondi tra più operatori può ridurre la concentrazione del rischio, ma aumenta anche gli account da proteggere e non elimina i rischi comuni. La custodia personale tramite un hardware wallet può ridurre la dipendenza dall’exchange, ma trasferisce all’utente la responsabilità delle chiavi. Richiede dispositivi acquistati attraverso canali ufficiali o autorizzati, configurazione corretta e protezione della frase di recupero, che non va mai condivisa né inserita in siti o comunicata a presunti operatori di assistenza. Infine, durante un incidente bisogna diffidare dei messaggi che invitano a “mettere in salvo” i fondi attraverso link o trasferimenti urgenti: l’emergenza può diventare un’esca per nuove truffe. Sicuramente è importante distribuire il proprio patrimonio per sicurezza su wallet hardware (differenti, e di marche differenti può garantire un ulteriore livello di sicurezza, come il caso Trezor di oggi. Se si utilizzano exchange centralizzati prevedere di distribuire il patrimonio su più exchange e adottare politiche di sicurezza come account e-mail / idenittà digitali dedicate solo a questo scopo oltre che multifactor authentication (MFA) robuste”.

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE ECONOMIA

L'articolo Binance, dopo il maxi attacco hacker da 6,3 miliardi di dollari è allarme tra gli investitori. L’esperto: “Ecco come proteggere i risparmi” proviene da Affaritaliani.it.

Maxi cyber-attacco a Binance: 6,3 miliardi di dollari spostati in 20 minuti. Analisti Usa: “Opera di hacker della Nord Corea”

30 October 2026 at 12:13

Un “attacco complesso” il cui “impatto totale stimato si attesta intorno ai 6,3 miliardi di dollari”. Binance, la più grande piattaforma di scambio di criptovalute al mondo per volume di transazioni giornaliere, ha reso noto un problema di sicurezza causato da un attacco hacker. “È il più grande attacco informatico della storia”, ha commentato Aravind Srinivasan del market maker GSR.

In un primo momento, la piattaforma aveva comunicato che l’incidente era legato “al computer di un ingegnere DevOps, che sarebbe stato compromesso, consentendo a un attaccante di accedere a un container di servizio ed eseguire transazioni di prelievo non autorizzate”, aveva scritto l’azienda giovedì nel dare la notizia del breach. Oggi le indagini hanno “rivelato ulteriori punti di violazione“: “Si è trattato di un attacco complesso e stiamo facendo tutto il possibile, in coordinamento con le forze dell’ordine, per risolvere la situazione”. L’azienda non ha confermato esplicitamente che dei fondi siano stati sottratti: “Potete stare certi che i fondi degli utenti sono assolutamente al sicuro”, ha dichiarato un portavoce in un comunicato.

Secondo la società di analisi blockchain statunitense TRM Labs, dietro l’attacco ci sarebbero hacker nordcoreani: “Un hacker ha spostato circa 6,36 miliardi di dollari dai portafogli di Binance su dieci blockchain, la maggior parte dei quali in circa 20 minuti“, ha dichiarato l’azienda in un post sul suo blog. “TRM attribuisce l’attacco a TraderTraitor, l’unità di hacker d’élite nordcoreana, sulla base di solide informazioni on-chain e off-chain”, si legge ancora. Secondo le autorità statunitensi e sudcoreane, nonché gli esperti di sicurezza informatica, Pyongyang utilizza da anni unità informatiche statali per lo spionaggio, il furto di denaro e la generazione di entrate illecite.

“Binance ha già accantonato oltre 6,34 miliardi di dollari di fondi aziendali per coprire questo incidente – ha scritto Binance questa mattina su X -. 5 miliardi di questi fondi sono già detenuti negli asset token esatti che sono stati colpiti. Stiamo completando l’acquisto dell’importo rimanente acquistando asset token attraverso canali di mercato e canali OTC. Lo stiamo facendo per corrispondere al formato degli asset token rimanenti e affrontare eventuali carenze di asset. Questo passaggio può richiedere più tempo perché alcuni token potrebbero avere bassa liquidità e il regolamento OTC richiede anch’esso tempo”.

“Queste cifre – si legge ancora – non includono asset congelati o protetti, che rimangono soggetti a recupero e verifica in corso. Attualmente, 3 miliardi di dollari sono stati congelati, grazie ai nostri partner del settore. Stiamo lavorando con i partner e le forze dell’ordine per recuperare gli asset congelati. Continueremo a utilizzare risorse aziendali per coprire le carenze confermate e forniremo ulteriori aggiornamenti verificati man mano che i sforzi di recupero procedono. In definitiva, tutti i fondi degli utenti saranno verificati pubblicamente attraverso la nostra Proof of Reserves. Supereremo questa tempesta”.

Binance ha dichiarato di prevedere la ripresa dei prelievi entro 45 ore, dopo aver annunciato in precedenza la “sospensione temporanea” di tutti i depositi e prelievi. “I depositi non hanno subito ripercussioni”, ha precisato la società. Non abbiamo riscontrato alcuna prova di fuga di chiavi private dai wallet”, ha affermato la società, promettendo di diffondere un’analisi tecnica dettagliata una volta concluse le indagini.

L'articolo Maxi cyber-attacco a Binance: 6,3 miliardi di dollari spostati in 20 minuti. Analisti Usa: “Opera di hacker della Nord Corea” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Binance, attacco hacker storico: rubati 6,3 miliardi di dollari in criptovalute

30 October 2026 at 12:11

Binance, una delle più grandi piattaforme di scambio di criptovalute al mondo, ha subito un attacco informatico che ha coinvolto asset digitali per circa 6,3 miliardi di dollari. Si tratta di quello che potrebbe essere il più grande furto di criptovalute mai registrato. La società ha confermato l’incidente il 30 ottobre 2026, spiegando di aver avviato immediatamente le procedure di sicurezza e le operazioni per recuperare i fondi sottratti. Circa 3 miliardi di dollari sono stati congelati, grazie alla collaborazione con altri operatori del settore. Nel frattempo, Binance ha temporaneamente sospeso i prelievi e ha assicurato che coprirà le perdite utilizzando le proprie risorse.

Attacco hacker a Binance, cosa è successo e quanti soldi sono stati rubati

L’attacco informatico ha interessato Binance.com, la piattaforma internazionale utilizzata per acquistare, vendere e scambiare criptovalute. Secondo le prime ricostruzioni, gli hacker sarebbero riusciti a eseguire numerose transazioni non autorizzate, trasferendo una quantità elevata di asset digitali verso portafogli esterni.

Le operazioni hanno coinvolto diverse reti blockchain e una parte consistente dei fondi sarebbe stata spostata in un intervallo di circa venti minuti. Binance ha stimato l’impatto complessivo in 6,3 miliardi di dollari, una cifra superiore ai circa 1,5 miliardi sottratti nel febbraio 2025 alla piattaforma Bybit.

Il gruppo ha comunicato di aver lavorato con società specializzate nell’analisi della blockchain e con gli emittenti di criptovalute per individuare e bloccare gli asset. Al momento della prima comunicazione ufficiale, circa 3 miliardi di dollari risultavano congelati, mentre una parte dei fondi rimaneva sotto il controllo degli aggressori.

L’ipotesi del computer compromesso

Le verifiche iniziali di Binance hanno individuato un possibile punto di accesso nel computer portatile di un ingegnere DevOps, una figura professionale che gestisce infrastrutture e sistemi informatici. Secondo questa ipotesi, la compromissione del dispositivo avrebbe permesso agli hacker di accedere a un componente dei sistemi della piattaforma e inviare richieste di prelievo non autorizzate.

Le successive indagini interne hanno però individuato ulteriori punti di violazione, suggerendo che l’attacco possa aver coinvolto più sistemi. Il co-amministratore delegato Richard Teng ha precisato che non si sarebbe trattato del semplice utilizzo delle autorizzazioni di un dipendente, ma di un’operazione più articolata.

Hacker della Corea del Nord sospettati del furto: chi è TraderTraitor

Tra le principali ipotesi investigative figura il coinvolgimento di TraderTraitor, gruppo di hacker ritenuto collegato alla Corea del Nord. La società di intelligence blockchain TRM Labs ha attribuito l’attacco al gruppo sulla base di elementi raccolti dalle transazioni digitali e da altre attività investigative.

Anche Chainalysis, specializzata nell’analisi dei movimenti di criptovalute, ha dichiarato di ritenere altamente probabile un collegamento con gli hacker nordcoreani. TraderTraitor viene associato all’apparato informatico noto come Lazarus Group, già indicato come responsabile di numerosi attacchi contro imprese del settore.

Binance blocca i prelievi, quando riprendono le operazioni

Dopo l’individuazione dell’attacco, Binance ha disposto una sospensione temporanea di depositi e prelievi per effettuare verifiche sui sistemi. La società ha successivamente comunicato che i depositi non risultano più interessati dalle restrizioni, mentre il servizio di prelievo rimane temporaneamente sospeso.

Secondo gli aggiornamenti diffusi, Binance prevede il ripristino dei prelievi entro circa 48 ore, subordinatamente al completamento dei controlli di sicurezza. La piattaforma ha inoltre revocato alcune autorizzazioni utilizzate durante l’attacco e avviato una revisione dei sistemi coinvolti.

La sospensione riguarda Binance.com, mentre Binance.US, il servizio separato destinato agli utenti statunitensi, ha dichiarato di non essere stato interessato dall’incidente.

Cosa succede ai soldi degli utenti

In merito al furto, Binance ha assicurato che coprirà tutte le perdite derivanti dall’attacco, utilizzando il fondo SAFU e le risorse aziendali. Il SAFU, acronimo di Secure Asset Fund for Users, è un fondo creato per contribuire alla protezione degli utenti in caso di eventi straordinari.

La società ha dichiarato che gli asset dei clienti sono al sicuro e che, una volta completate le operazioni di ripristino, pubblicherà un aggiornamento delle proprie riserve. L’effettiva entità dei fondi da recuperare dipenderà anche dall’esito delle operazioni di congelamento e tracciamento degli asset trasferiti dagli hacker.

Bitcoin, voci su un maxi attacco hacker a Binance e crollo del 3%. La piattaforma: “I fondi dei clienti sono al sicuro”

30 October 2026 at 05:53

Bitcoin ha registrato un netto calo dopo che diversi operatori del settore hanno segnalato un presunto attacco informatico di vasta portata contro Binance, una delle principali piattaforme di scambio di criptovalute al mondo. La società ha annunciato di aver avviato verifiche, senza tuttavia confermare di aver subito una violazione dei propri sistemi. Binance ha assicurato che i fondi depositati dai clienti sulla piattaforma sono “completamente al sicuro”, mentre diversi esperti del settore hanno riferito di presunte sottrazioni di criptovalute per importi ingenti. Al momento, le segnalazioni non hanno ricevuto conferme ufficiali. Il bitcoin è quindi scivolato di oltre il 3% poco sopra quota 78.000 dollari.

Il calo del Bitcoin sotto gli 80.000 dollari ha innescato liquidazioni per oltre 600 milioni di dollari nel mercato delle criptovalute nel giro di un’ora. Anche altre monete, come BNB ed Ethereum, hanno registrato forti ribassi. Per limitare i danni, i principali emittenti di bitcoin sono intervenuti tempestivamente: Tether ha congelato quasi 1,57 miliardi di dollari, Circle ha bloccato oltre 800 milioni di dollari e Ripple ha congelato circa 200 milioni di dollari.

L'articolo Bitcoin, voci su un maxi attacco hacker a Binance e crollo del 3%. La piattaforma: “I fondi dei clienti sono al sicuro” proviene da Affaritaliani.it.

❌