Siher, il Tribunale chiede di valutare misure di protezione per la gip Landoni. L’Anm: “Attacchi sessisti e diffamatori”
Dallo scontro politico alle minacce personali, fino alla possibile adozione di misure di protezione. Si aggrava il clima attorno alla gip del Tribunale di Milano Tiziana Landoni, finita al centro delle polemiche dopo la decisione di non convalidare il fermo di Youssef Siher, l’attivista pro Palestina coinvolto nelle indagini sul Movimento 17 ottobre. Il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, ha scritto al prefetto e al questore per chiedere di verificare se la magistrata sia esposta a una situazione di pericolo tale da rendere necessaria l’adozione di misure di tutela.
La richiesta arriva dopo che un monitoraggio dei social network ha portato all’individuazione di diversi messaggi minatori indirizzati alla giudice. In almeno due casi, secondo quanto emerso, le minacce sarebbero esplicite. Parallelamente, l’Associazione nazionale magistrati di Milano denuncia una serie di attacchi personali, con insulti sessisti e contenuti diffamatori, rivolti non soltanto a Landoni ma anche ad altre magistrate coinvolte nel procedimento.
Minacce sui social alla gip Landoni, la lettera del presidente Roia
La situazione è stata presa in esame dai vertici del Tribunale milanese, che hanno avviato una ricognizione dei contenuti pubblicati online dopo la scarcerazione di Siher e le successive polemiche politiche. I carabinieri in servizio presso la dirigenza del Tribunale hanno effettuato controlli su chat e post, individuando una serie di frasi considerate minatorie. Alcuni dei messaggi sono stati allegati alla comunicazione inviata da Fabio Roia al prefetto di Milano, al questore, al procuratore Marcello Viola e alla procuratrice generale Francesca Nanni. L’obiettivo è accertare se esistano rischi concreti per la sicurezza personale della giudice e se sia quindi necessario predisporre strumenti di protezione. Al momento non risulta che siano già state disposte misure specifiche. La richiesta riguarda proprio la valutazione dell’eventuale pericolo alla luce dei contenuti emersi dal monitoraggio.
Anm Milano: “Attacchi di inaudita gravità e di evidente matrice sessista”
A denunciare il clima che si è creato attorno alla vicenda è anche la sezione distrettuale milanese dell’Associazione nazionale magistrati, che ha diffuso una nota di solidarietà alle colleghe coinvolte. “L’immagine di alcune magistrate, requirenti e giudicanti, impegnate in indagini ampiamente raccontate dagli organi di informazione, è stata non soltanto diffusa pubblicamente, ma accompagnata da commenti e attacchi di inaudita gravità, dai contenuti apertamente diffamatori e connotati da una evidente matrice sessista”, denuncia l’Anm. L’associazione sottolinea come l’esposizione pubblica delle magistrate stia assumendo caratteristiche particolarmente preoccupanti, andando ben oltre il confronto sulle decisioni giudiziarie.
“Si dice spesso che i magistrati parlino attraverso i loro provvedimenti e che la loro immagine personale non appartenga alla dimensione della comunicazione pubblica. Proprio per questo, quanto sta accadendo in queste ore desta particolare preoccupazione”, si legge nella nota.
Nel mirino anche la pm Francesca Crupi: la foto scambiata per quella della giudice
Gli attacchi non hanno riguardato soltanto Tiziana Landoni. Tra le magistrate prese di mira figura infatti anche Francesca Crupi, la pubblico ministero che aveva chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per Siher. La sua immagine sarebbe stata diffusa online e scambiata per quella della gip Landoni, diventando a sua volta oggetto di insulti e commenti offensivi. Un episodio particolarmente significativo, anche alla luce del fatto che le due magistrate avevano assunto posizioni opposte nel procedimento: Crupi aveva sostenuto le richieste della Procura, mentre Landoni le aveva respinte, disponendo la liberazione dell’attivista.
L’Anm esprime alle colleghe “piena e incondizionata solidarietà”, condannando ogni forma di aggressione personale che superi i confini del diritto di critica. Secondo l’associazione, questi comportamenti finiscono per colpire “la dignità delle persone e, in particolare, delle donne che esercitano funzioni pubbliche”.
Caso Siher, lo scontro politico e la richiesta di tutela al Csm
Le minacce arrivano al termine di giorni di fortissima tensione istituzionale. La decisione di Landoni di non convalidare il fermo di Siher era stata definita “vergognosa” dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre il vicepremier Matteo Salvini aveva sollevato dubbi sull’imparzialità della magistrata, richiamando la sua adesione a un appello dei giuristi per Gaza.
Proprio in seguito alle dichiarazioni della premier, un gruppo di consiglieri togati e laici del Consiglio superiore della magistratura ha chiesto l’apertura di una pratica a tutela della giudice, ritenendo che gli attacchi politici rischino di delegittimare la funzione giurisdizionale. Ora, tuttavia, la questione assume anche una dimensione di sicurezza personale.
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