PREVIA| El Recre se juega el liderato en una final ante el Betis Deportivo


Meloni, Calenda, il centro, Vannacci, il proporzionale. Una bussola per le elezioni politiche l’ha fornita a Formiche.net il politologo Paolo Pombeni che, partendo dai sommovimenti al centro (come De Luca e Calenda) disegna il perimetro del centrodestra a guida Meloni, con due punti fissi: la ragionevole conservazione di Fratelli d’Italia, con cui la premier può puntare al bis e l’effetto sorpresa che sta svanendo per l’ex generale anti Ue.
La nuova legge elettorale con il proporzionale costringe i partiti a prestare attenzioni ai territori, dopo gli anni di listini bloccati e candidati calati dall’alto?
Sì e no. Sì, perché ovviamente bisognerà raccogliere il maggior numero di voti possibile con l’astensionismo che c’è, e no perché il problema dei territori è indubbiamente “il” problema: comunque le liste verranno gestite dalle segreterie e lo spazio per le preferenze sarà minimo. Dunque alla fine i partiti sono convinti che ciascuno avrà i suoi supporter.
In questo senso bisogna leggere l’apparentamento del movimento di Cateno De Luca con il centrodestra, dopo che negli anni passati si parlava molto di un civismo solo a sinistra?
Credo che più che altro sia un effetto simulazione. Secondo me un civismo di destra non è propriamente così visibile.
Crede che sia la strada possibile per disinnescare Vannacci, che nel frattempo si sta sgonfiando?
Sì, concorre anche questo ma da questo punto di vista il centrodestra ha al suo interno risorse sufficienti per misurarsi. Inoltre il momento di fortuna di Vannacci si sta esaurendo.
L’ex generale ancora qualche giorno fa ha parlato di un tema come l’Italexit che sembrava essere uscito dai radar della politica italiana. Crede che dinanzi agli elettori questo sia un disco rotto, rispetto a elementi più programmatici come per esempio il nucleare o il piano casa?
Sì, credo di sì. Il tema di poter uscire dall’Europa non è nella nostra tradizione: la Brexit funzionava perché gli inglesi hanno, sia pure pagandola a caro prezzo, una tradizione di isolazionismo. Invece l’isolazionismo italiano non è mai esistito e il sovranismo coinvolge solo delle minoranze.
La rottura rispetto al passato è rappresentata dalla stabilità di questo governo: è un trend ormai riconosciuto?
Il problema è che non esiste più quell’impulso alla mobilità fra le classi dirigenti che è esistito per molto tempo. Ormai la situazione si va abbastanza stabilizzando soprattutto io direi nel centrodestra, nel centrosinistra no. Prevale l’idea di una coalizione che non intende dividersi, pena la sconfitta elettorale. Anche lo stesso Salvini fa solo spettacolo con le sue uscite, poi una volta giunto il momento di governare rientra nei ranghi.
Come si intreccerà il centrismo di Calenda e Marattin in questo scenario?
Sono due discorsi diversi. Calenda ha una sua capacità di stare sulla scena, lo ha dimostrato anche col suo background di competenza: poi purtroppo è eccessivamente solipsista, per cui non riesce a andare oltre un certo limite. Difficilmente si sposterà sul centrodestra, perché la sua forza è proprio quella di non piegarsi alla politica delle bandierine. Marattin invece è una novità assoluta, per cui non si sa se e quanto può riuscire ad incidere.
Qual è l’elemento che la presidente del Consiglio potrà giocare più di altri per raggranellare i voti mancanti al raggiungimento del famoso 42%?
La carta della conservazione tranquilla: una conservazione ragionevole può essere pagante. Magari potrebbe fare una cosa che finora non ha fatto, cioè cercare di mostrare che va al di là dell’idea partitica in sé.
La Justicia británica estrecha el cerco sobre el expríncipe Andrés y su presunta implicación en la trama de abusos de Jeffrey Epstein, quien fuera su íntimo amigo. La policía escocesa ha confirmado este viernes 30 de octubre que se encuentra investigando las visitas del pederasta estadounidense al castillo de Balmoral, una de las residencias privadas de la familia real, en compañía del otrora duque de York.
En este sentido, las autoridades han reconocido haber recibido “informaciones” que han desencadenado “investigaciones activas”, aunque todavía consideran “inapropiado” ofrecer más detalles porque, ante todo, priman “las necesidades de las víctimas sobrevivientes” y su privacidad.
Horas antes de que la policía confirmara que hay una investigación en marcha, el diario birtánico “Daily Express” ya había publicado que Epstein y Andrés, junto a Ghislaine Maxwell -quien cumple condena en EE UU por tráfico sexual de menores- habían utilizado el castillo de Balmoral como escenario de sus infames encuentros, trasladado allí a mujeres jóvenes para, supuestamente, abusar sexualmente de ellas.
Para la opinión pública británica resulta especialmente escandaloso que una de las residencias más conocidas de la familia real pueda convertirse en una escena del crimen si la investigación concluye que, efectivamente, Andrés y Epstein abusaron allí de mujeres.
Se trata, además, de la residencia favorita de la fallecida reina Isabel II. Allí pasaba parte de sus vacaciones de verano y algunos fines de semana en los que su agenda le permitía programar una escapada. De hecho, poco antes de morir, la monarca se marchó a Balmoral para pasar allí sus últimos días y morir en uno de los espacios que mejores recuerdos y más paz le transmitían. Hoy, el significado que adquiere el castillo escocés es muy distinto.
Andrés Mountatten-Windsor fue despojado por su hermano el rey Carlos III de sus títulos en octubre de 2025 a consecuencia de sus relaciones con Epstein. Meses después, en febrero de 2026, fue detenido durante unas horas para ser interrogado por supuesta filtración de “información sensible” al magnate estadounidense.
Aunque Andrés siempre ha negado tener relación con abusos sexuales a menores, decidió adoptar un perfil bajo cuando su nombre salió a la palestra y desde entonces se encuentra desaparecido del foco público.
Sin embargo, “Daily Express” también ha informado este viernes de que Andrés ya no pasa tantas horas recluido en su jaula dorada, y por lo visto ha comenzado a socializar de nuevo con sus más allegados, con quienes se va de caza los fines de semana o disfruta de cenas y cócteles por las tardes.
Según el mismo diario, los amigos que aún no le han dado la espalda reclaman que se le aplique el principio de que todo el mundo es inocente hasta que se demuestre lo contrario, aunque la opinión pública ya ha emitido un veredicto.


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Non solo Ottawa rivendica un ruolo nella costruzione degli equilibri internazionali, ma mostra chiare affinità progettuali con Roma e con le priorità che il governo ha da tempo cerchiato in rosso nello scacchiere internazionale. La missione del sottosegretario agli esteri Maria Tripodi al Forum imprenditoriale Italia–Canada, che si è svolto a Toronto, è un’ulteriore dimostrazione di come i due Paesi siano legati da visioni comuni, sia alla voce interscambio che alla voce geopolitica.
Il Canada è un mercato sempre più strategico per il Made In Italy, basti pensare che lo scorso anno l’export italiano ha raggiunto 6,33 miliardi di euro e, nei primi sette mesi del 2026, ha registrato un’ulteriore crescita del 4,2%. Numeri che confermano una realtà ormai certificata: l’Italia è oggi l’8° fornitore del Canada e il 12° cliente per l’export canadese. Il Forum imprenditoriale Italia–Canada, che si è svolto a Toronto alla presenza del sottosegretario Tripodi, su delega del ministro Antonio Tajani, rappresenta dunque un appuntamento fondamentale per rafforzare gli scambi commerciali e gli investimenti tra i due Paesi e creare nuove opportunità di collaborazione per le imprese italiane. Promosso dalla Farnesina, in collaborazione con Agenzia Ice, la Direzione Nazionale Armamenti del ministero della Difesa e Canadian Chamber of Commerce, ha visto snodarsi tre panel tematici dedicati a industria avanzata; energia, minerario e infrastrutture; difesa, aerospazio e sicurezza cibernetica. La cornice del sistema-Paese italiano è stata garantita dalla presenza dell’Agenzia Ice, del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, di Simest, di Sace, di Unioncamere e della rete diplomatica e consolare che ha accompagnato le imprese italiane nell’accesso a un mercato ad alto potenziale, mettendo a sistema competenze, strumenti e relazioni per rafforzarne la presenza internazionale.
Due gli obiettivi strategici dell’Italia, messi nero su bianco da Tripodi, la sicurezza economica e lo sviluppo di sinergie. “Il Canada – ha spiegato l’esponente del governo – è un partner di particolare rilievo per l’Italia, con cui condividiamo l’interesse a rafforzare la sicurezza economica, diversificare gli approvvigionamenti e sviluppare nuove sinergie industriali e tecnologiche. La complementarità delle nostre economie, unita alle opportunità offerte dal Ceta, crea le condizioni per sviluppare nuove collaborazioni ad alto valore aggiunto. Nel Piano d’Azione per l’Export, il Canada è un Paese prioritario: vogliamo tradurre questa convergenza strategica in maggiori opportunità di crescita, investimenti e competitività per le nostre imprese”.
Come recentemente ribadito da Elissa Golberg, ambasciatrice del Canada in Italia, alla Sioi in occasione della presentazione dell’ultimo numero della rivista Formiche, la strategia canadese mescola valori e realismo: ovvero da un lato produttività, infrastrutture e capacità tecnologiche per ridurre l’esposizione agli shock esterni e valorizzare risorse e capitale umano, dall’altro la collaborazione tra medie potenze, che appartiene alla tradizione diplomatica canadese ma oggi assume un’urgenza maggiore. “Abbiamo un’influenza notevole dal momento in cui agiamo insieme e non individualmente. La finalità è perseguire un’autonomia strategica, non la rivalità strategica”, aveva osservato il diplomatico.