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Crédit Agricole ha registrato 1,5 miliardi di utili in Italia nei primi nove mesi del 2026

30 October 2026 at 12:05

Il gruppo Crédit Agricole ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 1,526 miliardi di euro in Italia, confermando il nostro Paese come il suo secondo mercato domestico dopo la Francia. I ricavi delle attività italiane hanno raggiunto i 4 miliardi di euro, in crescita del 4,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i finanziamenti a famiglie e imprese sono aumentati del 3,9 per cento, arrivando a 105 miliardi di euro. I risultati, diffusi il 30 ottobre, riguardano tutte le società del gruppo francese presenti sul mercato italiano, dalla banca commerciale al credito al consumo, fino alla gestione del risparmio, alle assicurazioni e ai servizi finanziari per le imprese. Dei 1,526 miliardi di utile netto complessivo, 1,266 miliardi sono di pertinenza del gruppo. La raccolta totale si è mantenuta stabile a 348 miliardi di euro.

Crédit Agricole conta oggi in Italia oltre 6 milioni di clienti e circa 16 mila dipendenti. Le attività nel Paese sono coordinate da Hugues Brasseur, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia e Senior Country Officer del gruppo. Per quanto riguarda la sola Crédit Agricole Italia, la banca commerciale ha registrato un utile netto consolidato di 708 milioni di euro, in aumento del 2,1 per cento su base annua. Il risultato è stato raggiunto nonostante il maggiore carico fiscale derivante dall’ultima legge di Bilancio, che ha comportato un incremento delle imposte sul reddito del 18,7 per cento rispetto ai primi nove mesi del 2025.

I proventi della banca sono saliti a 2,4 miliardi di euro, con un aumento del 3,6 per cento. A sostenere la crescita sono state soprattutto le commissioni nette, aumentate del 6,1 per cento, grazie in particolare ai servizi di gestione del risparmio, intermediazione e consulenza. Anche il margine di interesse, cioè la differenza tra gli interessi incassati sui prestiti e quelli corrisposti sulla raccolta, è cresciuto del 2,7 per cento.

Sul fronte dei costi, gli oneri operativi sono aumentati dell’1,4 per cento, attestandosi a 1,2 miliardi di euro. La banca ha proseguito gli investimenti in tecnologia, innovazione e sicurezza informatica previsti dal piano industriale ACT 2028, compensandone parzialmente l’impatto con una riduzione delle spese per il personale e dei costi immobiliari. Il rapporto tra costi operativi e ricavi si è attestato al 48,8 per cento.

Una parte significativa della crescita è arrivata dall’attività creditizia. A fine settembre i finanziamenti alla clientela di Crédit Agricole Italia ammontavano a 68 miliardi di euro, il 2,8 per cento in più rispetto a un anno prima. I prestiti alle imprese sono cresciuti del 9,6 per cento, mentre quelli destinati all’acquisto di abitazioni hanno registrato un incremento del 4,3 per cento.

Nei primi nove mesi dell’anno la banca ha erogato nuovi mutui residenziali per 3,1 miliardi di euro, con un aumento del 4,2 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2025. Secondo quanto comunicato dall’istituto, il risultato è stato ottenuto in un mercato complessivamente in contrazione. Circa il 30 per cento delle operazioni ha riguardato l’acquisto di immobili appartenenti alle classi energetiche A e B.

È aumentata anche la concessione di nuovi finanziamenti a medio e lungo termine alle imprese, che hanno raggiunto i 4,8 miliardi di euro, il 23 per cento in più su base annua. Di questi, circa 1,35 miliardi sono stati destinati a investimenti sostenibili, anche attraverso il supporto del Desk Energy, la struttura specializzata nei progetti legati alla trasformazione energetica delle aziende.

Hugues Brasseur, Amministratore Delegato di Crédit Agricole Italia e Senior Country Officer

Nel settore agroalimentare, uno degli ambiti di attività della banca, i volumi dei finanziamenti sono cresciuti del 4,5 per cento. La quota di mercato del comparto si attestava al 7,6 per cento a giugno 2026. La crescita commerciale si è riflessa anche nell’ampliamento della clientela. Nei primi nove mesi dell’anno Crédit Agricole Italia ha acquisito 152 mila nuovi clienti, portando l’incremento della base clienti al 3 per cento rispetto all’anno precedente. Il 38 per cento delle nuove acquisizioni è avvenuto attraverso i canali digitali. Tra i conti aperti online, il 55 per cento riguarda persone con meno di 35 anni.

È proseguita inoltre l’espansione delle attività legate alla gestione del patrimonio. I collocamenti di prodotti di Wealth Management hanno raggiunto i 10,4 miliardi di euro, mentre il risparmio gestito ha superato i 59 miliardi, con una crescita del 5,1 per cento. La raccolta diretta della banca si è attestata a 80 miliardi di euro, in aumento del 2,7 per cento. Nel comparto assicurativo, i premi delle polizze danni sono cresciuti del 9 per cento.

Gli indicatori sulla qualità del credito mostrano un miglioramento rispetto alla fine del 2025. Il rapporto lordo tra crediti deteriorati e totale dei finanziamenti è sceso dal 2,6 al 2,4 per cento, mentre quello netto è passato dall’1,1 allo 0,9 per cento. La copertura dei crediti deteriorati è salita al 62,6 per cento. Anche i coefficienti patrimoniali rimangono superiori ai requisiti minimi stabiliti dalla Banca centrale europea. Il Common Equity Tier 1, uno dei principali indicatori della solidità patrimoniale di una banca, si attesta al 13,3 per cento, mentre il Total Capital Ratio raggiunge il 18,1 per cento.

Accanto ai risultati finanziari, il gruppo ha comunicato alcune novità riguardanti il personale. Nei primi nove mesi del 2026 sono state effettuate oltre 370 assunzioni, circa il 70 per cento delle quali ha coinvolto persone fino a 35 anni. Le ore di formazione erogate hanno superato quota 435 mila.

Un nuovo accordo raggiunto con le organizzazioni sindacali ha inoltre fissato a 2.200 euro il premio aziendale relativo al 2026, che sarà corrisposto nel 2027. L’intesa prevede anche un aumento del valore dei buoni pasto, che passeranno a 8 euro dal primo luglio 2027 e a 9 euro dal primo luglio 2028.

Sul versante dell’innovazione, Crédit Agricole continua a sviluppare la propria rete di incubatori e acceleratori d’impresa attraverso i Village by CA, presenti a Milano, Parma, Padova, Sondrio e Catania. Le cinque strutture sostengono complessivamente oltre 200 startup e collaborano con circa 120 aziende partner. Il gruppo ha anche partecipato a un aumento di capitale della società fintech italiana Tundr Tech, nell’ambito di un’operazione da 11,6 milioni di euro.

Tra le iniziative sociali avviate nel corso dell’anno figurano collaborazioni con Fondazione Libellula, per offrire sostegno psicologico agli studenti di alcuni istituti scolastici, e con Fondazione Una Nessuna Centomila, per favorire l’autonomia economica delle donne seguite dai centri antiviolenza.

Con l’inizio dell’anno scolastico 2026/2027 è stato inoltre avviato, insieme alla Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, il progetto CambiaMenti Sostenibili, dedicato all’educazione finanziaria, al consumo consapevole e alla sostenibilità ambientale nelle scuole di diverse città italiane.

I risultati delle attività italiane si inseriscono in quelli dell’intero gruppo Crédit Agricole, che nei primi nove mesi del 2026 ha registrato un utile netto di 8,302 miliardi di euro e ricavi per 31,378 miliardi. L’Italia si conferma così uno dei principali mercati del gruppo, mentre il piano industriale ACT 2028 costituisce il riferimento per i prossimi interventi di sviluppo tecnologico, organizzativo e commerciale.

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È morto Patrick Stewart

30 October 2026 at 06:59

L’attore britannico Patrick Stewart, conosciuto soprattutto per aver interpretato il capitano Jean-Luc Picard nella serie Star Trek e il professor Charles Xavier nei film degli X Men, è morto mercoledì 28 ottobre nella sua abitazione di Los Angeles. Aveva 86 anni. La notizia è stata comunicata giovedì dalla famiglia attraverso i suoi profili social. Stewart soffriva di Alzheimer e di demenza a corpi di Lewy, due malattie neurodegenerative le cui diagnosi non erano state rese pubbliche in precedenza.

Secondo il comunicato diffuso dalla sua portavoce, Kelly Bush Novak, l’attore è morto accanto alla terza moglie, la cantante americana Sunny Ozell, dopo un periodo relativamente breve di malattia. Negli ultimi giorni era stato assistito dai familiari e dagli amici più stretti. La famiglia lo ha ricordato per una carriera durata oltre sessant’anni, durante la quale era passato dal teatro shakespeariano britannico ad alcune delle produzioni televisive e cinematografiche più conosciute al mondo.

Stewart era nato il 13 luglio 1940 a Mirfield, una cittadina dello Yorkshire, nel nord dell’Inghilterra, ed era cresciuto in una famiglia operaia con difficoltà economiche. Sua madre lavorava nell’industria tessile, mentre il padre era stato sottufficiale dell’esercito britannico. Dopo la Seconda guerra mondiale, il padre aveva sviluppato problemi legati all’alcol e, secondo quanto raccontato successivamente dall’attore, soffriva di disturbo da stress post traumatico. Stewart aveva più volte ricordato gli episodi di violenza domestica a cui aveva assistito durante l’infanzia, quando cercava di proteggere la madre dalle aggressioni del padre.

Fu proprio durante gli anni della scuola che cominciò a interessarsi alla recitazione. A dodici anni un insegnante gli fece conoscere Shakespeare, incoraggiandolo a partecipare alle rappresentazioni teatrali. Stewart avrebbe raccontato molti anni dopo di aver trovato nel palcoscenico un luogo in cui poteva temporaneamente allontanarsi dalle difficoltà della vita familiare. Dopo le prime esperienze nelle compagnie amatoriali dello Yorkshire, ottenne una borsa di studio per frequentare la Bristol Old Vic Theatre School, una delle principali scuole di recitazione britanniche.

Nel 1966 entrò nella Royal Shakespeare Company, dove trascorse una parte fondamentale della sua formazione e interpretò numerosi personaggi del repertorio classico. Lavorò in oltre sessanta produzioni teatrali, affrontando opere come Amleto, Macbeth, Antonio e Cleopatra e Il mercante di Venezia. Negli anni successivi si esibì anche nel West End londinese e a Broadway, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui tre Laurence Olivier Awards e una candidatura ai Tony Awards per la sua interpretazione di Macbeth.

La notorietà internazionale arrivò però relativamente tardi, quando Stewart aveva già 47 anni. Nel 1987 gli venne offerto il ruolo del capitano Jean-Luc Picard in Star Trek: The Next Generation, la nuova serie televisiva ambientata nell’universo fantascientifico creato da Gene Roddenberry. Fino ad allora Stewart era conosciuto soprattutto per il teatro e per alcune partecipazioni cinematografiche e televisive. Accettare un ruolo da protagonista in una produzione americana di fantascienza rappresentava quindi un cambiamento significativo rispetto alla carriera costruita nei decenni precedenti.

Inizialmente Stewart aveva avuto alcune perplessità. Anche Ian McKellen, suo amico e collega, gli aveva consigliato di non accettare, temendo che una lunga esperienza televisiva potesse compromettere il suo percorso teatrale. Stewart decise invece di partecipare alla serie, che sarebbe diventata uno dei maggiori successi della sua carriera. Il successo della serie lo rese uno degli attori britannici più riconoscibili a livello internazionale. Stewart continuò a interpretare Picard in quattro film cinematografici e, molti anni dopo, tornò nello stesso ruolo nella serie Star Trek: Picard, distribuita tra il 2020 e il 2023.

Un secondo ruolo di grande successo arrivò nel 2000, quando interpretò Charles Xavier, conosciuto come Professor X, nel primo film della saga cinematografica degli X Men, tratta dai fumetti Marvel. Xavier era il fondatore di una scuola per giovani mutanti e il principale sostenitore della convivenza pacifica tra esseri umani e persone dotate di capacità straordinarie. Nei film Stewart recitò nuovamente accanto a Ian McKellen, che interpretava Magneto, il suo principale antagonista.

Nel corso della carriera Stewart ricevette numerosi riconoscimenti. Vinse un Grammy per la registrazione di Pierino e il lupo di Sergej Prokofiev e ottenne diverse candidature agli Emmy Awards per le sue interpretazioni televisive. Nel 1996 gli fu assegnata una stella sulla Hollywood Walk of Fame e nel 2010 la regina Elisabetta II lo nominò cavaliere per il contributo dato alle arti drammatiche.

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Lo sciopero generale ferma scuole e uffici pubblici, ma non i trasporti

30 October 2026 at 06:47

È in corso oggi, venerdì 30 ottobre, uno sciopero generale nazionale proclamato dall’Unione Sindacale di Base (Usb) contro il carovita, la perdita di potere d’acquisto dei salari e delle pensioni e l’aumento delle spese militari. La mobilitazione coinvolge lavoratori del settore pubblico e privato, con possibili disagi nelle scuole, nella sanità e negli uffici pubblici. I trasporti, inizialmente compresi nella protesta, dovrebbero invece funzionare regolarmente dopo l’intervento del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha disposto il rinvio dello sciopero nel settore.

Le rivendicazioni dell’Usb riguardano soprattutto il peggioramento delle condizioni economiche di lavoratori e pensionati. Il sindacato chiede aumenti delle retribuzioni, il recupero del potere d’acquisto e il ripristino della scala mobile, il meccanismo che adeguava automaticamente i salari all’inflazione. Tra le richieste figurano anche interventi per ridurre il costo dell’energia, degli affitti, dei mutui e dei beni di prima necessità, insieme a una diminuzione dell’Iva sui prodotti essenziali.

«È il momento di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra», ha dichiarato l’organizzazione sindacale. La protesta contesta inoltre la destinazione di risorse pubbliche al riarmo, chiedendo che una quota maggiore della spesa venga indirizzata alla sanità, all’istruzione, alle pensioni e ai servizi sociali. L’Usb critica anche i provvedimenti in materia di sicurezza e ordine pubblico che considera restrittivi del diritto di manifestare.

La giornata prevede manifestazioni e presidi in oltre cinquanta città italiane, con i principali cortei a Roma e Milano. Alle proteste partecipano anche studenti, pensionati, lavoratori precari e movimenti sociali. Le autorità hanno predisposto misure di sicurezza rafforzate, soprattutto nella capitale e nel capoluogo lombardo, dopo gli scontri avvenuti durante alcune manifestazioni delle scorse settimane.

Lo sciopero riguarda tutte le categorie pubbliche e private che hanno aderito alla mobilitazione, anche se le modalità di astensione dal lavoro possono cambiare a seconda del comparto. Nella pubblica amministrazione, negli istituti scolastici e nelle strutture sanitarie potrebbero verificarsi interruzioni o riduzioni delle attività, mentre nei servizi pubblici essenziali rimangono in vigore gli obblighi di legge che garantiscono le prestazioni indispensabili. Alla protesta partecipano anche i lavoratori portuali, nell’ambito di una mobilitazione internazionale contro il traffico di armi e la militarizzazione degli scali. Secondo l’Usb, l’iniziativa coinvolge più di cento porti in diciassette paesi e collega le rivendicazioni sul lavoro alla contestazione delle politiche di riarmo.

Il principale elemento di novità rispetto al programma iniziale riguarda i trasporti. Con un’ordinanza firmata il 27 ottobre, il ministro Matteo Salvini ha disposto il differimento dello sciopero nei comparti ferroviario, aereo, marittimo e del trasporto pubblico locale, oltre che in altri servizi collegati alla mobilità. Il provvedimento è arrivato dopo una segnalazione della Commissione di Garanzia sugli scioperi, che aveva rilevato il mancato rispetto del periodo di franchigia previsto dal 30 ottobre al 5 novembre, in concomitanza con le giornate dedicate alla commemorazione dei defunti. Durante questo intervallo la normativa limita la possibilità di organizzare scioperi nei servizi di trasporto.

Salvini ha difeso la decisione sostenendo che il ministero abbia il dovere di garantire gli spostamenti dei cittadini e che la protesta fosse stata convocata senza rispettare i requisiti previsti dalla legge. Di segno opposto la posizione dell’Usb, che considera illegittima l’ordinanza e ha confermato la mobilitazione anche nei settori interessati dal provvedimento. Il sindacato ha dichiarato di essere disposto ad affrontare le eventuali sanzioni e ha avvertito i lavoratori delle possibili conseguenze individuali dell’adesione allo sciopero.

Nonostante il contrasto tra il sindacato e il governo, le aziende di trasporto hanno annunciato il mantenimento dei servizi ordinari. Trenitalia, Italo e Trenord hanno comunicato che i collegamenti ferroviari seguiranno gli orari abituali, senza le cancellazioni precedentemente previste. Anche a Roma, Atac e Cotral hanno confermato il regolare svolgimento del servizio, mentre a Milano autobus, tram e metropolitane di Atm circoleranno secondo la programmazione consueta. Non sono comunque esclusi disagi legati a eventuali adesioni individuali alla protesta o alle modifiche della viabilità necessarie per lo svolgimento dei cortei.

A Roma, dove sono attesi circa ventimila partecipanti, il corteo principale ha come punto di riferimento piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e un percorso che attraversa il centro fino all’area dei Fori Imperiali. Alla mobilitazione partecipano anche studenti e movimenti sociali, con punti di ritrovo in diverse zone della città, tra cui piazzale Aldo Moro, davanti all’università La Sapienza, e piazzale Ostiense. La manifestazione può comportare chiusure stradali e deviazioni del traffico lungo il percorso.

A Milano la mobilitazione comprende due cortei, uno sindacale e uno studentesco, con una partecipazione complessiva stimata intorno alle diecimila persone. Il percorso della manifestazione dell’Usb parte da piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione Centrale, e prosegue attraverso corso Buenos Aires e piazzale Loreto, in direzione dei quartieri settentrionali della città. Il corteo studentesco ha invece come punto di partenza piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico, e si ricongiunge alla manifestazione sindacale in piazzale Loreto. Gli itinerari annunciati escludono le aree centrali interessate dagli scontri del 17 e 18 ottobre.

Il ministero dell’Interno ha predisposto un rafforzamento dei controlli nelle altre città interessate dalle manifestazioni, tra cui Torino, Bologna, Firenze, Napoli e Palermo, con l’obiettivo dichiarato di prevenire nuovi episodi di violenza. Il ministro Matteo Piantedosi ha richiamato l’attenzione sulla necessità di gestire anche eventuali situazioni impreviste, affidando a prefetti, questori e forze di polizia il coordinamento delle misure di sicurezza.

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Quattro militari italiani sono morti nello schianto di un elicottero in Bosnia

30 October 2026 at 06:31

Quattro militari italiani sono morti e altri undici sono rimasti feriti nello schianto di un elicottero dell’Esercito italiano avvenuto giovedì 29 ottobre nel nord della Bosnia ed Erzegovina. Il velivolo, un CH 47 Chinook impiegato nella missione dell’Unione europea Eufor Althea, è precipitato nei pressi del villaggio di Gorice, nel distretto di Brčko, durante un’attività di routine. A bordo c’erano quindici persone. Il ministero della Difesa ha confermato che nessuno dei feriti è attualmente in pericolo di vita, mentre sono in corso le indagini per stabilire le cause dell’incidente.

Le quattro vittime sono il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, entrambi appartenenti all’Aviazione dell’Esercito, e il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Ruggia e Marchesi prestavano servizio al Comando Aviazione dell’Esercito di Viterbo, nel primo reggimento Antares, che si occupa della formazione dei piloti e degli specialisti aeronautici. Zecchillo e Procacci erano invece impegnati nelle attività sanitarie della missione, rispettivamente come medico e infermiera.

Gli undici feriti sono stati trasferiti negli ospedali di Brčko e Tuzla, dove stanno ricevendo assistenza medica. Il governo ha disposto l’invio di personale sanitario militare italiano per seguirne le condizioni e collaborare con le strutture locali. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato che oggi  raggiungerà la Bosnia insieme al capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, e ad altri medici militari specialisti, per incontrare i feriti e il personale italiano impegnato nella missione.

In seguito all’incidente, il ministero della Difesa ha inoltre modificato il programma delle iniziative organizzate a Roma in vista della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate del 4 novembre. È stata annullata la cerimonia inaugurale del Villaggio Difesa al Circo Massimo, la cui apertura al pubblico, prevista per oggi, sarà dedicata alla commemorazione delle quattro vittime.

La dinamica dello schianto non è ancora stata chiarita. Secondo le prime informazioni raccolte sul posto, l’elicottero stava volando a bassa quota quando ha cominciato a perdere stabilità, effettuando alcune rotazioni su sé stesso prima di precipitare. Le immagini riprese da terra mostrano il Chinook perdere rapidamente quota mentre i rotori continuano a girare. L’impatto ha provocato la rottura della fusoliera in più parti.

L’ambasciatrice italiana a Sarajevo, Sarah Castellani, arrivata nella zona dell’incidente, ha riferito che il velivolo sarebbe precipitato durante la fase di decollo dall’aeroporto di Brčko. Si tratta tuttavia di una ricostruzione preliminare, che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti tecnici. Al momento non ci sono elementi sufficienti per stabilire che cosa abbia provocato la perdita di controllo dell’elicottero.

Il velivolo è caduto in un’area disabitata, non lontano dalle prime abitazioni del villaggio. Secondo quanto comunicato dal comando di Eufor, non ci sono stati feriti tra i civili né danni a edifici o infrastrutture. Sul luogo dello schianto sono intervenuti i vigili del fuoco, la protezione civile, le squadre sanitarie locali e il personale della missione europea. Le operazioni di soccorso e recupero sono state rese complesse dalle condizioni del relitto e dalla presenza di carburante fuoriuscito dopo l’impatto.

Il comando di Eufor ha confermato che l’incidente è avvenuto durante una normale attività operativa e ha annunciato un’indagine per ricostruire le circostanze dell’accaduto. Anche il ministero della Difesa italiano ha avviato gli accertamenti necessari. Non sono state diffuse conclusioni sulle possibili responsabilità o su eventuali problemi tecnici del velivolo.

L’elicottero coinvolto nell’incidente era un CH 47 Chinook, un mezzo da trasporto militare progettato dalla Boeing e utilizzato da numerose forze armate. La sua caratteristica principale è la presenza di due grandi rotori, uno anteriore e uno posteriore, che gli consentono di trasportare personale, attrezzature e carichi pesanti. La versione impiegata dall’Esercito italiano viene utilizzata anche per operazioni di soccorso ed evacuazione medica.

Il Chinook operava nell’ambito di Eufor Althea, la missione militare dell’Unione europea presente in Bosnia ed Erzegovina dal dicembre del 2004. L’operazione, autorizzata dalle Nazioni Unite, subentrò alla precedente missione della NATO, avviata dopo la guerra che tra il 1992 e il 1995 devastò il Paese. Il suo compito è contribuire al mantenimento di condizioni di sicurezza e stabilità e sostenere le autorità bosniache nello sviluppo delle capacità delle proprie forze armate.

Negli anni il mandato della missione è stato rinnovato più volte, mentre le attività si sono progressivamente concentrate sull’addestramento, sulla cooperazione militare e sul monitoraggio della sicurezza. La presenza internazionale conserva un ruolo importante in un Paese caratterizzato da un sistema istituzionale complesso e da tensioni politiche ricorrenti tra le sue diverse componenti nazionali.

Dal gennaio del 2026 Eufor Althea è comandata dal generale di divisione italiano Maurizio Fronda. L’Italia fornisce uno dei principali contingenti della missione, oltre a mezzi aerei destinati al trasporto, al supporto operativo e alle evacuazioni sanitarie. Sempre da gennaio è presente in Bosnia un distaccamento del quarto reggimento dell’Aviazione dell’Esercito Altair, che utilizza elicotteri AB 205 e CH 47F.

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