❌

Normal view

Concorso da 47 posti per la Camera di Commercio di Roma: basta il diploma per candidarsi

30 October 2026 at 14:41

La Camera di Commercio di Roma ha indetto un concorso pubblico per esami finalizzato all’assunzione a tempo pieno e indeterminato di 47 unità nell’Area degli Istruttori, con il profilo professionale di Assistente ai servizi amministrativi e di supporto.

Le assunzioni avverranno nel corso del 2027 e alla selezione si applicano le riserve di legge per i volontari delle Forze Armate e per chi ha completato il servizio civile universale senza demerito.

Requisiti di accesso

Per candidarsi è necessario essere in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado, oltre a soddisfare i requisiti generali previsti per l’accesso al pubblico impiego, tra cui:

  • essere maggiorenni;
  • avere la cittadinanza italiana, di uno Stato membro dell’Unione Europea o rientrare nelle categorie previste dall’art. 38 del D.Lgs. 165/2001;
  • godere dei diritti civili e politici;
  • non avere condanne penali a carico che impediscano la costituzione di un rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione e non essere stati interdetti dai pubblici uffici;
  • essere in posizione regolare nei confronti degli obblighi di leva;
  • non essere stati destituiti, dispensati, licenziati o dichiarati decaduti da un impiego presso una pubblica amministrazione;
  • possedere l’idoneità fisica allo specifico impiego.

Struttura delle prove e selezione

La procedura concorsuale è articolata nelle seguenti fasi:

  • un’eventuale preselettiva, prevista qualora le domande presentate siano superiori a 300, composta da quesiti a risposta multipla di cultura generale e sulle materie d’esame, che non attribuisce punteggio utile per la graduatoria finale;
  • valutazione attitudinale, prova svolta con il supporto di uno psicologo per verificare le competenze trasversali, il cui superamento è vincolante per l’accesso allo scritto;
  • prova scritta, incentrata su quesiti a risposta multipla su diritto amministrativo, diritto commerciale, gestione dei rapporti di lavoro nella pubblica amministrazione, gestione patrimoniale dell’Ente ed economia politica, superata con un voto minimo di 18 su 30;
  • prova orale, consistente in un colloquio interdisciplinare sulle materie della prova scritta con contestuale verifica della conoscenza della lingua inglese e delle competenze informatiche di base, superata con un punteggio minimo di 18 su 30.

Come ed entro quando inviare la domanda

La candidatura deve essere presentata esclusivamente online sul Portale inPA, autenticandosi tramite Spid, Cie, Cns o eIdas e indicando il proprio indirizzo di posta elettronica certificata.

La scadenza per la presentazione della domanda è fissata alle ore 23:59 del 6 novembre. Per partecipare è necessario aver versato un contributo di segreteria pari a 10,00 euro tramite PagoPA.

Altri concorsi attivi

Chi sta valutando opportunità di assunzione a tempo pieno e indeterminato nel settore pubblico può prendere in considerazione diversi altri bandi attivi in questo periodo. Tra le selezioni negli enti territoriali spicca il concorso di Roma Capitale per 80 insegnanti. Sul fronte delle carriere militari e della difesa, sono aperte le candidature per il concorso da 400 marescialli dei Carabinieri, oltre al reclutamento per 2.300 volontari dell’Esercito Italiano.

Rimborso accise gasolio autotrasportatori: scadenza il 2 novembre

30 October 2026 at 12:14

Per gli autotrasportatori il 2 novembre rappresenta una scadenza importante. Il lunedì dopo Ognissanti è infatti l’ultimo giorno per le imprese del comparto logistica su gomma per presentare la dichiarazione relativa al rimborso delle accise sul gasolio consumato nel terzo trimestre dell’anno, il periodo compreso tra il 1° luglio e il 30 settembre.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato le istruzioni operative. L’agevolazione consentirà di recuperare una quota rilevante delle imposte versate, sia attraverso il credito d’imposta sia mediante accredito diretto sul conto corrente.

Da dove vengono i soldi per il rimborso delle accise

Queste risorse a sostegno della filiera logistica si inseriscono nel quadro degli strumenti sbloccati nel mese di luglio dall’Unione europea per sostenere i settori strategici colpiti dalla fluttuazione dei costi energetici.

Il riallineamento dei fondi del Piano RePowerEU e dei programmi di coesione ha consentito di mantenere invariata la soglia di aliquota agevolata, incentivando al contempo l’impiego dei biocarburanti Hvo in linea con gli obiettivi comunitari di decarbonizzazione del trasporto merci.

A quanto ammonta il rimborso

Per l’autotrasporto la legge fissa un’aliquota agevolata di riferimento pari a 403,22 euro per mille litri. Il beneficio spettante varia in funzione dell’accisa ordinaria applicata al momento del rifornimento, che tra luglio e settembre ha subito diverse fluttuazioni normative.

L’importo recuperabile per ogni 1.000 litri di gasolio consumato è così articolato:

Periodo di rifornimento Accisa ordinaria (per 1.000 l) Rimborso spettante (per 1.000 l)
Dal 1° al 3 luglio 622,90 euro 219,68 euro
Dal 4 al 27 luglio 672,90 euro 269,68 euro
Dal 28 luglio al 17 settembre 532,90 euro 129,68 euro
Dal 18 al 25 settembre 572,90 euro 169,68 euro
Dal 26 al 30 settembre 622,90 euro 219,68 euro

Regole specifiche si applicano anche ai biocarburanti conformi alle direttive europee di sostenibilità. Per questi prodotti il credito spetta in misura variabile pari a 214,18 euro, 129,68 euro o 169,68 euro per mille litri a seconda del periodo d’acquisto.

Chi ha diritto all’agevolazione

Il recupero delle accise sul carburante per autotrazione non è aperto a tutti gli operatori, ma è riservato a specifiche categorie di mezzi e attività professionali:

  • veicoli dedicati al trasporto merci di massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate impiegati da autotrasportatori iscritti all’Albo, titolari di licenza in conto proprio o vettori dell’Unione europea;
  • autobus e mezzi impiegati nei servizi di trasporto pubblico locale, regionale o interregionale, oltre agli impianti a fune adibiti al servizio pubblico.

Sono invece esclusi dall’agevolazione i veicoli di classe ambientale Euro 4 o inferiore, i furgoni o camion merci con massa inferiore a 7,5 tonnellate e le autovetture della categoria M1. Per accedere al rimborso, gli acquisti devono essere provati da fattura elettronica recante la targa del mezzo rifornito.

Come presentare la domanda e le scadenze

La presentazione della dichiarazione segue canali differenti a seconda della modalità di fruizione prescelta dall’azienda:

  • compensazione tramite F24 trasmessa in via esclusivamente telematica dal Servizio telematico doganale inserendo il codice tributo 6740, non soggetto al limite annuo di 250.000 euro;
  • rimborso in denaro inviando una richiesta via Pec o tramite i servizi doganali, con accredito diretto sul conto corrente bancario o postale dell’impresa.

In tutti i casi la dichiarazione per il terzo trimestre va trasmessa entro il 2 novembre 2026. Il meccanismo del silenzio-assenso per l’utilizzo del credito, ovvero l’approvazione tacita dell’istanza, scatta dopo 30 giorni dalla ricezione dell’istanza da parte dell’Ufficio delle Dogane competente.

Taglio dell’Irpef per il ceto medio: chi e quanti risparmieranno fino a 1.200 euro l’anno

30 October 2026 at 09:32

Tra i punti più chiacchierati della nuova legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri figurano il taglio dell’Irpef e la revisione delle aliquote, una misura strutturale pensata per alleggerire la pressione fiscale sui redditi da lavoro e da pensione nel prossimo anno.

Il Governo mantiene così la promessa di ridurre il carico fiscale per la fascia media dei contribuenti rimodulando gli scaglioni di reddito, con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie di fronte all’aumento del costo della vita.

Cosa prevede l’intervento sulle aliquote Irpef

Il provvedimento inserito nella Manovra 2027 conferma l’architettura tripartita delle aliquote, con un ritocco che innalza il tetto della seconda fascia di reddito. Nello specifico, il quadro delle aliquote si configura come segue:

  • aliquota al 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • aliquota al 33% (invece del precedente 35%) estesa ai redditi compresi tra 28.000 e 55.000 euro;
  • aliquota al 43% riservata ai soli redditi superiori a 55.000 euro.

L’intervento punta a mitigare l’effetto del fiscal drag, ovvero il drenaggio fiscale subito dai lavoratori dipendenti e dai pensionati per effetto dell’inflazione sui salari reali. Recuperando liquidità dalla tassazione, la precisa fascia di reddito che spesso risulta esclusa dalla maggior parte dei bonus e delle agevolazioni sociali riuscirà così a godere di un margine di potere d’acquisto più ampio.

Dal progetto originario all’asticella dei 55.000 euro

Nelle intenzioni iniziali dell’Esecutivo, il piano di revisione dell’Irpef prevedeva un intervento che prevedeva l’allargamento dell’aliquota del 33% fino alla soglia dei 60.000 euro. Tuttavia, i vincoli di finanza pubblica e la necessità di contenere le coperture hanno costretto il Governo a rimodulare il perimetro della misura, fissando il tetto definitivo a 55.000 euro.

Come chiarito dalla premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di ieri, chi guadagna 55.000 euro l’anno si troverà a pagare 15.350 euro all’anno di Irpef contro i 16.550 euro dovuti all’insediamento dell’esecutivo, per un beneficio netto annuale cumulato fino a 1.200 euro annui.

Quanti contribuenti ne beneficeranno

I dati del Ministero dell’Economia evidenziano come l’estensione dello scaglione fino a 55.000 euro andrà a impattare su una fetta contenuta di contribuenti. La misura specifica sulla fascia 50.000-55.000 euro riguarda infatti circa 600.000 persone, pari a circa l’1,3% dei contribuenti italiani.

In Italia la stragrande maggioranza della popolazione, circa il 92,3%, dichiara redditi inferiori a queste cifre e beneficia del consolidamento del primo scaglione, mentre solo il 6,4% supera la soglia massima e continuerà a versare l’aliquota del 43% sulla quota eccedente.

Quanto margine di manovra resta ai conti pubblici

Finanziare la riduzione delle aliquote Irpef, seppure per una platea così stretta di contribuenti, assorbe risorse considerevoli: lo scostamento e l’impatto stimato sui conti pubblici si attesta infatti su circa 2,5 miliardi di euro all’anno per la misura complessiva, di cui circa 1,2 miliardi destinati all’estensione della fascia intermedia. Con un costo annuo strutturale di questa entità, il margine di manovra utilizzabile per investimenti produttivi, sanità o nuove politiche di sviluppo risulta estremamente ridotto.

Carta del docente cambia nome in Manovra 2027: diventa Carta dei Servizi e avrà nuovi importi

30 October 2026 at 08:15

Con la legge di Bilancio 2027 il Governo si prepara a immaginare una nuova evoluzione per la Carta del docente, che si prepara a trasformarsi in una più generale Carta dei Servizi. A questo punto non sarebbe più un’agevolazione dedicata al solo personale educante ma riguarderebbe tutti i lavoratori del comparto Scuola.

Il progetto del Ministero dell’Istruzione e del Merito è quello di strutturare un Piano Welfare integrato, che metta insieme agevolazioni sanitarie, diritto alla mobilità e formazione permanente.

Come funziona la nuova Carta dei Servizi

Attualmente il Piano Welfare per la Scuola mette a disposizione di docenti, personale Ata, educatori e dirigenti scolastici una serie di agevolazioni e convenzioni già operative, a partire dall’assicurazione sanitaria.

Con la Legge di Bilancio 2027, la vecchia Carta del docente smetterebbe di essere un beneficio dedicato al solo personale docente e confluirebbe all’interno di una più generale Carta dei servizi, una piattaforma unica che non si occupa di dare sostegno economico e personale solo ai docenti ma anche al resto del personale scolastico.

Tra i principali ambiti compresi e integrabili figurano:

  • sconti e convenzioni per gli spostamenti e l’acquisto di abbonamenti per i mezzi di trasporto;
  • agevolazioni per l’assistenza sanitaria integrativa e forme di tutela per gli infortuni;
  • sconti dedicati all’acquisto di beni di prima necessità, tecnologia e servizi per la persona;
  • la possibilità di continuare ad acquistare libri, riviste, corsi di aggiornamento, iscrizioni a master e ingressi a teatri o musei.

Quali docenti hanno diritto alla misura

Attualmente, la platea dei beneficiari della Carta del docente comprende tutti gli insegnanti di ruolo a tempo indeterminato e, a seguito delle modifiche legislative e delle pronunce della giurisprudenza, anche i docenti precari con contratto annuale.

La questione di professori e maestri a tempo determinato è stata al centro di una lunga battaglia legale. Inizialmente la legge 107/2015 riservava l’accesso ai soli titolari di cattedra fissa. Ma la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la Corte di Cassazione e il Consiglio di Stato, all’unanimità seppur in tempi diversi, hanno stabilito che l’esclusione dei precari costituisce una discriminazione illegittima. Gli incaricati annuali svolgono le medesime mansioni dei docenti di ruolo e sono soggetti agli stessi doveri di aggiornamento professionale, motivo per cui hanno lo stesso diritto di ricevere un sostegno economico per la propria formazione.

Cosa cambia per i precari

Restano invece tuttora esclusi dalla fruizione automatica i supplenti con contratti brevi e saltuari, le cosiddette supplenze temporanee per sostituzioni di poche settimane. Per questa categoria non è previsto alcun accredito, anche se diversi tribunali del lavoro stanno accogliendo i ricorsi dei singoli insegnanti per la quota proporzionale ai mesi di servizio prestati.

Importo del bonus e platea dei beneficiari

Uno dei nodi centrali resta il valore economico del contributo. Il bonus per la formazione, nato con un valore originario di 500 euro previsto dalla legge 107/2015, è sceso a 383 euro nel 2025 in seguito all’allargamento della platea ai contratti a tempo determinato.

Per quest’anno scolastico si stima un’ulteriore contrazione, con una cifra che potrebbe attestarsi intorno ai 370 euro per singolo beneficiario, proprio a causa dell’allargamento dei destinatari al personale Ata, educatori e dirigenti scolastici. La somma esatta verrà comunque ufficializzata con apposito decreto interministeriale entro il 30 gennaio 2027.

Stop al bollo auto, strutturale dal 2027: quali veicoli rientrano nell’esenzione dalla tassa

30 October 2026 at 06:52

Lo stop al bollo auto sembra che non si fermerà al 2027. La misura introdotta nell’ultima sessione autunnale diventerà strutturale a partire dalla nuova legge di Bilancio. Lo ha confermato la premier Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa a margine dell’approvazione del testo.

L’iter parlamentare della Manovra sembra proseguire senza modifiche sostanziali del testo base in commissione alla Camera. Ecco quindi i requisiti tecnici che devono rispettare i veicoli che a partire dal prossimo anno rientrano nell’area di esenzione permanente.

Quali veicoli rientrano nel taglio del bollo auto

Il criterio guida scelto dal Governo si basa sulla potenza del veicolo. L’esenzione strutturale riguarderà:

  • automobili con potenza inferiore o uguale a 80 kW (circa 108 cavalli);
  • motocicli e ciclomotori.

La soglia dei 80 kW permette di coprire una platea molto larga di automobilisti: le stime indicano che il beneficio coinvolgerà il 70% del parco auto circolante in Italia, intercettando principalmente le utilitarie e le vetture da città usate dalle famiglie e dai lavoratori pendolari.

Si tratta di un cambio di passo notevole rispetto alle prime ipotesi, che ipotizzavano paletti legati al reddito Isee o a cilindrate minime. Con il fissaggio dell’asticella a 80 kW la platea dei beneficiari cresce in maniera esponenziale, arrivando a coinvolgere quasi 28 milioni di veicoli su un totale di circa 40 milioni di auto circolanti in Italia.

Le auto più vendute che non pagheranno il bollo

Considerando il limite di potenza fissato a 80 kW, la misura d’esenzione comprende quasi tutti i modelli più venduti nel segmento delle utilitarie e delle citycar in Italia. Nella tabella seguente sono riportati alcuni dei modelli più diffusi che rientrano nella soglia d’esenzione:

Modello di auto Motorizzazioni esenti Potenza
Fiat Panda e Lancia Ypsilon 1.0 Hybrid 70 CV (51 kW)
Citroën C3 e Peugeot 208 1.2 PureTech 75 CV (55 kW) e 100 CV (74 kW)
Dacia Sandero 1.0 SCe e 1.0 ECO-G (GPL) 65 CV (48 kW) e 100 CV (74 kW)
Toyota Yaris 1.0 Benzina (varianti base) 72 CV (53 kW)
Volkswagen Polo e Renault Clio 1.0 MPI / TSI e 1.0 TCe Fino a 100 CV (sotto gli 80 kW)
Fiat 500 e 500X 1.0 Mild-Hybrid e versioni d’ingresso 70 CV (51 kW) e d’ingresso sotto i 95 CV

Restano invece escluse dall’esenzione le vetture di fascia media e alta, i SUV di grande cilindrata e le motorizzazioni sportive che superano la soglia dei 108 cavalli di potenza.

Come viene finanziata la misura e le ipotesi di ampliamento

Trattandosi di una misura permanente, la copertura finanziaria nell’architettura della Manovra poggia su diverse voci di gettito. Tra i canali di finanziamento figura anche il gettito derivante dalle nuove risorse sull’auto, compresi i proventi legati alla personalizzazione delle targhe automobilistiche.

Nel corso del dibattito parlamentare resta aperto il confronto su un eventuale ampliamento della platea dei beneficiari. Tra le ipotesi allo studio del Parlamento c’è l’innalzamento del limite di potenza per le famiglie numerose con veicoli da 6 a 9 posti.

Sciopero del 30 ottobre, trasporti revocati: le comunicazioni di Trenitalia, Trenord, Italo e Atac

30 October 2026 at 06:30

Giornata di disagi su tutto il territorio nazionale per lo sciopero generale indetto per oggi, 30 ottobre 2026. La mobilitazione coinvolge diversi settori pubblici e privati ma ha lasciato fuori, infine, il settore trasporti.

Per il caro vita avrebbero incrociato volentieri le braccia i lavoratori di Trenitalia, Trenord e anche delle aziende di trasporto pubblico locale, come Atac. Ma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha voluto evitare una paralisi delle grandi città, in particolare Roma, dove per la manifestazione promossa dall’Usb sono attese più di 20.000 persone.

Perché i trasporti non hanno potuto scioperare

La revoca del blocco dei trasporti è arrivata a seguito del provvedimento di precettazione disposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il fermo dei bus, della metropolitana e dei treni locali avrebbe causato un impatto sproporzionato sui diritti dei cittadini alla mobilità, in una giornata segnata dalla presenza di manifestazioni e dalla necessità per tanti altri lavoratori pendolari o fuori sede di rientrare nei propri paesi d’origine per la ricorrenza di Ognissanti.

A Roma, dove si attendeva l’impatto maggiore, il servizio di trasporto pubblico locale procede quindi regolarmente, pur con possibili isolati ritardi legati ad alcune chiusure stradali necessarie per garantire il normale svolgimento del corteo che da Piazza dei Cinquecento, davanti Stazione Termini, dovrà raggiungere i Fori Imperiali.

Quali sono le aziende coinvolte dalla revoca

Tra le principali aziende che hanno dovuto formalizzare la revoca figurano i colossi del trasporto ferroviario, ma anche quelle che si occupano della mobilità dei grandi centri urbani d’Italia:

  • Trenitalia;
  • Trenord;
  • Italo;
  • Atac;
  • Atm.

Resta fermo che, trattandosi di uno sciopero generale proclamato da sigle sindacali autonome, il singolo lavoratore conserva il diritto costituzionale e individuale di aderire alla protesta, motivo per cui non si possono escludere isolate cancellazioni o corse ridotte legate all’adesione del personale operativo.

Le dichiarazioni di Salvini

Sulla scelta di bloccare le braccia al settore della mobilità è intervenuto direttamente il ministro dei Trasporti Matteo Salvini:

Ho fatto il mio dovere di ministro dei Trasporti che deve garantire la mobilità a tutti gli italiani, quindi ho precettato i sindacalisti che hanno convocato uno sciopero senza rispettare i requisiti previsti dalla legge.

Le dichiarazioni del Viminale

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha confermato il massimo livello di allerta per prevenire disordini nelle città calde come Roma e Milano, sottolineando la strategia del Viminale per isolare eventuali frange violente:

Confido nella capacità di prefetti, questori e rappresentanti di vertice delle forze di polizia a livello territoriale di saper gestire anche i margini di imprevedibilità di questi fenomeni.

Bce, nessun rialzo ai tassi d’interesse dei mutui: aumento rimandato a Dicembre

30 October 2026 at 06:19

In una giornata cruciale per le sorti monetarie del continente, a seguito delle dimissioni ufficiali di Lagarde, il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deliberato di mantenere i tassi d’interesse invariati.

Il tasso sui depositi resta dunque fermo al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principale al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Una pausa attesa dagli analisti dopo il ritocco all’insù di settembre.

Inflazione in salita e l’ipotesi di un nuovo rialzo a dicembre

Durante la conferenza stampa di giovedì 29 ottobre alle 14:45, dopo aver confermato le dimissioni per il 7 febbraio, Christine Lagarde ha espresso preoccupazione per l’andamento dei prezzi nei prossimi mesi. A pesare sul costo della vita continuano a essere:

  • i rischi geopolitici legati ai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina;
  • le quotazioni delle materie prime energetiche.

La decisione di frenare sui tassi e congelare il costo dei finanziamenti, lasciando quindi invariate le rate dei mutui e i costi dei prestiti senza introdurre nuovi aumenti, riflette un quadro di forte incertezza economica, segnato dalla ripresa delle tensioni sull’energia e da un’inflazione risalita al 3,8% a settembre, ancora lontana dall’obiettivo del 2%.

Sebbene il board della Bce abbia valutato la possibilità di un rialzo dei tassi già nella seduta odierna, ha infine prevalso all’unanimità la linea della cautela. Tuttavia, non si esclude la possibilità di un nuovo aumento nella riunione di dicembre, nel caso in cui i dati sul costo della vita mostrassero un peggioramento nei consumi.

Cosa cambia per chi ha già acceso un mutuo o chiesto un prestito

Il congelamento dei tassi rappresenta una tregua per le famiglie, ma l’impatto effettivo cambia in base alla tipologia di contratto stilato con la banca:

  • chi ha un contratto ancorato all’Euribor, a tasso variabile, evita un ennesimo rincaro immediato della rata mensile, che resta però su livelli significativamente più alti in media del 40% rispetto a due anni fa;
  • nessuna variazione per chi ha già sottoscritto un finanziamento a tasso fisso negli anni scorsi, con la rata che rimane bloccata per l’intera durata del piano di ammortamento;
  • per chi intende stipulare un nuovo finanziamento, i tassi viaggiano attorno al 2,60%-2,80% e, aggiungendo lo spread applicato dagli istituti di credito, collocano i nuovi mutui fissi su un Taeg medio compreso tra il 3,30% e il 3,70%;
  • sui nuovi finanziamenti per auto o liquidità i tassi medi (Tan) restano attestati tra il 7,5% e l’8,5%, mentre i contratti in corso a tasso fisso non subiscono alcuna modifica.

Tensioni sui bond francesi

Sulla decisione di Francoforte pesa l’instabilità della Francia, dove i rendimenti dei titoli di Stato sono schizzati ai massimi dal 2002 a causa delle incertezze politiche sull’approvazione del bilancio 2027, che hanno portato a lunghe e decise agitazioni di piazza.

In merito al rischio di speculazioni sui titoli di Stato dei Paesi ad alto debito pubblico (Italia, Spagna, Grecia e Francia, nds), Lagarde ha rassicurato i mercati, confermando che l’istituto possiede tutti gli strumenti per fermare scossoni finanziari ingiustificati, precisando però che non esistono corsie preferenziali o accordi riservati a sostegno di singoli Stati.

La mossa della Fed americana

La linea d’attesa della Bce trova riscontro anche al di là dell’Atlantico. La Federal Reserve americana ha infatti confermato i tassi d’interesse nella forchetta compresa tra il 3,75% e il 4,00%, congelando il costo del denaro a ridosso delle elezioni di midterm negli Stati Uniti per monitorare l’evoluzione della crescita e della dinamica salariale.

❌