L’autunno è la stagione della scadenza più rilevante sul calendario fiscale dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti. Entro la fine di novembre, infatti, le partite Iva sono tenute al versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi.
Il pagamento di questo F24 serve ad anticipare le tasse sul presunto guadagno dell’anno fiscale in corso.
Chi paga il secondo acconto
L’obbligo di versamento riguarda tutti i contribuenti persone fisiche titolari di Partita Iva, le società di persone e assimilati, oltre ai soggetti Ires. Nello specifico, sono tenuti alla scadenza sia i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, compresi i contribuenti in regime forfettario, sia le imprese individuali e societarie.
Sono invece esclusi dall’adempimento:
i contribuenti e le aziende che registrano un’imposta a debito al di sotto della soglia minima stabilita dalla legge;
chi ha aperto l’attività nel corso dell’anno solare in corso.
Cosa si paga
Il pagamento riguarda sia l’Irpef (o l’imposta sostitutiva per i contribuenti in regime forfettario) sia i contributi previdenziali e l’Irap, qualora dovuta. Per gli esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo, l’importo da versare corrisponde di norma alla seconda rata di acconto rispetto al calcolo complessivo elaborato in sede di dichiarazione dei redditi.
Come si calcola quanto si paga
Per determinare la somma esatta da versare tramite F24, i contribuenti e i loro consulenti fiscali possono optare per due differenti criteri di calcolo:
il metodo storico, che si basa sull’imposta totale dovuta per l’anno precedente e prevede il pagamento del 100% dell’importo dividendo la quota tra primo e secondo acconto;
il metodo previsionale, che permette di ricalcolare l’acconto sulla base del reddito effettivo stimato per l’anno in corso, utile nei casi in cui si preveda un calo del fatturato o un aumento delle spese deducibili.
L’uso del metodo previsionale comporta tuttavia un elemento di rischio: qualora il ricalcolo al ribasso dovesse rivelarsi errato e l’imposta versata risultasse inferiore a quella effettivamente dovuta a consuntivo, l’Agenzia delle Entrate applicherà le sanzioni amministrative per omesso o insufficiente versamento.
Non si può rateizzare
A differenza del primo acconto e del saldo, versati nei mesi estivi e rateizzabili fino a novembre, il secondo acconto si caratterizza per specifiche regole operative e vincoli di pagamento:
il versamento deve essere effettuato in un’unica soluzione entro il 30 novembre;
non è prevista per legge la rateizzazione del secondo acconto per la generalità dei contribuenti ordinari;
restano confermate le eventuali proroghe o rateizzazioni straordinarie riservate esclusivamente alle persone fisiche e ai forfettari che rispettano determinati tetti di ricavi, secondo le misure adottate dal Governo nella recente legislazione fiscale.
L’ultimo weekend di ottobre sarà all’insegna di forti disagi sulla rete della mobilità e nei servizi pubblici su tutto il territorio nazionale. Il sindacato Usb ha confermato lo sciopero generale nazionale di 24 ore per la giornata di venerdì 30 ottobre 2026, con l’adesione del personale dei settori pubblici e privati.
L’agitazione toccherà il comparto dei trasporti a livello statale e locale, con orari e modalità differenziate a seconda dei settori.
Quando inizia lo sciopero nazionale dei treni
Per quanto riguarda la rete ferroviaria nazionale, che include le vetture di Trenitalia, Freccia Rossa, Italo e Trenord, il fermo inizierà alle ore 21:00 di giovedì 29 ottobre e si concluderà alle 20:59 di venerdì 30 ottobre.
Saranno operative le modalità di garanzia sul settore ferroviario:
nella serata di giovedì circoleranno i treni con partenza prevista entro le ore 21:00 e arrivo a destinazione finale entro le 22:00;
nella giornata di venerdì saranno operativi esclusivamente i treni a mezza percorrenza e a lunga percorrenza inseriti nell’elenco ufficiale dei servizi minimi garantiti;
sulle linee di collegamento aeroportuale cancellate (come il Malpensa Express) saranno previsti autobus sostitutivi diretti senza fermate intermedie.
Quando inizia lo sciopero di metro e bus a Roma e Milano
L’impatto sul Trasporto Pubblico Locale varierà a seconda delle singole città e delle adesioni territoriali delle sigle sindacali. L’esercizio di bus, tram e metropolitane sarà comunque tutelato nelle consuete fasce di garanzia aziendali previste dalla legge sulle astensioni dal lavoro, di norma da inizio servizio fino alle 8:30 e dalle 17:00 alle 20:00.
A Roma la protesta fermerà per 24 ore la rete Atac e i bus extraurbani Cotral, salvaguardando il servizio solo da inizio giornata fino alle 8:29 e dalle 17:00 alle 19:59.
A Milano il personale dell’azienda cittadina Atm non parteciperà allo sciopero del 30 ottobre, concentrando i disagi lombardi esclusivamente sulla rete ferroviaria di Trenord.
Nelle altre principali città italiane le corse dei bus urbani ed extraurbani saranno a rischio per l’intera giornata al di fuori delle finestre di garanzia pendolari.
La mappa delle manifestazioni del 30 ottobre
Oltre allo stop dei servizi, lo sciopero generale porterà in piazza lavoratori, studenti e attivisti in 41 città di 18 regioni. Il calendario dei cortei e dei presìdi è ancora in aggiornamento, ma la maggior parte degli appuntamenti è fissata in mattinata. In alcune città, però, la mobilitazione si sposterà nel pomeriggio.
Nord
Friuli Venezia Giulia: Trieste alle 9 al Varco 4 del Punto Franco Nuovo;
Veneto: Padova alle 8 alla stazione;
Piemonte: Torino alle 9.30 in piazza Palazzo di Città, Novara alle 9.30 in piazza Cavour e Verbania alle 17 in piazza Ranzoni;
Lombardia: Milano alle 10 in piazza Duca d’Aosta, Brescia alle 9 alla stazione della metropolitana San Faustino e Bergamo alle 17 in piazza Gaza, a Porta Nuova;
Emilia-Romagna: Piacenza alle 8 al parcheggio Cheope (Facsal), Bologna alle 9.30 in piazza Maggiore, Rimini alle 9 all’Arco d’Augusto e Ravenna;
Liguria: Imperia alle 9.30 in piazza Ulisse Calvi, La Spezia alle 9.30 davanti alla Prefettura e Genova con due appuntamenti, alle 9.30 al Varco Albertazzi e alle 10 alla stazione Principe.
A Ravenna la giornata è articolata in più tappe. Preconcentramento alle 9 in piazza del Popolo, concentramento alle 10 in Darsena e corteo alle 11 verso Marina di Porto. Alle 12.30 è previsto un pranzo sociale in piazzale della Marina, da dove alle 14 partirà un secondo corteo.
Centro
Toscana: Massa alle 17 in piazza Garibaldi, Carrara alle 6 al porto, Pisa alle 9 in piazza XX Settembre, Firenze alle 10 in piazza Bambine e Bambini di Beslan, alla Fortezza da Basso, Siena alle 9 al terminal bus di Pescaia, Piombino alle 16 in piazzale Premuda e Livorno con due appuntamenti, alle 6 alla rotatoria Ponte Penova e alle 9 in piazza Cavour;
Marche: Ancona alle 10.30 in corso Carlo Alberto, sul lato di piazza Ugo Bassi;
Umbria: Perugia alle 8.30 in piazza Partigiani;
Lazio: Civitavecchia alle 9 in corso Centocelle, davanti al Teatro Traiano, e Roma alle 10.30 in piazza dei Cinquecento.
Sud e isole
Abruzzo: Pescara alle 10 in piazza Italia;
Molise: Campobasso alle 9 in piazza San Francesco;
Campania: Napoli alle 9.30 in piazza Mancini e Benevento alle 9.30 in piazza Vittoria Colonna;
Basilicata: Potenza alle 9 in piazza Cagliari;
Puglia: Bari alle 9.30 in piazza Prefettura e Lecce alle 9 a Porta Napoli;
Calabria: Cosenza alle 9 in piazza Loreto e Reggio Calabria alle 9 in piazza De Nava;
Sicilia: Palermo alle 9 in piazza Politeama, Catania alle 9.30 al porto e Ragusa alle 17 in piazza dei Marinai;
Sardegna: Sassari alle 9.30 in piazza San Vincenzo, Nuoro alle 9 in via Dante e Cagliari alle 9.30 in piazza Garibaldi, da dove partirà un corteo diretto al porto.
Orari e luoghi possono ancora cambiare. Prima di raggiungere i punti di ritrovo, dunque, conviene controllare gli aggiornamenti diffusi dagli organizzatori e tenere conto dei possibili rallentamenti del traffico nelle zone interessate dai cortei.
Le motivazioni dello sciopero generale
Lo sciopero è stato indetto da Usb e intende portare l’attenzione della classe politica sulle condizioni economiche del Paese. Tra le principali rivendicazioni del sindacato figurano la richiesta di aumenti salariali e l’adeguamento delle pensioni all’inflazione, il blocco delle politiche di riarmo e dei finanziamenti alle spese militari, oltre alla contestazione dei recenti provvedimenti in materia di ordine pubblico e sicurezza.
In arrivo un secondo sciopero il 20 novembre
Quello del 30 ottobre rappresenta solo il primo di due appuntamenti di astensione dal lavoro concentrati nell’arco di poche settimane. Per venerdì 20 novembre 2026 è stato infatti proclamato un secondo sciopero generale nazionale indetto dalla Cgil, con motivazioni simili a quelle di Usb.
La nuova mobilitazione vede tuttavia una spaccatura sul fronte sindacale:
la Cgil promuove lo sciopero di 24 ore nel settore pubblico e privato chiedendo maggiori risorse per i salari, la sanità e i servizi essenziali;
la Cisl prende le distanze dalla protesta, giudicando inopportuno il ricorso allo sciopero generale, difendendo la necessità di garantire gli investimenti nel settore della difesa e della sicurezza nazionale.
Il pagamento delle pensioni del mese di novembre seguirà un calendario leggermente modificato rispetto alla consueta tabella di marcia. La variazione non è dovuta ad anomale anomalie operative, ma alla coincidenza della prima giornata del mese con la festività religiosa di Ognissanti, che cade di domenica.
Ma al di là della data di accredito, l’attenzione di milioni di pensionati è rivolta all’importo del cedolino, che per un numero consistente di contribuenti risulterà più basso a causa di conguagli e trattenute fiscali.
La riforma del Codice della Strada non riguarda soltanto gli spostamenti delle persone, ma introduce tutele anche per gli animali non umani.
Ci sono in arrivo novità sostanziali per chiunque viaggi in auto con il proprio cane o con un altro animale domestico, nell’ottica di garantire la massima sicurezza a bordo ed evitare che brusche frenate o collisioni possano trasformare gli animali in un pericolo per sé e per i passeggeri.
Cosa cambierà tra la disciplina attuale e la riforma
Secondo la normativa attualmente in vigore:
un solo animale può restare libero nel vano auto, a condizione che non costituisca impedimento od ostacolo per le operazioni di guida;
se si viaggia con più animali, scatta l’obbligo di custodia in gabbia, in un apposito trasportino o nel vano posteriore diviso da una rete.
Con la nuova disciplina in arrivo il legislatore elimina del tutto la distinzione legata al numero di esemplari a bordo. A prescindere che si trasporti un solo cane o più animali, la norma impone una disciplina unificata per i veicoli non specificamente destinati al trasporto di animali:
zero tolleranza per l’animale libero nell’abitacolo;
scatta l’obbligo di utilizzare sempre e comunque un sistema di ritenuta omologato e conforme alle direttive nazionali ed europee.
Certo, finché l’iter parlamentare non giungerà a conclusione con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, resteranno in vigore le attuali disposizioni dell’art. 169 del Codice della Strada.
Quali sono le soluzioni ammesse per il trasporto dei cani
Per essere in regola ed evitare contestazioni, i conducenti dovranno adottare una delle tre modalità operative consentite dal nuovo testo:
cintura di sicurezza omologata, composta da una specifica pettorina che cinge il torace dell’animale, collegata alla fibbia della cintura del sedile posteriore;
trasportino, contenitore o gabbia di contenzione rigida, che devono essere ben ancorati al veicolo e proporzionati alla stazza dell’animale;
rete o barriera divisoria per separare il vano posteriore o il bagagliaio dall’abitacolo principale, con la precisazione che se l’installazione è permanente occorre l’autorizzazione degli uffici competenti della Motorizzazione Civile.
Va inoltre evidenziato che la nozione di animale da compagnia adottata dalla riforma fa espresso rinvio alle definizioni del Regolamento Ue n. 576/2013, includendo cani, gatti, furetti e altre specie domestiche tradizionalmente portate al seguito nei viaggi familiari.
Sanzioni e regole per le due ruote
Il quadro sanzionatorio per chi non rispetta le regole diventa più stringente, affiancando alla multa una pena accessoria sulla licenza di guida:
la violazione comporta il pagamento di una sanzione amministrativa che va da un minimo di 80 a un massimo di 320 euro;
è prevista la decurtazione automatica di 1 punto dalla patente di guida del conducente;
per il trasporto su moto, ciclomotori e biciclette le regole non cambiano, rimanendo obbligatorio l’uso esclusivo di apposite gabbie o contenitori fissi che non sporgano oltre i limiti consentiti e non nascondano la visibilità del guidatore.
L’impatto dell’intelligenza artificiale, la crescente concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e le disuguaglianze che penalizzano le giovani generazioni: questi sono stati alcuni dei temi al centro dell’intervento di David Card, Premio Nobel per l’Economia 2021.
Nel corso delle conferenze tenutesi durante la giornata di sabato 24 ottobre al Festival Internazionale dell’Economia di Torino, l’economista canadese ha tracciato una diagnosi severa sullo stato dell’economia globale, mettendo in guardia dai facili entusiasmi legati alle nuove tecnologie e denunciando le distorsioni di un sistema fiscale che grava quasi esclusivamente sui redditi da lavoro.
La crescita dei patrimoni e il ritardo della tassazione
Uno dei temi al centro dell’intervento di Card è l’analisi della disuguaglianza, che non deriva da una semplice differenza tra stipendi, ma dall’accumulo patrimoniale di pochi. Se la disparità salariale è rimasta sostanzialmente stabile dagli anni Novanta, l’aumento generale della ricchezza a livello globale si spiega solo con profitti d’impresa e rendite di capitale cresciuti a ritmi vertiginosi, lasciati indietro da una tassazione proporzionata. Il fenomeno è guidato dai colossi tecnologici e dalle grandi piattaforme digitali americane, come Meta, Amazon e Alphabet, che monopolizzano i mercati globali e ne estraggono valore.
Le piattaforme Usa e il ritardo europeo
L’Europa continua a produrre talenti di primo livello grazie a un sistema educativo pubblico di qualità, ma soffre di una cronica scarsità di offerta e di infrastrutture industriali in grado di gareggiare sul campo dove si gioca la vera partita. Il Vecchio Continente si ritrova così nel ruolo di puro consumatore di tecnologie statunitensi, incapace di trattenere il valore generato e di far fruttare i propri cervelli all’interno di player autoctoni.
Patrimoniali, reddito universale e sostenibilità dei bilanci
Dopo l’analisi, il Nobel canadese prova a tirare le somme per indicare possibili soluzioni. Il reddito universale viene considerato una vera e propria utopia assistenziale, finanziariamente insostenibile per le casse pubbliche di qualsiasi Paese: garantire un assegno, anche modesto, a un’ampia fascia della popolazione porterebbe i bilanci statali al collasso.
Il nodo fiscale resta tuttavia aperto. Un prelievo sulle grandi ricchezza e sui dividendi patrimoniali oggi non tassati adeguatamente rappresenterebbe la risorsa chiave per finanziare le grandi transizioni del nostro tempo:
investimenti per l’ambiente e per la transizione energetica;
rafforzamento dell’istruzione pubblica.
Oggi la pressione fiscale pesa in modo punitivo sui lavoratori dipendenti e sui giovani, costretti a versare un terzo del proprio stipendio per sostenere il sistema pensionistico e la spesa sociale a favore della popolazione anziana.
Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale
Card ha ridimensionato anche la narrazione trionfalistica sull’Intelligenza Artificiale generativa. Non si tratta di una tecnologia a somma zero o priva di perdenti, perché i modelli linguistici stanno già mettendo in crisi la domanda di professioni che prima sembravano inattaccabili.
Ne è un esempio il settore del software: dopo un decennio di crescita esponenziale delle assunzioni tra il 2010 e il 2023, la richiesta di programmatori e ingegneri informatici tradizionali registra una fase di stasi. L’integrazione dell’AI nei processi industriali spinge i colossi tech ad arruolare meno personale di primo livello e a ridurre la progressione di carriera per i lavoratori intermedi. In questo modo, nei prossimi anni si rischia di penalizzare i neo-laureati e di aumentare la precarietà di chi si trova a pochi anni dalla pensione.
Al via un’opportunità d’inserimento nei ranghi dell’Arma dei Carabinieri: il Ministero della Difesa ha indetto il primo concorso straordinario per 400 Marescialli Ispettori, riservato a cittadini già in possesso di diploma di laurea. Con un apposito avviso della Direzione Generale per il Personale Militare, i termini per l’invio delle candidature sono stati prorogati fino al 9 novembre.
La selezione rappresenta un’occasione per giovani laureati e militari già in servizio che intendono accedere direttamente al ruolo degli ispettori, assumendo funzioni di responsabilità e coordinamento operativo. L’immissione avverrà previa frequenza di un corso formativo straordinario della durata non inferiore a sei mesi.
Come sono divisi i posti messi a bando
I 400 posti sono suddivisi in base alle specifiche esigenze dell’Arma e comprendono riserve per categorie tutelate:
390 posti destinati ai cittadini italiani in possesso dei requisiti generali e dei titoli di studio richiesti;
10 posti riservati ai candidati in possesso dell’attestato di bilinguismo (livello B2) riferito alla provincia autonoma di Bolzano.
Della totalità delle unità di personale oggetto della selezione pubblica, 98 saranno riservate ai coniugi e ai figli superstiti del personale delle Forze Armate o di Polizia deceduto in servizio, ai diplomati delle Scuole militari e agli assistiti degli Enti di assistenza per orfani dei militari.
Nell’ambito del contingente generale, 16 vincitori saranno avviati alla formazione specialistica per l’impiego nella tutela forestale, ambientale e agroalimentare.
Requisiti di partecipazione
I candidati che intendono presentare domanda devono possedere i seguenti requisiti:
cittadinanza italiana e godimento dei diritti civili e politici;
età compresa tra i 18 e i 28 anni non compiuti, limite non applicabile al personale dell’Arma con tre anni di anzianità;
possesso di una laurea triennale tra quelle indicate nell’allegato al bando, afferenti alle aree scientifico-tecnologica, umanistico-sociale, sanitaria e ambientale;
condotta incensurabile, idoneità fisica, psichica e attitudinale e assenza di condanne per delitti non colposi;
per i militari in servizio nell’Arma dei Carabinieri, assenza di sanzioni disciplinari gravi o giudizi negativi nell’ultimo biennio.
Nonostante la proroga del bando al 9 novembre, chi intenderà presentare istanza d’interesse dovrà possedere i requisiti entro il 30 ottobre, il primo termine di chiusura della raccolta delle adesioni.
Quali sono le prove del concorso
L’iter concorsuale si articola in diverse fasi di selezione ordinate per garantire l’accertamento delle competenze e dell’idoneità dei candidati:
eventuale prova preliminare consisterà in un test a risposta multipla su argomenti di cultura generale e quesiti di carattere logico-deduttivo;
prova scritta di conoscenza della lingua italiana (o tedesca per i posti riservati a Bolzano) basata su 60 quesiti a risposta multipla su ortografia, sintassi e comprensione del testo, superabile con un punteggio minimo di 18 su 30;
prova di efficienza fisica che prevede esercizi obbligatori di corsa 1.000 metri, piegamenti sulle braccia e salto in alto;
accertamenti psicofisici ed attitudinali per la verifica del profilo sanitario minimo e dell’idoneità motivazionale e caratteriale;
prova orale incentrata su argomenti estratti a sorte tra Costituzione e cittadinanza italiana, storia contemporanea e geografia;
valutazione dei titoli di merito posseduti ai fini del punteggio incrementale finale.
Come ed entro quando candidarsi
Le istanze di partecipazione devono essere presentate esclusivamente online tramite la sezione concorsi del sito ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, a cui si accede anche per reindirizzamento dal Portale unico del reclutamento inPA. L’autenticazione richiede il possesso di credenziali digitali Spid o Cie e di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata personale.
A seguito della proroga, la scadenza per l’invio delle domande è fissata alle ore 23:59 del 9 novembre 2026. Si ricorda che i titoli di merito, di studio e di preferenza dichiarati devono comunque essere stati conseguiti entro la data originaria del 30 ottobre 2026.
Altri concorsi attivi
Per chi è interessato alle opportunità di carriera nel settore della difesa e della sicurezza, restano aperte le candidature per diverse procedure di reclutamento nei corpi dello Stato, tra cui quella in Polizia Penitenziaria. Si consiglia di consultare regolarmente la piattaforma inPA per rimanere aggiornati sui concorsi in scadenza a ottobre e verificare le relative date delle prove d’esame.