❌

Reading view

Miró em diálogo com artistas contemporâneos da Coleção de Serralves

Até 7 de março de 2027, a Casa de Serralves acolhe a exposição “Afinidades Eletivas: Joan Miró e a Arte Contemporânea na Coleção do Museu de Serralves”, organizada pela Fundação de Serralves, apresenta obras da Coleção Miró em diálogo com obras de Helena Almeida, Michael Biberstein, Luisa Cunha, Ana Hatherly, Asger Jorn, Julie Mehretu, Robert Morris, Júlio Pomar, Dieter Roth, Julião Sarmento e Antoni Tàpies, entre outros artistas relevantes.

As suas práticas vão da pintura e da escultura à colagem, à instalação, à fotografia, ao vídeo e às obras multimédia, da Process Art à Arte Povera, e das desconstruções visuais dos códigos pictóricos ao Neoexpressionismo e ao questionamento da linguagem. Em cada um destes cruzamentos com obras da Coleção de Serralves, o percurso de Miró encontra eco na prática artística contemporânea. Daí que o título “Afinidades eletivas” tenha como ambição “assinalar a relação de Miró com a arte contemporânea enquanto encontro dinâmico”, como refere o curador da exposição, Robert Lubar Messeri.

No texto da folha de sala, Messeri salienta que Goethe se apropriou desse conceito para “sublinhar as ligações emocionais e as relações afetivas entre pessoas, coisas ou ideias que, mais do que impostas, são instintivas e escolhidas.” No contexto da exposição, a expressão “afinidades eletivas” parte dessas associações, enfatizando o diálogo visual e conceptual, mais do que as relações formais ou as lógicas de influência direta. As obras de Miró das décadas de 1960 e 1970 serviram como ponto de partida, havendo algumas incursões pontuais por obras anteriores.

“Afinidades Eletivas: Joan Miró e a Arte Contemporânea na Coleção do Museu de Serralves” apresenta a relação de Joan Miró com a arte contemporânea como uma série de encontros dinâmicos e divide-se em sete secções: 1. Process Art; 2. Expressionismo revisitado; 3. Antimonumentos; 5. O desenho como prática; 6. Linguagem; e 7. Pintura en abîme.

O que a curadoria de Robert Lubar Messeri pretende é ilustrar como Miró se afirmou não só como um grande mestre moderno, mas também como artista contemporâneo cuja obra estava em sintonia com as dinâmicas emergentes no mundo da arte.

  •  

ReA! Art Fair torna alla Fabbrica del Vapore con cinquanta artisti emergenti

La Fabbrica del Vapore di Milano ospita la sesta edizione di ReA! Art Fair, la prima fiera in Italia rivolta agli artisti emergenti senza la mediazione di gallerie o musei. Dopo le ultime edizioni, la manifestazione torna alla sua storica collocazione autunnale negli spazi del centro culturale del Comune di Milano, in via Procaccini.

A organizzarla è ReA! Arte, associazione culturale no profit fondata da Maryna Rybakova e Pelin Zeytinci, con l’obiettivo di creare un punto d’incontro diretto tra le nuove voci dell’arte contemporanea, il pubblico e gli operatori del settore. Il modello è quello di un mercato primario: chi visita la fiera dialoga con gli artisti, ne conosce la ricerca e può sostenerne il percorso senza passaggi intermedi.

Ilaria Costaglia Keep Me Safe Oil and acrylic on canvas 80 × 65 cm 2026. Courtesy of the artist

Anche quest’anno la fiera punta su un numero contenuto di partecipanti, con  cinquanta artiste e artisti internazionali, scelti tramite un’open call aperta a candidature da tutto il mondo. La selezione è stata curata dal comitato scientifico di ReA! Arte sotto la direzione della head curator Maria Myasnikova, con l’intento di privilegiare qualità e innovazione della proposta.

Il filo conduttore dell’edizione di quest’anno è la distanza tra l’immaginare qualcosa e il portarlo nel mondo. Nel suo testo curatoriale, Myasnikova parte da una constatazione sul presente: «Oggi le idee circolano a una velocità senza precedenti. Vengono generate, condivise, consumate e dimenticate nell’arco di pochi secondi. Le immagini si moltiplicano all’infinito. Le opinioni arrivano già compiute. I concetti sono economici. La realizzazione, invece, non lo è». Le opere in mostra, tra pittura, scultura, installazione, performance, media digitali e pratiche interdisciplinari, nascono proprio da questo scarto, che secondo la curatrice è il luogo in cui l’arte acquista il proprio peso.

Ivy Chilelli, In Flesh, You’re Gone I & II Variable dimensions 2026. Courtesy of the artist

In un momento in cui il lavoro creativo viene misurato sempre più in termini di visibilità e rapidità, ReA! rivendica una scelta diversa, quella di sostenere pratiche che mettono la ricerca davanti alla reazione e lo sviluppo a lungo termine davanti al riconoscimento immediato. «Se le idee sono facili, la realizzazione resta un atto di convinzione», conclude Myasnikova.

La fiera si accompagna a un programma di premi e collaborazioni per gli artisti selezionati. Grazie alla nuova partnership con MARES, uno dei partecipanti otterrà una residenza in Piemonte, da maggio a luglio 2027, nel Complesso Monumentale di Santa Croce, con mostra conclusiva a settembre 2027 e catalogo edito da Allemandi. Torna inoltre il premio in denaro di Artsted, dedicato ai progetti più innovativi.

Tra i cinquanta nomi in fiera figurano, tra gli altri, Azzah Salwaa, Debora Graziano, Pauline Cordier, Nuo Chen, Marco Montemezzo (Amen), Zhang Qi, Johanna Dreyer, Isatou Jallow, Alexandra Taoukidou, Nikolai Prokofiev, Shir Shovel-Simhoni e Marco Silvestre (Nikopol).

L'articolo ReA! Art Fair torna alla Fabbrica del Vapore con cinquanta artisti emergenti proviene da Linkiesta.it.

  •  
❌