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Berrettini e Musetti, dall’amicizia al gelo: che cosa è successo. Vanessa Bellini nega: “Mai tradito Matteo”. Il possibile incrocio a Vienna e il delicato ruolo di Volandri

A Vienna il tabellone sembra essersi divertito a mettere tutti nello stesso posto nel momento meno opportuno. Già, si parla di Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti, un tempo amici anche fuori dal campo, sono al centro di un gelo diventato evidente dopo l’intervista del romano successiva alla vittoria su Etcheverry. E adesso in mezzo ci finisce pure Flavio Cobolli: si sprecano le ironie su un suo possibile ruolo da paciere.

La domanda sul successo di Musetti a Lione ha prodotto una risposta eloquente: “Siamo in diretta?”. Poi Berrettini ha aggiunto soltanto: “Ha lavorato tanto, se lo è meritato”. Poche parole, volto scuro e nessuna particolare voglia di approfondire. Intanto sui social sono circolate ricostruzioni su un presunto triangolo amoroso, mentre l’ex fidanzata di Berrettini, Vanessa Bellini, ha smentito ogni coinvolgimento. “Tollero tutte le ca***te che dite e scriverete e lascio correre (e ne leggo tante ma ho imparato che quel mondo è fatto così), ma sentire che io avrei tradito Matteo veramente ma sciacquatevi la bocca prima di parlare”, ha scritto sui social rispondendo a un commento. Quanto successo – stando sempre a queste ricostruzioni – sarebbe tra le ragioni della scelta del carrarino di avere nel suo team il cognato Gianluca Mager, sposato con Valentina, sorella di Veronica Confalonieri.

Il contrasto fa ancora più effetto ripensando al passato. Berrettini e Musetti si allenavano insieme, cenavano con le rispettive compagne e in Coppa Davis si sono sostenuti nei momenti più complicati. Nel 2024 Musetti fu tra i primi ad abbracciare Berrettini dopo il trionfo. Oggi invece la Davis fotografa anche la distanza: Musetti convocato, Berrettini fuori. E così il capitano Filippo Volandri, che pensava di dover gestire singolari, doppi e condizioni di forma, si ritrova suo malgrado dentro un triangolo decisamente meno tattico.

La coincidenza è che ora siano tutti a Vienna. Musetti è impegnato nel torneo, mentre Berrettini domani affronterà per la prima volta proprio Cobolli, suo grande amico e compagno dell’Italia che un anno fa vinse la terza Davis consecutiva. Cobolli però è amico anche di Musetti. Il ruolo di paciere, insomma, sarebbe già disponibile. Male che vada potrebbe convocarli entrambi davanti a una Wiener Schnitzel e una birra.

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L’imbarazzo di Berrettini nel commentare il trionfo di Musetti: “Sono in diretta? Ok. Credo che se lo sia meritato”. E il gossip si scatena

Per giorni è rimasta solo una voce di gossip che correva sui social. Ma ora è arrivata la reazione di Matteo Berrettini, che incredibilmente ha mostrato un certo imbarazzo nel commentare la vittoria di Lorenzo Musetti a Lione. Il romano stava tenendo l’intervista di rito dopo la vittoria al primo turno dell’Atp 500 di Vienna contro Tomás Martín Etcheverry (6-3, 6-4) quando è rimasto a dir poco sorpreso dalla domanda su Musetti: “Siamo in diretta?”, è stata la prima reazione di Berrettini.

Quando l’intervistatore ha confermato al tennista che l’intervista era live, Berrettini ha provato ad abbozzare una risposta. È rimasto interdetto per qualche secondo, poi ha dichiarato: “Ok, va bene. So che ha lavorato davvero duramente per tornare a vincere e credo che se lo sia meritato“. Il numero 48 al mondo ha mostrato chiaramente il suo nervosismo, mascherato da un sorriso di circostanza. Ma il fatto che non avesse gradito la domanda sul “suo amico Lorenzo”, come lo ha definito l’intervistatore, era evidente.

Sui social gli appassionati di tennis si sono scatenati. Le parole di Berrettini sarebbero la conferma che in questo momento i rapporti con Musetti siano ai ferri corti. Secondo il gossip, le ragioni sarebbero tutte extra–campo. E quanto successo – stando sempre a queste ricostruzioni – sarebbe tra le ragioni della scelta del carrarino di avere il cognato Gianluca Mager nel suo team. Nulla di confermato, chiaramente. Ma i social sono impietosi. E l’annuncio dei convocati di Coppa Davis da parte di Filippo Volandri, con la presenza di Musetti e l’esclusione (per ora) di Berrettini, non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco.

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Coppa Davis, le convocazioni di Volandri per le Finals di Bologna: per ora non c’è Berrettini

Il capitano azzurro Filippo Volandri ha diramato le convocazioni ufficiali del quintetto dell’Italia, che dal 24 al 29 novembre a Bologna andrà a caccia del quarto titolo mondiale consecutivo della Coppa Davis, il quinto assoluto della sua storia. Sarà infatti la SuperTennis Arena di BolognaFiere ad accogliere la Davis Cup Final, con gli azzurri che esordiranno mercoledì 25 novembre alle ore 16 contro la Corea del Sud.

Volandri ha scelto i suoi uomini: si tratta di Flavio Cobolli (n.6 del ranking Atp), Luciano Darderi (n.23), Lorenzo Musetti (n.26), Andrea Vavassori (n.7 Atp di doppio), Simone Bolelli (n.10 Atp di doppio). Al momento, il capitano azzurro ha scelto in base alla classifica. Per questo motivo è stato escluso ad esempio Matteo Berrettini, grande protagonista della vittoria di un anno fa insieme a Cobolli. Nulla però di definitivo: da regolamento sarà possibile sostituire fino a un massimo di tre giocatori rispetto alla Team Nomination di oggi. Tali modifiche dovranno essere comunicate entro le ore 11 (ora locale italiana) del giorno precedente l’inizio delle gare, ovvero lunedì 23 novembre.

Volandri ha spiegato: “Queste convocazioni sono come di consueto elaborate tenendo conto delle posizioni della classifica attuale. Saranno determinanti per me le prossime settimane che ci separano della nuova avventura della Davis. Con tutto il mio staff lavoreremo per approfondire le condizioni di ciascun giocatore al fine di definirne la disponibilità, per poter arrivare a schierare la migliore formazione possibile“. Il capitano azzurro quindi non esclude la possibilità di modifiche: “Sappiamo di avere una squadra molto forte, perché può contare su un’ampia rosa di giocatori, composta oltre a questi anche da Matteo Berrettini, Matteo Arnaldi e Lorenzo Sonego assoluti protagonisti delle scorse edizioni”.

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Sinner ancora in vetta, ma ora Zverez può superarlo. Musetti non guadagna posizioni dopo la vittoria a Lione | La nuova classifica Atp

Tutto ancora invariato. Vale per la prima posizione, con Jannik Sinner ancora in vetta al ranking per la 95esima settimana complessiva. Ma vale anche per Lorenzo Musetti, che nonostante la vittoria nell?Atp di Lione rimane ancora alla 26esima posizione (ci torneremo dopo). Complessivamente, l’’Italia mantiene otto giocatori in Top 100. Alle spalle di Sinner rimangono, resta ancora in top 10 Flavio Cobolli (n.6), sempre più vicino a conquistare un posto alle Atp Finals di Torino.

Tornano alla vetta della classifica, il momento del sorpasso di Alexander Zverev potrebbe essere arrivato: il tedesco gioca a Vienna e gli basterà arrivare ai quarti di finale per agganciare Sinner in testa. L’altoatesino infatti perderà i mille punti della vittoria a Parigi di un anno fa. Con una semifinale o un risultato migliore, Zverev scavalcherebbe definitivamente Sinner.

Lo scarto tra il calendario 2026 e quello dell’anno precedente ha giocato un brutto scherzo anche a Musetti: il carrarino ha guadagnato 250 punti grazie al titolo vinto a Lione, il primo in quattro anni, ma non ha migliorato la posizione in classifica perché sono contemporaneamente usciti dalla sua classifica i 180 conquistati con la semifinale dell’anno scorso a Vienna. Resta alla posizione numero 23 Luciano Darderi, mentre l’unico Top 100 italiano a guadagnare posizioni rispetto alla precedente classifica è Mattia Bellucci (n. 66, +2).

La nuova classifica ATP

Le prime 10 posizioni
1. Jannik Sinner – 10.450 punti
2. Alexander Zverev – 9.750 punti
3. Carlos Alcaraz – 5.610 punti
4. Ben Shelton – 4.680 punti
5. Daniil Medvedev – 3.860 punti
6. Flavio Cobolli – 3.690 punti
7. Felix Auger-Aliassime – 3.515 punti
8. Arthur Fils – 3.425 punti
9. Frances Tiafoe – 3.380 punti
10. Alex de Minaur – 3.280 punti

Gli altri italiani in classifica
23. Luciano Darderi – 2.160 punti
26. Lorenzo Musetti – 1.920 punti
36. Matteo Arnaldi – 1.311 punti
48. Matteo Berrettini – 1.083 punti
66. Mattia Bellucci – 824 punti
91. Lorenzo Sonego – 658 punti

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“Mio cognato Gianluca nel team? Tanti mi hanno criticato, ma era quello che mi serviva”: parla Lorenzo Musetti

Una maledizione infranta dopo 4 anni di attesa. Il riscatto dopo una stagione difficile, da cui può cominciare anche la risalita in classifica. La vittoria dell’Atp di Lione ha tanti significati per Lorenzo Musetti, che sul duro francese ha ritrovato il suo gioco e il gusto di alzare al cielo un trofeo, come non accadeva da ottobre 2022, quando vinse contro Matteo Berrettini a Napoli. Da lì sette finali giocate e tutte perse, più un 2026 complicatissimo, condizionato da tantissimi problemi fisici. E tra le ragioni della rinascita di Musetti, oltre alla ritrovata condizione atletica, c’è anche la presenza nel suo team del cognato Gianluca Mager. Una scelta che aveva fatto tanto chiacchierare, tra critiche e gossip: il campo invece ha dato ragione al talento carrarino.

Mager ha smesso da poco di giocare a tennis, è stato un ottimo singolarista, che vanta un best ranking di numero 62. Soprattutto, è sposato con Valentina Confalonieri, sorella di Veronica (nella foto a sinistra le due sorelle insieme, ndr). Veronica è la storica compagna di Musetti: la coppia ha due figli, Ludovico e Leandro. La presenza del cognato nel team aveva fatto storcere il naso a qualcuno. Invece, il lavoro di Mager al fianco di coach Simone Tartarini ha portato subito i suoi frutti: “”È stato un ingresso ‘silenzioso’ nel team ma ha portato subito risultati”, ha spiegato Musetti dopo il trionfo a Lione, intervistato dalla Gazzetta dello Sport.

È proprio grazie a Mager che Musetti e la compagna Veronica Confalonieri si sono conosciuti. I due sono amici da tempo, ancor prima di diventare parenti: “Siamo stati compagni di Serie A, abbiamo alzato lo scudetto insieme. Io ero presente quando lui prese il suo primo punto Atp a Spezia, nel Futures che organizzava Simone”. “Quindi ci sono mille sfaccettature del nostro rapporto”, sottolinea Musetti. Che rivendica la bontà della sua scelta: “L’ho fatta per ritrovare un po’ di serenità”.

Il carrarino non si è fatto influenzare dall’esterno ed è andato avanti per la sua strada: “Tanti l’hanno criticata, parlando di comfort zone, però credo che fosse quello che cercavo e che mi serviva, specialmente dopo un’annata così difficile. Qualcuno con cui potermi confrontare, con una visione più da giocatore, perché Gianluca ha smesso poco tempo fa”. Nulla che metta in secondo piano coach Tartarini, ma una figura diversa: “Credo che la carica e gli stimoli che ci siamo dati l’un l’altro siano stati un po’ il frutto di questa bellissima settimana, ovviamente coordinata dietro le quinte da Simone Tartarini. Ovviamente siamo solo all’inizio, però credo che si possa instaurare veramente qualcosa di solido“.

Intanto, dopo il successo a Lione è arrivata anche la storia Instagram proprio di Veronica Confalonieri. La compagna di Musetti ha condiviso un video in cui il tennista esulta dopo la vittoria andando ad abbracciare proprio Gianluca Mager: “L’unione fa la forza“, ha scritto nella storia, insieme a tre emoticon del cuore e a un’altra parola: “Family“.

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Finalmente Musetti: batte Fritz a Lione e torna a vincere un torneo dopo 4 anni. L’emozione: “Quasi un sogno, devo risvegliarmi”

Lorenzo Musetti batte anche Taylor Fritz e vince l’Atp 250 di Lione, in Francia. Il tennista carrarino è tornato a trionfare dopo quattro anni dall’ultima volta, da quando a ottobre 2022 vinse contro Matteo Berrettini a Napoli. Da lì sette finali giocate e tutte perse, più un 2026 complicatissimo, condizionato da tantissimi problemi fisici. Il primo agli Australian Open, quando ai quarti di finale era sopra per due set a zero contro Djokovic e si ritirò.

Il 24enne italiano ha battuto nettamente il rivale americano con il punteggio di 6-3, 6-4 in poco più di un’ora e 15 di partita in cui Musetti ha espresso un tennis bellissimo e molto solido: zero le palle break concesse a Fritz, con diversi turni di servizio vinti in maniera abbastanza agevole sia nel primo che nel secondo set. A fine partita, chiusa al primo match point, Musetti si è lasciato andare ed era visibilmente emozionato, visto il periodo complicato da cui arrivava.

“È stato inaspettato. I match precedenti sono stati incredibili, da montagne russe. Prima di entrare in campo sentivo un po’ di dolore ovunque, ma durante il match è scomparso. Penso di aver giocato il mio miglior tennis”, ha dichiarato Lorenzo Musetti dopo il successo. “Ho avuto lo spirito da combattente: grazie al mio team e al mio fisioterapista. Nella mia testa ero estremamente rilassato: è stata una grande performance. In me adesso c’è un mix di emozioni, un po’ un casino: non so come descriverlo, è quasi un sogno. Ora mi devo risvegliare. Mi godrò questo successo per qualche giorno“.

Non uno Slam o un Masters 1000, ma comunque un successo importante per il morale di Musetti: era infatti un 250 di tutto rispetto, visti gli avversari in tabellone. Dal connazionale Flavio Cobolli – sconfitto in semifinale – a Taylor Fritz appunto, fino a Tommy Paul e Brandon Nakashima per citarne altri. Per lui si tratta del terzo titolo a livello Atp, il primo dopo i successi ad Amburgo e Napoli appunto entrambi nel 2022. Musetti è il quarto tennista italiano a vincere un titolo nel circuito in questa stagione dopo Sinner (6), Cobolli (1) e Darderi (1).

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Atp Lione, eroico Musetti: annulla quattro match point e vince il derby azzurro contro Cobolli. È in finale dopo 9 mesi

In più di due ore e mezza, annullando quattro match point, a distanza di meno di 24 ore dalla maratona contro Van Assche. Lorenzo Musetti batte Flavio Cobolli in semifinale all’Atp di Lione e vola in finale, dove affronterà Taylor Fritz. 4-6, 6-2, 7-5 il parziale dei set, in un derby azzurro spettacolare e con numerosi colpi di scena. Sul 5-4 infatti Cobolli ha anche avuto quattro match point, di cui due consecutivi, non sfruttati sul servizio del carrarino.

Una vittoria importantissima soprattutto per il morale di Lorenzo Musetti, che dopo la finale a Hong Kong persa a gennaio contro Bublik, aveva disputato un ottimo Australian Open, arrendendosi a un infortunio quando era sopra di due set ai quarti di finale contro Djokovic. Da lì è iniziato un calvario lunghissimo, con diversi problemi fisici che non gli hanno consentito di trovare continuità e la miglior condizione possibile. Ora una partita di livello molto alto contro il compagno e amico italiano. È la prima finale dopo i numerosi problemi fisici. Per Cobolli sfuma la chance di ipotecare la qualificazione alle Atp Finals: il 24 anni ci proverà a Vienna, nell’Atp 500 austriaco, dove un buon risultato gli consentirebbe di assicurarsi il pass per Torino a novembre.

“È difficile giocare contro un caro amico come Flavio – le parole di Musetti nel post gara – So quanto fosse importante questa partita per lui, ma lo era anche per me per altri motivi. Avere la chance di giocare un’altra finale e tornare in forma significa tantissimo per me. Alla fine avremmo meritato di vincere entrambi, ma non si può. Fritz è un grande giocatore soprattutto in queste condizioni. Adesso, però, spero di recuperare fisicamente e di dormire un po’”. Ora la sfida a Fritz, che nell’altra semifinale si è imposto sul connazionale Tommy Paul in due set con il punteggio di 6-3, 7-5.

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Lione si tinge d’azzurro: Musetti sfida Cobolli nella prima semifinale italiana di sempre sul duro. In palio ci sono punti pesanti

Per la quindicesima volta nella storia Open, un derby azzurro vale una semifinale Atp. È quella che giocheranno oggi – nel secondo match di giornata – nell’Atp 250 di Lione Flavio Cobolli, vincitore su Brandon Nakashima, e Lorenzo Musetti che nell’ultimo match della sessione serale ha superato per 76 67 64 il francese Luca Van Assche al termine di una maratona di 3 ore e 32 minuti. Chi vince, affronterà uno tra Fritz e Paul, nell’altra semifinale tutta americana. “Non è stato facile – ha detto Musetti – oggi, è stato un grande match, entrambi abbiamo dimostrato l’amore per questo sport. È finita tardi, fisicamente è stato un match devastante, ma sono molto contento e orgoglioso per questa partita”. Van Assche, davanti al suo pubblico, ha giocato una partita di altissimo livello dimostrando grandi doti di resistenza e un servizio capace di aiutarlo nei momenti delicati. Musetti invece è stato impeccabile per continuità e tenuta mentale. L’azzurro parte con il freno a mano tirato e nel secondo game è subito costretto a salvare due palle break. Poi c’è equilibrio totale. Sul 4-5 Van Assche va a servire per restare nel set. Il francese continua ad affidarsi alla prima di servizio per rimanere a galla, Musetti trova una fucilata di dritto e un nastro fortunato, ma Van Assche tiene con autorità un game delicato.

L’azzurro si è poi aggiudicato il primo set al tie-break, grazie a un ottimo gioco da fondo campo e a colpi spettacolari. Nel secondo set la partita è rimasta equilibrata, con Musetti che ha sprecato diverse palle break e, dopo aver mancato un match point, ha ceduto il tie–break all’avversario. Nel terzo set, nonostante la stanchezza, il carrarino reagisce dopo aver subito il primo break e riesce a rientrare in partita. Sul 5-4, Van Assche serve per restare nel match, ma Musetti rimonta da 40-0 e conquista il match point, trasformandolo grazie a un errore del francese. Con grande carattere e determinazione, l’azzurro si guadagna così un posto in semifinale.

Precedentemente, nel pomeriggio, Flavio Cobolli aveva invece battuto Brandon Nakashima nel penultimo quarto di finale, rispondendo a distanza a Fils e Medvedev (che giocano rispettivamente a Bruxelles e Almaty, sempre in due Atp 250) e facendo un altro passo verso le Atp Finals, vero grande obiettivo del tennista italiano in questo finale di stagione. Numero 6 del mondo e prima testa di serie, Cobolli è riuscito a rimontare Brandon Nakashima, quinta testa di serie del seeding, imponendosi per 4-6 6-4 6-4 dopo due ore e 18 minuti di gioco.

“Sono molto felice e orgoglioso della mia prestazione“, ha commentato Flavio Cobolli nell’intervista a caldo dopo la vittoria. “È strano che lui mi abbia battuto sulla terra, a Madrid, e io abbia vinto oggi sul cemento”. Anche a Lione, sulle tribune, si è sentito “Ole ole ole ole, Flavio, Flavio”, classico coro che l’ha accompagnato in questa stagione. “Non so chi siano”, ha detto ridendo. Poi Cobolli ha concluso: “In campo sentivo di avere il controllo degli scambi e ho cercato di metterlo sotto pressione, costringendolo a difendersi. Ho provato a giocare il mio tennis il più possibile e penso che abbia funzionato. Oggi ho servito piuttosto bene e ho risposto davvero molto bene: credo che questa sia stata la chiave per vincere la partita“.

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