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Una nuova era senza i veterani: così l’Italia degli sport invernali cerca di ripartire dopo Milano-Cortina

Milano–Cortina 2026 è stato un trionfo per l’Italia. Il record di 30 medaglie nell’edizione di casa resterà per sempre impresso nella storia dello sport azzurro. Tra i simboli del successo ci sono Federica Brignone e Francesca Lollobrigida, capaci di vincere due ori, Arianna Fontana, che ha stabilito il nuovo primato italiano di medaglie olimpiche con 14, e Federico Pellegrino, che ha regalato alle staffette dello sci di fondo due podi. Tutti atleti alla fine della loro carriera.

Pellegrino ha appeso gli sci al chiodo a marzo 2026, lasciando un vuoto nello sci di fondo, che ora è senza un leader, capace di nascondere le difficoltà del movimento. Anche Dorothea Wierer, regina del biathlon, che ha fatto uscire il suo sport dalla nicchia nel nostro Paese, raggiungendo trionfi mai visti prima, si è ritirata. Brignone, dopo il miracolo olimpico, è ancora alle prese con la riabilitazione dal grave infortunio dell’aprile 2025. In un’intervista a Eurosport, ha detto che non è più disposta a sciare con il dolore. L’intenzione di tornare c’è, ma vista l’età, 36 anni, e il recupero che dura da 1 anno e mezzo, ci vorrà tempo per rivederla in gara.

Lo stesso vale per Sofia Goggia, che ha patito un’infezione virale durante il ritiro in Sud America. La bergamasca potrebbe rientrare a inizio dicembre, ma non c’è una data certa. Fontana deve ancora svelare il suo futuro nello short track, non è chiaro se proseguirà e se la vedremo in gara questo inverno. Lollobrigida ha annunciato sui social la sua seconda gravidanza e per forza di cose salterà la stagione del pattinaggio di velocità. La campionessa olimpica di 3.000 e 5.000 metri, però, ha manifestato la volontà di puntare ai Giochi 2030 in Francia.

Della “vecchia guardia”, ossia coloro che già nei quadrienni precedenti avevano ottenuto medaglie olimpiche o mondiali, rimangono in piena attività solo Michela Moioli nello snowboard cross, Lisa Vittozzi nel biathlon e Dominik Paris nello sci alpino. Senza i suoi pilastri, l’Italia deve ricostruire il movimento in vista delle Olimpiadi 2030. Può sembrare un paradosso, ma con il ritiro e lo stop forzato di atleti che negli ultimi 15 anni hanno fatto la storia degli sport invernali l’unica via è ripartire. E bisogna farlo dai giovani. Tommaso Giacomel, al rientro dopo l’aritmia cardiaca che lo ha costretto a fermarsi durante la mass start olimpica, ha detto che è stata la sua estate peggiore e difficilmente potrà lottare per la classifica generale, ma è un talento su cui costruire il futuro del biathlon italiano, assieme a Vittozzi. Lo stesso vale per Flora Tabanelli nello sci freestyle. Post bronzo olimpico, la 18enne è stata operata al legamento crociato anteriore del ginocchio destro, fratturato a novembre 2025, e sta ultimando il recupero. Giovanni Franzoni è la grande speranza dello sci alpino. È esploso nella scorsa stagione, vincendo l’argento olimpico in discesa.

Da lui riparte il settore maschile, mentre al femminile punta su Laura Pirovano e Marta Bassino, che rientra nel gigante di Soelden dopo aver saltato l’intera scorsa stagione per infortunio. Tra i giovani talenti c’è anche Simone Deromedis, oro olimpico nello ski cross, che andrà a caccia della Coppa del Mondo generale, dopo aver chiuso secondo negli ultimi due anni. Lo slittino dovrà confermare i fasti di Milano Cortina 2026, dove ha vinto due ori e due bronzi. Tra gli atleti in rampa di lancio ci sono Riccardo Lorello nel pattinaggio di velocità, bronzo nei 5.000 ai Giochi, Elisa Confortola, Thomas Nadalini e Pietro Sighel nello short track. Le certezze restano Andrea Giovannini e Davide Ghiotto nello speed skating e lo snowboard italiano nel gigante parallelo.

Ad aprire il sipario sulla stagione invernale sono sci alpino, short track e pattinaggio di figura, cominciate nella notte. A seguire, il 13 novembre è fissata la prima tappa di Coppa del Mondo di pattinaggio di velocità. Il 21 e 22 novembre partono salto con gli sci, bob e skeleton. Sci di fondo, combinata nordica, freestyle, snowboard e biathlon scattano la settimana successiva; mentre slittino e sci alpinismo debuttano a inizio dicembre. L’Italia ha ancora frecce al suo arco, ma non ha più l’abbondanza che a Milano–Cortina 2026 ci ha consentito di salire sul podio in 12 discipline diverse. Per ritrovarla bisogna ripartire dai giovani, da quelli già affermati, ma soprattutto dagli altri, per mantenere la versatilità che negli ultimi anni ha contraddistinto gli sport invernali italiani e ci ha regalato le gioie a cinque cerchi.

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“Anche al sud la situazione è tragica, ma c’è differenza tra i vandali violenti di Milano e camionisti che con dignità protestano”: così Sofia Goggia

“Sono abbastanza costernata da questa situazione, capisco che le persone abbiano diritto di manifestare, ma la devastazione di negozi no”. A parlare è la campionessa di sci Sofia Goggia a Rtl 102.5, commentando il weekend di fuoco vissuto la settimana scorsa da Milano e in attesa di un altro che potrebbe essere altrettanto complicato. “Pensate che questi atti vandalici vengono compiuti da persone su auto, ad esempio, di altre persone che fanno fatica a pagare un leasing, un mutuo, magari con una famiglia a carico… questo non lo trovo giusto e sono preoccupata anche perché queste manifestazioni stanno avvenendo in tutta Europa”, ha continuato Goggia. “Anche al sud la situazione è tragica, ma c’è differenza tra i vandali violenti di Milano e camionisti che con dignità e protestano”, conclude. Intanto Le scene di guerriglia urbana dello scorso weekend a Milano, con protagonisti giovanissimi e minori incappucciati, hanno alzato in livello di allerta.

E ora un mix di attesa, tensione e preoccupazione accompagna la vigilia dell’annunciata mobilitazione nelle piazze italiane. E con anche una sorpresa. Il profilo social del “Movimento 17 ottobre” annuncia un cambio di strategia. Dopo avere annunciato una serie di piazze nei luoghi simbolo di Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze, Padova, Bari e Genova, annulla tutto. Ma non la mobilitazione.

“Le piazze annunciate sono annullate. Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro“, si legge nel comunicato. Sabato alle 14.30, sui social, verranno comunicati tre luoghi di ciascuna città dove si invitano i manifestanti a presentarsi in gruppo (“non andate da soli”, viene specificato). Dopo un’ora, verrà comunicato un altro luogo da raggiungere in corteo. “Quando lo diremo noi, dove lo diremo noi”, è la frase che chiude il comunicato con il motto “Be water” (sii come l’acqua). Un cambio di strategia che rischia di complicare – e non poco – la gestione dell’ordine pubblico nelle città coinvolte

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Sofia Goggia, velocità e coraggio: una nuova sfida con Prima Assicurazioni

Velocità, istinto e capacità di spingersi oltre i propri limiti. Sofia Goggia ha costruito la propria identità sportiva attorno a queste caratteristiche, diventando negli anni uno dei volti più riconoscibili dello sci alpino internazionale. Una carriera fatta di vittorie e traguardi importanti, ma anche di cadute, infortuni e ritorni che ne hanno messo alla prova la determinazione.

È in questo percorso che si inserisce la nuova collaborazione con Prima Assicurazioni, che ha scelto la campionessa bergamasca come brand ambassador per le prossime due stagioni, fino a maggio 2028. Il logo dell’azienda comparirà sulla giacca termica dell’atleta durante le gare di Coppa del Mondo e dei Mondiali, mentre l’accordo prevede anche iniziative di comunicazione e contenuti dedicati.

Nata a Bergamo nel 1992, Goggia è stata la prima italiana a conquistare l’oro olimpico nella discesa libera, ai Giochi di Pyeongchang del 2018. Quattro anni più tardi, a Pechino, ha conquistato l’argento nella stessa disciplina a soli 23 giorni da un grave infortunio. Ai Giochi di Milano Cortina 2026 è arrivato poi il bronzo, risultato che le ha permesso di diventare la prima atleta a salire sul podio olimpico della discesa libera in tre edizioni consecutive. Il suo palmarès comprende quattro Coppe del Mondo di discesa libera, una di supergigante, 29 vittorie e 69 podi nel circuito mondiale. Numeri che raccontano solo una parte del suo percorso: a caratterizzare Goggia è anche uno stile di gara aggressivo e audace, nel quale il margine tra rischio e prestazione si misura spesso in frazioni di secondo.

È una dimensione in cui la preparazione tecnica deve convivere con la capacità di gestire la pressione e affrontare ogni volta nuove sfide. Aspetti che contribuiscono a rendere la sciatrice un riferimento non soltanto per i risultati ottenuti, ma anche per il modo in cui ha saputo costruire la propria carriera. La collaborazione con Prima Assicurazioni nasce proprio dalla vicinanza dichiarata tra l’approccio della campionessa e quello dell’azienda, che ha fatto dell’innovazione e della volontà di mettere in discussione i modelli tradizionali alcuni dei tratti distintivi del proprio percorso.

«Nella velocità, ogni dettaglio conta: per dare il massimo serve fiducia totale nei propri mezzi e in chi ti supporta», ha commentato Goggia, che vede nel nuovo accordo uno stimolo per affrontare le prossime sfide. «In Prima ho trovato la mia stessa determinazione ad alzare l’asticella, la voglia di innovare e una forte dose di coraggio».

Per l’azienda, come ha spiegato il CEO George Ottathycal, la scelta è legata alla capacità dell’atleta di coniugare talento, preparazione e volontà di migliorarsi continuamente. La partnership si inserisce inoltre nella strategia di rafforzamento della presenza del brand nello sport di alto livello, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico più ampio attraverso figure capaci di parlare a generazioni e interessi diversi. Il nuovo sodalizio accompagnerà Goggia nelle competizioni internazionali delle prossime due stagioni, trasformando la presenza del marchio sulla sua giacca in un elemento visibile di una collaborazione più ampia. Per la campionessa, intanto, il centro resta la neve: le curve da affrontare, i centesimi da guadagnare e quella ricerca continua del limite che, negli anni, è diventata la sua cifra distintiva.

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