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Forum Economico Moneta 2026, Pres. Meloni: “Comprendere l’economia fa essere liberi, chi la racconta offre un servizio al Paese”

“Voglio ringraziare e salutare il direttore Cerno, i vicedirettori, gli editori, la famiglia Angelucci e tutta la redazione de il Giornale e di Moneta. Siamo in dirittura d’arrivo per la legge di Bilancio che faremo approdare in Consiglio dei Ministri. L’obiettivo è far quadrare i conti e mantenere gli impegni presi, a partire dalla difesa dei salari, del potere d’acquisto del ceto medio, delle imprese, della sanità e dei giovani. Cercheremo di fare del nostro meglio per essere all’altezza delle aspettative, nei limiti delle risorse disponibili. Molto spesso sembra che la polemica abbia molto più spazio delle soluzioni che si cerca di dare ai cittadini. Il lavoro che la redazione sta facendo è molto prezioso. In un tempo in cui la carta stampata non se la passa benissimo, avviare questa iniziativa editoriale richiede grande coraggio. Viviamo in un’epoca in cui quando qualcosa accade dall’altra parte del globo ha delle ripercussioni dirette su di noi. Comprendere l’economia è un altro modo di essere liberi e chi la racconta fa un servizio ai cittadini, alle imprese e alla politica. Ringrazio dunque tutti coloro che lavorano e si impegnano per dare speranza all’Italia”. Lo ha detto Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, intervenendo alla prima edizione del Forum Economico Moneta, dal titolo “Competere nel nuovo scenario globale”.

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“La leggerezza è superficialità e derisione? È un pensiero che attribuisco soltanto alla sinistra. Se non sei come loro, se non pensi come loro, se non mangi come loro, allora non va bene”: così Andrea Pucci

“Ho preferito tacere e fare un passo indietro davanti alla lobby e all’intellighenzia. Chi ha scatenato tutto quel putiferio ha la capacità di scatenare gli animi. Di fronte a questo, uno si chiede molto pacatamente che cosa me ne frega di fare queste battaglie. Grazie alla mia carriera e alla mia intellighenzia ho raggiunto dei risultati che posso fregarmene e basta”, spiega Andrea Pucci in un’intervista a “Il Giornale” tornando sull’ormai famoso passo indietro a “Sanremo 2026“.

Il comico, considerato vicino al centrodestra, il prossimo 31 ottobre porterà il suo spettacolo, “Dove eravamo rimasti?“, all’Unipol Dome di Milano davanti a tredicimila persone: “La leggerezza è superficialità e derisione? È un pensiero che attribuisco soltanto alla sinistra. Se non sei come loro, se non pensi come loro, se non mangi come loro, allora non va bene”, continua il comico milanese. Andrea Baccan, questo il suo vero nome, rivendica la sua “comicità del popolo” ed è protagonista del nuovo film “Se c’ero dormivo” con Martina Colombari e la regia di Fausto Brizzi: “Proprio con lui, che è un intellettuale di sinistra marito di Silvia Salis, insomma ci siamo capiti subito, cosa me ne frega se è comunista (ride, ndr). Un giorno mi telefona e mi fa: ho un film per te. È un film anti woke e dire che la moglie è la regina del woke. Uscirà a metà febbraio 2027 poco prima o poco dopo Sanremo”.

Nell’intervista rilasciata al quotidiano diretto da Tommaso Cerno, Pucci non risparmia nemmeno “Zelig“: “Non voglio più avere l’esposizione mediatica e televisiva che ho avuto. So quello che valgo e ho imparato a essere un po’ scorpione. Ad esempio, a Zelig non mi facevano andare, poi sono andato e una sera Giancarlo Bozzo (un autore storico della trasmissione, ndr) mi abbraccia e mi fa grazie grazie, sembrava mio fratello. Poco tempo dopo, su Vanity Fair ha detto: Mai piaciuti i comici di destra, specialmente quel Pucci lì. È una battaglia impari, basta“, conclude il comico.

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