❌

Reading view

Meloni urla “vergogna” ai giudici: ma lo specchio guarda dal lato sbagliato

“Vergogna, vergogna”, ha urlato, con faccia stravolta e toni alterati, ancora una volta ha insultato i magistrati, la divisione dei poteri, la Costituzione antifascista. Il suo “vergogna”, paradosso nel paradosso, era rivolto contro chi ha scarcerato Youssef Siher, accusato di essere capo, mandante, teorico della sovversione, attraverso il suo blog e i messaggi lanciati il giorno dopo gli scontri milanesi. Avevamo in casa il capo di una rivoluzione armata e violenta e nessuno se ne era accorto?

Nel frattempo fascisti di ogni risma si infiltrano, provocano, pestano, ma i governanti indicano al pubblico ludibrio studentesse e studenti in lotta per la difesa della scuola pubblica, oppure identificano e portano in questura gli studenti del Tufello.

Nel mirino ogni pensiero critico, torna il fermo preventivo, si aggrediscono e insultano i magistrati.
La sconfitta referendaria li ha mandati al manicomio, vogliono la rivincita, hanno giocato la carta della legge elettorale truffa per garantire la maggioranza ad una minoranza, per “conquistare” il Quirinale e tutte le istituzioni di garanzia.

Quel “vergogna, vergogna” non dovrebbe scagliarlo contro i giudici, ma urlarlo con sdegno e forza davanti allo specchio di casa sua.

L'articolo Meloni urla “vergogna” ai giudici: ma lo specchio guarda dal lato sbagliato proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

La Russa ritirerà la querela contro Ponzani in cambio di pubbliche scuse: questa destra odia la memoria

Il signor Ignazio Benito La Russa si è detto disponibile a ritirare la querela contro la “signora” Michela Ponzani in cambio di pubbliche scuse.

La professoressa, storica rigorosa e stimata dalla comunità scientifica per la sua serietà, ha respinto la richiesta, lo ha invitato a querelare, a confrontarsi in tribunale, e a chiamarla professoressa. Non sarà facile per il signor La Russa dimostrare la sua estraneità a quei cortei non autorizzati, compreso quello da dove partirono le bombe che colpirono l’agente Marino.

Sarà il caso di ricordare che il signor La Russa, insieme a Salvini, è stato tra i più attivi nel reclamare ed esibire le teste di Roberto Saviano e Sigfrido Ranucci. Telemeloni ha accolto le loro richieste, ma non sempre si può trovare un cortigiano pronto a inchinarsi. Quelle dichiarazioni la professoressa Ponzani le ha rilasciate durante la trasmissione “Otto e mezzo” condotta da Lilli Gruber, la replica non è stata oscurata, e la professoressa non farà un solo passo indietro.

Sara il caso di ricordare che questa destra odia la memoria, vuole cancellare la matrice, non casualmente proprio il signor La Russa ha più volte minacciato, deriso, diffamato il giornalista Paolo Berizzi, unico cronista sotto scorta in Europa per le minacce ricevute da gruppi nazifascisti. Berizzi ha il solo torto di ricordare ogni giorno le imprese, di ieri e di oggi, di chi non ha mai reciso il legame con Mussolini, Salo, Giorgio Almirante…

Se e quando vi sarà la prima udienza che vedrà di fronte il signor La Russa e la professoressa Ponzani, sarà nostro compito schierare la “scorta mediatica”, non solo per solidarizzare con chi ha respinto arroganza e intimidazione, ma anche per solidarizzare con la Costituzione antifascista.

L'articolo La Russa ritirerà la querela contro Ponzani in cambio di pubbliche scuse: questa destra odia la memoria proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  
❌